Ateoagnosticismo, Cronaca, Laicità e Laicismo, Politica e Società, Sessualità

Sesso, droga e Vaticano

da Democrazia Atea 2 Dicembre 2014 dc:

Sesso, droga e Vaticano

Qualche tempo fa intercettarono in Germania una partita di cocaina diretta al Vaticano, che fu spedita utilizzando dei profilattici.

Dunque dalle parti del Vaticano avevano trovato un utilizzo dei profilattici alternativo a quello per il quale sono stati prodotti, avendo sempre condannato ogni forma di prevenzione dal contagio di Hiv trasmissibile per via sessuale.

Hanno ottenuto, in questi decenni, un doppio risultato: le persone contagiate da Hiv si sono sentite moralmente condannate dalla comunità perché la compromissione del loro stato di salute è stata associata ad una sessualità libertina, mentre le persone non contagiate si sono sentite “virtuose” agli occhi di tutti, per il solo fatto di non essersi contagiate.

Qualche anno fa alcune agenzie di stampa si erano sbizzarrite nel dire che Ratzinger aveva modificato la “tradizionale” posizione della Chiesa Cattolica contro l’uso dei profilattici, ma la notizia era stata immediatamente smentita dalla Congregazione per la dottrina della fede che si era precipitata a riaffermare il solito ritornello medievale, attribuendo l’errata interpretazione delle parole del monarca ad una imprecisa traduzione dal tedesco.

La Chiesa cattolica era ed è rimasta contro l’uso del profilattico e la dottrina morale della Chiesa non è mai cambiata: hanno continuato a combattere l’uso del profilattico, con consapevolezza criminale, anche di fronte alla certezza del contagio da Hiv.

C’è ancora qualche sprovveduto che non riesce a mettere insieme cause ed effetti, e magari continua a sostenere che quanto propalato dall’organizzazione cattolica in tema di profilattici, attraverso i rappresentanti di quello Stato extracomunitario, compresi i rappresentanti periferici, in definitiva non possa incidere più di tanto nelle abitudini degli italiani.

Stavolta dovranno prendere atto del contrario.

L’avversione al profilattico decisa dal Vaticano è stata talmente interiorizzata dagli italiani da incidere sulle statistiche planetarie sulla diffusione dell’aids.

In Italia, infatti, secondo le cifre fornite nel novembre 2014 dall’ONU, si ha la più alta prevalenza di persone affette da Hiv in Europa occidentale.

Stavolta il finto rivoluzionario Bergoglio non ha emanato alcun provvedimento per modificare l’andamento di un contagio di cui l’organizzazione religiosa che presiede è moralmente responsabile.

Del resto da quelle parti i profilattici preferiscono usarli per riempirli di cocaina.

Carla Corsetti
Segretario Nazionale di Democrazia Atea

Ateoagnosticismo, Comunicati, Cultura, Laicità e Laicismo, Politica e Società

9-Ciclo di conferenze marzo-maggio 2014

9-Ciclo di conferenze marzo-maggio 2014 del Circolo Culturale Giordano Bruno di Milano

Ateoagnosticismo, Laicità e Laicismo, Politica e Società

Per nessuno

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Democrazia Atea, 18 Novembre 2013 dc

Per nessuno

Giorgio Napolitano qualche anno fa ha ricevuto dal monarca vaticano l’onorificenza dell’Ordine Piano, detto anche Ordine di Pio IX, e da buon ex comunista non ha resistito al piacere di fregiarsi di un titolo nobiliare.

Giorgio Napolitano non poteva certo rifiutarlo ben sapendo che, in passato, era stato conferito a personaggi come Benito Mussolini.

Tra i beneficiari più recenti invece si annoverano Roberto Maroni, Gianni Letta e Massimo D’Alema.

Sono finiti i tempi in cui i comunisti venivano scomunicati dal Vaticano per l’appartenenza politica, e sono iniziati i tempi della sudditanza spasmodica.

Il nostro Presidente della Repubblica ha accettato di buon grado questa onorificenza in virtù della quale, come Cavaliere Pontificio, avrà il privilegio di “scortare il vescovo all’ingresso ed all’uscita della Cattedrale, a sedersi alla destra dell’altare, ponendo la sciabola a terra e mantenendo la feluca in capo parimenti alla mitria del vescovo” insomma un cerimoniale imperdibile per il Presidente di una Repubblica che ha, tra i suoi principi fondamentali, quello della laicità.

Poiché al peggio non c’è mai fine, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto il monarca vaticano nella sua residenza repubblicana e si è profuso in lodi sperticate omettendo di sottolineare che il Capo di Stato, cui rivolgeva le sue parole di stima, governa senza democrazia uno Stato anomalo la cui popolazione è di soli uomini.

Napolitano ha mostrato di aver già dimenticato le frasi pronunciate nei confronti del monarca emerito dimissionario al quale, con deferenza imbarazzante, disse che, tra le cose più belle del suo settennato, c’era stata l’amicizia con Ratzinger.

Ora quel monarca è dimissionario, il Vaticano si divide la torta del potere tra i bertoniani e i novelli bergogliani, fagocita 10 miliardi di euro l’anno depredando gli italiani, mantiene aperta la partita dello IOR, e in tutto questo il Presidente della Repubblica italiana, al suo secondo settennato, loda un Capo di Stato straniero definendolo un esempio per l’intera classe dirigente italiana.

A rigor di logica l’esempio di una Nazione dovrebbe essere il suo Presidente e non un monarca confinante.

Sorge il dubbio che Napolitano abbia la consapevolezza di non poter essere d’esempio per nessuno.

Carla Corsetti
Segretario nazionale di Democrazia Atea
http://www.democrazia-atea.it

Politica e Società

Le dimissioni di Ratzinger

tre articoli inviatimi tra l’11 e il 14 Febbraio 2013 dc, che fondo in un unico articolo

Le dimissioni di Ratzinger

di Lucio Garofalo

Secondo la profezia di San Malachia Benedetto XVI, che ha appena annunciato le sue dimissioni, sarebbe il penultimo papa della storia. Si tratta di una profezia millenaria che parte esattamente dal 1143, anno della elezione di Celestino II. Nella profezia sono descritti minuziosamente tutti i papi a succedersi fino al 112°. Papa Ratzinger è il 111°.

Personalmente escludo che alla base delle inopinate dimissioni di Ratzinger abbia agito una (umanissima) decisione legata a motivi di salute. Francamente non ci credo, a maggior ragione alla luce dei feroci conflitti intestini che dilaniano la Chiesa Cattolica romana. In merito a questo strano pontefice di nazionalità tedesca mi ero formato complessivamente un’idea tratteggiata in termini assai negativi. Ratzinger è oggettivamente una figura ambigua e controversa che, su temi civili di indubbia rilevanza come il sesso, l’aborto e l’omosessualità, non ha certo brillato per iniziativa o per apertura mentale, nella misura in cui si è limitato a ribadire e riconfermare in modo categorico le posizioni oscurantistiche, retrive e misoneistiche espresse da sempre dalla curia pontificia romana. Per non parlare della delicatissima questione dei preti pedofili.

Nel contempo, però, è doveroso aggiungere e riconoscere alcuni elementi significativi.

Nello specifico mi riferisco ad alcune posizioni parzialmente innovative e progressiste, sostenute con coraggio dal papa appena dimissionario, in materia di evoluzionismo darwiniano e su altri argomenti di carattere scientifico, come non bisogna dimenticare la svolta, in chiave fortemente autocritica, avviata già con il precedente pontificato, in particolare rispetto alla vicenda di Galileo Galilei, su ispirazione di Joseph Ratzinger.

