Archivi tag: superficialità

Imprecisione ed incoerenza anche in Zeus News

Imprecisione ed incoerenza anche in Zeus News

di Jàdawin di Atheia

Zeus News (Indirizzo) è un sito che si descrive così: Zeus News è un notiziario dedicato a quanto avviene nel mondo di Internet, dell’informatica, delle nuove tecnologie e della telefonia fissa e mobile…

Invia, a chi ne fa richiesta, una newsletter con alcuni degli articoli pubblicati, raggiungibili direttamente dai link presenti nelle e-mail.

A mio avviso proprio un sito dedicato a Internet, all’informatica e alle nuove teconolgie dovrebbe essere preciso e coerente, quanto più possibile, in quello che scrive.

Ebbene, oltre che avere, tra gli “esperti” su Telecom Italia un dipendente della stessa che è spesso più disinsformato ed impreciso di chi in Telecom non è, continua a fare confusione, come gli stessi dirigenti di Telecom Italia, i suoi dipendenti e tutti i giornalisti e i sindacalisti, sullo stesso nome di questa azienda.

Ora, un po’ di chiarezza: nel 1995 dc naque, per dedicarsi all’attività di vendita e gestione della telefonia mobile, la società Telecom Italia Mobile Spa come scissione parziale di Telecom Italia Spa. Questa società faceva parte del Gruppo Telecom Italia e veniva per lo più nominata con la sua sigla, TIM (o Tim, se si preferisce).

Nel 2004 dc, il giorno 1 Marzo,  Telecom Italia Mobile Spa-TIM viene incorporata nuovamente in Telecom Italia Spa e la sua attività prosegue come linea-divisione interna di Telecom. Vengono create due società, probabilmente tuttora esistenti, per dividere ulteriormente l’attività ex-Tim tra la parte italiana, di cui si sarebbe dovuta occupare Tim Italia Spa, e la parte internazionale, che sarebbe stata affidata a Tim International B.V., entrambe controllate al 100% da Telecom Italia Spa. A giugno avviene il completamento dell’incorporazione di Tim in Telecom. Le due società citate rimangono esistenti e “vuote”, senza compiti e senza attività, pronte all’occorrenza, evidentemente.

Nel 2014 dc Telecom Italia inizia a fare dei cambiamenti, per lo più senza sostanza e senza senso, e a scegliere il marchio TIM (che ovviamente si ostinano a chiamare brand – e l’operazione rebranding, in piena coerenza con lo smodato uso dell’inglese a tutti i costi anche nel nominare la propria struttura interna) per tutte le attività di telefonia. In un comunicato in e-mail ai dipendenti e nella propria Intranet, verso la fine del 2015 dc, vuole convincere i più riottosi che “noi siamo TIM!”, salvo poi, alla fine dello stesso comunicato, affermare che anche indicare Telecom Italia “va bene”!

Concludendo, richiamo i pochi miei lettori alla sostanza: NON ESISTE Tim Spa, invece CONTINUANO AD ESISTERE Telecom Italia Spa, AL CUI INTERNO c’è la ex-Telecom Italia Mobile-TIM Spa, e, come scatole vuote (se ancora esistono), Tim Italia Spa e Tim International B.V. Ragion per cui NON HA SENSO ed è INESATTO, IMPRECISO, FALSO, NON RISPONDENTE AL VERO E FUORVIANTE dire e scrivere “Tim ha fatto…”, “Tim ha detto….”, “Le azioni di Tim…..”!

Nell’articolo  Il governo si prepara a entrare in Telecom Italia, pubblicato il 23 Dicembre 2016 dc e che mi ha dato lu spunto per scrivere queste brevi note,  Zeus News si contraddice fin dal sottotitolo, scrivendo La CDP è pronta a rilevare quote di TIM. Nel corso dell’articolo c’è sei volte Tim e una volta Telecom Italia.

Leggi l’articolo originale su ZEUS News – http://www.zeusnews.it/n.php?c=24906

AGGIORNAMENTO dell’11 Marzo 2017 dc:

Ho richiesto, tramite pratiche.it, una Visura Camerale Storica: è un documento in pdf di oltre 2000 pagine nel quale sono elencate tutte le variazioni, di qualsiasi tipo, di Telecom Italia Spa da una certa data ad oggi. La denominazione dell’azienda compare nel documento in TUTTO MAIUSCOLO in questo modo

TELECOM ITALIA SPA O TIM S.P.A.

