Corruzione e Limitazione

da Democrazia Atea 21 Agosto 2012 dc:

Corruzione e Limitazione

Quando si parla di Comunione e Liberazione si parla della più grande organizzazione italiana di stampo cattolico che, con la compiacenza della classe politica, sta spadroneggiando sulle attività nevralgiche dello Stato.

La sanità, soprattutto in Lombardia, è interamente nelle mani di questa organizzazione, i suoi uomini occupano tutti i posti dirigenziali nelle ASL e sono loro che decidono chi assumere e quali imprenditori possono “competere” nelle finte gare per le forniture ospedaliere e farmaceutiche.
Gli imprenditori, la maggior parte spontaneamente ma molti ob torto collo, si sono coalizzati in una associazione di CL denominata Compagnia Delle Opere.
Per chi non ne fa parte è impossibile lavorare, in qualunque settore, perché le 34mila imprese della CDO fanno cartello, monopolizzano il mercato con un fatturato annuo che supera i 70 miliardi di euro, e sono sempre più numerose le Procure che riescono a svelare i sistemi di corruzione che garantiscono questi introiti.
Nelle università l’organizzazione di CL ha creato una associazione denominata Student Office che induce le giovani matricole a confonderlo con un servizio pubblico.
Una volta che gli studenti sono stati “agganciati” dagli uomini dello Student Office, comprendono immediatamente che se restano con CL avranno una invisibile corsia preferenziale per gli esami e a fine corso saranno privilegiati per essere collocati nel mondo del lavoro.
Le attività dell’organizzazione CL sono molteplici e si dipanano tra convenzioni bancarie agevolate e sfruttamento della povertà attraverso la gestione delle mense per i poveri.
All’interno di CL c’è anche un gruppo ristretto denominato Gruppo Adulto, i cui componenti, generalmente affermati professionisti molto facoltosi, praticano la castità, la più pericolosa delle perversioni sessuali, vivono in condizioni di soggezione psichiatrica verso i loro referenti spirituali ai quali consegnano buona parte dei loro averi e ai quali rendono conto nel dettaglio delle loro miserie quotidiane.
Ogni anno questa organizzazione misura il suo potere esibendo una passerella di personaggi utili al tornaconto reciproco, pronta a scaricare chi non è più spendibile per garantire gli affari, più o meno leciti (leggi: Formigoni).
Quest’anno la passerella del potere è stata occupata anche da Monti il quale ha riversato sulla platea una autentica omelia, banale e vuota come tutte le omelie.
Anche Supermario si è inchinato al potere di questa organizzazione, e come si conviene da quelle parti, non ci si presenta a mani vuote.
Nella sequela di frasi fatte e di ragionamenti sull’aria fritta, è riuscito ad inserire impegni precisi su alcune “necessità” come quelle di premiare le scuole dell’organizzazione cattolica.
E’ pacifico che abbia inteso finanziarle di più di quanto non lo stia già facendo.
Carla Corsetti
Segretario nazionale di Democrazia Atea

ILVA: il cancro e la cura

da Democrazia Atea 15 agosto 2012 dc:

ILVA: il cancro e la cura

Da circa 20 anni lo Stato ignora i dati resi noti dall’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità – i quali denunciano cifre inquietanti sulle morti per cancro da inquinamento. Gli operai dell’ILVA sanno da sempre che in quegli stabilimenti il prezzo per lavorare è quello di accettare l’eventualità di una cancro, ed accettano con rassegnazione il loro destino.

Una classe operaia così poco politicizzata, così ammansita, così succube e incapace di organizzarsi per difendere la propria salute e quella dei propri figli è un autentico miracolo liberista. E quando si parla di miracoli spunta la Curia di Taranto. Quello stabilimento fu inaugurato da un dittatore vaticano, Paolo VI, cui fu intitolato anche un quartiere di operai che non è distante da un altro quartiere popolare, Tamburi, sorto accanto agli stabilimenti.

