Laicità e Laicismo, Scienza e Natura

Antiscientismo è barbarie

Da Hic Rhodus il 25 Settembre 2017 dc:

Antiscientismo è barbarie

di Bezzicante

Uno dei modi per descrivere l’evoluzione della nostra specie riguarda la rappresentazione del mondo, da magica a scientifica, passando per forme religiose da “primitive” a evolute. Più o meno in questo modo:

Magia Animismo Politeismo Monoteismo Esoterismo Scienza

Preciso che moltissimi avranno da obiettare su questo schemino ipersemplificato utile per una presentazione preliminare del nostro tema. Chiarisco quindi che:

  • Magia: il mondo è incomprensibile e i poveri esseri umani delle origini cercavano di contenere l’angoscia del Sole che tramontava (sarebbe tornato?), dell’Inverno che arrivava (sarebbe cessato?), dell’antilope che fuggiva (sarebbero riusciti a cacciarla?) con pratiche (possedute da un iniziato) di dominio sulla natura. Compiamo un rito e il Sole tornerà; compiamo un sacrificio e l’Inverno passerà…
  • Animismo: la natura è animata da molteplici forze; il Sole tramonta e risorge perché possiede una sua coscienza; la Natura è benefica o matrigna a seconda della personalità e della volontà delle varie “anime” che la abitano.
  • Politeismo: molteplici divinità, rappresentatrici di forze diverse, di pulsioni e orientamenti differenti: forze del bene e del male, divinità creatrici o solo propiziatrici.
  • Monoteismo: un solo dio creatore, capace di giustificare con la sua esistenza tutto l’universo, tutte le sue forze, tutte le sue contraddizioni.
  • Esoterismo: tentativi di dominare la natura, o alcune sue manifestazioni, con pratiche empiriche prescientifiche (alchimia, astrologia…).
  • Scienza: “Insieme delle discipline fondate essenzialmente sull’osservazione, l’esperienza, il calcolo, o che hanno per oggetto la natura e gli esseri viventi, e che si avvalgono di linguaggi formalizzati.” (Enciclopedia Treccani)

Ripeto: è tutto schematico, molti avranno da ridire sulla posizione della religione e sull’(antica) gerarchia fra politeismo e monoteismo… Non mi serve una migliore precisazione, e anche con queste approssimazioni possiamo andare avanti.

Accade che, anche se da Magia a Scienza abbiamo varcato secoli e secoli di storia, nulla si supera mai completamente, e ciascuna delle 6 distinte rappresentazioni del mondo e del posto che vi occupa l’uomo continua a vivere, semmai trasfigurata, mimetizzata, a volte svilita: continuiamo a leggere gli oroscopi, guardiamo con curiosità a religioni e movimenti new age, e sostanzialmente assistiamo a un nuovo sincretismo di grande rilevanza.

Col termine ‘sincretismo’ si intende generalmente, in antropologia e non solo, la convergenza di idee diverse, il loro mescolamento in un’unità nuova che ignora le profonde differenze originarie e ne accoglie le contraddizioni. Generalmente il termine è utilizzato nella storia delle religioni, dove gli elementi sincretici sono innumerevoli. Ebbene, la storia del nostro rapporto con la natura e l’Universo ha proceduto sostanzialmente come illustrato in figura fino a gran parte del ‘900:

Da MAgia a Scienza.001

Scomparsa della magia, forte riduzione dell’esoterismo e chiara separazione fra scienza e religione.

Ma questo fragile equilibrio si è rotto con la crisi del modello scientifico positivista, causalista, meccanicista che ha dominato da Newton fino alla meccanica quantistica ma, più in generale, da Bacone fino a Weber, da Lutero fino a Paolo VI, da tutti coloro che nello spettro filosofico, religioso, speculativo verso la natura immaginavano un mondo “chiuso” (dualista, interamente comprensibile) fino agli interpreti della rottura del cerchio della comprensibilità e l’immaginazione di un mondo aperto, mai interamente conoscibile, monista sotto il profilo filosofico (natura e uomo sono un tutt’uno anche in quanto a osservazione) e pluralista sotto quello gnoseologico. Gli anni ’60, per prendere un riferimento più evocativo che preciso, sono stati gli anni dell’emergere di paradigmi scientifici costruttivisti, non lineari, pluralisti; della messa in discussione dei modelli capitalistico-borghesi, del sincretismo new age e dell’inizio del secolarismo in Occidente e così via. Questo processo è stato un’onda culturale possente, durata un ventennio, al termine della quale è iniziata l’onda tecnologica, della globalizzazione, dell’incertezza “liquida” (ne abbiamo parlato QUI). L’enorme sviluppo scientifico ha alienato “la scienza” dal popolo, ma anche aperto a sincretismi esoterici, alla riscoperta del magico; una religione sempre più secolarizzata ha aperto varchi a religioni edonistiche, misticheggianti; i varchi aperti sono solo nell’immaginario popolare, e non nei Sacri Custodi della Scienza, della Religione, dell’Ordine, rendendo paradossalmente tali Custodi ancor più distanti. I colti appaiono come noiosi ortodossi che difendono confini palesemente arcaici; gli scienziati sembrano difendere questioni di lana caprina per mantenere un potere personale, quando non per interessi di poteri forti; la religione è diventata comunicazione, spettacolo.

