Laicità e Laicismo, Politica e Società, Sessualità

194, prove di sharia cattolica

194, prove di sharia cattolica Libero Pensiero n.ro 68 Giugno 2014 dc

Laicità e Laicismo, Politica e Società, Sessualità

Aborto: prima la donna, poi l’obiettore.

Aborto: prima la donna, poi l’obiettore. Rivoluzione nei consultori del Lazio – micromega-online – micromega. 1 Luglio 2014 dc

Economia, Laicità e Laicismo, Politica e Società

Castronerie bergogliane

da Democrzia Atea 21 Giugno 2014 dc:

Castronerie bergogliane

Il dittatore della monarchia confinante ha espresso parole di condanna contro la legislazione della nostra Repubblica democratica in tema di legalizzazione delle sostanze stupefacenti.

Il motivo di cotanta preoccupazione non è di ordine sociale o morale, ma è squisitamente economico.

É noto come il proibizionismo aumenti la tendenza alla trasgressione e dunque al consumo, e come il controllo del mercato delle sostanze stupefacenti, in assenza di legalizzazione, resterebbe saldamente nelle mani della cattolicissima mafia mente il recupero dei tossicodipendenti è un business saldamente attaccato alle ramificazioni clericali cattoliche, dalle comunità di recupero alle associazioni di “volontari” dei centri di assistenza.

Sia i volontari cattolici che si occupano di tossicodipendenti, sia i criminali cattolici che gestiscono il narcotraffico imperniano la loro azione e i loro profitti attorno ad un unico sistema radicato sulla legislazione punitiva di ispirazione cattolica.

Invertire la tendenza e passare ad un sistema di legalizzazione modificherebbe le variabili del sistema e nuovi equilibri sociali ed economici si creerebbero sottraendo benefici economici a chi ha gestito il fenomeno della tossicodipendenza fino ad oggi.

Bergoglio si è rivolto all’anello più debole della catena, ai tossicodipendenti, ricordando loro come “La Chiesa li ha presi per mano, attraverso l’opera di tanti operatori e volontari” che tradotto in termini più concreti significa “la Chiesa attraverso operatori e volontari guadagna montagne di denaro sulla vostra tossicodipendenza, perché cambiare questo andazzo?”.

Gli anelli più forti, infatti, hanno storicamente l’avallo del Vaticano.

Come non ricordare Noriega, il dittatore panamense, ricercato per traffico internazionale di cocaina, e le difese balbettanti di Navarro Valls, il portavoce di Woytjla che ne difendeva le sorti negando l’estradizione, pur sapendo delle gravi accuse che arrivavano dalla stampa internazionale.

In tempi più recenti sarà appena il caso di ricordare come l’International Narcotics Control Strategy, ovvero il Rapporto sulla Strategia per il Controllo del Narcotraffico stilato ogni anno dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, indica il Vaticano, a causa della sua banca IOR, come uno dei Paesi con “giurisdizioni preoccupanti” in tema di riciclaggio di soldi provenienti dal narcotraffico internazionale.

Bergoglio comincia a diventare imbarazzante.

Carla Corsetti
Segretario Nazionale di Democrazia Atea
http://www.democrazia-atea.it

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Pillola del giorno dopo. Se te la rifiutano DENUNCIALI! – Diritti civili | Sestante

Pillola del giorno dopo. Se te la rifiutano DENUNCIALI! – Diritti civili | Sestante. 7 Marzo 2014 dc

Ateoagnosticismo, Comunicati, Cultura, Laicità e Laicismo, Politica e Società

9-Ciclo di conferenze marzo-maggio 2014

9-Ciclo di conferenze marzo-maggio 2014 del Circolo Culturale Giordano Bruno di Milano

Ateoagnosticismo, Laicità e Laicismo, Politica e Società

Per nessuno

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Democrazia Atea, 18 Novembre 2013 dc

Per nessuno

Giorgio Napolitano qualche anno fa ha ricevuto dal monarca vaticano l’onorificenza dell’Ordine Piano, detto anche Ordine di Pio IX, e da buon ex comunista non ha resistito al piacere di fregiarsi di un titolo nobiliare.

