Quasiracconti


Quasiracconti

A volte ci si ostina a scrivere. Io non avrei mai potuto vivere di scrittura, dal momento che mi viene un’idea ogni 15 anni. Il primo racconto che ho scritto, “L’ultima roccaforte”, non è stato mai pubblicato: andrebbe riscritto ma, infarcito com’era di ottimismo sul trionfo mondiale della rivoluzione, non ha proprio senso, oramai, da decenni. Anche il secondo, “Il Palazzo dei Sapienti”, è inedito: entrambi appartengono ai miei quindici anni circa.

Tra fine 2010 dc e inizi 2011 dc ho pubblicato il volumetto Quasiracconti presso www.ilmiolibro.it , un’iniziativa del Gruppo Espresso-Mondadori. Per chi è iscritto al sito il volume è acquistabile nella versione cartacea ed in quella e-book.

Di seguito trovate solo le mie prefazioni – non più i quasiracconti completi – , compreso quella dell”ultimo, il quinto del volume e settimo in senso cronologico, finalmente completato e inserito nella terza edizione del libro.

Una storia quasi impossibile

Prefazione dell’autore

Questo quasiracconto è stato il terzo, è stato scritto tra il 1980 dc e il 1983 dc. I primi due andrebbero sicuramente riscritti, essendo risalenti il primo ai miei 15 anni circa e il secondo intorno ai 18 anni. Al di là delle ingenuità e delle manie infantili in essi contenute, non brillavano certo per stile (non che la “copiosa” produzione successiva sia migliorata granché, del resto…)

Una storia quasi impossibile è molto autobiografico: nei sentimenti verso l’umanità in generale, nel pessimismo, nel rancore, nella cocente frustrazione degli ideali rivoluzionari con cui ero cresciuto dai quindici anni in poi.

Intervista al Presidente

Prefazione dell’autore

Questo quasiracconto è il quarto, scritto nel 2006 dc. Ho immaginato un colpo di Stato di rivoluzionari comunisti nel 1983 dc e, trenta anni dopo, nel 2013 dc, un giornalista viene incaricato dal direttore del quotidiano per il quale lavora di intervistare il Presidente della Repubblica. In questa lunga intervista viene rievocato il colpo di Stato e tutto quello che è successo poi.

Alcuni nomi di personaggi degli anni ottanta del ventesimo secolo dc sono stati lievemente modificati, ma è facile intuire chi siano.

Allegati al racconto ci sono alcune appendici, che ritenni potessero illustrare ulteriormente il quadro delle vicende.

 Il Museo delle Religioni

 Prefazione dell’autore

Il terzo quasiracconto, quinto della mia “copiosa” produzione letteraria, è stato finito nel luglio del 2002 dc, ed è la divertente immaginazione di come potrebbe essere, in un prossimo futuro in cui non credo affatto (nel senso che è un futuro ultra ottimista, immaginato da un ultra pessimista), visitare un modernissimo museo che illustri l’ormai quasi dimenticata predisposizione dell’essere umano a nutrirsi di irrazionali fantasie su un universo creato, sul suo presunto creatore e su una fantasmagorica, nonché alquanto improbabile, eterna e noiosissima vita futura.

La vincita

Prefazione dell’autore

Questo ultimo quasiraconto delle prime tre edizioni del volumetto inizialmente non doveva esservi incluso perché…non ancora finito! Ho iniziato a scriverlo, si può proprio dire a tempo perso, quando ancora in Italia esisteva la lira, quindi prima del 2001, ed è stato concluso, quasi con un colpo di mano, proprio nel gennaio del 2011 dc, ad evitare un ulteriore ritardo al suo finire solo per aggiungere qualche dettaglio non molto importante.

È letteralmente il realizzarsi del sogno: vincere una notevole somma a una delle tante lotterie e liberarsi per sempre del “dovere e necessità” del lavoro, e nel contempo realizzare finalmente, ma solo nella fantasia purtroppo, qualcuna delle proprie vere aspirazioni.

Estinzione preventiva

Prefazione dell’autore

Finalmente, dopo alcuni anni, è finalmente giunto anche questo quinto quasiracconto. L’idea di un popolo alieno che gira il cosmo a fermare sul nascere qualsiasi sviluppo di specie “intelligenti”, per evitare che diventino distruttive, la covano da almeno una decina d’anni, e la solita pigrizia mi aveva impedito di porci mano. A questa storia ho voluto unire, finalmente, anche le mie idee su come dovrebbe essere la specie umana, i suoi “generi”, la sua sessualità, il suo tipo di convivenza per essere più serena, più spontanea, più felice, meno costretta da imposizioni, naturali o artificiali che siano.