Da MAgia a Scienza.002

Allora – seconda figura – avviene che il tentativo della Scienza di emanciparsi da esoterismo e religione, tentativo di successo finquando ha avuto fortuna il pensiero dualista, positivista, cartesiano, ha iniziato ad andare in crisi non già per colpa degli scienziati ma del percolamento sincretico, a livello popolare, del pensiero scientifico.

L’Universo senza confini in cui noi galleggiamo a margini di una di miliardi di galassie; la medicina che sposa la tecnologia; il pluralismo relativista che consente di credere in qualunque dio, o in nessuno; l’implosione del mondo ridotto ad app nel nostro smartphone; nella mentalità corrente questa fantasmagoria di opportunità sono diventate anarchia. Tutto è possibile, e quindi anche l’assurdo viene recuperato nell’agenda delle possibilità. La medicina si è trasformata nelle medicine, il sapere nella divulgazione della Wikipedia, i pareri si sono fusi alle competenze, come scritto a suo tempo, e non si trova più una fonte univoca e certa di autorevolezza. Non é tale la scienza non compresa e non è tale la religione non più attrattiva. Vecchie idee misticheggianti, esoteriche, superstiziose si possono quindi rivestire con spolverate di nuove idee mal comprese e, in mancanza di un giudice riconosciuto, assumere una maggiore e migliore accettazione popolare perché più facili da comprendere.

L’omeopatia è più facile del bosone di Higgs; il gatto di Schrödinger buono per una battuta; la meditazione più simpatica della logica. Il mondo attuale, sotto il profilo del pensiero comune, è caotico, anarchico, contraddittorio. Le incursioni mistico-religiose da un lato, e quelle esoteriche dall’altro, fanno sembrare tutte le offerte identiche: la medicina tradizionale vale esattamente come quelle alternative; la religione della Chiesa vale come le mille religioni frutto del confuso pensiero contemporaneo; il parere di un esperto è visto, appunto, come un “parere” e non come il sapere distillato di anni di studi e di pratica. La scienza si dibatte, con debolezza, in questa palude, probabilmente senza rendersene conto; la cittadella scientifica vive con una sua indipendenza e autonomia interessandosi poco del mondo “fuori”, un po’ come nel Medio Evo i monaci trasmettevano un sapere assediato, senza una precisa consapevolezza di quanto fosse vitale – ancorché ignorato – il loro lavoro.

Ma non esistono più cittadelle protette. Il mondo è un sistema permeabile e l’antiscientismo ha effetti disastrosi a medio e lungo termine; si presenta come epidemie improvvise, un tempo evitabili; come ministri dell’istruzione incapaci che distruggono la scuola; come superficialità professionale e analfabetismo funzionale diffuso che minano la tenuta sociale e la crescita economica e civile. In breve: la stupidità antiscientifica non è un problema loro, degli incolti, dei superstizioni, dei no vax; è un problema di tutti noi che condividiamo lo stesso spazio, lo stesso tempo, le stesse sfide.

Politica e Società

Il fine ultimo delle teorie complottiste

Il fine ultimo delle teorie complottiste

di Lucio Garofalo 7 Gennaio 2012 dc

Il prototipo originario delle numerose concezioni esoteriche e complottiste è il Mein Kampf di Adolf Hitler. In un certo senso, il Mein Kampf rappresenta una sorta di “bibbia” contemporanea per i suoi epigoni. Senza correre il rischio di esagerare, si potrebbe definire come il “testo sacro” dei fautori più fanatici del complottismo, il “manuale” pratico e teorico-letterario, la principale fonte d’ispirazione a cui attingono le più assurde e svariate dietrologie esoteriche di provenienza nazista, o cripto-nazista.

La dottrina e la propaganda hitleriane erano ossessionate dalla retorica e dalla mistica incentrate sulla teoria del complotto esoterico giudaico per il dominio del mondo (gli Illuminati). L’ipotesi della cospirazione giudaica discende dalle opere di Alfred Rosenberg, l’ideologo ufficiale del nazional-socialismo. Il quale era convinto di rinvenire prove documentarie a favore delle sue idee nei famosi Protocolli di Sion. Non a caso Hitler (come gran parte dell’élite nazista) nutriva una passione viscerale per l’occultismo e l’esoterismo, l’astrologia e l’alchimia (gli stessi colori ufficiali del vessillo nazista sono i colori sacri dell’alchimia: nero, rosso e bianco), la magia, il mondo del mistero e del paranormale. Ma al di là delle visioni mistiche e deliranti di Hitler e Rosenberg, il fascino delle ideologie esoteriche e complottiste si spiega probabilmente in virtù della loro ingenuità farisaica e semplicistica, del loro conservatorismo forcaiolo, nella misura in cui offrono all’immaginario collettivo un comodo e rassicurante capro espiatorio identificabile in “cospiratori” che agiscono per corrompere e dominare il sistema, che siano gli Ebrei piuttosto che i massoni, o gli untori di manzoniana memoria.

