Kropotkin


Kropotkin

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Dal sito Storia del pensiero anarchico http://art.supereva.it/pensieroanarchico/ una ampia scheda su Kropotkin

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Cenni Biografici

Petr Kropotkin nasce a Mosca nel 1842 in una famiglia dell’aristocrazia russa. Dopo aver frequentato la scuola militare più esclusiva della Russia Zarista, nel 1862 sceglie di recarsi in Siberia come esploratore e geografo. Questa esperienza farà maturare nel giovane Kropotkin i primi atteggiamenti critici verso la società zarista e le enormi ingiustizie che la caratterizzavano. Nel 1872 decide di andare in Svizzera, e qui entrerà in contatto con gli ambienti internazionalisti del Giura, che lo porteranno ad abbracciare gli ideali di fratellanza socialisti e anarchici. Tornato nel proprio paese, verrà arrestato e rinchiuso nella fortezza di Pietro e Paolo. Fugge nel 1876 e si rifugia prima in Inghilterra, poi in Svizzera, da dove viene espulso nel 1881. Rifugiatosi in Francia viene condannato a 5 anni per attività sovversiva. Rilasciato nel 1886 si trasferisce a Londra dove rimane fino al 1917. Allo scoppio della 1° guerra mondiale Kropotkin prende una discutibile posizione di appoggio alla guerra contro gli Imperi centrali, e dalla parte di Inghilterra e Francia (ma anche della Russia zarista) visti da lui come un’ostacolo all’espandersi della democrazia e del progresso. Questa posizione troverà la sua espressione nel manifesto dei quindici, ma rimarrà sostanzialmente isolata nel movimento anarchico. Allo scoppio della rivoluzione Kropotkin si reca nuovamente nella sua terra d’origine ma dopo la presa del potere da parte dei bolscevichi si trova isolato ed emarginato. Muore nel 1921 e i suoi funerali sono l’ultima grande manifestazione pubblica degli anarchici in Russia.

L’opera teorica di Kropotkin è assai vasta, e nei lunghi anni di esilio londinese sviluppa una ricerca multidisciplinare di carattere storico, geografico, zoologico e biologico che anticipa alcuni temi del movimento ecologista attuale. tra i suoi lavori ricordiamo ‘Parole di un ribelle”, “La conquista del pane”, “Campi fabbriche officine”, “Il mutuo appoggio”,”La scienza moderna e l’Anarchia”, e l’incompiuto “l’etica”.

Il pensiero e L’opera

Lo sforzo teorico di Kropotkin è rivolto essenzialmente verso uno scopo. Dare dignità di scienza all’anarchia. Per comprendere il senso di questo sforzo è necessario considerare il periodo storico nel quale si trova ad operare il “principe dell’anarchia”. E’ il periodo del massimo sviluppo delle teorie positiviste e scientiste. Le tesi più in voga nel periodo sono essenzialmente due: nel campo scientifico-naturalistico la teoria dell’evoluzionismo darwiniano, con la sua affermazione della inevitabile vittoria del più adatto e del più forte sul più debole. In campo socialista l’affermarsi del socialismo scientifico e in particolare del metodo dialettico e del determinismo economico. In apparenza diversi ed opposti, questi due sistemi si basano su una concezione comune: l’idea della lotta come costante dell’esistenza, sia biologica che sociale, ed il prevalere del più forte, sia esso individuo, animale o classe, come sbocco inevitabile di questa lotta.

Kropotkin lancia la sua sfida intellettuale: dimostrare che l’anarchismo è in perfetta sintonia con lo sviluppo e i metodi della scienza , che esso ha basi scientifiche indiscutibili e, soprattutto dimostrare che la vita umana ed animale è prevalentemente basata sulla cooperazione e la solidarietà, piuttosto che sulla lotta.

Evoluzionismo, positivismo, determinismo scientifico e creatività popolare sono le armi teoriche usate da Kropotkin per dimostrare il perfetto incontrarsi di anarchia e scienza.In sostanza il tentativo di Kropotkin è quello di giustificare la libertà e l’uguaglianza attraverso una spiegazione di tipo naturalistico.

