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Conferme

Da Democrazia Atea in e-mail l’8 Giugno 2018 dc:

Conferme

Eccolo qui il governo del cambiamento, tutto intatto nel suo becero conservatorismo ultracattolico.

Che ti combina il nuovo Ministro della Istruzione?

Le agenzie riferiscono di un comunicato dal suo ufficio stampa: “Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti condivide pienamente l’idea di un concorso riservato per i docenti di religione“.

E bravo!

Il primo comunicato a chi lo riserva?

Agli insegnanti della mitologia cattolica.

Riflessione, tempo disteso della conoscenza, pensiero critico-analitico, gratuità, inclusione, laicità: tutta roba che non serve, anche perchè a questi, pure se la spieghi loro dieci anni di fila, non capiscono.

A costoro non servono donne e uomini liberi, servono i non-pensanti, occorrono “muscoli saldi e garretti di acciaio”, occorrono dio e patria.

Il bello è che questo ha persino superato la Fedeli, il che è tutto dire, perchè mentre il precedente Ministro aveva avviato un concorso ordinario, il Ministro del cambiamento, d’accordo con la CEI, farà addirittura un concorso riservato.

Si conferma il giudizio già espresso: è un Governo emetico.

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Comunione e discriminazione

Da Democrazia Atea il 10 Maggio 2015 dc:

Comunione e discriminazione

Erano molte le religioni primitive, soprattutto nell’antica Grecia, nelle quali si praticava la teofagia, intesa come consumo rituale di cibo considerato parte stessa della divinità.

La teofagia non è altro che la metamorfosi religiosa simbolica della antropofagia.

Nell’età contemporanea è presente ancora in molti culti, tra i quali quello cattolico, nel quale prende il nome comune di “comunione”.

In Italia è sempre più frequente che il predetto rituale di teofagia costituisca motivo di discriminazione nei confronti di coloro che non lo praticano.

È anche accaduto che alcune maestre di scuola elementare in Toscana, ritenendo di fare cosa gradita al loro dio, abbiano discriminato nella loro classe i bambini esonerati dal rituale teofago facendo regali solo a coloro che invece lo praticavano.

Le riforme scolastiche che il PD sta imponendo al Paese vanno nella direzione della scuola confessionalistica che è l’esatto contrario della scuola pubblica e laica.

Ad oggi, però, questa deriva non si è ancora compiuta e possiamo ancora affermare che le maestre che premiano i rituali teofagici in classe sono responsabili, quantomeno sotto il profilo risarcitorio, di atti di discriminazione.

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L’assurdo di Napoli

da Democrazia Atea 21 Marzo 2015 dc:

L’assurdo di Napoli

Luigi De Magistris, già collaudato baciatore di ampolle, Sindaco di una città della Repubblica italiana, offre al monarca vaticano le chiavi della città di Napoli, e lo fa con “deferente gratitudine”.

De Magistris, ex magistrato, già condannato in primo grado, non si accontenta di questa “sottomissione” teocratica, e, nella veste istituzionale che ancora ricopre, chiede al capo di Stato di una monarchia nella quale il codice canonico ha prevalenza giuridica sul codice penale “l’affermazione dei Principi di Giustizia e Legalità”.

Il monarca vaticano, dal canto suo, nel giorno in cui si viene a sapere che le automobili vaticane erano utilizzate per un traffico di oro e diamanti nel Burundi, chiede ai criminali di convertirsi al cattolicesimo.

Sembra il canovaccio di una commedia di Ionesco, ma di assurdo c’è che è tutto reale.

Carla Corsetti
Segretario Nazionale di Democrazia Atea

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Hanno ucciso Intissar

da Democrazia Atea il 24 Febbraio 2015 dc (pubblicato anche su mio sito Jàdawin di Atheia alla pagina Politica e Società-12 2015 dc):

Hanno ucciso Intissar

È stata uccisa a Tripoli Intissar Al Hassari.

Le hanno sparato perché era una attivista e faceva parte del movimento “Donne libiche per l’illuminismo”.

Chiedeva il disarmo delle milizie e accusava apertamente i miliziani dell’ISIS delle brutalità commesse in nome del fondamentalismo religioso.