Giorgio Napolitano non poteva certo rifiutarlo ben sapendo che, in passato, era stato conferito a personaggi come Benito Mussolini.

Tra i beneficiari più recenti invece si annoverano Roberto Maroni, Gianni Letta e Massimo D’Alema.

Sono finiti i tempi in cui i comunisti venivano scomunicati dal Vaticano per l’appartenenza politica, e sono iniziati i tempi della sudditanza spasmodica.

Il nostro Presidente della Repubblica ha accettato di buon grado questa onorificenza in virtù della quale, come Cavaliere Pontificio, avrà il privilegio di “scortare il vescovo all’ingresso ed all’uscita della Cattedrale, a sedersi alla destra dell’altare, ponendo la sciabola a terra e mantenendo la feluca in capo parimenti alla mitria del vescovo” insomma un cerimoniale imperdibile per il Presidente di una Repubblica che ha, tra i suoi principi fondamentali, quello della laicità.

Poiché al peggio non c’è mai fine, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto il monarca vaticano nella sua residenza repubblicana e si è profuso in lodi sperticate omettendo di sottolineare che il Capo di Stato, cui rivolgeva le sue parole di stima, governa senza democrazia uno Stato anomalo la cui popolazione è di soli uomini.

Napolitano ha mostrato di aver già dimenticato le frasi pronunciate nei confronti del monarca emerito dimissionario al quale, con deferenza imbarazzante, disse che, tra le cose più belle del suo settennato, c’era stata l’amicizia con Ratzinger.

Ora quel monarca è dimissionario, il Vaticano si divide la torta del potere tra i bertoniani e i novelli bergogliani, fagocita 10 miliardi di euro l’anno depredando gli italiani, mantiene aperta la partita dello IOR, e in tutto questo il Presidente della Repubblica italiana, al suo secondo settennato, loda un Capo di Stato straniero definendolo un esempio per l’intera classe dirigente italiana.

A rigor di logica l’esempio di una Nazione dovrebbe essere il suo Presidente e non un monarca confinante.

Sorge il dubbio che Napolitano abbia la consapevolezza di non poter essere d’esempio per nessuno.

Carla Corsetti
Segretario nazionale di Democrazia Atea
http://www.democrazia-atea.it

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Contro tutti i porci sfruttatori e le loro “caste”

Contro tutti i porci sfruttatori e le loro “caste”

di Lucio Garofalo, 5 Giugno 2013 dc

Un facile e comodo luogo comune assegna alla categoria dei politici l’etichetta di “Casta”. Invece, non vi è nulla di più distorto che assecondare una simile mistificazione, che alimenta il qualunquismo e rischia di produrre effetti persino più nocivi e funesti del male stesso, ovvero più deleteri della corruzione e dell’inettitudine del ceto politico.

I cittadini, indignati dai loro “osceni rappresentanti”, reagiscono con crescente distacco e disaffezione dalla vita politica. La conseguenza più infausta, inevitabile per la “democrazia”, è che l’esercizio della “professione politica” si fa appannaggio riservato esclusivamente ad una cerchia elitaria sempre più corrotta e corruttibile da parte dei potentati economici sovranazionali, esenti da ogni azione di controllo esercitabile da organismi democratici e popolari. In tal modo, le presunte “democrazie occidentali”, esistenti ormai solo sulla carta, degenerano in oligarchie tecnocratiche dominate da ristretti comitati d’affari, dalle corporation e dai circoli dell’alta finanza capitalistica.

Lungi da me l’idea di difendere l’indifendibile “Casta” dei politici. È innegabile che esistano “caste” persino peggiori, più corrotte, potenti e parassitarie del ceto politico.