Per Kropotkin “L’Anarchia è il risultato inevitabile del movimento intellettuale nelle scienze naturali, movimento che cominciò verso la fine del XVIII secolo”. Il movimento intellettuale nato dall’Illuminismo e dall’enciclopedismo, a causa della sua radicale critica al principio d’autorità, non poteva che sfociare in una concezione anarchica della vita. Il carattere rivoluzionario di questo movimento è dovuto alla sua valenza naturalistica, ovvero al suo riportare i problemi alla propria origine fisico-naturale, operando un disincanto verso tutta la cultura religiosa e metafisica precedente“(gli enciclopedisti) fecero un tentativo di fondare il sapere generalizzato – la filosofia del sapere e della vita- con un metodo strettamente scientifico, respingendo quindi tutte le costruzioni metafisiche dei filosofi precedenti e spiegando tutti i fenomeni con l’azione delle medesime forze fisiche, che erano state per essi sufficienti a spiegare l’origine e l’evoluzione del globo terrestre”.

Questo indirizzo materialistico ha strappato una volta per tutte i veli mistici e pseudo scientifici che avevano coperto la realtà. Questo metodo si è esteso dallo studio degli astri a quello della chimica, giungendo alfine allo studio delle forme politiche, giuridiche ed economiche della società umana. Quindi la scienza ha una valenza atea, rivoluzionaria e demistificante, perché è grazie alla scienza che è possibile “leggere il libro della natura, compresa ciò che ciò che tratta dell’umanità, senza ricorrere all’idea di un creatore, di una “forza vitale” mistica, o di un’anima immortale, e senza consultare la trilogia di Hegel, né nascondere la nostra ignoranza sotto non importa quale simbolo metafisico

L’anarchismo è per Kropotkin lo sbocco logico ed inevitabile di tale impostazione. Esso deve rimanere saldamente agganciato alla cultura razionalista ed all’illuminismo, di più, al metodo induttivo che è per Kropotkin, la base metodologica dell’anarchismo. Ma Kropotkin va più in là affermando “l’anarchia è una concezione dell’universo, basato sulla intepretazione meccanica dei fenomeni, che abbraccia tutta la natura, non esclusa la vita della società. Il suo metodo è quello delle scienze naturali; e, secondo questo metodo, ogni conclusione scientifica deve essere verificata. La sua tendenza è di fondare una filosofia sintetica, che si estenda a tutti i fatti della natura, compresa la vita delle società umane e i loro problemi economici, politici e morali”.

Come si desume da queste righe per Kropotkin non solo si può assegnare alla scienza una funzione di segno progressista e libertario, ma anche assegnare all’anarchismo il compito di spiegare scientificamente la natura ed il mondo delle relazioni umane, siano esse economiche o politiche o sociali. Vi è insomma più che un parallelismo tra scienza ed anarchia, una vera e propria identificazione.

Secondo Kropotkin a partire dalla rivoluzione copernicana, ogni scoperta scientifica conferma che la struttura dell’universo non ha un centro specifico di forza o direzione della forza “il centro, l’origine della forza, trasferito una volta dalla terra al sole, si trova ora sparpagliato, disseminato: è dappertutto ed in nessun luogo“. L’universo è quindi costituzionalmente non gerarchico, ma si basa sull’armonia.

Tale costituzione non gerarchica è confermata dalla scienza in tutti i campi, da quello biologico a quello dei rapporti umani.

Non esistono leggi naturali prestabilite, ma l’armonia della natura è il risultato fortuito e temporaneo di un processo. Di incontri e scontri all’interno della struttura materiale non esistono leggi ma bensì fenomeni. Così come l’armonia della natura è data dall’equilibrio temporaneo e spontaneo, senza che nessuna legge o forza esterna precostituita la determini, così la società umana si regge sull’armonia spontanea, e non può che sfociare nell’Anarchia, poiché anche la società umana tende a respingere le forme cristallizzate.