A parte che non si dovrebbe mai usare il tutto maiuscolo (e in questo caso la “o” tra la prima denominazione e la seconda, che è congiunzione-nel senso “Telecom Italia Spa oppure Tim Spa-, nel tutto maiuscolo potrebbe sembrare parte stessa della denominazione!, ma questo và ascritto alle Camere di Commercio, ritengo, e non certo alle aziende) e che la sigla di Società per Azioni compare la prima volta senza punti e la seconda con i punti, il che è ridicolo e senza senso, si deduce che l’Azienda ha fatto una variazione proprio della denominazione ufficiale in tempi molto recenti (tra la fine del 2016 dc e l’inizio del 2017 dc, secondo me), ma di questa stessa variazione non c’è traccia nella visura camerale storica che ho consultato. In ogni caso il ridicolo rimane, faccio sempre l’esempio, già usato in altre occasioni, dell’azienda Star: se avesse fatto coma ha fatto Telecom Italia avrebbe potuto decidere di chiamarsi come il suo prodotto di maggior successo, la Patatina Pai e, per adeguarsi formalmente, avrebbe modificato la propria denominazione in STAR SPA O PATATINA PAI SPA……

 
Annunci

Quell’attimo ai confini della morte

Dal supplemento Salute di la Repubblica di fine 2008: la scienza mette la parola fine anche alle fantasie di pre-morte a cui credenti, bigotti e ingenui vari hanno fatto ricorso per dimostrare l’esistenza di un altro mondo oltre questo:

Quell’attimo ai confini della morte

Prende il via in questi giorni uno studio coordinato dall’inglese Sam Parnia su 1500 “sopravvissuti”

di Johann Rossi Mason

Sino a qualche decennio fa le esperienze fatte in situazioni critiche ai confini tra la vita e la morte facevano parte del paranormale. Sino a che non sono state raccolte, catalogate e studiate con una certa regolarità. E proprio in questi giorni prenderà il via uno studio coordinato da Sam Parnia della Southampton Univesity (Gran Bretagna), esperto della coscienza in situazioni di morte clinica, che permette di capire meglio cosa significa arrivare ad un passo dalla morte e, come descrivono quelli che lo hanno provato, “tornare indietro”.

Spiega Parnia: “La morte non è un momento preciso, ma un processo in divenire in cui le varie funzioni cessano progressivamente. Nei prossimi tre anni studieremo 1500 soggetti sopravvissuti a un arresto cardiaco per indagare se abbiano avuto esperienze “fuori dal corpo” o di “pre-morte” chiamate NDE, ossia Near Death Experience”.

Intanto ecco cosa si sa di questo fenomeno. Molte persone che hanno avuto un incidente grave, un arresto cardiaco o comunque eventi che li hanno portati ad un passo dalla morte, riferiscono un’esperienza in cui la coscienza si è staccata dal corpo, ha fluttuato in una dimensione ultraterrena, abbia ad esempio attraversato un tunnel buio o un ponte di luce, avuto visioni celesti o incontri con persone significative o con il divino.

In Italia se ne occupa, tra gli altri, Fulvia Cariglia, coordinatrice del Congresso di Studi delle Esperienze di Confine che si tiene ogni anno a (San) Marino, insieme ad un gruppo di esperti che si occupano di ricerche su questa singolare esperienza. “Le NDE”, spiega, “sono ricorsi di un’esperienza psichica vissuta in genere in una situazione molto prossima alla morte, qualunque ne sia la causa. Il ricordo poi affiora spontaneo. I contenuti sono sensazioni di perdita del corpo, di viaggiare o galleggiare in un tunnel alla fine del quale si va incontro ad una luce intensa, che abbraccia ogni cosa con una sensazione di pace, di gioia”.

“Non sappiamo cosa avviene nel cervello di questi soggetti” dice ancora Cariglia, “forse la carenza di ossigeno nel cervello può avere un ruolo importante” e aggiunge: “L’elettroencefalogramma non mostra nulla di anomalo. Alcuni autori riferiscono che si verifica dal 40 al 48 per cento di chi abbia una condizione di perdita di coscienza con rianimazione. Nel 4 per cento dei casi il contenuto della NDE è inquietante, colmo di elementi terrifici e viene vissuto come un incubo da dimenticare: in questo caso il soggetto non vuole raccontarla e per questo ci rende molto difficile studiarla”, conclude Cariglia.

