Consulta Romana per la Laicità delle Istituzioni

Comunicato stampa giunto in e-mail il 17 settembre 2010

Consulta Romana per la Laicità delle Istituzioni

La Consulta Romana per la Laicità delle Istituzioni questo anno non potrà commemorare la presa di Porta Pia il 20 Settembre.

Il 6 luglio, infatti, è stata presentata alla Questura di Roma la richiesta dell’autorizzazione, peraltro dovuta secondo la Costituzione Italiana, a commemorare l’evento. Nonostante la disponibilità dei funzionari della Questura, non autorizzati per evidenti ordini superiori a dare un assenso esplicito, si è arrivati fino al giorno 14 settembre per essere informati che, dopo l’evento istituzionale alla presenza del Presidente Napolitano, non era possibile nessuna commemorazione a causa della priorità data all’evento organizzato dall’associazione politico cattolica Militia Christi “a 140 anni dai tragici eventi che portarono le truppe del liberal-massonico Regno sabaudo ad invadere lo Stato Pontificio, allora libero, sovrano e popolare”.

La consulta Laica prende atto che le decisioni politiche che sottintendono questa scelta vanno nella direzione di un riconoscimento ufficiale di Militia Christi, un’associazione fondamentalista, già condannata da un tribunale per offese e falsità e condannata ad eliminare dal suo sito internet dichiarazioni e commenti. La Consulta prende atto che, al contrario, un’associazione come la Consulta Romana, che coordina altre 22 associazioni ad indirizzo laico che hanno come scopo il rispetto e l’applicazione della Costituzione Italiana, in questo momento politico, e in particolare in una città come Roma, è vista con fastidio. Quel fastidio che piccole fiammelle di libertà hanno sempre creato, e continuano a creare nei regimi antidemocratici e fondamentalisti.

Carlo Cosmelli

Coordinatore della Consulta Romana per la Laicità delle Istituzioni

Roma 16-9-2010

Le associazioni aderenti alla Consulta:

. AFFI Associazione Federativa Femminista Internazionale.

. Arcigay Roma.

. ARCo Associazione per la Ricerca e la Comunicazione.

.Associazione culturale Altrevie.

. Associazione Libera uscita – Sede di Roma.

. Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno” – Sezione di Roma.

. Carta 89.

. Cemea del Mezzogiorno.

. CGIL Roma e Lazio – Ufficio Nuovi Diritti.

. Com Nuovi Tempi – Confronti.

. CRIDES Centro Romano d’Iniziativa per la Difesa dei Diritti nella Scuola.

. Democrazia laica.

. FNISM – Federazione Nazionale Insegnanti Roma e Lazio.

. Fondazione Critica Liberale.

. Fondazione Religions-Free Bancale Onlus.

. Gruppo Martin Buber, Ebrei per la pace.

. Italialaica.it

. Lettera Internazionale.

. Liberacittadinanza – Sede di Roma.

. Libertà e Giustizia – Circolo di Roma.

. Noi siamo Chiesa – Roma.

. Società Laica e Plurale.

Consulta Romana per la Laicità delle Istituzioni

Sede: c/o Fondazione Critica Liberale, Via delle Carrozze, 19  00187  Roma   Tel. 06 6796011

romalaica@gmail.com

http://romalaica.blogspot.com

Rai papista? Protestiamo

martedì 13 aprile 2010 dc sul quotidiano Metro, pagina 14 “lettere e opinioni”, rubrica “Opinione” di Mariano Sabatini, e sul sito http://www.metronews.it (qui la rubrica si chiama “L’opinione”….)

Rai papista? Protestiamo

Viviamo una profonda contrapposizione tra società civile e Chiesa. E se è vero come è vero che il Papa è uomo tra gli uomini, dovrebbe essere naturale potersi esprimere – anche duramente – sulle scelte politiche della Chiesa, sulle malversazioni e i crimini dei suoi prìncipi-cardinali-vescovi-eccetera. Ci sembra invece di essere stati cooptati nel festival del doppiopesismo, in cui una Rai papista si è nominata giudice supremo: allontana i vaticanisti meno asserviti, radia uno scrittore polemico, sovrabbonda (come tutta la tv) di preti catodici schiumanti risentimento contro le famiglie di fatto, l’aborto, l’omosessualità che sarebbe contro natura perché non finalizzata alla procreazione.