Aveva aperto una biblioteca-bar tenuta da una cooperativa femminile, nel centro di Tripoli e su Facebook invitava la gente a donare libri nella convinzione che la cultura può vincere sulla violenza.

Ha pagato con la vita il suo impegno per la libertà nel suo Paese.

Democrazia Atea esprime il proprio cordoglio per la sua morte.

A mai più.

La Segreteria Nazionale di Democrazia Atea

Cultura, Laicità e Laicismo, Politica e Società

Scuola medievale

da Democrazia Atea il 28 Agosto 2014 dc:

Scuola medievale

La riforma della scuola, preannunciata nelle linee essenziali, si prospetta in linea con le precedenti riforme berlusconiane.

Colpisce il sistema premiale previsto per gli insegnanti virtuosi.

Il virtuosismo preteso dagli insegnanti è di certo una qualità che merita di essere approfondita.

La scuola pubblica, che nel dettato costituzionale avrebbe dovuto essere laica e autonoma, è stata progressivamente trasformata da Berlusconi in confessionale e dirigistica, con la complicità di certa magistratura amministrativa più che compiacente.

Renzi, delfino di Berlusconi, si pone in perfetta continuità con il suo mentore, continuando a smantellare ogni ipotesi di autonomia, in una gerarchizzazione e burocratizzazione penalizzante per gli insegnanti e, di riflesso, per gli studenti.

Il virtuosismo preteso dagli insegnanti si declina, inevitabilmente, con una valenza moralistica posto che la terminologia usata, inserita nel contesto scolastico ormai confessionale, si risolve in una sottomissione ai vertici e in una repressione delle eventuali posizioni di dissenso.

Affidare ai dirigenti scolastici la valutazione degli insegnanti virtuosi, e mettere nella loro disponibilità la possibilità di ricompensare gli insegnanti con somme di denaro, significherà medievalizzare la scuola in un sistema in cui la dirigenza, grazie alle precedenti riforme, è già interpretata come feudo e dove gli insegnanti dovranno comportarsi da valvassori idioti proni alle angherie del feudatario di turno.

Cosa diversa sarebbe stata, ad esempio, una riforma volta alla autonomia degli istituti, con una dirigenza elettiva espressa da un collegio di docenti e personale ATA, a tempo determinato, fino a nuova elezione.

Il rapporto tra dirigente e insegnanti sarebbe stato costruito su una premessa certamente democratica, che oggi invece è negata.

Se la scuola pubblica nel dettato costituzionale doveva essere espressione della democrazia inclusiva, oltre che del merito derivante dalle competenze, oggi viene smantellata da un Presidente del Consiglio che si è formato come boy scout.

Lo scoutismo è una delle tante organizzazioni giovanili cattoliche nelle quali si opera nella negazione dei principi costituzionali.

Tra gli scouts non c’è democrazia inclusiva perché chi non è cattolico ed eterosessuale non può farne parte.

Tra gli scouts matura il convincimento che la competenza che si acquisisce attraverso lo studio è secondaria rispetto all’apprendimento che si attua attraverso l’esaltazione delle esperienze pratiche.

Non c’è parità di genere tra gli scouts e non è difficile incontrare orde di ragazzotti sessuofobici, pronti a farsi paladini di una religiosità fondamentalista.

Pensare che queste devianze non abbiano influito sullo scout Renzi è pura illusione.

C’è da augurarsi uno protesta estesa ed articolata e Democrazia Atea non si sottrarrà all’impegno di difendere un sistema scolastico che sia aderente alla Costituzione.

Carla Corsetti
Segretario Nazionale di Democrazia Atea

Ateoagnosticismo, Laicità e Laicismo, Politica e Società

Laique e Laico

da Democrazia Atea www.democrazia-atea.it 30 Luglio 2014 dc:

Laique e Laico

Alcuni linguisti dicono che la lingua è l’uso che se ne fa, ovvero l’uso che ne fa nel quotidiano la maggioranza della gente che parla quella lingua.
 
In Francia con il termine laïque la maggioranza dei francesi intende comunemente “colui che esige la separazione tra lo Stato e le religioni”.
 