E’ giusto ed opportuno rammentare che in passato Ratzinger fu un difensore dei preti operai ed ha sostenuto i prelati brasiliani che protestavano contro le ingiustizie sociali e ai quali fu rimproverato l’appoggio massiccio fornito a Lula. Inoltre Ratzinger si recò a Cuba contro la volontà dei circoli di potere ecclesiastici. Era nota la sua alleanza con Carlo Maria Martini, e ripeto il fatto che molte autocritiche storiche della Chiesa furono opera sua tramite il precedente papa. Bisogna tener conto altresì del tentativo compiuto da Ratzinger al fine di far luce sugli oscuri segreti delle finanze vaticane, a cominciare dalla famigerata banca dell’IOR. Non tutti sono al corrente del fatto che il fiduciario del papa, che voleva indagare sulle finanze occulte del Vaticano e della Chiesa Cattolica, è stato buttato fuori senza troppi complimenti e contro la volontà dello stesso Ratzinger.

Pertanto credo che le dimissioni di Ratzinger si possano spiegare nel quadro complessivo delle aspre lotte intestine esplose all’interno della curia pontificia romana.

Mi rendo conto che discutere di pontefici e di Vaticano presuppone una conoscenza ampia ed approfondita delle complesse dinamiche che regolano e condizionano i rapporti di forza all’interno della curia pontificia romana e, più in generale, del mondo ecclesiastico, ed, in modo più specifico, una conoscenza dei legami esistenti tra i centri di potere della finanza vaticana ed altri circoli del potere economico-finanziario e politico internazionale. Conoscenze che, detto sinceramente, non possiedo a sufficienza.

Le dimissioni annunciate da papa Benedetto XVI non sono ovviamente riducibili, come si vorrebbe far credere,  ad una mera questione di anzianità. Da quel che se ne sa nessun serio problema di salute affligge Joseph Ratzinger. E’ comunque inaudito (nel senso etimologico del termine) un evento del genere, che rappresenta la trasgressione ad un codice millenarista da parte di un teologo tradizionale così rigoroso,  che comprende bene come questo evento “laicizzi”, per così dire, la più ieratica delle figure religiose.

Si tratta evidentemente d’altro. Lo sfondo di questa vicenda singolare è l’esaurimento della funzione storica svolta dalla Chiesa Cattolica in quanto dispensatrice di pietismi e di rassegnazione, una funzione velenosa e nefasta che il vecchio barbuto ebreo di Treviri (ossia Karl Marx) paragonava al potere distruttivo e debilitante delle droghe psicotrope.

Nel quadro di questo inarrestabile declino storico prendono forma le due tendenze che, entrando in conflitto tra loro, hanno schiacciato il mediatore tra esse, ossia Ratzinger: da una parte la protervia reazionaria sotto forma di rigidità teologica e dall’altra l’inquietudine di una Chiesa che si sente ormai fuori dalla realtà e cerca di trovare un aggancio al mondo contemporaneo. Una lotta senza quartiere, una lotta di potere e per il potere, assai più feroce di quanto si possa immaginare, non senza delitti, non senza assassinii occulti, che avviene sul solaio marcio di una decadenza sempre più rapida.

Pertanto, il contesto storico-politico generale in cui è possibile inquadrare la clamorosa scelta delle dimissioni di Benedetto XVI, che sortirà effetti inevitabilmente dirompenti sia all’interno che all’esterno del mondo ecclesiastico, è l’insieme vasto e complesso delle contraddizioni esplose con violenza tra le opposte fazioni all’interno del Vaticano.

Un aspro e feroce conflitto che lacera e destabilizza i vertici della Chiesa Cattolica già da diverso tempo, ma che il precedente pontificato è riuscito in qualche misura a gestire e mediare senza gravi ripercussioni o gesti eclatanti, almeno a livello politico ufficiale.

Credo di cogliere nel segno quando affermo che tali dimissioni servono a “laicizzare la più ieratica delle figure religiose”. Credo sia proprio questo il punto centrale della questione, la chiave esplicativa dell’intera vicenda. Ho il sospetto che tale decisione sia maturata indubbiamente nel quadro delle dinamiche complessive già ampiamente descritte in precedenza, ma sia stata prodotta anche con l’intento preciso di suscitare scalpore, per rendere più “laica ed umana” una figura “ieratica” come quella pontificale, al fine di ridurre le distanze tra i vertici del Vaticano e il mondo secolare.

Si tratta evidentemente di una scelta di “marketing pubblicitario”, un atto ideologico e propagandistico teso a promuovere l’immagine della Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

Al di là dei meriti indiscutibili ed innegabili da ascrivere a papa Ratzinger a proposito del rapporto tra teologia ed evoluzionismo darwiniano e, più in generale, rispetto al rapporto tra religione e scienza, non c’è altro da ascrivere a favore di Benedetto XVI.

Nel merito specifico delle sue dimissioni, l’unica ipotesi che riesco a formulare per provare a comprendere e a spiegare le ragioni di un gesto così eclatante e dirompente è proprio quella di un tentativo di “laicizzare ed umanizzare” in maniera strumentale l’immagine (ho detto l’immagine, non la sostanza) della Chiesa per riagganciarla al mondo contemporaneo, rilanciando in tal guisa il ruolo egemonico della curia pontificia, che è precipitata progressivamente in una crisi epocale a livello non solo morale e spirituale, ma altresì politico-finanziario, dopo il lungo pontificato di Giovanni Paolo II.

Dopo l’abbandono di papa Clemente I, esiliato nel 97 d.C. su ordine dell’imperatore Traiano, quindi il “gran rifiuto” di dantesca memoria di Celestino V nel 1294, la rinuncia di Gregorio XII, che abdicò nel 1415, fanno oggi scalpore le dimissioni di Benedetto XVI.

Il codice canonico contempla la possibilità di rinuncia al sacro soglio pontificio, benché sia giudicata sconveniente. Non è affatto assurdo pensare che le dimissioni di Ratzinger siano riconducibili alle lotte intestine senza tregua tra le opposte cordate (in primis l’Opus Dei) che dilaniano la curia romana sulla questione dello IOR, la banca vaticana.

Questa potrebbe sembrare una piccola filiale di provincia, eppure il flusso di capitali che passano attraverso tale banca è immenso, si parla di movimenti dell’ordine delle decine o centinaia di miliardi di dollari. E’ tramite questo istituto che si compiono le operazioni più spericolate delle industrie degli armamenti, i riciclaggi di fondi neri provenienti da ogni parte del mondo, il traffico dei farmaci ecc. Il vantaggio che offre questa minuscola banca consiste nel fatto che è stata finora completamente inaccessibile e segreta, non avendo sopra di sé alcun organo di controllo internazionale, non essendo quotata in borsa ed avendo partnership solo con alcune banche della Svizzera e di alcuni paradisi fiscali.

Ratzinger voleva mettere fine a tutto ciò nominando una commissione anti-riciclaggio con a capo il cardinale Nicora e Gotti Tedeschi a capo della banca. Il fatto fu che sia Gotti Tedeschi sia il cardinale ottennero una normativa anti-riciclaggio (mai applicata) e si misero in contatto con analoghi istituti anti-riciclaggio italiani ed esteri. Inoltre, essi mostrarono una chiara disponibilità a collaborare con la magistratura. Furono fatti fuori dal cardinale Bertone e da quelli che stanno dietro di lui, prelati e speculatori finanziari.