Cecchi Paone ha fatto notare dalla D’Urso ad un talebano in clergyman che anche il sacerdozio non è finalizzato alla procreazione…. Dello stesso parere la novantenne Tullia Zevi, già presidente delle comunità ebraiche, che si interroga sul senso del celibato dei preti, terreno di coltura delle perversioni. Ci piacerebbe vivere in una nazione diversa, dove se un cardinale si permette di orientare il voto alla vigilia delle elezioni regionali, un ateo o un cattolico critico possano sentirsi liberi di manifestare dissenso, possano spazzar via l’oscurantismo medievale che vorrebbe impedirci di  assumere una pillola abortiva, altrove da anni facilmente disponibile. Tutto questo non è affatto scontato, ahimè. Prima di progettare l’espatrio, proviamo ad alzare la voce.

L’articolo è ovviamente condivisibile, del tutto ributtante l’unico commento che finora compare sul sito a nome di Vincenzo

Jàdawin di Atheia

Carla Corsetti: Nella scuola di mio figlio non deve esserci il crocifisso

Dal blog http://www.democrazia-atea.it/ , 16 Febbraio 2010 dc:

Comunicato Stampa – da pubblicare e diffondere

Carla Corsetti: Nella scuola di mio figlio non deve esserci il crocifisso

Chiara CorsettiFrosinone (Ceprano) – «La sottoscritta genitrice/difensore inoltrava al Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo di Ceprano l’invito alla immediata rimozione del crocifisso nell’aula frequentata dal proprio figlio, sostenendo che: la predetta affissione è in violazione dei principi di laicità sanciti dalla Costituzione ed inoltre che l’esposizione di un simbolo di morte non è compatibile con i principi di civiltà democratica cui intendo educare mio figlio».

È quanto si legge nel ricorso che l’avvocato Carla Corsetti ha notificato a Mariastella Gelmini, Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, e al Dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Statale di Ceprano. “Il TAR del Lazio, Sezione Distaccata di Latina” commenta Corsetti “dovrà decidere se l’Istituto Comprensivo di Ceprano ha posto in essere o meno un grave atto discriminatorio contro il minore in violazione dei principi costituzionali, in violazione dei principi della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali e infine in violazione della sentenza della Corte Europea del 3.11.2009. Stiamo anche valutando la responsabilità del Dirigente e dei componenti del Consiglio di Istituto per la violazione dell’art.3 della Legge 654/1975 che punisce con la reclusione sino a tre anni chi commette atti di discriminazione per motivi religiosi. Vorrei ricordare” aggiunge l’avv. Corsetti “che la Corte di Cassazione ha assolto il giudice Luigi Tosti in relazione all’accusa di omissione di atti d’ufficio per essersi rifiutato di tenere udienza nelle aule in cui il crocifisso era esposto, e in quella sentenza la Corte ha premesso che l’udienza si era svolta in un’aula priva del simbolo confessionale”.

La battaglia di laicità intrapresa dall’avv. Carla Corsetti è rilevante sotto molteplici aspetti perché Corsetti, oltre ad essere avvocato e madre del minore discriminato, è  il Segretario Nazionale del partito Democrazia Atea www.democrazia-atea.it . In attesa che la Grande Camera deliberi sul ricorso promosso dal Governo italiano contro la sentenza che dava ragione ai coniugi Albertin-Lautsi, l’avv. Corsetti aggiunge un altro tassello a questa importante battaglia di civiltà: “Se è vero che per i cattolici il crocifisso è simbolo di tolleranza, lo dimostrino e accettino di viverlo nel privato senza imporlo con prevaricazione a chi non condivide la stessa simbologia”. Il documento del ricorso di Carla Corsetti è pubblicato sul sito di Democrazia Atea ed è a disposizione di tutte quelle famiglie costrette a subire la stessa violazione.

Richiedi il word del Ricorso di Carla Corsetti

per la rimozione del crocifisso nella scuola.

Richiedi i PDF del Programma Politico e il Volantino di Democrazia Atea.

Partecipa alla campagna di tesseramento:

www.democrazia-atea.it

Vedi e ascolta le interviste a Carla Corsetti

Segretario Nazionale di Democrazia Atea, sul Canale video:

www.youtube.com/user/democraziaatea

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Per informazioni tel. 3393188116

Fonte: Democrazia Atea www.democrazia-atea.it

Si invita alla massima pubblicazione e diffusione

Presentazione del partito politico Democrazia Atea

Dal sito di Democrazia Atea

http://democrazia-atea.blogspot.com/2010/01/roma-si-e-svolta-il-19-gennaio-2010.html#links

La conferenza stampa di Democrazia Atea
La conferenza stampa di Democrazia Atea

Presentazione del partito politico Democrazia Atea

ROMA – Si è svolta il 19 gennaio 2010, presso la sede della Stampa Estera Italiana a Roma, la prima conferenza stampa di Democrazia Atea, nella quale Carla Corsetti, Segretario Nazionale, ha annunciato la nascita ufficiale del partito politico.