Tuttavia, in Italia, con il termine laico la maggioranza degli italiani, nell’uso quotidiano che fa di tale termine, intende “cattolico non chierico”.
 
Laico, in Italia, per esempio, è l’inserviente del convento.
 
Può quindi accadere che un candido laicista, sentito che un italiano si dichiara laico, gli chieda: “Allora anche tu vuoi la netta separazione tra lo Stato e le religioni?”
 
E che poi, con la bocca aperta e gli occhi strabuzzati, si senta rispondere: “Ma manco per niente, io voglio che noi cattolici continuiamo ad avere tutti i privilegi che abbiamo, anzi, se possibile dovremmo rimarcare anche di più il fatto che l’Italia è cattolica, gli altri possono al massimo essere tollerati, specie ora che arrivano tutti questi pericolosi alieni.”
 
Ah …
 
È vero che la Corte Costituzionale ha statuito il supremo principio costituzionale di laicità dello Stato, ma nel farlo ha usato la formula “Supremo Principio di laicità o non-confessionalità”.
 
Ed è quel “o non-confessionalità” che marca la differenza tra la competenza linguistica dei giudici della Corte Costituzionale e il candido laicista.
 
Se in italiano volete dire laïque senza ingenerare equivoci sorrisi di assenso nell’interlocutore cattolico, dovete usare non-confessionale.
 
Allora vedrete che il “laico” ci terrà subito a rimarcare che lui è cattolico e giammai non-confessionale.
 
Laïque (colui che esige la separazione tra lo Stato e le religioni) è falso amico di “laico” (cattolico non chierico), è invece sinonimo inequivocabile di non-confessionale (colui che esige la separazione tra lo Stato e le religioni).
 
In questo caso, evitare i falsi amici è semplice e redditizio. Perché insistete con la traduzione letterale?
 
Fiorenzo Nacciariti

Politica e Società

Incubo

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da Democrazia Atea, 23 Novembre 2013 dc

Incubo

Nell’immaginario collettivo si è alimentata la predominanza della funzione punitiva delle carceri, propria delle società tribali, a tutto svantaggio della finalità rieducativa che, in Italia, ha rango costituzionale.

L’articolo 27 della Costituzione così recita: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.

È preoccupante come la tendenza generale delle riforme adottate negli ultimi anni dai nostri governi, stia tentando di svilire sia il nostro sistema carcerario e sia il nostro sistema giudiziario su modello statunitense, uno dei peggiori in termini di garanzie e di giustizia.

Se il nostro sistema è farraginoso e ingiusto nelle sue lungaggini, quello statunitense è senza dubbio più veloce ma privo di qualunque riferimento al diritto.

Negli Stati Uniti i processi non si fanno perché nel 90% dei casi si patteggia.

Le sentenze non vengono scritte perché la condanna che emana ogni giudice è di poco più lunga di uno scontrino fiscale.

I detenuti non fanno appello e in assenza di motivazioni, che nel nostro sistema rendono addirittura nulla la sentenza se non adeguatamente indicate, i detenuti non sanno nemmeno con quale iter logico i giudici sono arrivati ad emanare un verdetto di condanna.

I procuratori negli Stati Uniti hanno da sempre le “carriere separate” dai giudici mentre da noi la separazione delle carriere è invocata ininterrottamente da Licio Gelli sin dal 1982, e fortunatamente è ancora inattuata ma non si sa fino a quando.

I procuratori americani dipendono dal sistema politico e quindi sono, nella maggior parte dei casi, corrotti e scorretti, inclini finanche a fabbricare prove e istruire testi falsi pur di vincere un processo che giovi alla loro carriera.

In Italia, per quanto la giustizia sia un elefante arenato nel fango, non abbiamo ancora raggiunto i livelli di bestialità raggiunti dal sistema americano, né per quanto riguarda l’amministrazione della giustizia, né per quanto riguarda il sistema carcerario.

Negli Stati Uniti non esiste il rispetto dei diritti umani, mentre da noi la Corte dei Diritti dell’Uomo vigila e condanna, a conferma che il sistema ha ancora una possibilità di essere migliorato.