Per Ratzinger, ricattato mediante i documenti trafugati dal maggiordomo, sfidare tutto questo poteva significare una dose di veleno nella tazza di tè e forse questo pericolo non è del tutto fugato. Quanto peserà ora questa vicenda nel Conclave? Quanto peseranno le domande sulle vere ragioni delle dimissioni? Cercheranno probabilmente di eleggere un papa mistico, da estromettere da tutto ciò per continuare come prima, come avevano fatto con Ratzinger e gli ultimi cinque papi. Oppure proveranno ad imporre un loro uomo, ad esempio lo stesso cardinal Bertone, a capo della Chiesa, ma è troppo rischioso.

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Pisapia: un’occasione di civiltà persa

Dal sito di Democrazia Atea, giugno 2012 dc:

Pisapia: un’occasione di civiltà persa

“Caro xxxxx, nella doverosa premessa che non siamo un esercito, il cui termine fa presupporre normalmente battaglie di aggressione, ti sottolineo che siamo un gruppo di cittadini che ancora distingue il piano delle libertà individuali da quello dei doveri istituzionali. Se credi che quella di Milano sia stata una semplice visita di un Capo di Stato estero forse attribuiamo a questo evento una valenza totalmente differente. Lo Stato del Vaticano si comporta con lo Stato italiano come se fosse una sua colonia.

Se Pisapia avesse voluto mantenere il rigore istituzionale che la carica gli imponeva, dopo il cerimoniale dei saluti non doveva restare ad ascoltare le scempiaggini del dittatore vaticano ma avrebbe dovuto lasciare la manifestazione al “godimento” dei cattolici.

Se rivestendo la carica di sindaco partecipo ad una manifestazione di Casa Pound contro la legge 194 vuol dire che condivido i contenuti di quella manifestazione.

Se partecipo come sindaco ad un raduno di omofobi senza fare o dire nulla contro quanto è stato pronunciato in mia presenza, sto legittimando quanto viene detto.

Pisapia è un uomo che stimo e ammiro ma non santifico e in questa circostanza ha perso una occasione di civiltà. Se solo avesse deliberato di spostare di una settimana questo raduno avrebbe contribuito alla emancipazione di questo Paese riaffermando simbolicamente il primato della Repubblica sullo Stato confinante. Aggiungo che la partecipazione di Pisapia al rituale religioso e non istituzionale della messa nel corso della quale il dittatore vaticano ha pronunciato parole di condanna morale nei confronti di quei cittadini che hanno liberamente scelto di vivere in modo difforme dalle limitazioni cattoliche, non lo ha visto pronunciare parole pubbliche e contestuali di difesa della libertà di scelta in dissonanza e contrasto con quanto veniva detto in sua presenza. Comprendo che se lo avesse fatto sarebbe stato accusato di laicismo, parola tanto cara agli atei devoti. Noi non siamo atei devoti e sappiamo che sono queste grandi manifestazioni che rinsaldano il potere di sottomissione degli italiani verso la monarchia vaticana, anche di coloro che non sono cattolici.

Se Pisapia avesse voluto mandare un messaggio di non sottomissione, ad esempio, avrebbe potuto far presiedere l’evento dal vicesindaco e senza turbare la rappresentanza istituzionale non avrebbe legittimato, con la sua presenza, i contenuti diffusi senza replica da Ratzinger.

Se come sostieni si fosse trattato della visita ufficiale di un Capo di Stato, le convenzioni internazionali vogliono che agli incontri si faccia seguire una conferenza stampa con domande e risposte di chi riceve e di chi è ricevuto. Ma non era una visita istituzionale, era un cerimoniale religioso.

Se noi di DA siamo più critici con Pisapia è perché, a torto, gli abbiamo attribuito una capacità di autonomia dal potere clericale che evidentemente non ha.

Continuo a chiedermi cosa abbia di istituzionale per la Repubblica Italiana, nel giorno del 2 giugno, la celebrazione di una messa nella quale si attaccano dal pulpito delle autorità, le scelte di altri cittadini che non partecipano e che non hanno possibilità di replicare in difesa dei diritti riconosciuti dall’ordinamento cui appartengono. La presenza delle istituzioni mentre venivano pronunciate quelle corbellerie è una forma di legittimazione istituzionale a quanto viene detto proprio perché quel rituale privato è stato trasferito su un piano pubblicistico.

Se pensi che questo sia integralismo sono lieta di essere definita integralista. Ritengo piuttosto di saper ancora riconoscere una sottomissione istituzionale dal libero esercizio della religione. La prima vorrò continuare a criticarla e combatterla e il secondo a difenderlo.”

Carla Corsetti
Segretario nazionale di Democrazia Atea
http://www.democrazia-atea.it

Da parte mia aggiungo che l'”uomo con le castagne in bocca” ha osato salutare quell’individuo anche da parte dei non credenti! Ma come si è permesso? Chi gliene ha dato il diritto?

Jàdawin di Atheia

Comunicati, Laicità e Laicismo, Politica e Società

Le lezioni del dittatore tedesco

2 giugno 2012 dc

Le lezioni del dittatore tedesco

Le lezioni del dittatore tedesco.  

Il 2 giugno 1946 l’Italia si liberava della monarchia sabauda e della dittatura fascista e con un referendum popolare decideva di essere una repubblica democratica.

Le donne votarono per la prima volta iniziando da lì un difficile percorso di emancipazione.
Oggi avremmo dovuto celebrare quella ricorrenza per rinnovare idealmente un processo unitario nato nel 1861 e approdato alla nascita della Repubblica.
Il 2 giugno per gli italiani è una delle festività dal significato politico più rilevante.
Ma la monarchia dittatoriale vaticana, attraverso il suo attuale dittatore Ratzinger, ha deciso, con la complicità della nostra classe politica, di oscurare con le loro pantomime tutte le nostre feste cosiddette laiche.
Ha cominciato lo scorso anno con la beatificazione di Karol Wojtyla, uno dei dittatori vaticani più nefasti per la storia dell’umanità, e proprio per questo più amato.
Ebbene per compiere questo rituale tribale attraverso il quale i preti decidono che un tale morto diventa più importante degli altri morti, hanno scelto una ricorrenza civile festeggiata in tutto il mondo, ovvero il 1° maggio Festa del Lavoro.
Con la cosiddetta beatificazione di Wojtyla tutti i telegiornali hanno oscurato la festività civile del 1°maggio facendola diventare marginale rispetto agli effetti speciali del grande spettacolo che si stava mettendo in scena in Vaticano.
Oggi il dittatore Ratzinger ha volutamente e colpevolmente oscurato la ricorrenza del 2 giugno e con un vergognoso spreco di denaro pubblico è andato a Milano a celebrare il suo oscurantismo sottraendo 13 milioni di euro che avremmo potuto destinare ai nostri connazionali in Emilia, senza dover sopportare, invece, lo scempio di un dittatore vanesio nello sfarzo degli omaggi della Scala di Milano.
Ha dato ordini ai politici cattolici, ha rinnovato le sue convinzioni omofobe, il suo razzismo e la sua insopportabile vigliaccheria nei confronti delle donne.
Dal sindaco Pisapia al presidente della Regione Formigoni, tutti si sono mostrati proni nell’omaggiare un uomo che vanta una competenza senza pari sull’aria fritta, detta anche teologia.
Non ci sarà da meravigliarsi se qualcuno, con lucida analisi, potrà lasciarsi andare a reazioni emetiche.
Per noi di Democrazia Atea Joseph Ratzinger resta e resterà sempre un protettore di pedofili e un parassita del nostro Stato, e da certi soggetti non prendiamo lezioni di un bel niente.
Ad maiora Milano.
Carla Corsetti
Segretario nazionale di Democrazia Atea
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Gli italiani dicono basta ai santissimi privilegi del Vaticano

Da il Fatto Quotidiano del 4 Dicembre 2011 dc:

Gli italiani dicono basta ai santissimi privilegi del Vaticano

di Marco Politi

L’87 % DEI CITTADINI NON AMMETTE SCAPPATOIE DELLA CHIESA SULL’ICI. E SOLO IL 33 VUOLE L’ESENZIONE PER PARROCCHIE E CONVENTI.