Al cospetto dei giornalisti di testate italiane ed estere, Carla Corsetti ha ribadito e sottolineato alcuni punti fondamentali del programma politico. Grande attenzione è stata dedicata alle tematiche del lavoro: Democrazia Atea propone l’abrogazione della legge Biagi (legge 30), per porre fine al precariato che mortifica la formazione e frena qualunque ipotesi di sviluppo.

Inoltre, Democrazia Atea propone l’abrogazione dei Patti Lateranensi, che costano allo Stato ben un terzo del PIL. Grande riconoscimento è stato dato soprattutto al ruolo delle donne nell’affrontare la crisi economica: in questo frangente, nella totale assenza dello Stato, le donne italiane sono riuscite a garantire la cura e l’assistenza a disabili e anziani, facendo salti mortali per assicurare il sostentamento alle proprie famiglie.

Il Segretario Corsetti ha definito la Destra e la Sinistra come due diverse forme di conservatorismo, rispetto alle quali DA si pone come unico partito progressista libero da dogmi e credenze; l’unico che, non avendo implicazioni confessionali come gli altri, potrà garantire la laicità dello Stato. Pertanto, all’interno dello schieramento parlamentare, i Demoatei si collocano al centro: “Ai nostri figli”, sottolinea Corsetti, “vogliamo dare vere speranze, vere certezze: il futuro è oggi, qui”.

Il CSM come l’Inquisizione-Il giudice Tosti rimosso dalla magistratura

Dal blog di Democrazia Atea

http://democrazia-atea.blogspot.com/2010/01/brevi-considerazioni-sulla-sentenza.html

Il CSM come l’Inquisizione-Il giudice Tosti rimosso dalla magistratura

Il giudice Tosti e Carla Corsetti
Il giudice Tosti e Carla Corsetti

Roma 22.01.2010 – Il Consiglio Superiore della Magistratura ha rimosso in via permanente il magistrato Luigi Tosti dalle funzioni e dallo stipendio, perchè rifiutatosi di celebrare i processi in un’aula di giustizia ove era affisso il crocifisso. Con tale provvedimento, talune Istituzioni italiane hanno perso un’occasione preziosa: quella di continuare a meritare il nostro rispetto.

“L’Italia si è chinata alla volontà di uno stato straniero, il Vaticano,” commenta Carla Corsetti, Segretario Nazionale di Democrazia Atea, “ed ha messo sull’altare sacrificale il giudice Tosti”. Non ci resta altra scelta che difendere ad oltranza la Costituzione della Repubblica Italiana dagli attacchi della classe politica che ci governa. Democrazia Atea ha dato inizio ad una battaglia contro l’oscurantismo e l’ingerenza delle religioni. Lo Stato è laico. La Costituzione è nostra. Giù le mani dalla Costituzione!

Sessualità e politica

Sessualità e politica

In Italia, negli ultimi tempi si è ripreso a discutere di “sessualità e politica” in virtù dei casi di cronaca che hanno coinvolto alcuni transessuali in relazione soprattutto all’ex governatore del Lazio, ma pure in seguito alle vicende scandalistiche che hanno investito altre personalità pubbliche, ultima in ordine di tempo Alessandra Mussolini. La quale si è lamentata (giustamente) degli ignobili attacchi di tipo sessista provenienti da vari organi di stampa, in particolare si è indignata a causa di un vergognoso articolo scritto dal solito Vittorio Sgarbi ed apparso sul quotidiano “Il Giornale”, di proprietà del fratello di Silvio Berlusconi. Ebbene, pur comprendendo la reazione di rabbia e sdegno della Mussolini, non si può fare a meno di osservare che tale cultura sessista è riconducibile soprattutto, ma non esclusivamente, alla tradizione storica dello schieramento politico a cui la Mussolini si ricollega da sempre, cioè la destra. Certo, bisogna riconoscere che certi atteggiamenti e ragionamenti di stampo maschilista appartengono pure a molte persone che possono dichiararsi “di sinistra”. Nessuno osa negare l’evidenza di un simile dato di fatto. Tuttavia, mentre negli ambienti sedicenti “di sinistra” l’esternazione di una mentalità sessista viene biasimata e rigettata come una volgare indegnità, nel microcosmo di destra ne fanno addirittura un motivo di vanto.

