La disinformazione di Ma.ta

17 Novembre 2019 dc

La disinformazione di Ma.ta

di Jàdawin di Atheia

Da tempo sostengo che nei programmi di Rai, come in tutti gli altri, dovrebbero essere presenti, in incognito e mai gli stessi, dei correttori: i correttori delle scempiaggini che vengono dette nei programmi, anche da autorevoli esperti.

È intollerabile che in televisione vengano dette tonnellate di scempiaggini, e di errori di italiano, senza che i responsabili vengano sbugiardati davanti al loro amato pubblico.

L’ultimo episodio a cui mi è capitato di assistere è in questa settimana o nella precedente: su Rai1 c’è il programma Unomattina, al cui interno c’è una rubrica su salute e alimentazione, “condotta” da quella che chiamerò, senza troppa fantasia, Ma.ta: sostituite al punto la giusta lettera e scoprirete subito di chi si tratta.

La sventurata ha voltuto citare, ad esempio delle diete improvvisate e deleterie per la salute, quella dello sciroppo d’acero, affermando, avendo alle spalle le immagini di persone obese che camminavano per strada, che era ovvio che, assumendo questo sciroppo (lasciando intendere: oltre la solita alimentazione, ovviamente sbagliata) le persone addirittura aumentassero ulteriormente di peso!

L’esperta Ma.ta non sa, o non lo sanno gli autori delle parole che ha pronunciato (ho il sospetto, infatti, che l’individua non sia autrice nemmeno di quello che dice), che lo sciroppo d’acero (detto anche succo d’acero), estratto dalla pianta omonima principalmente in Canada ma anche negli Usa, e raffinato per ebollizione in tre gradi di concentrazione e densità, viene usato da moltissimo tempo essenzialmente come dolcificante in alternativa a zucchero e miele, e come componente di dolci e torte. Chi si recasse negli Usa e in Canada lo troverà sicuramente sui tavoli dei bar e delle tavole calde accanto a sale, zucchero, olio e aceto, e anche a varie salse.

Cercando in internet si trovano numerose pagine dedicate a questo prodotto, indico qui quella in Wikipedia, consultata ora, di cui voglio riportare l’inizio: Lo sciroppo d’acero viene oggi prodotto dalle province orientali del Canada ed in alcune zone degli Stati Uniti. La linfa viene raccolta all’inizio della primavera (in genere in marzo o aprile) quando l’acero è in stato quiescente, in aree di coltivazione note come sugarbush o sugarwoods. La linfa è composta di sostanza solida di circa il 3-5%, in gran parte costituita da saccarosio. È inoltre composta da acido malico, potassio, calcio, ferro, vitamine e componenti fenoliche. Lo sciroppo deriva dal processo di concentrazione della linfa, che si effettua in costruzioni ad hoc chiamate sugarshacks o cabanes à sucre; può essere classificato in base al grado di translucenza (per esempio dal più al meno translucente: fancy, grade A, grade B).

La dieta, con molte varianti, nasce come azione depurativa della durata di un giorno.

Consiglio di eseguire una ricerca in internet con la stringa dieta dello sciroppo d’acero: ci sarà da leggere e divertirsi, sicuro!

Vi spiego ora la versione che conosco io, e che ho personalmente sperimentato con successo nella versione dieta di 10 giorni.

Molto pratico è usare le bottigliette di acqua minerale da 500 cl, meglio se oligominerale.

Si versano tre cucchiai da minestra di sciroppo d’acero, un cucchiaio di succo di limone e una spolveratina di peperoncino piccante in polvere (pochi granelli sono più che sufficienti), si chiude la bottiglia, si agita bene e si tiene in frigo, se si preferisce bere la bevanda fresca.

Nella dieta depurativa questo preparato viene usato un giorno solo alla settimana, preferibilmente un giorno sempre fisso, le tre bottigliette sostituiscono i tre pasti della giornata (colazione, pranzo e cena), è importante non assumere altri cibi o bevande: vi assicuro che si può fare, con un po’ di volontà. La funzione è, come accennato, depurativa.