Gli italiani vogliono che la Chiesa paghi l’Ici. Solo il 12% appoggia l’esenzione totale. Sarà bene che il governo Monti ne tenga conto. Perché sacrifici per tutti deve significare veramente per “tutti”. Non è il proclama di un bollettino ateo. È il risultato di una seria e ampia inchiesta sulla religiosità dell’Italia contemporanea condotta da Franco Garelli, uno dei più importanti sociologi cattolici, già autore negli anni Novanta di una fondamentale indagine per conto della Conferenza episcopale.

L’inchiesta rivela che gli italiani sono portatori di una fede molto individualizzata, flessibile, attenta ai grandi valori indicati dalla Chiesa cattolica. Ma sono fedeli dotati di grande realismo nel giudicare gli appetiti economici e politici della gerarchia ecclesiastica.

DUNQUE se l’inchiesta registra un’adesione di principio del 57% di interrogati al sistema dell’8 per mille per fìnanziare le varie religioni (pur mancando spiegazioni e risposte specifiche sul meccanismo distorto che non rispetta il “non-voto” della maggioranza degli italiani) sull’Ici l’italiano non scherza: l’87% non ammette scappatoie perché la Chiesa non paghi, approfittando di attività economiche agganciate a edifìci religiosi. Il 54,8 afferma seccamente di essere “contrario a qualsiasi tipo di esenzione”. Il 32,9 l’ammette unicamente per “edifici a finalità religiosa”.

Finora la Cei non ha mai voluto scremare con una propria accurata inchiesta interna quanti siano i propri enti che approfittano di un’interpretazione capziosa delle legge attuale (che ammette una zona grigia basata sull’esenzione “anche” ad attività economiche legate a un edifìcio religioso), mentre i governi precedenti non hanno avuto il coraggio di limitare le esenzioni “esclusivamente” alle mura di chiese, cappelle o conventi. La grande maggioranza della società – lo testimonia F. Gairelli in Religione all’italiana ed. Mulino – non condivide nemmeno la continua richiesta di soldi delle autorità ecclesiastiche per le scuole confessionali. Il 43% è in linea con la Costituzione e sostiene che “chi vuole scuole non statali se le paghi”, mentre un altro 37% ritiene che la scuola “debba essere soltanto statale”.

Da questo punto di vista gli italiani, che al 70% (tra convinti e agitati da dubbi) affermano di credere in Dio e che al 65% sarebbero allarmati sé chiudesse la parrocchia di quartiere e che invitano al 71% la Chiesa di tenere fermi i propri principi, esprimono poi nel concreto giudizi molto precisi. Il 63% ritiene che “la Chiesa predica bene, ma non mette in pratica ciò che afferma”. E due terzi degli italiani sostengono che “oggi in Italia la Chiesa e le organizzazioni religiose hanno troppo potere”.

LA RICERCA di Garelli è estremamente ricca e porta alla luce molte contraddizioni degli italiani e dei cattolici, suddivisi a loro volta in: convinti e attivi, convinti non sempre attivi, cattolici per tradizione ed educazione, infine persone che “condividono alcune idee del cattolicesimo”. La stagnazione del pontificato ratzingeriano, che non affronta nodi cruciali della vita ecclesiale, risalta dai giudizi espressi in merito ad alcuni tabù del Vaticano. Il 47% è favorevole ad aboliré il celibato (contro il 33 che lo vuole mantenere). Paradossalmente è ancora minore l’opposizione al sacerdozio delle donne. Contrari 27%, favorevoli 43, sullo sfondo di un 28% incerto. Papa Ratzinger da alcuni anni ha perso il consenso della maggioranza degli italiani. Il suo governo ha provocato una spaccatura netta. Il consenso nei suoi confronti si ferma al 49,4%.

Ateoagnosticismo, Laicità e Laicismo, Politica e Società, Sondaggi

Sondaggio su “City”: il monarca straniero predica bene…

Sondaggio su “City”: il monarca straniero predica bene…

Su City di oggi il consueto sondaggio ed alcune riposte pubblicate.

Domanda. Il Papa avverte: “Dio ci giudicherà per come trattiamo gli stranieri e i poveri”. Cosa ne pensate?

Ecco alcune risposte.

Anonimo /sms
Ma che belle parole. Spero tanto che Dio giudichi anche il suo primo rappresentante.

Jo /sms
Siamo pieni di entrambi. Perché non se ne porta un po’ nella Città delVaticano?

Teo Krios /sms
Desse il buon esempio donando qualche quadro e qualche anello: ricchezza di spirito, non materiale.

Simona Pintus /sms
Perché il Vaticano non ospita poveri e stranieri? Eppure di posto ce ne sarebbe eccome!

Luca Durantini /sms
E gli stranieri verranno giudicati per come trattano noi?

Teresa Casalino /sms
Bene, allora dovrà allargare l’inferno.

Maria Teresa /sms
Perchè forse è meglio aiutare i poveri e gli stranieri e poi ignorare il vicino di casa……

Antonella Colangelo /sms
Lui invece che fa per aiutarli?

Graziano /sms
Detto da chi ha piu’ di 2 kg d’oro indosso quando dice messa non so quanto valore puo’ avere…!!!

Danilo /sms
Non a caso ha detto “Ci giudicherà”, ha la coscienza sporca

Massimiliano /sms
Dio dovrebbe giudicare chi sta al governo i quali ci stanno mandando in rovina.

Joushua /sms
Penso che dio non esiste, e che il papa è un ladro e soprattutto un buffone ad andare a predicare la parola del suo dio immaginario in Africa, dove hanno bisogno di mangiare e non di un papa che scassi loro le palle. Che si venda un po’ d’oro quel buffone e compri del pane per chi ne ha bisogno.

 

Politica e Società, Sovrappopolazione

Verecondia luterana e vergogna vaticana

Dal sito Aetheria lux del 15 Novembre 2011 dc:

Verecondia luterana e vergogna vaticana

di Roy

Con la piccola performance di ieri, Benedetto XVI ha pensato bene di rinverdire quella fame di papa ecologista che si è costruito nel tempo -il “De Gloria Olivae” della profezia pseudo-malachiana, che da ciò deriverebbe, secondo una certa vulgata su questi appassionanti millenarismi.

Fama immeritata, ad essere eufemistici, come se facessero Dracula presidente onorario dell’Avis.

Alla base dell’ ecodisastro totale infatti, vi è quella spaventosa moltiplicazione dei terrestri che la Chiesa ha sempre benedetto, e per la quale ha mobilitato tutte le più incredibili alleanze diplomatiche per impedire che passassero linee decrementiste in occasioni delle varie conferenze internazionali in cui si sfiorava il problema.

