Il Senato di Vaticalia

Da Democrazia Atea il 25 Maggio 2015 dc:

Il Senato di Vaticalia

Ministri del PD, raccogliendo l’eredità della destra berlusconiana e interpretandola con maggior disprezzo per le classi lavoratrici, non perdono occasione per mostrare insofferenza contro le organizzazioni sindacali.

Eppure in tema di politiche del lavoro i sindacati dovrebbero essere interlocutori privilegiati.

In sintonia con l’insofferenza dei Ministri verso i sindacati, il Senato della Repubblica italiana si è adeguato.

Dovendo raccogliere pareri qualificati in tema di reddito minimo garantito, in audizione ha convocato tale Bregantini, in arte arcivescovo.

Costui, pur sapendo di far parte di una casta di mantenuti, pur sapendo di essere inserito in una struttura parassitaria che si alimenta con il prelievo fiscale degli italiani, pur sapendo di essere una sanguisuga inutile alla vita, si è pure preso il lusso di dire che il reddito minimo garantito è una forma di assistenzialismo negativo.

Uno che per mestiere campa sulle spalle degli altri esprime giudizi contro una misura di sostegno alla dignità umana sollecitata da una Direttiva europea già dal 2002.

È insopportabile sapere che il Senato, per assumere una qualsiasi iniziativa legislativa, possa aver consultato un ministro di uno Stato extracomunitario.

L’anomalia del Vaticano, comunque, non sta solo nel fatto che è uno Stato formato solo da maschi, ma anche che in quel sistema malato nessuno lavora, non c’è alcuna realtà produttiva, eppure i cittadini del Vaticano hanno un reddito pro capite di 407.000,00 euro l’anno.

Dal pulpito della sua ricchezza di mantenuto Bregantini si è espresso negativamente contro una misura economica che ha come finalità il mantenimento della dignità sociale.

Del resto quando il loro capo parla di Chiesa povera intende una comunità di fedeli poveri, non di certo la povertà dei mediatori mercificati della spiritualità.

Bregantini è andato in Senato a dire che è preferibile una società di poveri privati della dignità e che il reddito minimo garantito intralcia l’influenza che la pretaglia ha sulla società, posto che una società cui è tutelata la dignità potrebbe affrancarsi dallo sfruttamento clericale.

I senatori che lo hanno ascoltato, del resto, per arrivare a programmare una simile audizione, devono essere stati ispirati davvero da un rigurgito di imbecillità.

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Tradizioni

da Democrazia Atea 5 Aprile 2015 dc:

Tradizioni

Le stagioni astronomiche della Terra sono sempre state scandite dagli equinozi e dai solstizi, e non c’è popolazione che non abbia legato a questi eventi astronomici riti e divinità.

L’equinozio di primavera si lega alla rinascita arborea e in generale alla fertilità della terra.

I simboli delle uova, ad esempio, intesi come talismani di fertilità, sono presenti in moltissimi culti arcaici, dall’Europa all’Asia.

Come ogni anno si ripete l’equinozio di primavera, allo stesso modo ogni anno si ripetono i culti propiziatori con le rappresentazioni della morte e della rinascita, e con il cibarsi di uova che, nel rituale collettivo, diventa la partecipazione individuale alla nuova vita e quindi alla resurrezione.

Con il radicamento delle usanze e delle consuetudini si ottiene anche un altro risultato antropologico, ovvero l’identificazione di un gruppo umano che si riconosce in quelle usanze e in quelle consuetudini, che si riconosce nelle tradizioni.

Nella trasmissione delle tradizioni tra individui dello stesso gruppo sociale, si consuma l’esclusione degli altri.

Con la tradizione le consuetudini si bloccano, si cristallizzano, per consentire coesione e sicurezza.

Al di fuori della tradizione si perde il legame con il gruppo perché non ci si identifica più nel legante condiviso dagli altri.

Le ritualità religiose ne sono l’espressione antropologicamente più statica e respingente.

Al di fuori della tradizione, tuttavia, si sceglie la scoperta e la crescita, l’esplorazione e lo scambio.

Non c’è evoluzione nella tradizione, quanto piuttosto la negazione di un processo di crescita culturale cui ogni individuo può intelligentemente aspirare passando attraverso l’elaborazione autonoma di ciò che già conosce.