Quei quartieri non si sono mai distinti per aver aperto sedi di partito e di organizzazioni sindacali in grado di formare una classe operaia emancipata. Quei quartieri piuttosto pullulano di oratori e di sedi di associazioni cattoliche, per intenderci quelle che fanno del volontariato la loro bandiera, un volontariato inteso ed attuato come negazione del diritto e della dignità ma anche come occasione per lavarsi le coscienze.

I partiti e i sindacati sono stati assenti, non hanno investito nel promuovere campagne di sensibilizzazione e di attivismo politico.

Oggi Monti su quello stabilimento si inventa un conflitto con la magistratura, colpevole di aver bloccato la somministrazione di morte. Con stile intimidatorio si mandano ispettori per indagare sull’operato del magistrato ben sapendo che nel nostro sistema democratico la correttezza di un provvedimento giudiziario può essere esaminata da un magistrato superiore e non da un ispettore al guinzaglio del potere politico. E mentre si consuma lo scontro istituzionale, il vescovo di Taranto si è già messo in moto per cavalcare l’onda della difesa degli operai, perché una occasione di protagonismo di così estesa visibilità sarà difficile che si ripeta.

Carla Corsetti
Segretario nazionale di Democrazia Atea
http://www.democrazia-atea.it

Saldi di agosto

da Democrazia Atea 14 Agosto 2012 dc:

Saldi di agosto

Nel gennaio del 2012 Democrazia Atea con una lettera aperta al Presidente Monti denunciava che le manovre di risanamento non sarebbero servite a sistemare i nostri conti interni quanto piuttosto a creare il fondo istitutivo del MES.

La tassazione straordinaria imposta dal Governo si sarebbe tradotta in una inutile perdita di diritti, dalla sanità alla tutela del lavoro, faticosamente conquistati negli anni precedenti.

La Banca d’Italia ha diffuso un bollettino che, per quanto inquietante, non turberà le vacanze ferragostane dei più.

I dati diffusi confermano l’inutilità delle manovre di contenimento della spesa pubblica e i fondi dirottati verso il MES hanno reso inutile ogni speranza di intaccare il debito pubblico.

Il deficit pubblico (in sintesi il saldo tra le spese e le entrate dell’anno corrente) si profila per il 2012 come ingestibile e tale da incrementare a dismisura il debito pubblico (in sintesi il debito dello Stato consolidato negli anni e coperto dall’emissione di titoli pubblici).

Il prossimo passo sarà quello di propinarci come ineludibile la vendita dei beni pubblici, il nostro Patrimonio.

Sappiamo già che le banche in questo frangente stanno compilando la “lista della spesa” e i partiti, dal PD al PDL passando per l’UDC, si stanno appostando vicino alle casse, con la mano tesa, sicuri che dalla vendita qualche spicciolo per la “mancia” resterà nelle loro tasche.

Democrazia Atea propone piuttosto la vendita di tutti i beni di proprietà dello Stato inclusi nel FEC – Fondo Edifici di Culto- e oggi affidati gratuitamente agli enti ecclesiastici.

La segreteria nazionale di Democrazia Atea
http://www.democrazia-atea.it

Il programma “neodemocristiano” di Monti

Il programma “neodemocristiano” di Monti

di Lucio Garofalo

Una volta i colpi di Stato li organizzavano ufficialmente i colonnelli, non a caso si chiamavano (giustamente) “golpe militari”. Oggi li ispirano e li eseguono direttamente i banchieri e i tecnocrati della finanza, affiancati anche da generali, emissari della Confindustria e referenti del Vaticano, ma ipocritamente sono definiti “governi tecnici”.

Non si tratta di analisi dietrologiche o complottiste, ma è la semplice presa d’atto di quanto accade sotto i nostri occhi. Nella migliore delle ipotesi, persino in Parlamento, si osa discutere di “sospensione della democrazia”. Ad insinuare simili accuse, che si preferisce liquidare molto comodamente come “farneticazioni ossessive”, non sono pericolosi sovversivi o bolscevichi, ma giornalisti prezzolati e burocrati al servizio dell’apparato berlusconiano, nonché alti funzionari di partito organicamente inseriti nei Palazzi del potere che agiscono da anni all’interno delle istituzioni rappresentative.