Si pensi all’alto clero che usufruisce di franchigie speciali ed eccezionali quali, ad esempio, l’esenzione da varie imposte, tra cui la dispensa dal pagamento dell’IMU sugli immobili ecclesiastici. Si pensi alle immense rendite godute dall’alta finanza capitalista, ai super-profitti completamente detassati che provocano la rovina di milioni di piccoli risparmiatori sedotti dalle “sirene mediatiche” degli investimenti in borsa, alla ricerca di “facili fortune”, mentre li attende solo la peggiore delle iatture: il crack finanziario.

Si pensi alle grandi speculazioni che si consumano sui mercati borsistici internazionali e che, in tempi sempre più rapidi, rischiano di rovinare intere nazioni ed interi continenti.

Si pensi a queste e ad altre inaudite forme di corruzione, di privilegio e di parassitismo generato dall’establishment capitalistico su scala globale: un intreccio di caste corrotte e superpotenti che prosperano a spese della stragrande maggioranza del genere umano.

È un bieco e colossale assetto affaristico e criminale che schiaccia i diritti ed i bisogni più elementari degli esseri umani, che stentano persino a sopravvivere fino al tramonto.

Nell’abbrutimento causato dall’alienazione, dalla servitù e dallo sfruttamento, nell’imbarbarimento generato dalla logica criminale del profitto, miliardi di esseri umani sono costretti a vivere nella condizione più abietta ed intollerabile, ridotti allo stato brado. In tal guisa l’uomo è condannato ad essere la più feroce ed immonda tra le belve.

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Bologna 16.12.13 – “Voi occupate i consultori e gli ospedali, noi invadiamo le chiese” | Global Project

Bologna 16.12.13 – “Voi occupate i consultori e gli ospedali, noi invadiamo le chiese” | Global Project.

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Contro le religioni, anti-religioni ed ateismo contro il cristianesimo, sesso, chiesa, peccati

Contro le religioni, anti-religioni ed ateismo contro il cristianesimo, sesso, chiesa, peccati. 25 Agosto 2002 dc

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Come dichiararsi atei a Berlino | Berlino Cacio e Pepe

Come dichiararsi atei a Berlino | Berlino Cacio e Pepe. 26 Gennaio 2013 dc

Ateoagnosticismo, Laicità e Laicismo

Ateo perché – Marx

Ateismo per Marx. La religione, oppio dei popoli

Laicità e Laicismo, Politica e Società

Papa Francesco: “Donne inette per la politica”

Un po’ di controinformazione sul nuovo papa della setta cattolica

Dal sito Mediaset TGCOM24 14 Marzo 2013 dc

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Il papa argentino

Un po’ di controinformazione sul nuovo papa della setta cattolica

Dal sito Giornalismo partecipativo di Gennaro Carotenuto, 14 marzo 2013 dc

Laicità e Laicismo, Politica e Società

Così parlò Francesco…

Un po’ di controinformazione sul nuovo papa della setta cattolica:

Dal sito fanpage.it 14 marzo 2013 dc

Politica e Società

Le dimissioni di Ratzinger

tre articoli inviatimi tra l’11 e il 14 Febbraio 2013 dc, che fondo in un unico articolo

Le dimissioni di Ratzinger

di Lucio Garofalo

Secondo la profezia di San Malachia Benedetto XVI, che ha appena annunciato le sue dimissioni, sarebbe il penultimo papa della storia. Si tratta di una profezia millenaria che parte esattamente dal 1143, anno della elezione di Celestino II. Nella profezia sono descritti minuziosamente tutti i papi a succedersi fino al 112°. Papa Ratzinger è il 111°.

Personalmente escludo che alla base delle inopinate dimissioni di Ratzinger abbia agito una (umanissima) decisione legata a motivi di salute. Francamente non ci credo, a maggior ragione alla luce dei feroci conflitti intestini che dilaniano la Chiesa Cattolica romana. In merito a questo strano pontefice di nazionalità tedesca mi ero formato complessivamente un’idea tratteggiata in termini assai negativi. Ratzinger è oggettivamente una figura ambigua e controversa che, su temi civili di indubbia rilevanza come il sesso, l’aborto e l’omosessualità, non ha certo brillato per iniziativa o per apertura mentale, nella misura in cui si è limitato a ribadire e riconfermare in modo categorico le posizioni oscurantistiche, retrive e misoneistiche espresse da sempre dalla curia pontificia romana. Per non parlare della delicatissima questione dei preti pedofili.