Classificazione delle Near Death Experience
Tipologia Contenuti
Esperienze a massima espressività cognitiva Maggiore consapevolezza sia di sé sia del mondo esterno, aumentata qualità o quantità dei cinque sensi, sensazione di trovarsi in un tunnel
Esperienze a massima espressività affettiva Sentimenti di pace e piacere, chiarezza interiore, consapevolezza gioiosa di essere parte del mondo intero, accellerazione del tempo, memoria panoramica della vita già vissuta, riassunto della propria vita in un tasso di tempo ridottissimo, preveggenza e capacità di conoscere anticipatamente il futuro
Esperienze a massima espressività trascendentale Superamento dei confini del proprio Io, sensazione di uscita dal proprio corpo ossia Out of Body Experience (OBE), visione di una luce brillante, incontro con una entità mistica o con parenti defunti, superamento di un punto di non ritorno, ingresso in un altro mondo

Scala Greyson per le valutazioni

Per Bruce Greyson per parlare di NDE bisogna raggiungere il valore si sette della scala di valutazione che porta il suo nome, riconosciuta come uno degli strumenti più utili per gli studi clinici di questo fenomeno.

Le fasi di una NDE:

  • Perdita del corpo
  • La visione del corpo come esterno
  • Movimento nel tunnel
  • Rassegna di ricordi
  • Percezione di una luce sfolgorante
  • Incontro con elementi umani o sovrumani
  • Richiamo nella vita terrena
  • Ricordo dell’esperienza passata

Bambini

Anche i più piccoli raccontano l’esperienza

Anche i bambini che abbiano subito grandi traumi possono raccontare esperienze significative di NDE, ovvero di “pre-morte”. Per i più piccoli se ne deduce l’esistenza da elementi indiretti come incubi, disegni e accenni a elementi che non esistono nella realtà come le “persone luminose”. Manca invece nei piccoli la “visione panoramica” delle esperienze di vita a causa della mancanza di un concetto strutturato di passato

Smascheriamo Augias!

Smascheriamo Augias!

Prima o poi dovrò mettermi d’impegno per rivelare, far notare e smascherare la realtà di questo signore, che molti ateoagnostici ritengono un intellettuale laico, che dovrebbe essere ateo, e lo stimano e apprezzano. Bisognerà far luce sulle sue reali posizioni, sulla sua impreparazione e sul suo pressapochismo in almeno un’occasione, sulla sua superficialità e sul suo fare l’occhiolino al cristianesimo, alla figura di Cristo ed altre cose ancora.

Un solo accenno al pressapochismo, cito personalmente per averlo visto e sentito con i miei occhi e le mie orecchie: in una trasmissione recente, programmata da un canale RAI a fine 2008 dc o inizio 2009 dc e dedicata al nazismo, il conduttore Augias, accanto ad una enorme svastica rossa che campeggiava nello studio, arrivava a dire che Hitler aveva preso il simbolo della svastika dalle tradizioni orientali, generalmente buddiste e induiste e, per farlo proprio del nazionalsocialismo, lo aveva “ribaltato”, in modo che la svastica originale, cioè questa (dal sito http://www.satorws.com/simbolismo-svastica.htm , non a caso abbinata al simbolo del Tao)

Un'immagine contentente il Tao e la svastica sinistrorsa
Un'immagine contentente il Tao e la svastica sinistrorsa

 

 

 

 

 

 

 

detta svastica sinistrorsa perché gli uncini puntano verso sinistra, fosse trasformata nella ben più nota svastica destrorsa

La classica svastica destrorsa della simbologia nazista, nera in cerchio bianco su sfondo rosso
La classica svastica destrorsa della simbologia nazista, nera in cerchio bianco su sfondo rosso

 

 

 

 

 

 

 

Ebbene, non si sa se direttamente Augias o chi gli ha preparato la “pappa” della trasmissione, in ogni caso non si sono informati e hanno detto una sonora boiata. Nelle tradizioni in cui è presente questo simbolo esistono in quasi tutte le provenienze entrambe le versioni. Potete trovarne una conferma qui e qui

Jàdawin di Atheia