Dalla Cina di Mao, all’ America di Reagan, passando per il carnaio islamico, il Vaticano non si è fermato davanti a niente e nessuno pur di alimentare questo folle crescete et moltiplicorum. Wojtyla è stato una vera disgrazia, peggio di una piaga d’egitto, e il suo cartavelinico successore è destinato a rimanere per sempre nel suo cono d’ombra.

Venire a parlare di consumi insostenibili, “dannosi per l’ambiente e per i poveri” è la solita raggelante, ipocrita, mistificazione vaticana.

Anzitutto perché l’ insostenibiltà dei consumi si determina in relazione alla capacità di carico di un ambiente, che è vincolata alle risorse (non infinite) dell’ambiente stesso e al numero di persone che lo abitano. Più sono gli abitanti, più i consumi di ciascuno dovrebbero assottigliarsi, per rimanere nei limiti della capacità di carico e non creare deficit ecologici. E’ la vecchia metafora della torta, più sono le mani che vi si allungano, più si riduce la fetta pro-capite. Per cui è ovvio che è sul numero delle mani che dovremmo concentrare la nostra attenzione e i nostri sforzi, è in funzione d’esse che varia la consistenza della fetta-fettina-briciole che toccherà a ciascuno. E’ la popolazione il fattore primario da cui ogni altro dipende, compreso il livello sostenibile o meno di qualsiasi consumo. Il discorso del papa è una vergogna.

Ancora, come ottenere la riduzione dei superconsumi dei paesi ricchi? Provi S.S. a fermare qualcuno per la strada e dirgli che deve rinunciare a qualcosa che ha o potrebbe avere nella sua disponibilità, la casa al mare, la Bmw “pensa ai bambini dell’Angola che non ce l’hanno” o 3 ore di Facebook quotidiano, potrà solo sognarselo.

E’ lo stesso motivo per cui la politica predica quotidianamente crescita e benessere, potrebbe fare altrimenti? Sì, se vuole perdere le elezioni. E’ sempre più benessere ciò che il mondo ricco-già ricco vuole, non la sua diminuizione.

E il mondo povero-ancora povero, vuole la stessa cosa. Ma è possibile, ecologicamente possibile, tutto ciò?

Se poi anche qualcuno si dimostrasse più sensibile, l’ecosistema globale non ne avrebbe alcun sollievo.

Se uno pensa che lasciando più spesso la macchina in garage avrà dato il suo piccolo contributo ad un minore affumicamento del pianeta, si sbaglia di grosso. Non é che la benzina che lui non consumerà, rimarrà invenduta. E non é che il perfido petromilioniaro di turno estrarrà qualche barile di petrolio in meno all’anno perchè il nostro virtuoso cittadino, insieme a qualche manipolo di altri coraggiosi come lui, avrà rinunciato all’auto. Quel petrolio verrà estratto comunque, quella benzina venduta comunque, in ogni caso qualcun altro provvederà all’acquisto e al relativo affumicamento dell’ atmosfera.

Stessa cosa per il cibo, i consumi dei cinesi potranno presto, da soli, assorbire più di quello che il mondo intero può mettere assieme nelle esportazioni cerealicole sempre più depauperanti il top-soil globale.

E poi le vituperate bistecche, quelle per la cui produzione si immette tanta di quella CO2 in circolo che anche Dio si spaventa. Perché il principio è questo:

a) o uno i soldi per comprare (macchine, benzina, piadine, bistecche e tutto quello che vi pare) ce li ha, e allora compra, con tanti saluti ai consumi insostenibili;

b) oppure nisba, è povero e dobbiamo trovare il modo di mettergli in mano i soldi per fargli fare la sua parte nella sua distruzione dell’ambiente, come al suddetto punto a.

Questo non vuol dire che non si debba pensare all’ambiente, rassegnati, inerti o allegramente spreconi; ma neanche attendersi di risolvere cosi i problemi.

E’ come nella teologia luterana: le buone opere vanno fatte comunque, ma non sono queste a salvare. Solo il decremento demografico potrebbe.

Dire che é possibile, nelle attuali condzioni, una crescita economica globale, equilibrata ed ecologicamente sostenibile, è una panzana di proporzioni sovramondiali. Con 7 mld di anime in continuo e disperato aumento, non potrebbe essere altrimenti.

Ci vorrebbe la soluzione fantastica, la “quadra” in pessimo gergo politico. E infatti Benedict chiede un diverso modello di sviluppo, una cosetta da nulla.

Con *questo* sistema di sviluppo, inquinante, energivoro, dissipativo di risorse, siamo già oggi in troppi e destinati ad esserlo in misura sempre maggiore, direttamente proporzionale alla crescita demografica che la Chiesa vergognosamente incoraggia per i suoi vantaggi. Salvo poi chiedere alle nazioni più progredite di diminuire i consumi.

Ai cattolici che siano uomini di mente e di cuore, persone di buon senso e di buona volontà: pensateci, prima di annuire alla prossima draculata vaticana.

 

 

Ateoagnosticismo, Politica e Società

Lo sterco del diavolo abita in Vaticano

dal blog di Sestante

Lo sterco del diavolo abita in Vaticano.

viaLo sterco del diavolo abita in Vaticano.

Politica e Società

Lisbona e Haiti, Voltaire e Ratzinger

Lisbona e Haiti, Voltaire e Ratzinger

Il terremoto che rase al suolo Lisbona nel 1775 ispirò la satira di Francois Marie Arouet Voltaire sulla divina provvidenza nel “Poema sul terremoto” e in “Candide”: Pangloss non dice a Candide, come asserisce John Leibnitz, che il nostro è il migliore dei mondi possibili (un inferno secondo lo stesso Voltaire in altri suoi scritti) ma che tutto va per il meglio secondo la divina provvidenza, che in un’altra vita ci regalerà misericordiosamente il bene di cui ci ha privato su questa Terra in base a una imperscrutabile giustizia. La Chiesa di Roma, teocrazia delle più assolute nel regno di Dio, ogni tanto qualche correttivo all’imperscrutabile giustizia della provvidenza divina lo ha applicato, in seguito ai disastri naturali e non sempre per aiutare le loro vittime. Molto prima della catastrofe di Lisbona un papa, divenuto famoso come ispiratore del neo-barocco architettonico, reagì ad un altro sisma  che aveva devastato l’intera Italia meridionale raccogliendo tra i fedeli contributi astronomici per ricostruire le chiese distrutte ed assicurare così l’assistenza ai fedeli stessi non su questa terra ma nell’aldilà.

Joseph Ratzinger sul terremoto di Haiti è stato più cauto: domenica 17 gennaio ha invitato i fedeli a devolvere la questua durante la messa alle vittime del sisma nella repubblica dei Carabi, forse a beneficio del clero o dei luoghi di culto ridotti in macerie.

E pensare che con un piccolo sforzo in più avrebbe potuto superare gli stanziamenti-prestiti del Fondo Monetario Internazionale devolvendo l’uno dell’otto per mille, qualcosa come 125 milioni di euro, ai superstiti del terremoto magari attingendo qualche altro spicciolo dal suo fondo personale segreto che dovrebbe aggirarsi sui settanta milioni.

di Lucio Manisco www.luciomanisco.com

Ateoagnosticismo, Comunicati, Politica e Società

Il giudice “anticrocifisso” Luigi Tosti sarà processato il 22 gennaio dal CSM

Axteismo Press http://nochiesa.blogspot.com

Comunicato Stampa

Il giudice “anticrocifisso” Luigi Tosti

sarà processato il 22 gennaio dal CSM

Giornalisti e pubblico sono invitati

ROMA – “Avviso tutti gli amici che mi hanno sostenuto nella battaglia per la rimozione dei crocifissi dalle aule dei tribunali italiani” commenta il magistrato Luigi Tostiche il prossimo 22 gennaio 2010 alle ore 9:30 sarà celebrato, dinanzi al Consiglio Superiore della Magistratura, Piazza Indipendenza n. 4, Roma, il procedimento disciplinare che è stato aperto, circa 5 anni fa, a mio carico per essermi io rifiutato di tenere le udienze sotto l’incombenza dei crocifissi.

