Cultura, Politica e Società

La mia idea di scuola

In e-mail il 2 Ottobre 2019 dc:

La mia idea di scuola

di Lucio Garofalo

La mia idea di scuola: un luogo di confronto pluralistico, in cui i discenti ed i docenti possano respirare un clima di libertà e che non sia l’emulazione di modelli aziendali goffi e maldestri, decotti ed anacronistici, bensì un ambiente che valorizzi i talenti e le attitudini di ognuno e permetta la partecipazione più ampia alla gestione degli organi collegiali e ad una direzione il più possibile democratica.

Ogni realtà scolastica presenta le proprie peculiarità in quanto comunità educativa e di apprendimento ed in quanto comunità professionale, per cui ogni singola scuola ha l’esigenza di essere valorizzata nella sua identità particolare.

A tale scopo occorre che alla guida della scuola non siano preposti dei burocrati arroganti ed ottusi, calati dall’alto, bensì soggetti scelti in modo libero e diretto dalla stessa comunità professionale che vi opera, cioè dei presidi eletti e con scadenza temporale.

Inoltre, è necessario che siano riconosciute la dignità professionale dei docenti e la libertà di insegnamento, da fin troppo tempo umiliate e calpestate da una sequenza devastante di “schiforme”, varate dai tanti governi (sia di centro-destra, che di centro-sinistra) che si sono avvicendati negli ultimi decenni, senza soluzione di continuità e senza alcuna pietà.

Ateoagnosticismo, Politica e Società

Staccò il crocifisso dal muro: professore sospeso per un mese

Staccò il crocifisso dal muro: professore sospeso per un mese

È arrivata la decisione dell’Ufficio scolastico regionale umbro
Franco Coppoli ha preso una pena maggiore di colpevoli di molestie

di Salvio Intravaia

da www.repubblica.it 19 Febbraio 2009 dc

Il docente “reo” di avere staccato il crocifisso dal muro durante le sue lezioni è stato sospeso per un mese. La notizia è stata confermata dallo stesso insegnante pochi minuti fa. Franco Coppoli, docente di Italiano e Storia presso l’istituto professionale Casagrande di Terni, sta già scontando la “pena” inflitta dal direttore dell’Ufficio scolastico regionale dell’Umbria, Nicola Rossi, che gli ha notificato la sanzione disciplinare a causa della quale sarà costretto a stare lontano dalle sue classi e a rinunciare allo stipendio per trenta giorni.

Una settimana fa, il massimo organo di disciplina a livello nazionale (il Consiglio nazionale della pubblica istruzione) aveva ascoltato le ragioni del prof che evidentemente non è stato abbastanza convincente: il Cnpi ha infatti proposto la sanzione di un mese di sospensione. Un provvedimento abbastanza duro che non ha precedenti tra il personale della scuola. Basti pensare, come ha rilevato nel 2006 la Corte dei conti, che fino a pochi anni fa docenti e bidelli condannati dalla magistratura ordinaria per violenza sessuale nei confronti dei propri alunni se la sono cavata con sospensioni dal servizio da uno a dieci giorni. Discorso analogo per una preside condannata dalla magistratura per ‘peculato, truffa, abuso d’ufficio e falsità ideologicà che è stata sospesa per 31 giorni.

Ma, dopo il giro di vite dell’ex ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, è tutta un’altra cosa: staccare il crocifisso dal muro durante la lezione può costare un mese di sospensione dal servizio. La vicenda inizia lo scorso mese di settembre, quando Coppoli si trasferisce da Bologna a Terni. Il docente, “rivendicando la libertà di non fare lezione sotto un simbolo appeso di una specifica confessione religiosa dietro la cattedra, invocando la libertà di insegnamento, la libertà religiosa e la laicità dello Stato e della scuola pubblica previste dagli articoli costituzionali”, decide di staccare il crocifisso dal muro durante le sue lezioni. All’inizio la cosa non sembra creare problemi, ma dopo qualche settimana gli studenti si riuniscono in assemblea e “a maggioranza”, ci tiene a sottolineare Coppoli, decidono che nelle classi il simbolo religioso deve stare alla parete.

Ma il prof non si arrende e, durante le lezioni di Italiano e Storia, continua a staccare dal muro il crocifisso per rimetterlo al proprio posto prima di uscire dalla classe. A questo punto interviene il preside, Giuseppe Metastasio, che intima al professore di non rimuovere il crocifisso che fa attaccare al muro con un tassello. Ma Coppoli non si dà per vinto e non appena entra in classe stacca ugualmente dalla parete il simbolo religioso prima di iniziare la lezione. Il braccio di ferro continua per diversi giorni e durante un Consiglio di classe volano parole grosse fra il docente e il preside e quest’ultimo decide di sporgere querela per diffamazione. E di fronte all’ennesimo “atto di insubordinazione” il dirigente scolastico decide di denunciare il docente “disubbidiente” al Consiglio nazionale della pubblica istruzione (Cnpi).

Il resto è storia recente. L’11 febbraio scorso l’organo di disciplina convoca il docente difeso dai Cobas della scuola e dopo averlo ascoltato propone una un mese di sospensione. Il Cnpi passa quindi la patata bollente al direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Nicola Rossi, che avalla il provvedimento. “E’ un fatto gravissimo – commenta Piero Bernocchi, dei Cobas della scuola che hanno difeso il docente – Il Cnpi – continua Bernocchi – si è dimostrato più reazionario della magistratura che ha recentemente assolto il giudice che si rifiutò di fare udienza col crocifisso in aula”.