Conoscere le tradizioni ha senso solamente nella capacità di ricordarle avendole già relegate ad un tempo passato.

Solo così si impedisce che le società rimangano ancorate alle pressioni illogiche di chi ne trae potere attraverso il loro perpetuarsi come stile di vita e non come folklore da sagra di provincia.

Carla Corsetti
Segretario Nazionale di Democrazia Atea

L’assurdo di Napoli

da Democrazia Atea 21 Marzo 2015 dc:

L’assurdo di Napoli

Luigi De Magistris, già collaudato baciatore di ampolle, Sindaco di una città della Repubblica italiana, offre al monarca vaticano le chiavi della città di Napoli, e lo fa con “deferente gratitudine”.

De Magistris, ex magistrato, già condannato in primo grado, non si accontenta di questa “sottomissione” teocratica, e, nella veste istituzionale che ancora ricopre, chiede al capo di Stato di una monarchia nella quale il codice canonico ha prevalenza giuridica sul codice penale “l’affermazione dei Principi di Giustizia e Legalità”.

Il monarca vaticano, dal canto suo, nel giorno in cui si viene a sapere che le automobili vaticane erano utilizzate per un traffico di oro e diamanti nel Burundi, chiede ai criminali di convertirsi al cattolicesimo.

Sembra il canovaccio di una commedia di Ionesco, ma di assurdo c’è che è tutto reale.

Carla Corsetti
Segretario Nazionale di Democrazia Atea

La via francese al fine vita

La via francese al fine vita. su Lucidamente 2 Gennaio 2015 dc

Bergoglio come se fosse Antani

da Democrazia Atea il 20 Gennaio 2015 dc:

Bergoglio come se fosse Antani

I Capi dello Stato Vaticano si sono negati, almeno apparentemente, la sessualità e nello stesso tempo legano al fallo l’autorevolezza delle loro asserzioni, perché si autoproclamano infallibili, un po’ come gli Ayatollah in Iran che non possono essere contestati da nessuno quando esprimono le loro interpretazioni religiose.

Sia il Capo di Stato Vaticano che l’Ayatollah iraniano si sono arrogati il potere di imporre alle masse le regole morali che interpretano secondo convenienza a fini di potere.

E non è difficile che un capo cattolico e un capo islamico possano trovarsi sulla stessa lunghezza d’onda quando si tratta di reprimere la libertà d’espressione.

Gli integralisti islamici, nell’attualità del loro medioevo, uccidono, mentre invece il finto povero Bergoglio, che il medioevo vorrebbe restaurarlo, di fronte a ciò che reputa offesa incita a tirare di pugni.

Una espressione più sessista e maschilista, come quella recentemente profferita davanti alle telecamere, non sarebbe stata ugualmente idonea ad interpretare la volgarità del suo pensiero.

Nel suo mondo misogino infatti le donne devono essere protette con i pugni, perché l’insulto ad una donna, qualunque esso sia, non può trovare nel sistema processuale sanzionatorio la giusta valutazione, ma deve trovare nella violenza l’espressione di riaffermazione della proprietà, e per giunta non in via diretta, ma attraverso il maschio preposto a difesa della femmina subordinata.

Forse nel prossimo sinodo decideranno che la reazione con i pugni sarà una new entry nei manuali del catechismo cattolico, e così decenni di cultura della non-violenza andranno a farsi friggere, perché anche l’ultimo dei bulli di periferia sarà in grado di picchiare e di giustificarsi dicendo “lo ha detto Bergoglio”.

Per fortuna una buona parte delle donne italiane non si riconosce nella miseria maschilista di un recinto nel quale non c’è autonomia di scelta né di giudizio.

Molte donne hanno compreso che la sottomissione al maschio va interpretata come devianza patologica, e sanno che la dignità non si concilia con la violenza del messaggio religioso cattolico, ma con l’affermazione delle regole di diritto, e maggiormente quelle che si devono adire in via diretta quando si subisce un’offesa.

Stavolta Bergoglio ha detto una castroneria di troppo, ha travalicato la consapevolezza dei suoi limiti, si crede infallibile e ha lasciato trapelare la sua vera natura che è stata allevata in un retroterra di ordinario maschilismo.

Le donne consapevoli non hanno bisogno di essere difese con i pugni.

Le donne consapevoli non hanno bisogno dei messaggi subliminali di un triste gesuita che ogni giorno di più sproloquia come “come se fosse antani”.