Nel contempo, però, è doveroso aggiungere e riconoscere alcuni elementi significativi.

Nello specifico mi riferisco ad alcune posizioni parzialmente innovative e progressiste, sostenute con coraggio dal papa appena dimissionario, in materia di evoluzionismo darwiniano e su altri argomenti di carattere scientifico, come non bisogna dimenticare la svolta, in chiave fortemente autocritica, avviata già con il precedente pontificato, in particolare rispetto alla vicenda di Galileo Galilei, su ispirazione di Joseph Ratzinger.

E’ giusto ed opportuno rammentare che in passato Ratzinger fu un difensore dei preti operai ed ha sostenuto i prelati brasiliani che protestavano contro le ingiustizie sociali e ai quali fu rimproverato l’appoggio massiccio fornito a Lula. Inoltre Ratzinger si recò a Cuba contro la volontà dei circoli di potere ecclesiastici. Era nota la sua alleanza con Carlo Maria Martini, e ripeto il fatto che molte autocritiche storiche della Chiesa furono opera sua tramite il precedente papa. Bisogna tener conto altresì del tentativo compiuto da Ratzinger al fine di far luce sugli oscuri segreti delle finanze vaticane, a cominciare dalla famigerata banca dell’IOR. Non tutti sono al corrente del fatto che il fiduciario del papa, che voleva indagare sulle finanze occulte del Vaticano e della Chiesa Cattolica, è stato buttato fuori senza troppi complimenti e contro la volontà dello stesso Ratzinger.

Pertanto credo che le dimissioni di Ratzinger si possano spiegare nel quadro complessivo delle aspre lotte intestine esplose all’interno della curia pontificia romana.

Mi rendo conto che discutere di pontefici e di Vaticano presuppone una conoscenza ampia ed approfondita delle complesse dinamiche che regolano e condizionano i rapporti di forza all’interno della curia pontificia romana e, più in generale, del mondo ecclesiastico, ed, in modo più specifico, una conoscenza dei legami esistenti tra i centri di potere della finanza vaticana ed altri circoli del potere economico-finanziario e politico internazionale. Conoscenze che, detto sinceramente, non possiedo a sufficienza.

Le dimissioni annunciate da papa Benedetto XVI non sono ovviamente riducibili, come si vorrebbe far credere,  ad una mera questione di anzianità. Da quel che se ne sa nessun serio problema di salute affligge Joseph Ratzinger. E’ comunque inaudito (nel senso etimologico del termine) un evento del genere, che rappresenta la trasgressione ad un codice millenarista da parte di un teologo tradizionale così rigoroso,  che comprende bene come questo evento “laicizzi”, per così dire, la più ieratica delle figure religiose.

Si tratta evidentemente d’altro. Lo sfondo di questa vicenda singolare è l’esaurimento della funzione storica svolta dalla Chiesa Cattolica in quanto dispensatrice di pietismi e di rassegnazione, una funzione velenosa e nefasta che il vecchio barbuto ebreo di Treviri (ossia Karl Marx) paragonava al potere distruttivo e debilitante delle droghe psicotrope.

Nel quadro di questo inarrestabile declino storico prendono forma le due tendenze che, entrando in conflitto tra loro, hanno schiacciato il mediatore tra esse, ossia Ratzinger: da una parte la protervia reazionaria sotto forma di rigidità teologica e dall’altra l’inquietudine di una Chiesa che si sente ormai fuori dalla realtà e cerca di trovare un aggancio al mondo contemporaneo. Una lotta senza quartiere, una lotta di potere e per il potere, assai più feroce di quanto si possa immaginare, non senza delitti, non senza assassinii occulti, che avviene sul solaio marcio di una decadenza sempre più rapida.