Quello statunitense non ha nemmeno questa speranza ed è inaccettabile che i nostri Ministri facciano a gara per imitarlo.

Appiattirsi sui modelli americani, in tema di detenzione e di giustizia, significa inequivocabilmente minare le fondamenta del nostro sistema democratico.

Il sogno americano, guardato attraverso le patologie del loro sistema carcerario e giudiziario, non è altro che un pessimo incubo angosciante e in Italia ne possiamo anche fare a meno, abbiamo già abbastanza incubi per conto nostro.

La Segreteria Nazionale di Democrazia Atea
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Politica e Società

Saldi di agosto

da Democrazia Atea 14 Agosto 2012 dc:

Saldi di agosto

Nel gennaio del 2012 Democrazia Atea con una lettera aperta al Presidente Monti denunciava che le manovre di risanamento non sarebbero servite a sistemare i nostri conti interni quanto piuttosto a creare il fondo istitutivo del MES.

La tassazione straordinaria imposta dal Governo si sarebbe tradotta in una inutile perdita di diritti, dalla sanità alla tutela del lavoro, faticosamente conquistati negli anni precedenti.

La Banca d’Italia ha diffuso un bollettino che, per quanto inquietante, non turberà le vacanze ferragostane dei più.

I dati diffusi confermano l’inutilità delle manovre di contenimento della spesa pubblica e i fondi dirottati verso il MES hanno reso inutile ogni speranza di intaccare il debito pubblico.

Il deficit pubblico (in sintesi il saldo tra le spese e le entrate dell’anno corrente) si profila per il 2012 come ingestibile e tale da incrementare a dismisura il debito pubblico (in sintesi il debito dello Stato consolidato negli anni e coperto dall’emissione di titoli pubblici).

Il prossimo passo sarà quello di propinarci come ineludibile la vendita dei beni pubblici, il nostro Patrimonio.

Sappiamo già che le banche in questo frangente stanno compilando la “lista della spesa” e i partiti, dal PD al PDL passando per l’UDC, si stanno appostando vicino alle casse, con la mano tesa, sicuri che dalla vendita qualche spicciolo per la “mancia” resterà nelle loro tasche.

Democrazia Atea propone piuttosto la vendita di tutti i beni di proprietà dello Stato inclusi nel FEC – Fondo Edifici di Culto- e oggi affidati gratuitamente agli enti ecclesiastici.

La segreteria nazionale di Democrazia Atea
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Ateoagnosticismo, Comunicati, Laicità e Laicismo, Politica e Società

Assemblea Nazionale di Democrazia Atea

Comunicato in e-mail del 28 Febbraio 2011 dc:

Assemblea Nazionale di Democrazia Atea

25 Giugno 2011 Roma – Centro Congressi Cavour

Cari Demoatei,

il 25 giugno 2011 ci ritroveremo nella prima Assemblea Nazionale di Democrazia Atea.

Nella costruzione del nostro progetto politico questo evento avrà un significato ulteriore rispetto alle attività sinora svolte, perché ci consentirà un confronto diretto e personale sulle prospettive future del Partito. Concentreremo i lavori in una sola giornata con l’introduzione del Segretario e, a seguire, gli interventi dei membri della Segreteria. Tutti i partecipanti potranno prendere la parola e vi chiediamo cortesemente di comunicarlo preventivamente in modo da consentirci di predisporre un ordine degli interventi. I lavori saranno chiusi con una relazione finale del Segretario. Non poniamo limiti alle tematiche degli interventi dei partecipanti, purché, naturalmente, attinenti al nostro programma e alle nostre finalità statutarie, con riferimenti alla politica nazionale e internazionale.

Democrazia Atea non ha finanziatori occulti e sinora ha potuto contare sull’autofinanziamento dei propri tesserati. Se eravate già tesserati nel 2010 vi chiediamo di rinnovare la tessera per il 2011. Se non eravate tesserati vi invitiamo a farlo. Se non desiderate tesserarvi, vi chiediamo una donazione anche esigua che ci consentirà di sostenere i costi di questo evento. Sono le piccole donazioni infatti che ci rendono liberi.

