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A Locri casca l’asino…democratico

In e-mail il 21 Marzo 2017 dc

A Locri casca l’asino…democratico

La sceneggiata del signor Mastella & Compari a Locri (19 marzo) ha suscitato alcune, molte, tante perplessità, di cui il compagno Carlo Pallavicini si é fatto coraggiosamente portavoce, precisando il reale stato delle cose. Ovviamente, le sue precisazioni hanno pestato le code di paglia degli amici di don Ciotti/Libera (& compari), al punto che costoro vorrebbero denunciare il compagno Carlo. Alle loro minacce, il compagno Carlo risponde.

Apprendo da amici che persone riconducibili a “Libera” sarebbero intenzionate a denunciarmi per le mie opinioni scritte fra ieri sera ed oggi rispetto alla ipocritissima – e a mio avviso impresentabile – giornata nazionale che con cui lo Stato oggi si è lavato la coscienza dichiarandosi “antimafia”.

Attendo con ansia questo ennesimo gesto, una volta di più (ce ne fosse bisogno) rivolto esclusivamente a combattere chi la mafia la contrasta davvero, a rischio della propria pelle, a partire dalle sue occasioni di guadagno, per poterli mettere in mutande conducendo una sacrosanta battaglia per la libertà di opinione, che li riveli per quelli che sono.

Non sarebbero nuovi a gesti inqualificabili e vigliacchi come questi, ricordiamo che già il 1 marzo il PM Maresca (conflitto in casa loro quindi) fu costretto sotto minaccia di denuncia a ritrattare delle dichiarazioni che aveva rilasciato circa il “regime di monopolio” (parole sue) in cui viaggia una certa associazione rispetto al grosso business dei beni confiscati alle mafie.

Che vengano avanti dunque, queste persone evidentemente così deboli di argomentazioni e timorose del fatto che, se non fossero costretti dalle scuole, non avrebbero nessun ragazzo al loro seguito.

Per quanto mi riguarda non ci stancheremo di fare lotte sociali e fare davvero antimafia, senza guadagnarci un euro e anzi venendo fisicamente e penalmente perseguiti e perseguitati dai loro amici che oggi hanno fatto parlare dai palchi qua e là per lo stivale.

Non ci stancheremo, a costo di mille denunce e mille anni di carcere, di denunciare l’ipocrisia dello Stato e la sua attiva complicità nel favorire gli interessi economici delle mafie. Non ci stancheremo di ripetere che no, non siamo “tutti sbirri” come hanno gridato oggi, ma fieramente antagonisti a questo sistema corrotto. Non ci stancheremo di camminare per il vero e il giusto, nonostante l’infamia armata dei falsi e degli ipocriti.

Non ci stancheremo di ricordare chi era davvero il loro modello generale Dalla Chiesa, non ci stancheremo di rivendicare il nostro diritto a dissentire.

Costoro, invece che perdere tempo con denunce e infamate simili, si prendano un bel libro di Gramsci e studino la questione meridionale, che evidentemente ne hanno parecchio bisogno.

Ah, per finire ricopio qui sotto i due post da cui (presumo, anche se come è evidente hanno ben poco a cui appigliarsi) sia derivata la loro smania di infamata, così che tutti possano farsi un’idea e loro riflettere una volta di più su che bella figura farebbero a stare zitti.

Post 1 (di ieri sera): “Le scritte a Locri contro “don Ciotti” (“don ciotti sbirro” e “più lavoro meno sbirri”) non sono opera, come dicono i TG, della ‘ndrangheta. Sono opera di qualcuno che sa e probabilmente vive sulla propria pelle come ci siano delle incoerenze nella autonominatasi antimafia che delega alle forze dell’ordine quella che è invece una enorme questione sociale. Quelle scritte sono giuste, anche se a qualcuno potrà dare fastidio la nettezza dovuta a sintesi. Ma nella sintesi sta il succo della faccenda.”

