Assoluzione per il giudice Tosti

da Democrazia Atea 5 Luglio 2012 dc:

Assoluzione per il giudice Tosti

La Corte D’Appello de L’Aquila ha assolto il dr.Tosti, già condannato dal Tribunale de L’Aquila ad un anno di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici, perchè il fatto non sussiste.

Il dr.Tosti, Giudice presso il Tribunale di Camerino, si era rifiutato di celebrare le udienze sotto la tutela simbolica del crocifisso e ne aveva sollecitato la rimozione.

Nel corso dell’udienza, che si è tenuta stamani davanti alla Corte d’Appello de L’Aquila, i difensori del dr.Tosti, gli avvocati Carla Corsetti e Dario Visconti, hanno sollevato preliminarmente la questione della illegittima esposizione del crocifisso anche nell’aula ove si stava celebrando il processo d’appello.

La Corte si è riunita e dopo circa un’ora di camera di consiglio, ritenendo fondata l’eccezione sollevata, ha disposto che il processo dovesse essere celebrato nell’Aula Magna priva di simboli religiosi.

La Corte quindi ha implicitamente confermato che l’esposizione del crocifisso viola i diritti fondamentali di libertà di coscienza ma la soluzione adottata ha materializzato una ennesima discriminazione in danno del Tosti e in danno dei suoi difensori perché è stato come sostenere che esiste un’aula per i cattolici e un’aula per i non cattolici, un po’ come gli autobus per i bianchi e gli autobus per i neri.

La Corte depositerà le motivazioni entro il 15 settembre e sapremo se le ragioni che hanno adottato i Giudici dell’Appello faranno riferimento alla violazione dei diritti umani, le stesse violazioni denunciate dal dr.Tosti quando ha intrapreso questa battaglia di civiltà.

http://www.democrazia-atea.it

Carla Corsetti: Nella scuola di mio figlio non deve esserci il crocifisso

Dal blog http://www.democrazia-atea.it/ , 16 Febbraio 2010 dc:

Comunicato Stampa – da pubblicare e diffondere

Carla Corsetti: Nella scuola di mio figlio non deve esserci il crocifisso

Chiara CorsettiFrosinone (Ceprano) – «La sottoscritta genitrice/difensore inoltrava al Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo di Ceprano l’invito alla immediata rimozione del crocifisso nell’aula frequentata dal proprio figlio, sostenendo che: la predetta affissione è in violazione dei principi di laicità sanciti dalla Costituzione ed inoltre che l’esposizione di un simbolo di morte non è compatibile con i principi di civiltà democratica cui intendo educare mio figlio».

È quanto si legge nel ricorso che l’avvocato Carla Corsetti ha notificato a Mariastella Gelmini, Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, e al Dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Statale di Ceprano. “Il TAR del Lazio, Sezione Distaccata di Latina” commenta Corsetti “dovrà decidere se l’Istituto Comprensivo di Ceprano ha posto in essere o meno un grave atto discriminatorio contro il minore in violazione dei principi costituzionali, in violazione dei principi della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali e infine in violazione della sentenza della Corte Europea del 3.11.2009. Stiamo anche valutando la responsabilità del Dirigente e dei componenti del Consiglio di Istituto per la violazione dell’art.3 della Legge 654/1975 che punisce con la reclusione sino a tre anni chi commette atti di discriminazione per motivi religiosi. Vorrei ricordare” aggiunge l’avv. Corsetti “che la Corte di Cassazione ha assolto il giudice Luigi Tosti in relazione all’accusa di omissione di atti d’ufficio per essersi rifiutato di tenere udienza nelle aule in cui il crocifisso era esposto, e in quella sentenza la Corte ha premesso che l’udienza si era svolta in un’aula priva del simbolo confessionale”.

La battaglia di laicità intrapresa dall’avv. Carla Corsetti è rilevante sotto molteplici aspetti perché Corsetti, oltre ad essere avvocato e madre del minore discriminato, è  il Segretario Nazionale del partito Democrazia Atea www.democrazia-atea.it . In attesa che la Grande Camera deliberi sul ricorso promosso dal Governo italiano contro la sentenza che dava ragione ai coniugi Albertin-Lautsi, l’avv. Corsetti aggiunge un altro tassello a questa importante battaglia di civiltà: “Se è vero che per i cattolici il crocifisso è simbolo di tolleranza, lo dimostrino e accettino di viverlo nel privato senza imporlo con prevaricazione a chi non condivide la stessa simbologia”. Il documento del ricorso di Carla Corsetti è pubblicato sul sito di Democrazia Atea ed è a disposizione di tutte quelle famiglie costrette a subire la stessa violazione.

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per la rimozione del crocifisso nella scuola.

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Fonte: Democrazia Atea www.democrazia-atea.it

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