Comunque, al di là di elementi di circostanza, vorrei soffermarmi su un tema politico e culturale di ordine più generale, che attiene al rapporto tra sessualità e politica.

Ricordo che l’Italia non si è ancora dotata di una legge sui DICO (Diritti e doveri dei Conviventi), che oltretutto sarebbero un misero surrogato dei PACS (Patto Civile di Solidarietà). Una normativa che ha trovato applicazione ovunque, in Europa e nel resto del mondo civile, eccetto che in Italia, in Grecia e in Polonia. Questi sono gli unici Stati che ancora risentono dell’influenza esercitata dal Vaticano. Il quale prima ha azzerato il progetto dei PACS, quindi ha affossato il governo Prodi che voleva ratificare i DICO, annullando definitivamente l’ipotesi di legalizzare formalmente in Italia, sia pure con una legge capestro, le convivenze di fatto. Con tale espressione si designano non solo le coppie omosessuali, ma anche quelle eterosessuali che rifiutano di consacrare la propria unione in chiesa e in municipio, rifiutando l’autorità del trono e dell’altare.

Non c’è dubbio che si tratta di un tema d’elite, in quanto interessa un’esigua minoranza di individui, e non certo la maggioranza delle persone, ma non si può rinunciare ad assumere una netta posizione critica di fronte all’attacco sferrato dal potere clericale contro le spinte e i movimenti progressisti che partecipano all’emancipazione civile, morale e culturale della società italiana, così come è avvenuto in altri Stati europei.

La curia pontificia ha scatenato tutto il suo potere politico, intervenendo con arroganza nel dibattito pubblico nazionale, minando la stabilità politica del Paese, cancellando l’opera del governo Prodi in materia di DICO, intimidendo e ricattando l’azione legislativa per l’avvenire, esercitando una prova di forza assolutamente inaccettabile in uno Stato di diritto, in un Paese effettivamente laico e democratico. Per giungere infine a un duro antagonismo frontale con il movimento per i diritti dei gay, ingaggiando quindi una “lotta tra froci”, come un omosessuale dichiarato ha ironizzato in un’intervista rilasciata durante un programma trasmesso nel 2007 da una rete televisiva nazionale.

Rammento che il governo Prodi venne messo in minoranza su un tema di politica estera, malgrado alcuni giorni dopo, a “crisi” risolta, lo stesso Parlamento abbia votato a maggioranza bulgara il ri-finanziamento della missione militare in Afghanistan. Questa fu la conferma che il governo andò sotto per motivi estranei a questioni di politica estera e alle guerre in cui l’Italia è tuttora coinvolta, ma a causa di un’altra “guerra”, non dichiarata ma clandestina, mi riferisco ad un scontro organico alla società italiana.

In altre parole, si è svolto un regolamento di conti tra omosessuali liberi e coscienti, che rivendicano i propri diritti, e sodomiti non dichiarati, che da secoli praticano la pederastia nel segreto delle canoniche e delle sagrestie, dei monasteri e delle abbazie, ovunque vi siano curati, prelati, vescovi, priori, frati, seminaristi, catechisti ed ogni sorta di chierici costretti al voto di castità, cioè a logoranti ed insani periodi di astinenza sessuale. Pretaglia cresciuta all’interno di una cultura sessuofobica che contrasta con la storia dell’umanità. Una concezione che azzera la cultura dei secoli antecedenti al cristianesimo, quando in tutte le civiltà, dall’Egitto alla Grecia, dalla Persia all’India e alla Cina, la sessualità era vissuta liberamente, senza pregiudizi, tabù o inibizioni, senza inganni o menzogne, seguendo le tendenze insite nella natura umana.

Si sa che gli idoli femminili erano diffusi ovunque nell’antichità: si pensi ad Iside in Egitto, Afrodite in Grecia, Venere a Roma, Devi nella religione induista, la stessa vergine Maria, che nel paleo-cristianesimo era una figura ispirata alla dea Iside, divenuta poi Isotta. Una Chiesa “votata” alla castità, oppure all’onanismo, alla pedofilia e alla sodomia più insana, in quanto mortificata, costretta alla clandestinità più aberrante.

