Rifondazione: oscurata nostra pagina Facebook

In e-mail il 15 Gennaio 2021 dc:

Rifondazione: oscurata nostra pagina Facebook

Oscurata nostra pagina Facebook che parla di mafie. Interrogazione in Senato e denuncia.

Venerdì 15 gennaio Facebook ha oscurato,senza alcuna motivazione o preavviso, la pagina della nostra federazione di Venezia. Un atto decisamente illiberale, una censura intollerabile. Chi segue le nostre pagine sa che noi le usiamo per diffondere contenuti assolutamente legittimi con la massima correttezza senza mai trascendere nei plebeismi molto diffusi nei social.

Il fatto diventa ancora più grave perché l’oscuramento della nostra pagina è avvenuto  alla vigilia di una nostra conferenza Web, “Le mani sul litorale”, organizzata dalla federazione di Venezia per denunciare e discutere delle infiltrazioni della criminalità organizzata nel Veneto Orientale e delle complicità politiche che la hanno permessa.

La conferenza si è tenuta  comunque nella pagina della federazione di Padova di Rifondazione Comunista ed è stata un successo per partecipazione e qualità dei contenuti del dibattito. Il lavoro volontario e l’attivismo generoso delle nostre compagne e compagni ci ha permesso di superare il tentativo di costringerci al silenzio.

In ogni caso siamo assolutamente intenzionati a fare luce su questa vicenda. Vogliamo sapere perché la nostra pagina è stata oscurata, da chi è venuta la richiesta, e le procedure seguite, in questo caso come in altri, da Facebook.

In questi giorni la senatrice Paola Nugnes presenterà in Senato una interrogazione su quanto accaduto. La Federazione di Venezia farà una denuncia alle autorità di Polizia perché sia fatta chiarezza. Andiamo avanti senza farci togliere la parola o intimorire da nessuno.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Paolo Benvegnu, segretario regionale
Renato Panciera, segretario Federazione di Venezia
Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea 

Omologati di merda!

Da Hic Rhodus, 30 Gennaio 2020 dc:

Omologati di merda!

di Claudio Bezzi

Ci dice l’Eurispes che Il 15,6% degli italiani nega la Shoah (nel 2004 era il 2,7%). E il 16,1% (era l′11,1% oltre quindici anni fa) ridimensiona la portata dell’Olocausto, sostenendo che avrebbe determinato un numero di vittime inferiore a quanto documentato dai libri di storia.

Ok. Perché i titoloni sui giornali? Non avrei saputo dire se la massa dei negazionisti o quasi-negazionisti fosse il 14,7, il 15,6 o qualcos’altro, ma che fosse una massa consistente era logico. In un’epoca in cui i complottisti delle scie chimiche fanno convegni in sedi istituzionali, i no-vax hanno ampio diritto di parola, i terrapiattisti impazzano, i terrorizzati dal coronavirus hanno crisi isteriche (ieri alla radio, da Nicoletti, una buona metà di ascoltatori in diretta temeva l’apocalisse, imputandola a misteriosi laboratori segreti di guerra batteriologica) e i pentadementi sono al governo, di cosa esattamente dovrei stupirmi?

Ma veramente credevate che il crollo dell’Impero Romano fosse stato causato dall’ennesima invasione barbarica che avrebbe soppiantato il più imponente e meglio organizzato esercito del mondo? Le cause furono interne, le lotte intestine, il cristianesimo, la crisi economica e sociale e via narrando. Ecco: noi stiamo assistendo a qualcosa di simile. Non serve mica un asteroide per distruggerci, né un virus della malora, o l’Isis. Fanno enormi più danni Netflix, Facebook, i selfie, il populismo, la sistematica distruzione della scuola, la democrazia impotente nell’epoca del globalismo, le ideologie che non si decidono a morire, il pensiero breve…

(P.S. Il titolo è una citazione cinematografica… lascio ai cinefili scoprire quale la fonte…)