La Costituzione e la democrazia diretta

da Democrazia Atea 7 Settembre 2012 dc

La Costituzione e la democrazia diretta

Noi di Democrazia Atea riteniamo che qualche modifica alla Costituzione debba essere fatta, pur di non modificare “l’impianto base”. Noi proponiamo la modifica dell’art.7, degli articoli 29, 114, 118, 119, 132, 133.

Per quanto riguarda gli strumenti di democrazia diretta l’art.71 non ha mai avuto in Italia un grande utilizzo e il referendum propositivo molto probabilmente avrebbe lo stesso esito.

Il fenomeno Grillo non è una novità nella nostra storia repubblicana. Già nell’Assemblea Costituente era presente il Partito dell’Uomo Qualunque che ebbe, se non erro, circa 36 deputati. Le argomentazioni erano le stesse: i politici sono corrotti, i partiti non servono, il popolo può decidere senza intermediari, ecc. A distanza di sessant’anni la popolazione è stata indotta a credere che queste espressioni siano una novità ma non è così. Non si può pretendere dalla classe politica un livello etico diverso da quello della popolazione che esprime quella stessa classe politica. Noi non vediamo molta differenza tra “certi politici” e chi li ha votati e la popolazione italiana non è cambiata perché non si è modificato il livello etico della Nazione.

Continuano tutti a “peccare” tranquillamente tanto poi arriva sempre una “assoluzione”.

Quanto a Grillo è una espressione di protesta ma Casaleggio non ha ancora veicolato attraverso Grillo un progetto costituente degno di essere preso in considerazione, e comunque non crediamo che ciò accadrà.

La segreteria nazionale di Democrazia Atea
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ILVA: il cancro e la cura

da Democrazia Atea 15 agosto 2012 dc:

ILVA: il cancro e la cura

Da circa 20 anni lo Stato ignora i dati resi noti dall’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità – i quali denunciano cifre inquietanti sulle morti per cancro da inquinamento. Gli operai dell’ILVA sanno da sempre che in quegli stabilimenti il prezzo per lavorare è quello di accettare l’eventualità di una cancro, ed accettano con rassegnazione il loro destino.

Una classe operaia così poco politicizzata, così ammansita, così succube e incapace di organizzarsi per difendere la propria salute e quella dei propri figli è un autentico miracolo liberista. E quando si parla di miracoli spunta la Curia di Taranto. Quello stabilimento fu inaugurato da un dittatore vaticano, Paolo VI, cui fu intitolato anche un quartiere di operai che non è distante da un altro quartiere popolare, Tamburi, sorto accanto agli stabilimenti.

Quei quartieri non si sono mai distinti per aver aperto sedi di partito e di organizzazioni sindacali in grado di formare una classe operaia emancipata. Quei quartieri piuttosto pullulano di oratori e di sedi di associazioni cattoliche, per intenderci quelle che fanno del volontariato la loro bandiera, un volontariato inteso ed attuato come negazione del diritto e della dignità ma anche come occasione per lavarsi le coscienze.

I partiti e i sindacati sono stati assenti, non hanno investito nel promuovere campagne di sensibilizzazione e di attivismo politico.

Oggi Monti su quello stabilimento si inventa un conflitto con la magistratura, colpevole di aver bloccato la somministrazione di morte. Con stile intimidatorio si mandano ispettori per indagare sull’operato del magistrato ben sapendo che nel nostro sistema democratico la correttezza di un provvedimento giudiziario può essere esaminata da un magistrato superiore e non da un ispettore al guinzaglio del potere politico. E mentre si consuma lo scontro istituzionale, il vescovo di Taranto si è già messo in moto per cavalcare l’onda della difesa degli operai, perché una occasione di protagonismo di così estesa visibilità sarà difficile che si ripeta.

Carla Corsetti
Segretario nazionale di Democrazia Atea
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Saldi di agosto

da Democrazia Atea 14 Agosto 2012 dc:

Saldi di agosto

Nel gennaio del 2012 Democrazia Atea con una lettera aperta al Presidente Monti denunciava che le manovre di risanamento non sarebbero servite a sistemare i nostri conti interni quanto piuttosto a creare il fondo istitutivo del MES.

La tassazione straordinaria imposta dal Governo si sarebbe tradotta in una inutile perdita di diritti, dalla sanità alla tutela del lavoro, faticosamente conquistati negli anni precedenti.

La Banca d’Italia ha diffuso un bollettino che, per quanto inquietante, non turberà le vacanze ferragostane dei più.

I dati diffusi confermano l’inutilità delle manovre di contenimento della spesa pubblica e i fondi dirottati verso il MES hanno reso inutile ogni speranza di intaccare il debito pubblico.

Il deficit pubblico (in sintesi il saldo tra le spese e le entrate dell’anno corrente) si profila per il 2012 come ingestibile e tale da incrementare a dismisura il debito pubblico (in sintesi il debito dello Stato consolidato negli anni e coperto dall’emissione di titoli pubblici).

Il prossimo passo sarà quello di propinarci come ineludibile la vendita dei beni pubblici, il nostro Patrimonio.

Sappiamo già che le banche in questo frangente stanno compilando la “lista della spesa” e i partiti, dal PD al PDL passando per l’UDC, si stanno appostando vicino alle casse, con la mano tesa, sicuri che dalla vendita qualche spicciolo per la “mancia” resterà nelle loro tasche.

Democrazia Atea propone piuttosto la vendita di tutti i beni di proprietà dello Stato inclusi nel FEC – Fondo Edifici di Culto- e oggi affidati gratuitamente agli enti ecclesiastici.

La segreteria nazionale di Democrazia Atea
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