In un contesto culturalmente omofobico e sessuofobico, che umilia e nega la sessualità, come viola la libertà dello spirito, le uniche alternative per prelati, monaci e suore, se di scelte si può parlare per chi è costretto al voto di castità, sono la masturbazione e l’onanismo, inteso come pratica anticoncezionale del coitus interruptus per impedire la procreazione, la pedofilia ed infine la pederastia. Infatti, le chiese e i monasteri di clausura sono da secoli teatro di scandali sessuali, di atti “innaturali” quali la pedofilia e altre depravazioni, nonché luoghi in cui dilagano gli abusi e le sevizie sessuali contro i deboli, in cui la pederastia si diffonde nella sua forma più oscena e perversa, in quanto vissuta morbosamente e in mala fede, di nascosto, nel terrore d’essere scoperti, nell’abiezione e nell’ipocrisia immorale e non, invece, nella libertà e nella trasparenza.

Si sa che in Italia contano soprattutto le apparenze, che “i panni sporchi si lavano in famiglia”, che le contraddizioni e i mali non esistono in realtà se non sono riconosciuti formalmente, che basta nascondere il capo sotto la sabbia come gli struzzi per non vedere ciò che è sotto gli occhi di tutti, che gli omosessuali sono “liberi di esercitare” a condizione che si eclissino ma, soprattutto, che non rivendichino alcun diritto.

Ma esiste davvero un solo tipo di famiglia, come sostengono i teocons e teodem? Oppure esistono diverse tipologie familiari, dalle coppie regolarmente sposate in chiesa a quelle coniugate solo civilmente, dalle unioni di fatto tra eterosessuali ai conviventi omosessuali? Se esistono altri tipi di rapporti familiari, destinati a diffondersi, perché non legittimarne l’esistenza? In nome di chi o cosa bisognerebbe opporsi? Forse in nome del “diritto naturale”? Ma questo è solo un’invenzione del giusnaturalismo, una dottrina filosofica e giuridica che asserisce l’esistenza di un complesso di norme di comportamento valide per l’uomo, ricavate dallo studio delle leggi naturali.

Rammento che in natura non esistono né la pedofilia, né la guerra tra esemplari della stessa specie, eppure sono pratiche diffuse nelle società umane. Così come in natura ci sono numerose specie che praticano la sodomia: basti pensare ai maschi sconfitti dagli esemplari dominanti, che non potendo accoppiarsi con le femmine della loro specie si devono accontentare di congiungersi con altri maschi. Ciò che esiste è invece il diritto positivo, in quanto creazione dell’ingegno umano, storicamente determinato dai rapporti di forza insiti nelle diverse società. L’opera di legislazione dell’uomo ha sancito le conquiste del progresso sociale per cui, ad esempio, la schiavitù non esiste più, almeno formalmente, essendo stata abolita dal diritto universale, mentre in passato era giudicata una prassi “naturale” e “inevitabile”.

Il familismo, inteso come esaltazione delle virtù della famiglia tradizionale, è il valore italiano per eccellenza, è un parto privilegiato della gerontocrazia, di una società invecchiata in cui comandano le generazioni più anziane, che hanno impedito in ogni modo l’accesso al potere per i più giovani, instaurando una vera dittatura. L’ideologia familistica è la più elementare tendenza conservatrice della società borghese, è un aspetto essenziale dell’ideologia tradizionale che proclama la difesa dei principi “Dio, Stato e famiglia” su cui s’impernia l’ordine costituito. La famiglia atomizzata, la famiglia nucleare borghese è l’estrema sintesi e rappresentazione dell’individualismo, dell’egoismo e dell’economicismo ormai egemoni nell’odierna società consumistica.

La battaglia per i PACS resta nell’ambito dell’estensione delle libertà e dei diritti civili borghesi, non punta certo al rovesciamento del sistema sociale vigente. Solo in Italia, colonia del VaticaNato, si osa sostenere che la legalizzazione delle convivenze di fatto potrebbe condurre alla dissoluzione dei valori e delle strutture tradizionali della famiglia, dello Stato e della proprietà privata. Nulla di simile è accaduto laddove sono stati introdotti i PACS, cioè negli USA, in Gran Bretagna, in Olanda, Germania, Francia e Spagna, in nessuna nazione dove sono stati riconosciuti i diritti delle coppie di fatto.

