Scie chimiche: storia di una fuffa

Sorgente: Scie chimiche: storia di una fuffa | No alle pseudoscienze 2 Aprile 2015 dc

ANNO 1997

  • Lancio della sonda spaziale Cassini-Huygens.
  • Nobel a Stanley B. Prusiner per aver scoperto i prioni.
  • Clonato il primo mammifero: la pecora Dolly.
  • Nasce Google.
  • Nasce “il complotto delle scie chimiche“.

Ebbene si. Forse non lo sapevate, ma la famosa bufala delle scie chimiche ha un inizio ben preciso: 17 Settembre 1997.

Due personaggi di Lancaster (Ohio, USA) chiamati Larry Wayne Harris e Richard Finke costituiscono una società che ha come obbiettivo l’offrire consulenze contro attacchi terroristici: la LWH Consulting.

Per portare l’attenzione su di loro, i due creano una falsa notizia secondo la quale sarebbe stata imminente una epidemia di Peste Bubbonica, che (incredibile a dirsi) non

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Quell’attimo ai confini della morte

Dal supplemento Salute di la Repubblica di fine 2008: la scienza mette la parola fine anche alle fantasie di pre-morte a cui credenti, bigotti e ingenui vari hanno fatto ricorso per dimostrare l’esistenza di un altro mondo oltre questo:

Quell’attimo ai confini della morte

Prende il via in questi giorni uno studio coordinato dall’inglese Sam Parnia su 1500 “sopravvissuti”

di Johann Rossi Mason

Sino a qualche decennio fa le esperienze fatte in situazioni critiche ai confini tra la vita e la morte facevano parte del paranormale. Sino a che non sono state raccolte, catalogate e studiate con una certa regolarità. E proprio in questi giorni prenderà il via uno studio coordinato da Sam Parnia della Southampton Univesity (Gran Bretagna), esperto della coscienza in situazioni di morte clinica, che permette di capire meglio cosa significa arrivare ad un passo dalla morte e, come descrivono quelli che lo hanno provato, “tornare indietro”.

Spiega Parnia: “La morte non è un momento preciso, ma un processo in divenire in cui le varie funzioni cessano progressivamente. Nei prossimi tre anni studieremo 1500 soggetti sopravvissuti a un arresto cardiaco per indagare se abbiano avuto esperienze “fuori dal corpo” o di “pre-morte” chiamate NDE, ossia Near Death Experience”.

Intanto ecco cosa si sa di questo fenomeno. Molte persone che hanno avuto un incidente grave, un arresto cardiaco o comunque eventi che li hanno portati ad un passo dalla morte, riferiscono un’esperienza in cui la coscienza si è staccata dal corpo, ha fluttuato in una dimensione ultraterrena, abbia ad esempio attraversato un tunnel buio o un ponte di luce, avuto visioni celesti o incontri con persone significative o con il divino.

In Italia se ne occupa, tra gli altri, Fulvia Cariglia, coordinatrice del Congresso di Studi delle Esperienze di Confine che si tiene ogni anno a (San) Marino, insieme ad un gruppo di esperti che si occupano di ricerche su questa singolare esperienza. “Le NDE”, spiega, “sono ricorsi di un’esperienza psichica vissuta in genere in una situazione molto prossima alla morte, qualunque ne sia la causa. Il ricordo poi affiora spontaneo. I contenuti sono sensazioni di perdita del corpo, di viaggiare o galleggiare in un tunnel alla fine del quale si va incontro ad una luce intensa, che abbraccia ogni cosa con una sensazione di pace, di gioia”.

“Non sappiamo cosa avviene nel cervello di questi soggetti” dice ancora Cariglia, “forse la carenza di ossigeno nel cervello può avere un ruolo importante” e aggiunge: “L’elettroencefalogramma non mostra nulla di anomalo. Alcuni autori riferiscono che si verifica dal 40 al 48 per cento di chi abbia una condizione di perdita di coscienza con rianimazione. Nel 4 per cento dei casi il contenuto della NDE è inquietante, colmo di elementi terrifici e viene vissuto come un incubo da dimenticare: in questo caso il soggetto non vuole raccontarla e per questo ci rende molto difficile studiarla”, conclude Cariglia.

Classificazione delle Near Death Experience
Tipologia Contenuti
Esperienze a massima espressività cognitiva Maggiore consapevolezza sia di sé sia del mondo esterno, aumentata qualità o quantità dei cinque sensi, sensazione di trovarsi in un tunnel
Esperienze a massima espressività affettiva Sentimenti di pace e piacere, chiarezza interiore, consapevolezza gioiosa di essere parte del mondo intero, accellerazione del tempo, memoria panoramica della vita già vissuta, riassunto della propria vita in un tasso di tempo ridottissimo, preveggenza e capacità di conoscere anticipatamente il futuro
Esperienze a massima espressività trascendentale Superamento dei confini del proprio Io, sensazione di uscita dal proprio corpo ossia Out of Body Experience (OBE), visione di una luce brillante, incontro con una entità mistica o con parenti defunti, superamento di un punto di non ritorno, ingresso in un altro mondo

Scala Greyson per le valutazioni

Per Bruce Greyson per parlare di NDE bisogna raggiungere il valore si sette della scala di valutazione che porta il suo nome, riconosciuta come uno degli strumenti più utili per gli studi clinici di questo fenomeno.

Le fasi di una NDE:

  • Perdita del corpo
  • La visione del corpo come esterno
  • Movimento nel tunnel
  • Rassegna di ricordi
  • Percezione di una luce sfolgorante
  • Incontro con elementi umani o sovrumani
  • Richiamo nella vita terrena
  • Ricordo dell’esperienza passata

Bambini

Anche i più piccoli raccontano l’esperienza

Anche i bambini che abbiano subito grandi traumi possono raccontare esperienze significative di NDE, ovvero di “pre-morte”. Per i più piccoli se ne deduce l’esistenza da elementi indiretti come incubi, disegni e accenni a elementi che non esistono nella realtà come le “persone luminose”. Manca invece nei piccoli la “visione panoramica” delle esperienze di vita a causa della mancanza di un concetto strutturato di passato