Le proprietà, vitaminiche ed energetiche, contenute nello sciroppo d’acero, unitamente al fatto che è il terzo dolcificante meno calorico dopo la melassa, di canna da zucchero o di barbabietola, e la stevia, che il succo di limone fornisce vitamina C e che il peperoncino piccante in polvere fornisce un po’ di energia supplementare fanno sì che l’acero fornisca proteine, energia e sostanza senza grassi e tutte le altre sostanze che normalmente assumiamo.

Io, a suo tempo, ho usato un prodotto, in vendita nelle erboristerie, risultato di una miscela di sciroppo d’acero e succo di palma tropicale, le cui proprietà si compensano reciprocamente. Non vorrei fare pubblicità ma trovo necessario informare che lo potete trovare qui: ha anche una bella e colorata confezione. Nel sito sono indicate anche tre diete-tipo con il succo.

I dieci giorni si iniziano con, al primo giorno, una sola bottiglietta, in sostituzione del pasto che preferite. Il secondo giorno sono due, sempre a scelta, poi la sostituzione sarà integrale dal terzo all’ottavo giorno, il nono sarà di due pasti sostituiti, il decimo sarà di uno, all’undicesimo si riprende la dieta normale. Ovviamente senza recuperare con spaghetti alla carbonara per primo, stinco al forno con patate fritte per secondo e sacher torte per dolce….

Io ho perso sei chili ma non ho proseguito col mantenimento, che consiste nel seguire la dieta integrale di tre bottigliette in un giorno fisso della setitmana, sempre uguale.

Ovviamente, nel giro di alcuni mesi, ho ripreso i chili persi ma questo succede in tutte le diete: a una prima fase d’impatto va sempre fatto seguire il mantenimento, che deve essere costante. È anche chiaro che, se si segue una dieta costante nel tempo (cioè perpetua) non si ha questo inconveniente.

Si può anche praticare la dieta, per una settimana o dieci giorni, due volte all’anno, preferibilmente in primavera e in autunno (stagioni di maggiore cambiamento rispetto alla precedente), con o senza giorno settimanale fisso di mantenimento. Ci sono, comunque, ulteriori varianti.

Quindi, cara signora Ma.ta, è invitata a informarsi, prima di dire stupidaggini.

 

 

 

Bigotti e lecchini: la Rai è occupata!

Bigotti e lecchini: la Rai è occupata!

di Jàdawin di Atheia

Da tempo mi trattengo: ora però non ci riesco più. Benché questo blog non abbia certo il seguito di tanti altri, e mi basterebbe averne il 10%, debbo scaricare un po’ di rabbia.

La Rai è sempre stata Radiotelevisione Apostolica Italiana, ma penso che negli ultimi vent’anni, e soprattutto da quando c’è il grande falso e imbroglione Francesco, la tracotanza, la sfacciataggine e il marciume filo-cattolico di tutta la Rai, dalle maestranze più basse ai dirigenti, passando per presentatori, conduttori, nani e ballerine, abbia raggiunto livelli impensabili neanche durante i monocolori DC.

La Rai, dunque, è occupata! È occupata da uno Stato straniero. Questo Stato è il Vaticano che, oltretutto, ha talmente potere che è riuscito a farsi chiamare, da tutti gli altri, “Santa Sede”, travalicando la sua denominazione ufficiale di “Stato della Città del Vaticano”.

Questa occupazione è nello stile della piovra, simbolo che giustamente gli anticlericali hanno assegnato alla Chiesa: avvolge tutto, si ramifica in ogni dove, in ogni ufficio, in ogni settore, in ogni trasmissione, e la Rai addirittura dedica un proprio settore e relativo sito, http://www.raivaticano.rai.it/ proprio al Vaticano!

Facciamo qualche esempio, proprio in quello che è più evidente ai telespettatori: conduttrici e conduttori. Così, come mi vengono in mente.

