Ateoagnosticismo, Laicità e Laicismo

Non credono però apprezzano la spiritualità…

18 Gennaio 2011 dc:

Non credono però apprezzano la spiritualità…

di Jàdawin di Atheia

Mi è arrivata la newsletter di Noncredo, rivista edita dalla Fondazione Religionsfree, Fondazione culturale per la NonCredenza. Entro nella rivista, Anno II Numero 8  novembre/dicembre 2010, leggo quà e là e mi imbatto, a pagina 4, in una lettera e relativa risposta:

Noncredenza e spiritualità

Sono una persona con un forte senso del sacro e con un approccio alla realtà che ha molti elementi religiosi, sono però refrattario a qualsiasi tipo di fede e provo un vero e proprio disgusto verso la gerarchia cattolica. Trovo la vosgtra rivista molto interessante e soprattutto aperta e non dogmatica (il dogmatismo purtroppo è un errore in cui troppi atei cadono), insomma la rivista giusta per chi, come me, si definisce non credente ma mantiene una tensione verso la spiritualità.

Sandro Del Duca

Complimenti, lei appartiene ai migliori non credenti: quelli che sanno avvertire la categoria della spiritualità, non essere “contro” alcuno, percepire la “religiosità”, cioè il “mistero”, nella realtà che ci circonda senza cadere nella sudditanza autoescludente di una fede, e poi opera la ricerca di senso dentro di sé. Ho motivo di ritenere che lei sarebbe piaciuto anche a Siddharta il Buddha.

Bene, il signor Del Duca non trova contraddizione tra non credenza e spiritualità e trova molti atei, come sarei senz’altro io stesso, dogmatici. E’ un problema suo, se è un problema. Quello che mi lascia, ancora una volta leggendo questa rivista, spiacevolmente impressionato è la risposta di questi ateo-agnostici che si vergognano di questo termine e forse a ragione (perché non lo sono veramente?).

Loro sanno avvertire la categoria della spiritualità (io non l’avverto proprio, quindi non so), non sono contro alcuno (io invece eccome se sono contro, ah che spregevole soggetto!), percepiscono la religiosità nella realtà che ci circonda e ci spiegano anche cos’è, è il mistero (io invece so benissimo cos’è il mistero, ci ragiono per quanto possibile ma ho sempre resistito a trovarvi alcunché di trascendentale, mistico o vagamente religioso…beh, certamente non sono così sensibile come altri…) e, loro sì che sono bravi, operano la ricerca dentro di sé. Certo, io e gli altri atei come me siamo così superficiali da cercare solo in Google….

Del resto di che mi stupisco? I loro articoli ed editoriali sono pieni di parole ed espressioni come anima, spirituale e spiritualità, Etica pura della spiritualità, “…Religions-Free, ove il free, come in sugar-free o care-free, sta per “senza” (mai “contro”) le religioni”.

Ecco perché la moderata, distinta, seria, non chiassosa Fondazione ReligionsFree e la moderata, distinta, seria, non chiassosa UAAR si piacciono così tanto…..

Non voglio diminuire i meriti che entrambe le organizzazioni hanno (tant’è che, deluso e non più militante, sono ancora socio della seconda), ma io da certe mozzarelle non mi sento rappresentato (come la prima ambisce e la seconda dà per scontato). Preferisco Axteismo!

Ateoagnosticismo

I “laici” dell’UAAR ammirano la religione…

30 aprile 2010 dc

I “laici” dell’UAAR ammirano la religione…

Da qualche mese mi porto nello zainetto, con cui vado al lavoro, il numero 6/2009 de l’Ateo, il bimestrale dell’Uaar-Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti: c’è un articolo che in un passaggio mi lascia non più perplesso, ma esterrefatto. Ora finalmente ne vorrei scrivere un poco.

A pagina 8 c’è l’articolo di Raffaele Piccoli dal titolo La scuola-parrocchia dei “cattotalebani”.

Niente da dire sull’articolo: è ottimo e lo condivido quasi totalmente.

Perché “quasi”? E’ presto detto: più o meno a metà articolo l’autore scrive

(la Gelmini) Non capisce che ciò che i laici contestano non è la religione in sé, che è una delle espressioni più nobili dello spirito umano, ma il fatto che…

Ora, è vero che nella rivista è scritto che riguardo agli articoli pubblicati l’Ateo declina ogni responsabilità che è solo dei singoli autori, ma allora dobbiamo capire: a nome di chi scrive Raffaele Piccoli? Non certo solo a proprio nome, perché dice cosa contestano i laici. E chi sono questi laici? Non certo TUTTI i laici, dal momento che l’affermazione sulla religione in sé sembra proprio provenire da una parte di questi, che addirittura considerano la religione una delle espressioni più nobili…di cosa? Ma qui si rincara la dose! Dello SPIRITO UMANO! E si usa, ancora una volta tra chi dovrebbe essere ateo o agnostico, il termine “spirito”, che fa il paio con “spiritualità”, intendendo “intelletto” e “intelligenza”, mentre sarebbe invece ora, seguendo Max Stirner, di fafre piazza pulita di questi termini e concetti irrazionali, immateriali ed ambigui.

Quindi ci si aspetta che qualcun altro ci dica se si sente rappresentato più o meno da ciò che scrive l’autore dell’articolo, pubblicato sull’organo di stampa dell’unione dei atei e degli agnostici, e anche razionalisti!

Per quanto mi riguarda sono ateo e guai a chi mi chiami laico, sono contro la religione IN SE’, come scrive Christopher Hitchens:

sono un ateo. Non sono neutrale rispetto alla religione, le sono ostile. Penso che essa sia un male, non solo una falsità. E non mi riferisco solo alla religione organizzata, ma alla fede religiosa in sé e per sé.

Jàdawin di Atheia