In materia di complotti e trame segrete la storia offre numerosi casi emblematici di congiure di palazzo, tradimenti, azioni eversive e cospirative, dai tempi degli antichi imperatori romani, dall’assassinio ordito contro Giulio Cesare ad episodi più recenti, ai tentativi falliti contro lo stesso Hitler, ma le trame “oscure” del potere non sono riducibili a vicende che servono solo a mistificare la realtà delle cose, a banalizzare la narrazione storica sul potere. La cui natura è più articolata e complessa di quanto le farneticanti dietrologie esoteriche lascino supporre.

Il potere vigente nel quadro capitalistico, si pensi alle grandi banche d’affari, alle multinazionali, alle famigerate agenzie di rating, alle società assicurative, e ai “mostruosi” comitati d’affari e di potere che fanno capo al capitale finanziario cosmopolita, al di là dei nomi delle singole soggettività, a prescindere da ogni comoda narrazione mistica o esoterica, è costituito da un’entità anonima estremamente complessa e articolata, difficilmente identificabile in una sola, “onnipotente” personalità, o in un blocco compatto di individui criminali e privi di scrupoli, ed è tantomeno rappresentabile come un’associazione segreta e cospirativa su scala mondiale, come si tende a fantasticare nell’immaginario collettivo.

Oggi il fine ultimo di queste dietrologie è camuffare o mistificare la natura reale delle crisi capitaliste, e di questa crisi in particolare, per non scaricare le colpe sul sistema. Il quale, a seguire queste teorie fino in fondo, potrebbe funzionare se non fosse corrotto e sabotato da presunti cospiratori, da congiure giudaiche piuttosto che massoniche, o di altra origine. Simili congetture sono pericolosissime poiché distolgono l’attenzione dalle vere cause della crisi, che sono irrisolvibili almeno nel quadro capitalistico. Il capitale finanziario cosmopolita è un’entità anonima ed impersonale. Se è giusto parlare di capitale finanziario internazionale, considerando l’insieme dei fenomeni e le loro connessioni, non vuol dire che esista un disegno cospirativo unificato ed organizzato, come immaginava Adolf Hitler. E come sostengono i suoi epigoni sparsi, di ieri e di oggi.

Il sottoscritto non nega l’esistenza in Italia e in Grecia del regime dei banchieri, di tecnocrati quali Monti, Draghi ecc., che sono funzionari ed esecutori del capitale finanziario internazionale. Sin dal primo momento mi sono impegnato per denunciare pubblicamente, con vari articoli, la natura autoritaria, golpista e criminale, di questi regimi politici. Nel contempo cerco di far capire che, malgrado il salto di qualità compiuto sul versante della strategia politica dal capitale finanziario, un’entità anonima che si incarna ovviamente in alcune figure che fanno capo alle grandi banche d’affari, alla BCE, al FMI, alle agenzie di rating ecc., tuttavia ciò non mi impedisce di andare oltre questa elementare evidenza che nessuno è così sciocco da negare, poiché esiste un regime dei banchieri che si è ufficialmente insediato all’apice delle gerarchie statali in Italia e in Grecia. Quello che fino a ieri era un potere “occulto” che agiva “dietro le quinte” (uso una terminologia cara ai fanatici di complotti), oggi è uscito apertamente allo scoperto, per cui nessuno, tranne chi è cieco o in malafede, osa negarne l’esistenza.

Eppure la struttura del potere capitalistico è molto più estesa, articolata e profonda di quanto sembri e di quanto gli ottusi simpatizzanti di dietrologie vogliono far credere. Ed è inutile ripetere quanto ho già precisato a proposito della complessità e della natura impersonale e cosmopolita del capitalismo finanziario. Il punto critico dell’analisi che bisogna elaborare è la proletarizzazione massiva che porta ad un consumo sempre più ristretto, cioè alla miseria di massa, ma questa è appunto l’irreversibile conseguenza del dominio del capitale finanziario, che non è traducibile in una congiura. Il problema  è capire se di fronte all’insorgere delle proteste popolari il complesso del capitale finanziario è in grado di coordinarsi, oppure se una iniziativa forte del proletariato può accentuarne le divisioni interne.

Se si trattasse di un centro cospirativo unitario e coeso la domanda non avrebbe senso e, per vincerlo, servirebbe allearsi con alcuni settori della borghesia. In tal senso occorre sottolineare l’implicazione pratica più significativa dell’intero discorso, portando alle estreme conseguenze il sillogismo implicitamente contenuto nelle dietrologie esoteriche: se il potere del capitale finanziario fosse una struttura davvero monolitica, priva cioè di contraddizioni interne, un centro cospirativo rigidamente chiuso e settario, come pretendono di credere e farci credere i fautori di tali concezioni, temo che quel tipo di potere sarebbe inviolabile e non esisterebbero possibilità, né speranze, di salvezza per il genere umano. Per cui converrebbe rassegnarsi all’impotenza. E’ questa la conseguenza finale, ovviamente implicita, che scaturisce dal ragionamento insito nelle dietrologie esoteriche oggi nuovamente in voga.