Belle immagini, posti stupendi, neve immacolata, montagne svettanti e valli verdi: mi piace la montagna e vedo Linea bianca su Rai 1, cercando di dimenticare, da freddofilo quale sono, Linea blu (pur amando anche il mare). Ma il bel Massimiliano Ossini, pur simpatico, passa di vetta in vetta, soprattutto quelle, numerosissime, con l’immancabile croce, il suo compagno Lino Zani dal gran naso dice io sono cattolico, lui dice “anch’io lo sono”, si inginocchia e fa il segno della croce, alla faccia del pluralismo nell’informazione o, meglio, della sua neutralità. In altre trasmissioni fa lo stupido segno senza nemmeno spiegarlo. E così via, di chiesa in chiesa, di croce in croce, di prete in prete.

Unomattina, sempre su Rai 1, è condotto da Benedetta Rinaldi e Franco Di Mare. I due sono simpatici e la prima è pure bella e ridanciana ma anche loro rispettano, e sembrano proprio sinceri e convinti, il diktat filo-cattolico e soprattutto filo-Bergoglio.

Ma è Storie italiane, che subito segue dal lunedì al venerdì intorno alle 10, che si prende tutte le licenze con la sua conduttrice Eleonora Daniele. Bella e bionda (non sappiamo se vera o tinta), l’Eleonora atteggia il viso contrito quando si parla di brutte notizie, non lo fa benissimo ma sempre meglio dello zerbino Fabio Fazio, si aggira per lo studio sempre impeccabile e sempre con scarpe con tacco 12 e forma rigorosamente a punta (speravamo che la nefasta moda stesse passando….), con lei il lecchinaggio ipocrita e moralista verso la religione cattolica ed il suo monarca straniero raggiunge vette altissime, quasi sempre ospitando in studio il prete in rigoroso clergyman, ma grigio. A volte il prete cambia, e con lui l’abito “normale”, ma la tracotanza è la stessa.

E spesso c’è anche l’ausilio di una orrenda suora che si dice “laica”, e tutti sfornano, a richiesta, le loro opinioni e talvolta con quale protervia! Loro sanno benissimo di giocare in casa….

Ma dovete vederla e sentirla, l’Eleonora, quando qualcuno in studio o in collegamento appena appena si azzarda ad andare fuori dal coro! Lei si indigna, si arrabbia, afferma che “queste cose” lì, da lei, non si possono dire, non sono permesse, e che caspita! Ma scherziamo?

Con La vita in diretta, che segue, con la stessa frequenza, intorno alle 15, non si scherza: il conduttore Marco Liorni (di cui lo sfortunato predecessore Lamberto Sposini ci sembrava, sotto questo aspetto, decisamente meglio) e la bella Francesca Fialdini sono ambasciatori in Italia, ma simpaticamente e pagati dai contribuenti, del monarca straniero oltre Tevere. In occasione del compleanno del dittatore argentino addirittura gli dedicano, annunciata dal faccione sorridente ed estatico del Marco, l’intera prima parte del programma. E tutto il resto della trasmissione, appena possibile, è improntata a questo rivoltante vassallaggio moralista e bacchettone.

Con Zero e lode, il simpatico gioco in onda sullo stesso canale, ci si può anche divertire ma il suo conduttore, Alessandro Greco, fa le imitazioni di Bergoglio, dice “il nostro amato papa”, betamente ignorando, oltre ai non cristiani, anche quel 9-14% (statistiche cattoliche) di spettatori atei, agnostici e non credenti che, insieme a tutti gli altri con il canone, possono permettere alla Rai di lautamente pagarlo per fare il lecchino della setta cristiana. In un momento del programma c’era, manco a dirlo, una domanda di argomento religioso e lui si è rivolto allo “zerologo” Francesco Lancia chiedendo se ci fosse una risposta relativa “alla Madonna, la mamma di Gesù”: la risposta, per puro caso, non c’era, e lui era visibilmente dispiaciuto, povero cocchino di Bergoglio……

 

(articolo in progress, mano a mano mi vengono in mente i nefasti epigoni…..)