Carla Corsetti
Segretario Nazionale di Democrazia Atea

Donne che scelgono di non avere figli

Donne che scelgono di non avere figli Un documentario apre il dibattito. Su l’Espresso.it 19 Gennaio 2015 dc. Nei commenti sul sito si può constatare lo squallore della mente dei natalisti.

Lourdes: un miracolo cubano

da Democrazia Atea 19 Dicembre 2014 dc:

Lourdes: un miracolo cubano

La fine dell’embargo a Cuba, dopo le recenti dichiarazioni di Obama e di Castro, è ormai questione risolta.

Resta da capire come si è giunti a questa decisione.

Le questioni internazionali sono complesse e gli attori che vanno in scena di certo non recitano a braccio, ma hanno una regia più complessa.

La guerra fredda tra Washington e Mosca dopo la crisi in Crimea e quella in Ucraina, con lo sfondo di un fascismo islamico ormai fuori controllo, ha riacceso in Putin l’ambizione di ricostruire la potenza russa in chiave antiamericana.

Gli accordi commerciali tra i Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) e soprattutto l’accordo sulla creazione di una Banca mondiale per i Paesi emergenti, in contrapposizione al FMI, hanno destato non poco le preoccupazioni degli USA che premono nel pretendere dall’Europa l’adesione al TTYP.

Ormai da tempo Mosca aveva scaricato Cuba, reputando il sostegno troppo oneroso rispetto al tornaconto che se ne poteva trarre.

Ma l’ostilità dell’occidente ha riacceso per Putin l’interesse per l’Avana e nel luglio del 2014 si è recato personalmente a Cuba ad incontrare Castro.

Ha cancellato 32 miliardi di dollari di debito cubano ed ha consentito che i restanti 3 miliardi potessero essere pagati in 10 anni.

Non esiste la generosità in questi casi e non è stato difficile scoprire cosa Putin abbia ottenuto in cambio.

A Cuba i sovietici avevano creato, verso la fine degli anni sessanta, una potente stazione di spionaggio, che si è potenziata negli anni successivi e che fu chiusa nel 2001.

Putin, in cambio della cancellazione del debito, aveva ottenuto dal governo cubano di riaprire la stazione di spionaggio attraverso la quale la Russia, in passato, aveva controllato, spiandolo, finanche il programma spaziale di sorveglianza della NASA a Cape Canaveral.

Tutto questo a meno di 150 miglia dalla Florida.

Dunque le ambizioni di spionaggio di Putin hanno sollecitato in Obama la necessità di rivedere i rapporti con Cuba, tanto più che le informazioni che la Russia potrebbe essere in grado di raccogliere dalla stazione di spionaggio cubana potrebbero essere fornite anche alla Bolivia e al Venezuela in una rafforzata ottica antistatunitense.

Né può trascurarsi che già qualche anno fa il presidente Russo Medvedev aveva avviato trattative per la costruzione di basi militari sovietiche a Cuba, in Venezuela e in Nicaragua.

Putin di certo si è mosso con l’intenzione precisa di infastidire Obama nel cortile di casa e lo ha determinato ad una scelta obbligata, ovvero quella di porre fine all’embargo e di riconnettere Cuba alla sfera di influenza economica e politica degli USA.

Né può trascurarsi che la vergogna nazionale statunitense, ovvero Guantanamo, si trova in territorio cubano e che, dopo le infamanti rivelazioni del rapporto CIA sulle torture di Stato praticate in quel lager, gli USA sono in difficoltà per la finta locazione del carcere che hanno imposto a Cuba.

La stazione di spionaggio costruita dai sovietici a Cuba ha un nome singolare: Lourdes.

Putin ha, di fatto, minacciato la riapertura di Lourdes e tanto è bastato a Obama per determinarlo a ridisegnare i rapporti diplomatici con una piccola Nazione ormai impoverita e senza speranze.

Obama è stato decisamente abile nel far credere al mondo intero di aver assunto questa decisione grazie alla diplomazia di un terzo Stato, il Vaticano, e il mondo intero ha creduto che due letterine scritte dal monarca vaticano siano state davvero alla base della decisione.

Ma a ben vedere è proprio Lourdes che ha prodotto il “miracolo”.

Carla Corsetti
Segretario Nazionale di Democrazia Atea