Un procedimento, questo, per il quale ho subito due condanne penali ad un anno di reclusione (poi annullate dalla Corte di Cassazione) e sto subendo, da 4 anni, la sospensione dallo stipendio e dalle funzioni. Mi difenderò da solo e l’udienza sarà pubblica (anche se l’aula non è particolarmente capiente).

La presenza di televisioni sarebbe oltremodo gradita, non avendo io alcunché da nascondere o di cui vergognarmi: credo, però, che l’Avv. Nicola Mancino negherà le autorizzazioni per impedire che venga ripreso questo processo, degno della migliore Santa Inquisizione della Chiesa cattolica. In ogni caso, rappresento che presterò il consenso preventivo a quanti vogliano chiedere di riprendere il processo e divulgarlo.

In caso di condanna e di conseguente rimozione dalla magistratura, adirò la Corte Europea dei diritti dell’Uomo: in caso di assoluzione e di reintegrazione in servizio, seguiterò a rifiutarmi di tenere le udienze sino a che il Ministro di Giustizia (oggi Angelino Alfano) non avrà rimosso l’ultimo crocifisso dall’ultima aula di giustizia della Colonia Pontifica, cioè dell’Italia.

Presagisco (ed anzi spero) che i membri del CSM, per non offendere i desideri di Joseph Ratzinger conosciuto come Papa Benedetto XVI ed anche per non correre il rischio di essere linciati e di essere bollati come “ubriaconi” (com’è avvenuto per i giudici della CEDU Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), opteranno per la prima soluzione. E’ gradita la massima diffusione di questa notizia”.

Luigi Tosti

Nella foto, il giudice Luigi Tosti

Per interviste, informazioni e altro tel. 3393188116

«Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario.»

George Orwell

Fonte: http://tostiluigi.blogspot.com

Diffusione: Axteismo Press l’Agenzia degli Axtei, Atei e Laici

Richiedi gratis TUTTI i documenti in formato digitale,

circa 80 mail, scrivendo a:

axteismo@yahoo.it

Ateoagnosticismo, Politica e Società

Vaticano SPA

Dal blog del Windows Live Spaces dell’amico Sestante

http://se-stante.spaces.live.com/blog/cns!D0747DFB64EDEC00!771.entry

il commento ad un articolo del blog di Beppe Grillo del 3 giugno 2009 dc

Sulle spregiudicate manovre finanziarie del Vaticano si è scritto un fiume di inchiostro, perciò il libro oggetto di questo intervento non è uno scoop. La cosa rimarchevole però è che queste speculazioni non sono finite con le arcinote vicende di Marcinkus, Sindona, Calvi ecc., ma sono continuate ben dopo, come attesta questo libro tratto da fonti di prima mano.

ecco l’intervista con l’autore dal blog di Grillo

Io riporto il testo qua di seguito (con le mie inevitabili correzioni…)

Jàdawin di Atheia

Vaticano S.p.A.

L’Italia del dopoguerra si può comprendere solo attraverso gli intrecci tra Mafia, Massoneria, Vaticano e parti deviate dello Stato. Quattro mondi che si incrociano nelle vicende più oscure della nostra Repubblica. Il libro: “Vaticano S.p.A.” grazie all’accesso, quasi casuale, a un archivio sterminato di documenti ufficiali spiega per la prima volta il ruolo dello IOR nella prima e nella seconda Repubblica.

Passi dal libro “Vaticano S.p.A.:
“…Paolo VI affida il trasferimento all’estero delle partecipazioni a un sacerdote e a un laico…già conosciuto da Montini quando era arcivescovo di Milano. Si chiama
Michele Sindona. Porta i capitali della mafia. Il sacerdote che mastica di finanza ed è amico degli Usa si chiama Paul Marcinkus… E’ lo stesso Sindona a presentare a Marcinkus il banchiere Roberto Calvi… I tre arrivano a manipolare gli andamenti della Borsa di Milano con le società del Vaticano che finiscono a Calvi via Sindona… Viene eletto papa il patriarca di Venezia Albino Luciani, uomo di altissimo rigore morale… il giornalista Mino Pecorelli pubblica i 121 nomi di esponenti vaticani che sarebbero affiliati alla massoneria… Luciani intende far piazza pulita allo IOR e trasferire tutti: Marcinkus, de Bonis, Mennini, de Strobel. Lo confida al segretario di Stato Jean Villot la sera del 28 settembre 1978. La mattina dopo il corpo senza vita di Giovanni Paolo I viene rinvenuto nel suo letto… Karol Wojtyla recupera la politica di Paolo VI e assicura a Marcinkus la continuità sull’indirizzo finanziario.. L’Ambrosiano di Calvi rischia il crack… si scopre che i crediti dell’Ambrosiano riguardano le società estere legate allo IOR… Il ministro del Tesoro Andreatta dispone la liquidazione del Banco Ambrosiano… Marcinkus gode della protezione incondizionata di Giovanni Paolo II… dovuta soprattutto ai fondi per oltre 100 milioni di dollari che il Vaticano inviò al sindacato polacco Solidarnosc… Triplice mandato di cattura, emesso il 20 febbraio 1987 dalla magistratura milanese contro Marcinkus e i dirigenti dello IOR Luigi Mennini e Pellegrino de Strobel…”

Si può vivere in questo mondo senza preoccuparsi del denaro? Non si può dirigere la Chiesa con le Avemarie
(Monsignor Paul Marcinkus, presidente dello IOR)
Non potete servire contemporaneamente Dio e Mammona
(Gesù, Vangeli di Matteo 6,24 e Luca 16,13)

Testo intervista:
Sommario:
L’Archivio di Mons. Dardozzi
Firma autorizzata: Giulio Andreotti
Delitto in Vaticano?
Il Paradiso (fiscale) in Terra

 L’Archivio di Mons. Dardozzi

Blog: Gianluigi Nuzzi autore di Vaticano S.p.a. edito da Chiarelettere. Un libro che sta facendo discutere. Che cosa hai scoperto di questo Vaticano?

G.Nuzzi: emergono le finanze occulte del Vaticano. E’ un viaggio tramite atti, documenti interni della santa sede negli affari più imbarazzanti e nascosti dell’Istituto opere di religione, che è la banca del papa. Questo viaggio avviene grazie ad un archivio. Un archivio di monsignor Renato Dardozzi, che è stato prima il consigliere del cardinale Casaroli, poi del segretario di Stato Sodano e doveva proprio occuparsi di sistemare raddrizzare le vicende più tormentate della Santa Sede.
Monsignor Dardozzi ha raccolto del materiale. Ha raccolto documenti bancari dello IOR che raccontano storie di tangenti, storie di soldi dell’eredità, di soldi che dovevano andare per le commemorazioni dei defunti. E ha fatto un archivio di circa 5 mila documenti, che ha lasciato in eredità affinché dopo qualche anno dalla sua morte diventassero pubblici. Io ho avuto la fortuna di avere a disposizione questo archivio che i custodi mi hanno dato e io ho fatto un lavoro di ricerca perché questi documenti raccontano come si è sviluppato, dopo Marcinkus, un sistema di conti segreto all’interno dello IOR, intestato fittiziamente a delle fondazioni benefiche per la lotta alla leucemia, per aiutare i bambini poveri, che benefiche erano solo sulla carta perché in realtà questi conti e queste fondazioni venivano utilizzate o per proteggere clienti eccellenti, intoccabili, oppure per far transitare soldi di tangenti. Un fiume di denaro arriva su questi conti, parliamo di circa 260 milioni di euro di oggi in pochissimi anni, con la dovuta rivalutazione, in contanti e poi vengono distribuiti fra paradisi fiscali, conti a Montecarlo… Andando a vedere poi chi erano i reali titolari di questi conti vengono fuori dei nomi sorprendenti! Nella documentazione dell’archivio Dardozzi si usano e si preferiscono usare dei nomi in codice. Allora c’era Ancona, omissis, Siena, Roma perché anche in queste documentazioni riservate si cercava di proteggere i nomi di questi clienti importanti.