Evoluzione e Rivoluzione

Kropotkin è convinto che l’evoluzione sia la grande costante della storia umana, e che il mutuo appoggio, la giustizia e la morale siano una conseguenza inevitabile dello sviluppo storico. Tuttavia , nel momento in cui Kropotkin afferma che l’anarchia derivi dall’evoluzione incessante, ribadisce la necessità del salto rivoluzionario. Un salto che concilia l’evoluzionismo scientifico con la classica teoria anarchica del volontarismo. “Il nostro dovere è di cogliere prima di tutto, con l’analisi della società, le tendenze che sono proprie di un dato momento della sua evoluzione e di metterle in risalto. In seguito, di mettere in pratica queste tendenze nei nostri rapporti (…) infine, da oggi, ma soprattutto durante il periodo rivoluzionario, di demolire le istituzioni, come anche i pregiudizi che ostacolano lo sviluppo di queste tendenze”

Nella concezione di Kropotkin convivono quindi due orientamenti contrastanti. Da un lato la concezione che mutuo appoggio, giustizia,libertà siano una necessità organica ed una risultante inevitabile dell’evoluzione, dall’altro la necessità della rottura rivoluzionaria rispetto ad un presente che è evidentemente, l’opposto del supposto carattere progressivo dell’evoluzione umana e storica.

La rivoluzione viene giustificata come accelerazione del processo evolutivo

Socialità e Morale

Dall’impianto naturalistico di Kropotkin deriva la convinzione che la socialità non sia una scelta dei soggetti sociali, ma una necessità della specie, motivata dall’istinto di sopravvivenza, che porta al ritrovarsi in collettività, ed a formare la società, l’associazione fra individui che man mano che si sviluppa l’evoluzione progressiva “diviene sempre più cosciente“; l’associazione “è osservata per i benefici del mutuo appoggio, o per i piaceri che esso procura(…) la varietà stessa degli aspetti che assume la vita in società è una conseguenza, e per noi una prova di più, della sua generalità.”

Se la socialità deriva da un’istinto innato e dalla necessità, da cosa deriva la morale? Per l’anarchico russo la morale deriva anch’esso dall’istinto di conservazione della specie, gli esseri umani agiscono moralmente, quindi, nella misura in cui cooperano al bene comune. La dimensione soggettiva risiede totalmente nella intenzione etica di questa azione morale.

Secondo Kropotkin anche le leggi e lo Stato nascono da questo bisogno innato di socialità e di bene comune. La legge presenta sempre due aspetti: da un lato è espressione degli usi e consuetudini necessarie al vivere comune, dall’altro è l’abile strumentalizzazione dei fini sociali al servizio e a vantaggio delle classi dirigenti.

“Tutte le leggi (…) si distinguono dai costumi, stabiliti dall’uso, i quali rappresentano i principi di moralità esistenti in una data società in un dato periodo. La legge conferma questi costumi, li cristallizza, ma nello stesso tempo ne approfitta per introdurre, generalmente dissimulandola, qualche nuova istituzione nell’interesse della minoranza e degli uomini d’arme”. Per Kropotkin tutte le garanzie necessarie alla vita sociale e alla cooperazione sono state “elaborate dal genio creatore della folla anonima”. Mentre le leggi si sono composte di due parti : uno utile a tutti e l’altro “che aveva per scopo di impiantare o di consolidare l’autorità nascente del signore ,del soldato, del reuncolo e del prete, di rinforzare queste autorità e santificarle.” Basti pensare, al giorno d’oggi,allo “stato sociale”,che si è impiantato con tutto il suo carrozzone di clientelismi, sulla originaria solidarietà delle associazioni operaie di mutuo soccorso.

Da ciò si può capire come il principio di autorità sia, per Kropotkin, una funzione distorta del principio di libertà,e perciò la perdita della libertà del singolo non deriva, come sostiene la teoria del contratto sociale, da una rinuncia alla libertà individuale per acquisire quella sociale, ma dalla imposizione di un modello innaturalmente gerarchico, sopra una funzione sociale di per sé non gerarchica.

Il comunismo anarchico

Questa concezione dell’innata socialità dell’uomo, e della natura progressiva ed evolutiva della storia umana portano Kropotkin ad abbracciare il comunismo quale forma economica della futura società anarchica. E, contrariamente ad altri anarco-comunisti, che ammettono altri sistemi o sottosistemi economici all’interno di un quadro pluralista, per Kropotkin il comunismo è l’unico sistema privo di contraddizioni sociali racchiusa nel principio “da ognuno secondo le sue forze, ad ognuno secondo i suoi bisogni”. Questa formula abolisce la schiavitù del salario e la dipendenza dal bisogno.