Probabilmente altre forme di rapporti umani, quali le comuni e le famiglie comunitarie sperimentate dai movimenti hippie negli anni ’70, avrebbero potuto sortire effetti eversivi per la società dell’epoca. Non a caso, quelle esperienze alternative fallirono proprio perché tentate nel quadro invariato dei rapporti di alienazione, supremazia e subordinazione gerarchica vigenti nel sistema capitalistico. I “figli dei fiori” furono sgominati dallo Stato, che fece ricorso non solo all’intervento delle istituzioni repressive per antonomasia, il carcere, l’esercito, la polizia, ma soprattutto alla diffusione pilotata di alcune droghe deleterie quali l’eroina, l’acido lisergico ed altri allucinogeni letali.

Lucio Garofalo, 4/12/2009 dc

Preti pedofili: via libera al processo

In e-mail da Axteismo il 30 Novembre 2008 dc:

Preti pedofili: via libera al processo contro il Vaticano per

pedofilia

Usa, via libera processo contro Vaticano per pedofilia.

Santa Sede: no comment

 

axteismo-preti_pedofili1

NEW YORK – Via libera al processo contro il Vaticano per presunti casi di abusi sessuali. A dare l’ok la corte di Cincinnati, Stati Uniti. Secondo la corte i vertici della Chiesa Cattolica avrebbero dovuto mettere in guardia il pubblico e denunciare alle autorità gli abusi commessi da religiosi contro minori. E’ la prima volta che allo stato Vaticano non viene garantita dagli Usa l’immunità sovrana sancita dal Foreign Sovereign Immunities del 1976. No comment dal Vaticano.
La corte di appello ha dichiarato legittima la richiesta a procedere in sede processuale contro la Santa Sede in un caso di abusi sessuali commessi da religiosi della diocesi di Louisville in Kentucky, ipotizzando dunque che il Vaticano potrebbe essere ritenuto corresponsabile della condotta dei suoi membri. La denuncia è stata fatta da tre uomini che sostengono di essere stati molestati quando erano chierichetti. I tre accusano la Santa Sede di aver per decenni insabbiato la piaga della pedofilia su scala nazionale. Alle presunte vittime aveva dato ragione in prima istanza l’anno scorso un giudice federale del Kentucky avallando la richiesta di rivalersi contro il Vaticano. Il giudizio era stato impugnato in appello e oggi il Sesto Circuito delle Corti d’Appello di Cincinnati ha dato luce verde all’azione legale.
Il caso si basa su una direttiva del 1962, a firma di papa Giovanni XXIII, resa pubblica nel 2003, che chiede alle gerarchie ecclesiastiche di mantenere il segreto su abusi sessuali da parte del clero. Secondo William Murray, avvocato delle presunte vittime, il documento rende la Santa Sede responsabile per gli atti del clero mantenuti segreti a causa della direttiva.
Jeffrey Lena, avvocato della Santa Sede, pur dicendosi attualmente non intenzionato a chiedere alla corte d’appello di rivedere la decisione, ha precisato che la sentenza è ancora molto lontana dal dimostrare la responsabilità diretta del Vaticano per la condotta dei suoi membri.
Jonathan Levy, avvocato di Washington che rappresenta un folto gruppo di sopravvissuti dei campi di concentramento in una azione legale rivolta contro varie parti incluso il Vaticano,  riferendosi alla mancata garanzia della immunit sovrana alla Santa Sede, spiega che se qualcuno può rompere questa barriera viene aperta la strada ad altri processi contro la Chiesa Cattolica.
L’azione legale dei tre di Louisville non è la prima in cui in America sono chiesti risarcimenti diretti al Vaticano e non solo alle singole diocesi. Fino a oggi per i processi non erano mai arrivati al livello di Corte d’Appello. 25.11.2008

 

Che schifo una società che non difende nemmeno i propri bambini.
Paul Harris
 La Chiesa cattolica nemica dell’Umanità
Ennio Montesi
Altri riferimenti:
http://news.cincinnati.com/apps/pbcs.dll/article?AID=2008311240096
Fonte:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=35825&sez=HOME_NELMONDO
Diffusione: Axteismo Press l’Agenzia degli Axtei, Atei e Laici
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Altri riferimenti:
http://news.cincinnati.com/apps/pbcs.dll/article?AID=2008311240096
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http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=35825&sez=HOME_NELMONDO
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su www.jadawin.info , pagina “Politica e Società 5-2008”