Firma autorizzata: Giulio Andreotti

La fondazione del cardinale Francis Spellmann, parliamo di circa 40 miliardi di movimentazione in pochissimi anni, la firma autorizzata: GIULIO ANDREOTTI. Quando i magistrati di Milano nel 1993 bussano al portone di bronzo per sapere dove era finita la tangente Enimont, che era nel maxi processo di Mani pulite, una tangente pagata a tutti i partiti della prima Repubblica per concludere il divorzio tra Eni e Montedison. Ebbene quando i magistrati di Milano vanno lì e chiedono come mai parte di questa tangente è finita allo IOR, dove è andata ecco l’archivio Dardozzi racconta delle verità che noi non sapevamo!
Racconta come all’interno del Vaticano si sono attrezzati per depistare le indagini di Mani pulite, per fornire loro delle risposte parziali e fuorvianti, per soprattutto proteggere alcuni conti visto che per esempio Andreotti era, all’epoca, candidato alla presidenza della Repubblica. E poi questa è una storia della tangente Enimont, del depistaggio… c’è una frase su un fax che mi è rimasta impressa. Si dice tra un cardinale e uno degli avvocati che li stava seguendo: “mi raccomando! non diciamo tutto ai magistrati per, tra virgolette, non indurli in tentazione…” ecco io non so cosa sia la tentazione, ognuno ha la sua visione laica, cattolica, religiosa, certo di tentazioni lì ce n’erano molte perché il denaro raccoglie gli interessi ovviamente di ogni tipo. Marcinkus diceva che la Chiesa non si amministra con l’Ave Maria. Aveva ragione! La Chiesa deve avere un suo potere finanziario, deve avere una sua gestione per fare anche del bene. Ecco io racconto invece il bene che non è stato fatto. Questo non è un libro contro la Chiesa, è un libro di documenti, non va per tesi. E’ un libro che racconta storie di denaro sporco, perché la parola riciclaggio non la utilizzo a caso, la utilizzano loro nella loro corrispondenza con la segreteria di Stato.
E poi  c’è un altro aspetto che è inquietante secondo me. E’ che quando si accorgono all’interno di questo malcostume istituiscono una commissione segreta per andare a scoprire la profondità di questo IOR parallelo no?
Chiamiamolo come bisogna chiamarlo. Scavano, indagano e fanno una relazione. Siamo nel febbraio ’92. Questa relazione Angelo Caloia presidente dello IOR, alIora spedisce a Dziwiscz che all’epoca era il segretario di papa Wojtila. Quindi immagino che fosse per il papa evidentemente. Non accade assolutamente nulla!  
Questi personaggi non vengono rimossi, non vengono spostati, non vengono segnalati. Fino al marzo ’93 quando Enimont comincia a gorgogliare, comincia a diventare un problema giudiziario il Vaticano non adotta nessuna contromisura. 

Delitto in Vaticano?

Blog: C’è un papa che voleva rimuovere Marcinkus che è campato solo 33 giorni.
 
G.NUZZI: Sì, secondo David Yallop autore di uno splendido libro che si intitola “In nome di Dio” ritiene che papa Luciani sia stato ucciso perché voleva rimuovere tutta una serie di personaggi. Ecco, uno di questi personaggi è l’uomo protagonista del mio libro cioè Donato De Bonis, segretario di Marcinkus. Lui costruisce questo sistema di conti occulti, fa transitare questi soldi, protegge la famiglia Ferruzzi, questi avevano dei conti criptati allo IOR, presidenti di squadre di calcio nel libro ci sono nomi e cognomi. Rimane talmente impresso nella sua opera che nella sua nativa Pietragalla hanno fatto dei bassorilievi alla chiesa che lo raffigurano in bronzo. Magari avrà preferito in oro… questo credo sia permesso di dirlo.

Blog: Da quello che racconti nel libro ne viene fuori uno IOR, quindi un Vaticano roccaforte di evasori fiscali e di…
 
G.NUZZI: No direi una cosa diversa. Ci sono persone che hanno goduto di fiducia mal riposta. Queste persone hanno fatto scempio della fede e per tutti gli anni ’90 il mio libro racconta come ci sia stato uno scontro violentissimo tra fazioni opposte all’interno del Vaticano. Ci sono persone che hanno cercato di fare ordine, ci sono persone che sono state bloccate, ci sono persone illuminate come cardinali che volevano pulizia e chiarezza. Quindi non facciamo come si suo dire di tutta l’erba un fascio.

Il Paradiso (fiscale) in Terra

Blog: Il Vaticano di oggi?
 
G.NUZZI: Il Vaticano di oggi ha una banca all’interno che si chiama sempre IOR, che è presieduta sempre dallo stesso presidente dell’epoca che cercò di fare pulizia seppur con parecchie difficoltà, ed è una banca che non risponde a nessun tipo di controllo. Nel senso che noi abbiamo una banca in piazza San Pietro che non aderisce ad alcuna convenzione antiriciclaggio, che non è sottoposta a nessuna normativa internazionale dell’Unione europea che implica dei sistemi di controllo automatici sui flussi di denaro. Quindi diciamo che è una banca assai appetibile per chi ha desiderio di far transitare soldi poco puliti. Credo che questo nel centro di Roma sia obiettivamente una contraddizione in termini. Anche perché è inimmaginabile pensare che lo IOR finisca in una black list, però obiettivamente è una banca dove basta presentarsi all’ingresso di porta Sant’anna con una ricetta medica per entrare nello Stato Città di Vaticano, arrivare al torrione quinto che è una torre con mura spesse 9 metri che custodisce il forziere dei cardinali. Io non so oggi cosa accade lì dentro perché l’archivio di Dardozzi è molto dettagliato: racconta delle suore Ancelle della Divina Provvidenza di Bisceglie, sorelle che all’epoca si occupavano dei malati di mente, che avevano un saldo di 55 miliardi di lire sul conto. Come abbiano ottenuto questa somma non lo so, però so che la retta che lo Stato italiano versa per questi matti è di 100 euro a testa. Nessuna inchiesta penale ha mai dimostrato responsabilità di  sottrazione indebita in questo istituto di cura… il libro racconta queste vicende e si spinge – stavo dicendo – fino alla fine degli anni ’90, io non ho elementi su quello che è accaduto dopo. Di certo la banca gode di un sistema autoreferenziale di autocontrollo che ovviamente è privilegiato. Infatti quando arriva la rogatoria da Milano dei magistrati di Mani pulite, dai documenti si capisce che in Vaticano quei documenti della magistratura milanese già li avevano! Passati da qualche amico che li voleva mettere a conoscenza prima.
E chi è sotto scacco giudiziario sa bene che prima si hanno le carte dell’accusa meglio ci si può difendere.
Sul sito di Chiarelettere c’è la possibilità di consultare i documenti gratuitamente. Affinché ogni internauta si faccia la propria idea. Lo abbiamo voluto fare proprio per far sì anche che ciò che è scritto nel libro abbia un riflesso immediato in questo archivio. Anche perché è la prima volta in assoluto che filtrano dalle mura leonine del Vaticano una quantità così incredibile… non si è mai vista una carta dello IOR e qui abbiamo 5 mila documenti che un patrimonio di informazione che è dovere del giornalista farlo diventare pubblico.”