Pertanto, il contesto storico-politico generale in cui è possibile inquadrare la clamorosa scelta delle dimissioni di Benedetto XVI, che sortirà effetti inevitabilmente dirompenti sia all’interno che all’esterno del mondo ecclesiastico, è l’insieme vasto e complesso delle contraddizioni esplose con violenza tra le opposte fazioni all’interno del Vaticano.

Un aspro e feroce conflitto che lacera e destabilizza i vertici della Chiesa Cattolica già da diverso tempo, ma che il precedente pontificato è riuscito in qualche misura a gestire e mediare senza gravi ripercussioni o gesti eclatanti, almeno a livello politico ufficiale.

Credo di cogliere nel segno quando affermo che tali dimissioni servono a “laicizzare la più ieratica delle figure religiose”. Credo sia proprio questo il punto centrale della questione, la chiave esplicativa dell’intera vicenda. Ho il sospetto che tale decisione sia maturata indubbiamente nel quadro delle dinamiche complessive già ampiamente descritte in precedenza, ma sia stata prodotta anche con l’intento preciso di suscitare scalpore, per rendere più “laica ed umana” una figura “ieratica” come quella pontificale, al fine di ridurre le distanze tra i vertici del Vaticano e il mondo secolare.

Si tratta evidentemente di una scelta di “marketing pubblicitario”, un atto ideologico e propagandistico teso a promuovere l’immagine della Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

Al di là dei meriti indiscutibili ed innegabili da ascrivere a papa Ratzinger a proposito del rapporto tra teologia ed evoluzionismo darwiniano e, più in generale, rispetto al rapporto tra religione e scienza, non c’è altro da ascrivere a favore di Benedetto XVI.

Nel merito specifico delle sue dimissioni, l’unica ipotesi che riesco a formulare per provare a comprendere e a spiegare le ragioni di un gesto così eclatante e dirompente è proprio quella di un tentativo di “laicizzare ed umanizzare” in maniera strumentale l’immagine (ho detto l’immagine, non la sostanza) della Chiesa per riagganciarla al mondo contemporaneo, rilanciando in tal guisa il ruolo egemonico della curia pontificia, che è precipitata progressivamente in una crisi epocale a livello non solo morale e spirituale, ma altresì politico-finanziario, dopo il lungo pontificato di Giovanni Paolo II.

Dopo l’abbandono di papa Clemente I, esiliato nel 97 d.C. su ordine dell’imperatore Traiano, quindi il “gran rifiuto” di dantesca memoria di Celestino V nel 1294, la rinuncia di Gregorio XII, che abdicò nel 1415, fanno oggi scalpore le dimissioni di Benedetto XVI.

Il codice canonico contempla la possibilità di rinuncia al sacro soglio pontificio, benché sia giudicata sconveniente. Non è affatto assurdo pensare che le dimissioni di Ratzinger siano riconducibili alle lotte intestine senza tregua tra le opposte cordate (in primis l’Opus Dei) che dilaniano la curia romana sulla questione dello IOR, la banca vaticana.

Questa potrebbe sembrare una piccola filiale di provincia, eppure il flusso di capitali che passano attraverso tale banca è immenso, si parla di movimenti dell’ordine delle decine o centinaia di miliardi di dollari. E’ tramite questo istituto che si compiono le operazioni più spericolate delle industrie degli armamenti, i riciclaggi di fondi neri provenienti da ogni parte del mondo, il traffico dei farmaci ecc. Il vantaggio che offre questa minuscola banca consiste nel fatto che è stata finora completamente inaccessibile e segreta, non avendo sopra di sé alcun organo di controllo internazionale, non essendo quotata in borsa ed avendo partnership solo con alcune banche della Svizzera e di alcuni paradisi fiscali.

Ratzinger voleva mettere fine a tutto ciò nominando una commissione anti-riciclaggio con a capo il cardinale Nicora e Gotti Tedeschi a capo della banca. Il fatto fu che sia Gotti Tedeschi sia il cardinale ottennero una normativa anti-riciclaggio (mai applicata) e si misero in contatto con analoghi istituti anti-riciclaggio italiani ed esteri. Inoltre, essi mostrarono una chiara disponibilità a collaborare con la magistratura. Furono fatti fuori dal cardinale Bertone e da quelli che stanno dietro di lui, prelati e speculatori finanziari.