Viceversa, sorprende (ma non troppo) che esponenti storici del cosiddetto “centro-sinistra”, i quali fingevano di schierarsi all’opposizione e azzardavano ogni ingegnosa costruzione dialettica, parlando apertamente (non a torto) di “regime” e di “emergenza democratica” per criticare l’atteggiamento arrogante e semi-dispotico assunto da Berlusconi, oggi non hanno battuto ciglio e non hanno proferito verbo per denunciare l’intervento destabilizzante (poiché trattasi di eversione in piena regola) attuato per rovesciare il “sultanato” di Berlusconi (che non va assolutamente rimpianto) e insediare un esecutivo “tecnico” che si preannuncia più sinistro e funesto del governo precedente.

Il caricaturista Vauro ha recentemente disegnato una vignetta, pubblicata sul Manifesto, in cui un personaggio domanda: “E la democrazia?”, mentre un altro risponde: “L’hanno pignorata le banche!”. Una sintesi geniale e perfetta di quanto è accaduto nella realtà.

Anzitutto, la squadra del neonato governo concentra una serie di figure legate a doppio filo con i poteri forti che da sempre condizionano il destino del nostro Paese: le principali banche (UniCredit, Banca Intesa, Mediobanca e altri grossi istituti di credito), la Confindustria, il Vaticano, i vertici militari e la Nato. Tali poteri sono compresi e rappresentati nel governo presieduto da Monti, in cui figurano numerosi portavoce della Confindustria e del sistema economico dominante, ammiragli, esperti bocconiani e docenti di altre università private, fiduciari delle gerarchie ecclesiastiche e così via.

Il loro compito sarà essenzialmente tecnico-esecutivo, ossia tradurre in provvedimenti immediati le direttive politiche dettate dai vertici della BCE, la cui linea è sposata dalle più forti lobbies e istituzioni economiche mondiali, dal Fondo Monetario Internazionale ai centri più o meno occulti dell’establishment bancario e finanziario sovranazionale. Si potrebbe azzardare che Mario Monti è l’esecutore di un piano di commissariamento del governo italiano, il cui mandante è esattamente Mario Draghi alla guida della BCE. Da un governo composto da fascisti, piduisti, mafiosi e puttanieri, con a capo il satrapo e satiro di Arcore, autodefinitosi “premier a tempo perso”, si è passati direttamente ad un esecutivo formato da banchieri, autorità militari, tecnici confindustriali e referenti della curia pontificia. E’ quanto meno arduo e imbarazzante scegliere il “meno peggio”.

La concretizzazione dei punti politici prescritti dall’alto al governo del nostro Paese, da parte di quei soggetti che sono l’espressione e l’emanazione diretta delle oligarchie finanziarie di cui la BCE costituisce il supremo vertice istituzionale, detto in parole semplici ma veritiere, comporterà una vera e propria macelleria sociale, il massacro dei diritti democratici e sindacali, di quelle tutele sociali che hanno garantito finora il mondo del lavoro in Italia, o almeno una parte consistente di esso. Parlare, dunque, di “lacrime e sangue” potrebbe sembrare addirittura un eufemismo. Il professor Monti ha esplicitamente annunciato un piano di “sacrifici” accompagnati (a chiacchiere) da principi di “equità”. E’ facile presumere che incasseremo solo i sacrifici, senza equità.

Dalle enunciazioni programmatiche ancora piuttosto ambigue, vaghe e generiche, a tal punto che Monti è stato definito “democristiano”,  si evince una palese mancanza di rottura rispetto alla linea seguita dal precedente governo. Al contrario, si ravvisa un intimo legame di continuità con la politica adottata da Berlusconi e dai suoi ministri anzitutto sul fronte economico-sociale, in particolare sul tema dell’istruzione scolastica.

Non è un caso che, nel discorso di insediamento ufficiale, il professor Mario Monti abbia esplicitamente accennato all’istituto dell’INVALSI, individuato e indicato come il criterio alla base di un presunto meccanismo “meritocratico” da introdurre nel mondo della scuola italiana per determinare la carriera economica e professionale degli insegnanti.