L’appuntamento è presso il Centro Congressi Cavour a Roma, all’uscita della Stazione Termini. Per chi dovrà raggiungerci da altre Regioni, vi segnaliamo che i treni Freccia Rossa coprono le tratte Milano/Roma, Venezia/Roma, Lamezia/Roma Bari/Roma, Genova/Roma e particolari sconti del biglietto sono previsti se si effettuano viaggi andata e ritorno in giornata, cui si aggiunge un ulteriore sconto se si effettua la prenotazione on line.

Sarà possibile organizzare i propri spostamenti tenendo conto che i lavori dell’Assemblea inizieranno alle ore 10 e termineranno alle ore 18. Contiamo sul vostro sostegno e sulla vostra presenza che avrete cura di confermare al nostro indirizzo info@democrazia-atea.it .

Stiamo progettando insieme una idea di Stato condivisa, l’Assemblea sarà il contesto e l’occasione per dare voce concreta e progettualità effettiva alle nostre idee.

Vi aspettiamo.

Carla Corsetti

Segretario Nazionale di Democrazia Atea
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Ateoagnosticismo, Politica e Società

Carla Corsetti: Nella scuola di mio figlio non deve esserci il crocifisso

Dal blog http://www.democrazia-atea.it/ , 16 Febbraio 2010 dc:

Comunicato Stampa – da pubblicare e diffondere

Carla Corsetti: Nella scuola di mio figlio non deve esserci il crocifisso

Chiara CorsettiFrosinone (Ceprano) – «La sottoscritta genitrice/difensore inoltrava al Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo di Ceprano l’invito alla immediata rimozione del crocifisso nell’aula frequentata dal proprio figlio, sostenendo che: la predetta affissione è in violazione dei principi di laicità sanciti dalla Costituzione ed inoltre che l’esposizione di un simbolo di morte non è compatibile con i principi di civiltà democratica cui intendo educare mio figlio».

È quanto si legge nel ricorso che l’avvocato Carla Corsetti ha notificato a Mariastella Gelmini, Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, e al Dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Statale di Ceprano. “Il TAR del Lazio, Sezione Distaccata di Latina” commenta Corsetti “dovrà decidere se l’Istituto Comprensivo di Ceprano ha posto in essere o meno un grave atto discriminatorio contro il minore in violazione dei principi costituzionali, in violazione dei principi della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali e infine in violazione della sentenza della Corte Europea del 3.11.2009. Stiamo anche valutando la responsabilità del Dirigente e dei componenti del Consiglio di Istituto per la violazione dell’art.3 della Legge 654/1975 che punisce con la reclusione sino a tre anni chi commette atti di discriminazione per motivi religiosi. Vorrei ricordare” aggiunge l’avv. Corsetti “che la Corte di Cassazione ha assolto il giudice Luigi Tosti in relazione all’accusa di omissione di atti d’ufficio per essersi rifiutato di tenere udienza nelle aule in cui il crocifisso era esposto, e in quella sentenza la Corte ha premesso che l’udienza si era svolta in un’aula priva del simbolo confessionale”.

La battaglia di laicità intrapresa dall’avv. Carla Corsetti è rilevante sotto molteplici aspetti perché Corsetti, oltre ad essere avvocato e madre del minore discriminato, è  il Segretario Nazionale del partito Democrazia Atea www.democrazia-atea.it . In attesa che la Grande Camera deliberi sul ricorso promosso dal Governo italiano contro la sentenza che dava ragione ai coniugi Albertin-Lautsi, l’avv. Corsetti aggiunge un altro tassello a questa importante battaglia di civiltà: “Se è vero che per i cattolici il crocifisso è simbolo di tolleranza, lo dimostrino e accettino di viverlo nel privato senza imporlo con prevaricazione a chi non condivide la stessa simbologia”. Il documento del ricorso di Carla Corsetti è pubblicato sul sito di Democrazia Atea ed è a disposizione di tutte quelle famiglie costrette a subire la stessa violazione.

Richiedi il word del Ricorso di Carla Corsetti

per la rimozione del crocifisso nella scuola.

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Fonte: Democrazia Atea www.democrazia-atea.it

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