Per Ratzinger, ricattato mediante i documenti trafugati dal maggiordomo, sfidare tutto questo poteva significare una dose di veleno nella tazza di tè e forse questo pericolo non è del tutto fugato. Quanto peserà ora questa vicenda nel Conclave? Quanto peseranno le domande sulle vere ragioni delle dimissioni? Cercheranno probabilmente di eleggere un papa mistico, da estromettere da tutto ciò per continuare come prima, come avevano fatto con Ratzinger e gli ultimi cinque papi. Oppure proveranno ad imporre un loro uomo, ad esempio lo stesso cardinal Bertone, a capo della Chiesa, ma è troppo rischioso.

Ateoagnosticismo, Laicità e Laicismo, Politica e Società

Monti “sale” in politica con la benedizione del Vaticano

Monti “sale” in politica con la benedizione del Vaticano.

Politica e Società

Cacciare Formigoni e la sua cricca!

da Su la testa L’altra Lombardia www.laltralombardia.it 11 Ottobre 2012 dc:

Cacciare Formigoni e la sua cricca!

Lunedì 15 ottobre ore 20.30 TUTTI A MILANO sotto il Palazzo Lombardia per
SGOMBERARE Formigoni e la sua giunta!

Da anni denunciamo gli intrecci criminosi fra le politiche del centro-destra e la criminalità organizzata (n’drangheta in particolare). L’ultimo arresto dell’assessore Zambetti per aver comprato voti da un clan della n’drangheta conferma quanto sia infiltrata dal malaffare l’attuale giunta lombarda e una parte del Consiglio regionale. Ben 14 fra assessori e consiglieri regionali sono stati o arrestati, o inquisiti o indagati.

Si può affermare che è presente nell’ente regione Lombardia una vera e propria associazione a
delinquere.

Formigoni (Comunione e Liberazione) e la sua cricca al governo da quasi 20 anni ha occupato in modo capillare tutti i luoghi di potere e sottopotere, collocando amici di partito, parenti e servi a vario titolo. Il tutto nella quasi totale mancanza di opposizione politica e sindacale.

Sono aumentati i privilegi dei dirigenti della regione (quasi tutti di Comunione e Liberazione e in gran parte inadeguati) e sono sensibilmente peggiorate le condizioni dei lavoratori dell’ente.

La sanità lombarda è diventata un feudo di Formigoni e della lega. I Tickets sanitari sono sensibibilmente aumentati. La qualità delle cure sanitarie non è migliorata. Si sono privilegiate le strutture sanitarie private-convenzionate che hanno succhiato milioni di euro ai cittadini (vedi scandalo dell’ospedale S. Raffaele e della fondazione Maugeri). La rete dei trasporti dei lavoratori pendolari è pessima.

La corruzione è il dato preponderante di questa giunta di centro-destra che non tiene vergogna e copre la sua inadeguatezza e incapacità con l’arroganza volgare del suo presidente e dei suoi servi sciocchi. Formigoni e “compagnia” non vogliono mollare l’osso perché ci sono in gioco interessi milionari legati all’Expo 2015 e alle attività legate allo smaltimento dei rifiuti e dell’amianto in particolare.

Ora BASTA, solo la mobilitazione dei lavoratori e dei cittadini può determinare e accelerare la cacciata di Formigoni e della sua cricca di fedelissimi. L’opposizione istituzionale non è sufficiente senza una costante mobilitazione di massa che ripristini in regione Lombardia almeno il minimo delle regole istituzionali.

Giorgio Riboldi

SU LA TESTA l’altra Lombardia

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Laicità e Laicismo, Politica e Società

Corruzione e Limitazione

da Democrazia Atea 21 Agosto 2012 dc:

Corruzione e Limitazione

Quando si parla di Comunione e Liberazione si parla della più grande organizzazione italiana di stampo cattolico che, con la compiacenza della classe politica, sta spadroneggiando sulle attività nevralgiche dello Stato.

