25 aprile senza tricolori

Da un’e-mail ricevuta da www.arivista.org A rivista anarchica il 25 Aprile 2020 dc:

25 aprile senza tricolori

Fin dagli inizi, subito dopo la nascita del movimento fascista (1919), il movimento anarchico si è opposto con fermezza alle prime scorrerie, violenze, assalti alle case del popolo, invitando i lavoratori e la gente in genere alla resistenza. E poi l’opposizione alla progressiva legittimazione del fascismo da parte dello Stato democratico, la denuncia delle connivenze tra forze dell’ordine e squadracce fasciste. E con l’instaurarsi del regime, insieme alle altre componenti della sinistra, gli anarchici conoscono carcere, confino, esilio.

Significativa la presenza di tante/i libertari italiani in Spagna, nella stagione rivoluzionaria del 1936/1937, mentre in Germania e negli altri Paesi, poi occupati dai nazisti, la nostra presenza è stata una costante. Oltre un centinaio gli anarchici italiani internati nei lager nazisti. A Ventoténe, nei primi anni ’40, gli anarchici erano per numero la seconda comunità politica, dopo quella comunista.

Oggi, nel ricordare la partecipazione anarchica alla lotta antifascista in tutte le sue fasi e ovunque nel mondo, ci sembra importante valorizzare – nel comune impegno antifascista – la specificità delle aspirazioni libertarie e rivoluzionarie.

La nostra resistenza prosegue oggi anche nella critica alla gestione della ”lotta” alla pandemia basata per tanta parte sull’accentuazione del controllo statale, a livelli mai avvenuti finora.

Ci sono forze politiche e persone che non sollevano alcun dubbio e accettano passivamente tutto quello che il potere oggi impone alla società e ai singoli.

Cittadini del mondo come ci sentiamo, non possiamo riconoscerci, nemmeno di questi tempi, nei tricolori che sventolano numerosi. “Nostra patria è il mondo intero, nostra legge la libertà”, recitava una canzone anarchica dell’800, per noi valida anche oggi.

L’internazionalismo è per noi un valore fondante.

Siamo cittadini responsabili, lo siamo sempre stati. Riteniamo nostro compito segnalare quando si oltrepassano i limiti della necessità e si impongono visioni “scientifiche” e comportamenti autoritari che, a nostro avviso, poco hanno a che fare con la ”tutela della salute pubblica” – di cui i governi si sono in genere assai poco interessati – e molto con l’esercizio sfrenato del potere.

Per leggere “Gli anarchici contro il fascismo” (da “A” 20, aprile 1973)  CLICCA QUI

Per leggere il dossier “Gli anarchici italiani deportati in Germania durante il Secondo conflitto mondiale”, a cura di Franco Bertolucci, (da “A” 415, aprile 2017)  CLICCA QUI

Grecia: sciopero generale contro Tsipras

Comunicato del PCL Partico Comunista dei Lavoratori 12 Novembre 2015 dc:

Grecia: sciopero generale contro Tsipras

Sciopero generale in Grecia 12 Novembre 2015 dc

12 novembre. Milioni di lavoratori e lavoratrici in Grecia sono oggi in sciopero generale contro le politiche del governo Tsipras. Lo sciopero è stato indetto congiuntamente dai sindacati del settore pubblico e privato.

A due mesi dalla vittoria elettorale di Tsipras il governo Syriza-Anel sta fedelmente applicando le politiche di lacrime e sangue concordate con la troika. Taglio ai sussidi per le pensioni minime, colpi alla contrattazione collettiva, aumento dell’Iva sui beni di prima necessità, tagli drastici alla spesa sanitaria e aumento dei tickets per le cure, sviluppo delle privatizzazioni nei trasporti e servizi. Una valanga che nuovamente si abbatte sulle condizioni sociali di una popolazione povera già saccheggiata da anni e anni di memorandum.

Il governo Syriza-Anel sta continuando la politica dei suoi predecessori. Se possibile in termini ancor più pesanti, a fronte di una crisi sociale ulteriormente aggravata.

Emerge in tutto il suo cinismo il vero volto della politica di Tsipras. Altro che stella dell’opposizione alla troika, come continuano a presentarlo i Vendola e i Ferrero di casa nostra!

Dopo la clamorosa capitolazione alla troika in luglio, Tsipras ha scelto di andare subito al voto prima che le masse popolari potessero sperimentare le conseguenze sociali dell’accordo stipulato. In questo modo Tsipras ha potuto incassare un voto di fiducia alla propria persona e alla propria popolarità da parte di masse stremate da anni di lotta e sfiduciate nella propria forza.

Ma la ruota gira. Gli inganni hanno le gambe corte. A soli due mesi dalle elezioni politiche grandi masse iniziano a capire e vedere con i propri occhi, e a sperimentare sulla propria pelle, la continuità della dittatura del capitale finanziario europeo, di cui il governo Syriza-Anel è leale esecutore.

Lo sciopero generale di oggi può segnare l’apertura di una fase nuova. Quella della ricostruzione di una opposizione di massa alle politiche di austerità, alla troika che le comanda, al governo che le gestisce.

Si conferma una volta di più che il “riformismo” non solo è una truffa ma è una maschera dell’austerità. Solo una rottura anticapitalista (abolizione del debito pubblico, nazionalizzazione delle banche, esproprio dei grandi gruppi capitalistici a partire dagli armatori) può avviare una vera svolta sociale in Grecia. Solo un governo dei lavoratori, basato sulla loro organizzazione e sulla loro forza, può realizzare questa rottura.

I nostri compagni del Partito Operaio Rivoluzionario greco (EEK) sono oggi in piazza con i lavoratori in sciopero sulla base di questo programma anticapitalista. Il PCL è al fianco dei lavoratori greci in lotta contro Tsipras, in piena solidarietà con i compagni di EEK.

La vostra lotta è la nostra lotta!

Partito Comunista dei Lavoratori