Ateoagnosticismo, Comunicati, Laicità e Laicismo

UAAR, Circolo di Milano: manca la correttezza

UAAR, Circolo di Milano: manca la correttezza

di Jàdawin di Atheia, 7 Gennaio 2016 dc (aggiornato e modificato il 17 Maggio 2016 dc)

Alla fine del 2014 dc mi scrisse Luca Immordino di Palermo, che aveva visto questo blog, parlandomi di un libro che aveva scritto e proponendomi delle serate di presentazione.

Gli risposi che questo è un blog individuale e che non sono in grado di organizzare serate, ma che ne avrei parlato al Circolo Culturale Giordano Bruno di Milano, di cui sono socio dal 1995 dc e di cui curo posta elettronica e blog.

Il libro piacque e, a chiusura del ciclo di incontri marzo-giugno 2015 dc, il 14 Giugno fu presentato “Storia del sentimento religioso. Nascita, sviluppo e tramonto delle religioni”, edito da Cavinato Editore International, con la consueta relazione introduttiva del responsabile del Circolo, Pierino Marazzani, e l’intervento di Renato Pomari, ex-insegnante di religione.

L’autore, successivamente, propose l’iniziativa anche al Circolo di Milano dell’UAAR-Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, inviando copia cartacea ed e-book del libro. Circa sei mesi fa la coordinatrice del Circolo Valeria Rosini, che aveva affidato la lettura e la valutazione del libro ad uno dei soci, aveva confermato l’effettuazione della serata per il 23 Novembre 2015 dc.

Pochi giorni prima, in una conversazione telefonica, la coordinatrice aveva riferito che la presenza dei partecipanti ai loro eventi era mediamente di 300 e più persone e così sarebbe avvenuto pure per quella serata. Strano, perchè ho visto la “sede” del Circolo UAAR di Milano in via Porpora 45 a Milano, è uno scantinato e vi posso assicurare che, anche ammassate, è difficile che possano starci più di venti persone. A meno che ci si riferisse anche ad altre sedi ospitanti, non del Circolo di Milano.

In quella conversazione Luca Immordino riferì della serata al “Giordano Bruno” e la signora Rosini affermò, più o meno testualmente, “quelli sono quattro gatti che al massimo portano non più di dieci persone ai loro eventi”.

Pochi giorni più tardi, a cinque giorni dall’evento, la Rosini telefonò a Luca Immordino comunicando l’annullamento della presentazione perché il suo libro non era più gradito, motivando il fatto che non se ne riteneva il contenuto degno di una presentazione da parte dell’UAAR. Causa di un così repentino cambio di valutazione sarebbero state le imperfezioni grammaticali, le parti del libro scritte in modo non connesso tra loro, senza riferimenti bibliografici, con errori grossolani sulle teorie espresse e che denoterebbero disattenzione ed un lavoro frettoloso.

Luca Immordino non ha potuto annullare il volo aereo per Milano prenotato da tempo e recuperare così il denaro sborsato né organizzare per tempo una presentazione alternativa: entrambi siamo concordi  nel considerare tale comportamento privo di professionalità, correttezza e rispetto nei riguardi di tutte le persone coinvolte, al di là delle presunte carenze dell’opera, che non giustificherebbero comunque tutto ciò. Il Circolo UAAR di Milano ha avuto diversi mesi per valutare l’opera, e quanto è avvenuto non è assolutamente ammissibile.

Per parte mia vorrei solo ricordare alla signora Rosini, che al nostro Circolo ha affermato che “loro” (presumo gli atei e gli agnostici dell’UAAR) non sono contro le religioni, che noi “quattro gatti” del Circolo, anche con scarso pubblico a seguirci, siamo coerenti con quanto affermiamo e, facendo nostre le parole di Christoper Hitchens, affermiamo con orgoglio che siamo atei. Non siamo neutrali rispetto alla religione, le siamo ostili. Pensiamo che essa sia un male, non solo una falsità. E non ci riferiamo solo alla religione organizzata, ma al pensiero religioso in sè e per sè.

Ateoagnosticismo

I “laici” dell’UAAR ammirano la religione…

30 aprile 2010 dc

I “laici” dell’UAAR ammirano la religione…

Da qualche mese mi porto nello zainetto, con cui vado al lavoro, il numero 6/2009 de l’Ateo, il bimestrale dell’Uaar-Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti: c’è un articolo che in un passaggio mi lascia non più perplesso, ma esterrefatto. Ora finalmente ne vorrei scrivere un poco.

A pagina 8 c’è l’articolo di Raffaele Piccoli dal titolo La scuola-parrocchia dei “cattotalebani”.

Niente da dire sull’articolo: è ottimo e lo condivido quasi totalmente.

Perché “quasi”? E’ presto detto: più o meno a metà articolo l’autore scrive

(la Gelmini) Non capisce che ciò che i laici contestano non è la religione in sé, che è una delle espressioni più nobili dello spirito umano, ma il fatto che…

Ora, è vero che nella rivista è scritto che riguardo agli articoli pubblicati l’Ateo declina ogni responsabilità che è solo dei singoli autori, ma allora dobbiamo capire: a nome di chi scrive Raffaele Piccoli? Non certo solo a proprio nome, perché dice cosa contestano i laici. E chi sono questi laici? Non certo TUTTI i laici, dal momento che l’affermazione sulla religione in sé sembra proprio provenire da una parte di questi, che addirittura considerano la religione una delle espressioni più nobili…di cosa? Ma qui si rincara la dose! Dello SPIRITO UMANO! E si usa, ancora una volta tra chi dovrebbe essere ateo o agnostico, il termine “spirito”, che fa il paio con “spiritualità”, intendendo “intelletto” e “intelligenza”, mentre sarebbe invece ora, seguendo Max Stirner, di fafre piazza pulita di questi termini e concetti irrazionali, immateriali ed ambigui.

Quindi ci si aspetta che qualcun altro ci dica se si sente rappresentato più o meno da ciò che scrive l’autore dell’articolo, pubblicato sull’organo di stampa dell’unione dei atei e degli agnostici, e anche razionalisti!

Per quanto mi riguarda sono ateo e guai a chi mi chiami laico, sono contro la religione IN SE’, come scrive Christopher Hitchens:

sono un ateo. Non sono neutrale rispetto alla religione, le sono ostile. Penso che essa sia un male, non solo una falsità. E non mi riferisco solo alla religione organizzata, ma alla fede religiosa in sé e per sé.

Jàdawin di Atheia