La sanità, soprattutto in Lombardia, è interamente nelle mani di questa organizzazione, i suoi uomini occupano tutti i posti dirigenziali nelle ASL e sono loro che decidono chi assumere e quali imprenditori possono “competere” nelle finte gare per le forniture ospedaliere e farmaceutiche.
Gli imprenditori, la maggior parte spontaneamente ma molti ob torto collo, si sono coalizzati in una associazione di CL denominata Compagnia Delle Opere.
Per chi non ne fa parte è impossibile lavorare, in qualunque settore, perché le 34mila imprese della CDO fanno cartello, monopolizzano il mercato con un fatturato annuo che supera i 70 miliardi di euro, e sono sempre più numerose le Procure che riescono a svelare i sistemi di corruzione che garantiscono questi introiti.
Nelle università l’organizzazione di CL ha creato una associazione denominata Student Office che induce le giovani matricole a confonderlo con un servizio pubblico.
Una volta che gli studenti sono stati “agganciati” dagli uomini dello Student Office, comprendono immediatamente che se restano con CL avranno una invisibile corsia preferenziale per gli esami e a fine corso saranno privilegiati per essere collocati nel mondo del lavoro.
Le attività dell’organizzazione CL sono molteplici e si dipanano tra convenzioni bancarie agevolate e sfruttamento della povertà attraverso la gestione delle mense per i poveri.
All’interno di CL c’è anche un gruppo ristretto denominato Gruppo Adulto, i cui componenti, generalmente affermati professionisti molto facoltosi, praticano la castità, la più pericolosa delle perversioni sessuali, vivono in condizioni di soggezione psichiatrica verso i loro referenti spirituali ai quali consegnano buona parte dei loro averi e ai quali rendono conto nel dettaglio delle loro miserie quotidiane.
Ogni anno questa organizzazione misura il suo potere esibendo una passerella di personaggi utili al tornaconto reciproco, pronta a scaricare chi non è più spendibile per garantire gli affari, più o meno leciti (leggi: Formigoni).
Quest’anno la passerella del potere è stata occupata anche da Monti il quale ha riversato sulla platea una autentica omelia, banale e vuota come tutte le omelie.
Anche Supermario si è inchinato al potere di questa organizzazione, e come si conviene da quelle parti, non ci si presenta a mani vuote.
Nella sequela di frasi fatte e di ragionamenti sull’aria fritta, è riuscito ad inserire impegni precisi su alcune “necessità” come quelle di premiare le scuole dell’organizzazione cattolica.
E’ pacifico che abbia inteso finanziarle di più di quanto non lo stia già facendo.
Carla Corsetti
Segretario nazionale di Democrazia Atea
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Quando la famiglia uccide le donne

da Cronache Laiche 8 ottobre 2012 dc:

Quando la famiglia uccide le donne

di Belinda Malaspina

Il femminicidio è un crimine. Ma è anche un problema sociale e culturale, frutto dell’imposizione di un solo modello di convivenza considerato più lecito di altri.

Secondo dati del Telefono Rosa, le donne uccise in Italia dall’inizio dell’anno, confermando un pericoloso trend, sono a oggi 98, la stragrande maggioranza delle quali cadute per mano del partner.

Praticamente un giorno sì e uno no, una donna perde la vita in casa propria, talvolta sotto gli occhi dei figli, spesso dopo un litigio con il compagno/marito/amante. Insomma un uomo. Una violenza sorprendente per un motivo principale: perché maturata in famiglia. La famosa famiglia di cui tanto si parla: quella tradizionale costituita da un uomo, una donna e dei bambini, un focolare che ai nostri tempi ha preso a bruciare un po’ troppo.

La famiglia del terzo millennio vira su cupi toni splatter ed è tutto un fiorire di presepi impazziti, di mulini bianchi travolti dalla furia omicida, di padri che ritornano padroni della vita altrui. E della propria: molti di essi, dopo o di fronte all’efferato femminicidio, cercano e talora trovano la morte anche per se stessi.