Post 2 (di stamattina, 21 marzo): “Ascolto la diretta di Radio Popolare mentre viaggio in macchina e confermo, come per fortuna ha detto anche qualche ascoltatore, che la giornata di Locri è veramente la sagra dell’ipocrisia: quando la mafia si occupava principalmente di spaccio di eroina lo Stato la aiutava (magari commissionando a qualche fascista l’omicidio di chi faceva controinchiesta sul tema), quando si occupava principalmente di appalti edilizi si voltava dall’altra parte (magari mettendo a palazzo Chigi chi quell’affare dirigeva), ora che lucra sulla schiavizzazione dei migranti al lavoro manda a pestare (se serve a bruciare, li senza la divisa..) chi chiede che quella schiavitù finisca (per non parlare dell’ostinazione nel far girare gli appalti per le opere ingiustificabili e dannose come la TAV, che sotto le coop rosse anche le coop ndranghetine devono mangiare…).

No, cari liberini e boyscout che vi adunate, il nemico lo avete alla vostra testa, e in questo momento siete solo suoi portatori d’acqua.

P.S. io non dimentico chi era davvero il generale Dalla Chiesa … Capito?! Capito cosa spaventa questa gente?
CHI PENSA CON LA PROPRIA TESTA SENZA FARSI INDOTTRINARE
DA CHI NON NE HA I TITOLI.

VEDI: HTTPS://WWW.FACEBOOK.COM/CARLO.PALLAVICINI.3/POSTS/10154815978588429 (nota mia: il post non è visibile il 5 Aprile 2017 dc)

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Cacciare Formigoni e la sua cricca!

da Su la testa L’altra Lombardia www.laltralombardia.it 11 Ottobre 2012 dc:

Cacciare Formigoni e la sua cricca!

Lunedì 15 ottobre ore 20.30 TUTTI A MILANO sotto il Palazzo Lombardia per
SGOMBERARE Formigoni e la sua giunta!

Da anni denunciamo gli intrecci criminosi fra le politiche del centro-destra e la criminalità organizzata (n’drangheta in particolare). L’ultimo arresto dell’assessore Zambetti per aver comprato voti da un clan della n’drangheta conferma quanto sia infiltrata dal malaffare l’attuale giunta lombarda e una parte del Consiglio regionale. Ben 14 fra assessori e consiglieri regionali sono stati o arrestati, o inquisiti o indagati.

Si può affermare che è presente nell’ente regione Lombardia una vera e propria associazione a
delinquere.

Formigoni (Comunione e Liberazione) e la sua cricca al governo da quasi 20 anni ha occupato in modo capillare tutti i luoghi di potere e sottopotere, collocando amici di partito, parenti e servi a vario titolo. Il tutto nella quasi totale mancanza di opposizione politica e sindacale.

Sono aumentati i privilegi dei dirigenti della regione (quasi tutti di Comunione e Liberazione e in gran parte inadeguati) e sono sensibilmente peggiorate le condizioni dei lavoratori dell’ente.

La sanità lombarda è diventata un feudo di Formigoni e della lega. I Tickets sanitari sono sensibibilmente aumentati. La qualità delle cure sanitarie non è migliorata. Si sono privilegiate le strutture sanitarie private-convenzionate che hanno succhiato milioni di euro ai cittadini (vedi scandalo dell’ospedale S. Raffaele e della fondazione Maugeri). La rete dei trasporti dei lavoratori pendolari è pessima.

La corruzione è il dato preponderante di questa giunta di centro-destra che non tiene vergogna e copre la sua inadeguatezza e incapacità con l’arroganza volgare del suo presidente e dei suoi servi sciocchi. Formigoni e “compagnia” non vogliono mollare l’osso perché ci sono in gioco interessi milionari legati all’Expo 2015 e alle attività legate allo smaltimento dei rifiuti e dell’amianto in particolare.

Ora BASTA, solo la mobilitazione dei lavoratori e dei cittadini può determinare e accelerare la cacciata di Formigoni e della sua cricca di fedelissimi. L’opposizione istituzionale non è sufficiente senza una costante mobilitazione di massa che ripristini in regione Lombardia almeno il minimo delle regole istituzionali.

Giorgio Riboldi

SU LA TESTA l’altra Lombardia

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