Ateoagnosticismo, Cultura, Politica e Società

Il nuovo ciclo di conferenze del “Giordano Bruno”

Circolo Culturale “Giordano Bruno” di Milano

Le conferenze si svolgono il martedì, dalle ore 21 alle 23 circa, a Milano in via Bagutta 12 (fermata San Babila della linea 1 (Rossa) della Metropolitana), scala C, seconda a destra, al secondo piano.

Febbraio
10

Presentazione del libro di Francis Sgambelluri “L’indifferenza divina” www.francis-sgambelluri.it , un testo di dura critica antireligiosa e anticlericale. Interverrà l’autore.

17

Tutti alla serata laicista alla “sala Alessi” di Palazzo Marino, piazza Scala 2, ore 21. Organizza la Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni.

24

Presentazione del libro di Giancarlo Tranfo “La croce di spine – Gesù: la storia che non vi è ancora stata raccontata” www.yeshua.it . Interverranno l’autore e Dario Savoia

Marzo
3

Presentazione del libro di Cosimo Cerardi “Filosofia e rivoluzione in Giordano Bruno – Religione, etica e materialismo” www.lamongolfieraeditrice.it . Interverrà l’autore.

10

Presentazione del libro di Ines Arciuolo “A casa non ci torno – Autobiografia di una comunista eretica” www.stampalternativa.it . Interverranno l’autrice e Maria Dilucia.

17

Serata di discussione sul libro di Marco Novarino “L’addio laico – Storia della cremazione a Novara” www.fondazionefabretti.it . Maria Carla Baroni leggerà alcune sue liriche.

24

Serata di discussione del libro di Alexis de Tocqueville “Un ateo liberale – Religione, Politica, Società” www.edizionidedalo.it . Interverrà Fabio Greggio.

31

Serata di discussione sul libro di Aldo Colonna “Catechismo anticlericale – per credenti e laici” www.castelvecchieditore.com . Interverrà Franco Grisolia.

Aprile
7

Serata di discussione sul libro di Karlheinz Deschner “Sopra di noi…niente – Per un cielo senza dei e un mondo senza preti” www.edizioniariele.it Interverrà Renato Pomari.

14

Serata di discussione sul libro di Giovanni Romeo “Amori proibiti – I concubini tra Chiesa e Inquisizione” www.laterza.it . Interverrà Michela Zucca.

21

In collaborazione con ANPI sezione di Porta Venezia si discute di: “Elio Chianesi – Dall’antifascismo alla Resistenza” www.polistampa.com e “Razza partigiana – Storia di Giorgio Marincola (1923-1945)”  www.iacobellisrl.it .

28

Serata di discussione su due nuovi importanti libri sulla Resistenza: “Diario di Bulow” www.odradek.it e “La mia corsa a tappe – N° 63783 a Mauthausen” www.benedicta.org . Interverrà Tiziano Tussi dell’ANPI.

Maggio
5

Serata di discussione sul libro di Edward Muir “Guerre culturali – Libertinismo e religione alla fine del Rinascimento” www.laterza.it

12

Presentazione del libro di autori vari “Sono ateo, grazie a Dio! – Antologia di testi antireligiosi e materialisti dall’antichità ad oggi” http://gratisedizioni.altervista.org/gratisedizioni/ .

19

Presentazione del libro dei Discepoli di Verità “Segreto pontificio – I crimini sessuali della Chiesa nascosti da papa Wojtila e dal cardinale-prefetto Ratzinger” www.kaosedizioni.com . Interverrà Paolo Iervese.

26

Serata di discussione sul libro di R. Giulianelli “Un eretico in Paradiso – Ottorino Manni: anticlericalismo e anarchismo nella Senigallia del primo novecento” www.bfs-edizioni.it . Interverrà Franco Schirone.


Ateoagnosticismo

Video Luigi Cascioli: l’ateismo di Ratzinger

Il 30 Settembre 2008 dc Axteismo mi ha inviato il seguente comunicato

Video Luigi Cascioli: l’ateismo di Ratzinger

di Lilith Sophia 

axteismo-cascioli_televisioni_libri

Per vedere e ascoltare il video suddiviso in 5 parti clicca qui:

http://nochiesa.blogspot.com/

 

Oppure clicca qui:

Video 1/5 Luigi Cascioli, l’ateismo di Ratzinger

http://www.youtube.com/watch?v=7jw4easIEBQ

 Video 2/5 Luigi Cascioli, l’ateismo di Ratzinger

http://www.youtube.com/watch?v=mUQgnkW5jwk&feature=related

 Video 3/5 Luigi Cascioli, l’ateismo di Ratzinger

http://www.youtube.com/watch?v=aO8jFv8umnY&feature=related

 Video 4/5 Luigi Cascioli, l’ateismo di Ratzinger

http://www.youtube.com/watch?v=bVA5SVnBhQE&feature=related

 Video 5/5 Luigi Cascioli, l’ateismo di Ratzinger

http://www.youtube.com/watch?v=omTZQHr7wSo&feature=related

 Video Agenda, convegno di Luigi Cascioli

http://www.youtube.com/watch?v=e_nzJ7SvTYg&feature=related

  

“Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza.

Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima

o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sè non è forse sufficiente,

ma è l’unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri”.

Joseph Pulitzer (1847-1911), Fondatore Premio Pulitzer

 Invitiamo a mettere questi video sui vostri siti e blog così da accelerare

il processo della fine della Chiesa cattolica e delle menzogne propagandate.

  

L’accesso al video è possibile anche dalla home page di www.luigicascioli.it se riuscite a scaricarlo è meglio dato che la definizione è maggiore e non si rischia che venga rimosso per le solite vergognose ragioni inquisitorie e censorie. Straordinario documento ad uso didattico da conservare.

Nella foto il cristologo Luigi Cascioli, attorniato dalle televisioni internazionali, autore dei libri denuncia:

“La favola di Cristo – Inconfutabile dimostrazione della non esistenza di Gesù”

“La Morte di Cristo – Cristiani e Cristicoli”

 

Rif.

www.luigicascioli.it

http://nochiesa.blogspot.com

Interviste, commenti, conferenze e altro tel. 3393188116

Fonte: http://nochiesa.blogspot.com

Diffusione: Axteismo Press l’Agenzia degli Axtei, Atei e Laici

Considerato l’attuale gravissimo stato di censura e di manipolazione delle informazioni da parte dei media, si invita alla massima pubblicazione e diffusione.

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Richiedi gratis TUTTI i documenti disponibili, circa 60 mail, in formato digitale scrivendo a:

axteismo@yahoo.it

 

Axteismo, No alla chiesa, no alle religioni

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Axteismo Press l’Agenzia degli Axtei, Atei e Laici

su www.jadawin.info , pagina “Politica e Società 5-2008”