Queste famiglie dark, devastate dalla violenza, ci interpellano come zombie che ritornano a mettere in discussione i buoni e bei discorsi che le gerarchie ecclesiastiche vanno facendo sulla solidità dei legami eterosessuali e del nucleo famigliare tradizionale, ormai ridotto a un colabrodo sotto gli occhi foderati di prosciutto di chi non vuole vedere.
Un fenomeno inquietante.

Ma ciò che inquieta di più è l’ottusità di chi continua a evocare la famiglia tradizionale come contrapposizione benefica e morigerata all’imperante leggerezza di costumi della società contemporanea, popolata di genitori omosessuali, di uomini e donne che prima di mettere al mondo un figlio considerano altri fattori oltre a quello, mi si passi il termine, vaticano, e di coppie di conviventi per amore e non per forza che oggi, piaccia o no, rimangono evidentemente più protette dalla escalation di violenza domestica che colpisce le brave famiglie all’antica.

Non ha senso invocare, come fa la Mussolini, «condanne esemplari». Prima bisogna togliere l’affettato di cui sopra dagli occhi di chi non vuol vedere il fallimento della famiglia a tutti i costi.

Cronaca, Laicità e Laicismo, Politica e Società, Sessualità

Brasile, convivenza a tre: è un’unione civile

Dal sito Cronache Laiche 31 Agosto 2012 dc

Diritti e Rovesci

Brasile, convivenza a tre: è un’unione civile

Accade a San Paolo (Brasile) dove la notaia Claudia Domingues ha dato riconoscimento legale al singolare trio. Suscitando un monte di polemiche.

di Adriana Terzo

Rio de Janeiro, 29 agosto – Un uomo e due donne, che vivono da tempo sotto lo stesso tetto, dividendo le spese e persino un conto corrente in banca, formano, a tutti gli effetti, una unione stabile, degna di riconoscimento formale. Così lo ha ritenuto una notaia brasiliana a cui i tre protagonisti si sono rivolti. Ma la decisione ha già sollevato un monte di polemiche in Brasile.

Il trio, che ha preferito restare anonimo, dopo tre anni di convivenza ininterrotta ha deciso di ufficializzare il tutto presso un ufficio notarile di Tupà, nello Stato di (San) Paolo. La notaia del posto, Claudia do Nascimento Domingues, non ha avuto esitazioni e ha sancito in un documento con valore legale l’unione civile a tre. L’insolita famiglia è stata registrata come poliaffettiva, un termine non ufficiale nel mondo giuridico.

In teoria – spiegano le specialiste e gli specialisti – adesso avranno più sicurezza legale al momento, per esempio, di dividere i beni, e potrebbero anche esigere diritti e benefici già concessi alle coppie comuni, come la pensione. «La dichiarazione – ha spiegato la notaia – è una modo per garantire ai soggetti in essere gli stessi diritti riconosciuti alle famiglie». «Anche se non sono sposati – ha aggiunto la pubblica ufficiale – i tre vivono insieme, quindi esiste un’unione stabile, con regole precise necessarie a mantenere la struttura familiare».

Le protagoniste della vicenda – avvenuta tre mesi fa, ma resa nota dalla stampa locale solo in questi giorni – attualmente vivono a Rio de Janeiro. Il caso ha raccolto numerose critiche, soprattutto da parte di associazioni e gruppi religiosi: nel gigante sudamericano, solo di recente è stata ammessa la legalità del matrimonio civile omosessuale, la cui accettazione sociale tuttavia ancora stenta a decollare.

«E’ assurdo, qualcosa di totalmente inaccettabile, contraria ai valori e alla morale brasiliani”, ha tuonato Regina Beatriz Tavares da Silva, presidente della Commissione dei diritti della famiglia presso l’Istituto delle avvocate e gli avvocati di San Paolo.

Di diverso avviso Maria Dias, vicepresidente dell’Istituto brasiliano di diritto della famiglia, secondo la quale invece si tratta di ”una realtà di fatto, della cui esistenza tutti sono a conoscenza».