Risoluzione finale del 7 dicembre

In e-mail il 10 Dicembre 2019 dc:

Risoluzione finale del 7 dicembre

Conclusione condivisa dell’assemblea nazionale unitaria delle sinistre di opposizione del 7 dicembre 2019

 

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La numerosa ed articolata presenza che registriamo, come già sottolineato in apertura, conferma l’importanza della promozione di questa assemblea nazionale unitaria delle sinistre d’opposizione.

Le ragioni poste alla base della stessa, sottolineate dallo specifico appello, rimarcate dalla relazione introduttiva, sono profonde, dettate dal cosa accade, dal perché accade, ed hanno trovato conferma nell’ampio e qualificato dibattito che ne è scaturito.

L’obiettivo condiviso è quello di ricostruire un’opposizione radicale, di massa, al governo Conte, espressione dei poteri forti, nazionali ed europei, alle politiche dettate dall’Unione Europea e dallo stesso ossequiosamente perseguite, in sostanziale continuità con i governi, ascrivibili al centrodestra ed al centrosinistra, che l’hanno preceduto, politiche che trovano nella proposta di revisione del MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) un’ulteriore stretta, contro la quale occorre mobilitarsi, contro la quale ci mobiliteremo.

Politiche all’insegna della cultura liberista imperante, dell’austerità, degli interessi del grande capitale, il cui esito fallimentare per gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori, per i ceti popolari, è sotto gli occhi di tutti: più povertà, più insicurezza, più solitudine.

Lo stesso progetto di autonomia differenziata preserva la logica della secessione dei ricchi, promossa dalla Lega ed amministrata dal PD.

L’obiettivo condiviso è quello di ricostruire un’opposizione capace di rappresentare un’alternativa di società, in grado di sostanziare le speranze di cambiamento, che in tanti, anche nel mondo del lavoro, sbagliando, avevano riposto nei confronti della Lega e del Movimento 5 Stelle, e che avevano portato all’affermazione del primo governo Conte le cui politiche, reazionarie e liberticide, si sono tradotte in un crescente consenso ad una destra il cui carattere è sempre più evidente ed alla quale è necessario sbarrare la strada.

L’impegno condiviso è quello di ricostruire un’opposizione che, sostenendo, valorizzando e unendo le lotte di resistenza delle lavoratrici e dei lavoratori a difesa del lavoro, come testimoniano, tra le tante, le esperienze della Whirlpool, dell’Ilva, di Unicredit, punti a contrastare i nuovi grandi processi di ristrutturazione capitalista.

Puntiamo ad un’opposizione che si proponga come utile riferimento per connettere i diversi movimenti sociali, ambientalisti e femministi in campo, sempre più impegnati ad un cambio radicale delle politiche date, come ben testimonia, ad esempio, lo sciopero promosso dal movimento femminista per il prossimo 8 marzo.

L’obiettivo condiviso è quello di ricostruire un’opposizione capace di saldare le diverse esperienze di lotta e di resistenza, che si palesano nella società, in una vasta opposizione popolare, che si raccolga attorno ad una piattaforma generale indipendente, in una prospettiva di alternativa anticapitalista.

Un’opposizione che, in considerazione dello sviluppo della propria iniziativa, dell’evoluzione della fase, delle politiche che il governo si accinge a mettere in campo, a partire dalla legge di bilancio, che ne costituisce il manifesto, assuma l’impegno a dare vita ad una giornata di mobilitazione nazionale articolata tra il 24 ed il 25 gennaio prossimi.

Una scelta importante, alla cui definizione, caratterizzazione e gestione è necessario si adoperi l’insieme delle realtà interessate, anche attraverso la promozione di assemblee territoriali aperte a ciò finalizzate.

Ciò che si propone, al fine di sostanziare un’opposizione avente gli obiettivi su richiamati, è lo sviluppo di un’azione comune attorno ad alcune specifiche rivendicazioni:

– per l’uscita dell’Italia dalla NATO, per il ritiro delle truppe italiane dalle missioni estere, per il rifiuto delle politiche militariste e di guerra, per il no all’acquisto degli F35;

– per la nazionalizzazione dei settori strategici della finanza e dell’economia, a partire dalle aziende che licenziano ed inquinano;

– per una generalizzata riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario; per la qualificazione, tutela e valorizzazione dei rapporti di lavoro, anche in risposta, da un versante di classe, alla grave crisi occupazionale data, alle ripercussioni che al riguardo porta con se la cosiddetta quarta rivoluzione industriale;

– per la cancellazione dei cosiddetti decreti sicurezza e degli accordi stipulati con la Libia, contro ogni politica xenofoba e razzista, a favore di un comune fronte di lotta tra lavoratori nativi e migranti;

– per l’abolizione della Legge Fornero, per affermare un nuovo sistema pensionistico pubblico, per tutti i generi e per tutte le generazioni. Una questione, quella della previdenza, attorno alla quale si registra una forte ripresa dell’iniziativa in altri Paesi, come evidenzia la lotta che ha investito la Francia, ed alla quale va la nostra solidarietà.

Le su richiamate rivendicazioni rappresentano un terreno comune di iniziativa in direzione della costruzione dell’opposizione alla quale siamo impegnati, ed in funzione di ciò è possibile ed opportuno dare vita ad un coordinamento nazionale dell’unità d’azione.

Un coordinamento aperto, gestito collegialmente, volto al coinvolgimento di tutte le realtà impegnate in tale direzione, e capace, anche in forme flessibili, di un’articolazione territoriale.

Anche a tal fine si rivolge l’invito a promuovere nelle prossime settimane assemblee aperte a chiunque si riconosca nella necessità sottolineata.

Ciò su cui si conviene è la promozione di un’unità d’azione pienamente consapevole e rispettosa delle differenze esistenti, di ciò che connota le diverse componenti chiamate a darvi vita, dell’iniziativa che le stesse, autonomamente, decidono di promuovere, un’unità d’azione funzionale a sostanziare l’obiettivo condiviso.

L’unità nella diversità è la risposta, questa assemblea non è un punto di arrivo, da qui ripartiamo, ed insieme possiamo farcela!

 

Partito Comunista dei Lavoratori, Partito Comunista Italiano, Sinistra Anticapitalista