Il comunismo anarchico è il “comunismo senza governo, quello degli uomini liberi, è la sintesi dei 2 scopi ai quali mira l’umanità attraverso i tempi: la libertà economica e la libertà politica”. Il comunismo è il completamento dell’anarchia, ovvero l’uguaglianza che completa la libertà. La giustificazione del comunismo è trovata da Kropotkin nella sua perfetta rispondenza alle leggi dell’evoluzione naturale . Comunismo e mutuo appoggio sono due definizioni della stessa realtà: la logica della vita che preserva se stessa, il principio di sopravvivenza alla sua massima espressione.

Come già Bakunin prima di lui, Kropotkin si propone di abolire la differenza tra lavoro manuale e lavoro intellettuale ma anche tra città e campagna.

Il tipo di organizzazione sociale anarchica si deve basare sui bisogni pratici,e non su quesiti astratti. Questa si deve sviluppare partendo “dalla libera intesa per territori, funzioni e professioni di tutti gli interessati”.

Quindi “comuni indipendenti per gli aggruppamenti territoriali, vaste federazioni di mestieri per gli aggruppamenti di funzioni sociali -gli uni allacciati agli altri per aiutarsi a vicenda nel soddisfare i bisogni della società- e aggruppamenti di affinità personali, varianti all’infinito, di una durata o effimeri, creati a seconda dei bisogni del momento per tutti gli scopi possibili. Queste tre specie di raggruppamenti formerebbero come una rete tra loro e giungerebbero a permettere la soddisfazione di tutti i bisogni: il consumo, la produzione, lo scambio; le comunicazioni, le misure sanitarie, l’educazione; la protezione reciproca contro le aggressioni, il mutuo appoggio, la difesa del territorio; la soddisfazione, infine, dei bisogni scientifici, artistici e letterari.”

In sostanza si tratta di una pianificazione, ma che non ha niente a che vedere con la pianificazione autoritaria, in quanto nasce dal basso e dalle esigenze pratiche.L’idea è quella di una società che si autoregola basandosi sull’equilibrio spontaneo.

L’ottimismo eccessivo e lo scientismo di Kropotkin non assumono mai il carattere della totalità, poiché basati sul metodo deduttivo e sperimentale, fondato sulla verifica continua quale garanzia contro le tentazioni totalitarie

Alcune delle impostazioni di base di Kropotkin, e in particolar modo l’ottimistica idea che la società vada spontaneamente evolvendosi verso la libertà e l’uguaglianza, appaiono superate, tuttavia è vero che sotto altri aspetti l’opera di Kropotkin serbi ancora motivi rilevanti di interesse. Se è vero che l’identificazione fra scienza ed anarchia ed il determinismo che da ciò deriva risulta contraddittorio con l’ideologia libertaria, è altresì vero che lo stesso Kropotkin lo supera sostenendo la necessaria coerenza tra mezzi e fini e dia a questa rilevanza metodologica, e cioè scientifica. Il rapporto coerente tra mezzi e fini ci dice che questi possono essere raggiunti solo attraverso l’adeguamento dei mezzi alla natura dei fini.

Non solo, ma i fini non sono dati, ma posti ovvero è la prassi rivoluzionaria, l’azione cosciente dell’uomo che determina i fini, che sono quindi la meta di un’azione cosciente e volontaria. Per ciò “ (…) la questione che l’anarchia si propone di risolvere potrebbe concretarsi come segue: quali forme sociali assicurano più efficacemente, in determinate società per amplificazione, nella umanità in generale, una maggior somma di benessere e, per conseguenza, una fonte più copiosa di vitalità?

La scienza pone quindi delle domande, mentre l’anarchia cerca di dare delle risposte.Mentre l’economia classica e marxista si basa su una prospettiva “oggettiva” dove la libertà di scelta non esiste, l’anarchismo Kropotkiniano si basa su una prospettiva rivoluzionaria, dove l’emergere del sociale e della volontà crea i propri fini e la propria azione, operando una scelta.

È universalizzando la pratica e la metodologia della scienza che si può arrivare, attraverso sperimentazioni ed errori, alla libertà ed all’uguaglianza, all’utopia attraverso la scienza.

 

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