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Un governo leghista… a cinque stelle

In e-mail il 24 Maggio 2018 dc:

Un governo leghista… a cinque stelle

 24 Maggio 2018

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Il governo annunciato Di Maio-Salvini – Conte è solo un prestanome – è una minaccia reazionaria per i lavoratori, per le lavoratrici, per tutti gli sfruttati. Piccole elemosine sociali non riescono a nascondere questa verità.

Naturalmente la nostra denuncia non ha niente a che fare con le “critiche” del PD o dell’Unione Europea, unicamente preoccupati dei conti pubblici del capitale. La nostra denuncia muove dalle ragioni opposte: quelle dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati.

Il nuovo governo tutela innanzitutto la peggiore eredità di Renzi.
Mentre gli operai muoiono sul lavoro anche perché ricattati dalla precarietà e dalla cancellazione dei diritti, il nuovo governo non solo conserva il Jobs Act e tutte le leggi di precarizzazione del lavoro, ma reintroduce i famigerati voucher.
Mentre salgono in Borsa i profitti di grandi imprese e banche, il nuovo governo abbassa la tassa sui profitti al 15%, nel quadro di una riforma fiscale in cui chi ha di più paga di meno. È il più grande regalo fiscale ai padroni dell’intero dopoguerra.

Si promettono concessioni su reddito di cittadinanza e pensioni.
Ma il reddito è condizionato all’accettazione di lavoro precario, e 41 anni di contributi sono un miraggio per i giovani dopo una vita di precariato. Intanto si mantiene l’automatismo delle aspettative di vita per l’età pensionabile, a tutela del capitale finanziario. Ma soprattutto queste stesse promesse non hanno copertura. Non è un caso. Se vuoi regalare una montagna di soldi ai padroni, se vuoi continuare a pagare il debito pubblico alle banche, non puoi finanziare neppure le elemosine che prometti. O le promesse resteranno tali o saranno messe sul conto dei “beneficiari” con nuovi tagli sociali.

Salvini e Di Maio hanno già pensato a una valvola di sfogo della delusione sociale: la campagna odiosa contro gli immigrati. Il piano di segregazione e cacciata di 500.000 immigrati cosiddetti clandestini (perché privati di diritti) si combina con la discriminazione persino degli immigrati “regolari” in fatto di asili e sussidi. Una discriminazione esplicitamente etnica. È un caso che CasaPound plauda al nuovo governo?

“Prima gli italiani” ha un sottotitolo: “prima i capitalisti”, a spese di tutti gli altri.
Nessuna fiducia può essere riposta nel M5S di Di Maio, che va a braccetto con lo xenofobo Salvini.

È ora di mettere in campo un programma di lotta indipendente che unifichi la classe lavoratrice:
Per la cancellazione del Jobs Act e di tutte le leggi di precarizzazione del lavoro.
Per la riduzione generale dell’orario di lavoro a parità di salario, ripartendo il lavoro tra tutti.
Per la pensione a 60 anni o con 35 anni di lavoro, pagato dalla tassazione progressiva dei grandi patrimoni, rendite, profitti.
Per un vero salario ai disoccupati che cercano lavoro, pagato dall’abolizione dei trasferimenti pubblici alle imprese private.

Solo una lotta generale per queste rivendicazioni può unificare 17 milioni di lavoratori salariati, e attorno ad essi l’esercito dei disoccupati.
Solo la lotta per un governo dei lavoratori può dare una prospettiva a questa mobilitazione: a partire dall’esproprio delle aziende che licenziano, dall’abolizione del debito pubblico verso le banche, dalla loro nazionalizzazione.

Cambiano i governi, ma sono tutti al servizio del capitalismo. Solo un governo dei lavoratori può fare pulizia.

Partito Comunista dei Lavoratori
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Buffon: in perfetto “stile” Juventus

Buffon: in perfetto “stile” Juventus

di Jàdawin di Atheia

Mi spiace abbassarmi allo stesso livello di tutti i tifosi, che ho sempre biasimato, sempre considerati degli alienati e da cui ho sempre cercato di distinguermi. Ma il mio passato di interista, iniziato in tenera età e da cui invano tento sempre di allontanarmi, non mi rende in grado di resistere al commento acido, tipico del tifoso, malato di un errato senso dello sport e dell’agonismo.

Qualche giorno fa il signor Buffon, portiere della Juventus e della nazionale, ha rilasciato delle dichiarazioni in cui dice che dal 2007 non ci sono state squadre italiane che abbiano vinto la Champions League, ignorando volutamente l’Inter.

Questo atteggiamento, pur non sorprendendo, offende non solo gli interisti ma anche tutti i tifosi veri del calcio, che ben sanno, oltre le illazioni su atteggiamenti fascisti del nostro, che la Juventus, i cui giocatori hanno corso per il campo con un bandierone con scritto “31” senza che nessuno li sanzionasse, è la squadra più padronale del mondo, in quanto squadra della Fiat. In quanto squadra della Fiat, azienda che da più di 150 anni gode di periodici e sostanziosi finanziamenti dello Stato, e che il suo degno amministratore delegato ha avuto la sfacciataggine di negare in un’intervista alla Rai, ha goduto, fin dalla nascita, di innumerevoli favori da parte di organizzatori, arbitri, guardialinee, designatori arbitrali, istituzioni nazionali e internazionali dello “sport”, tanto che qualcuno ha conteggiato che almeno dieci o undici dei suoi scudetti siano stati raggiunti in questo modo.

Che il suo peggior rapresentante, pluri indagato per intrallazzi e corruzione e mai punito, anche se forse è il migliore in campo, si lasci andare a simili sprezzanti dichiarazioni non fa che avvalorare quanto di peggio i veri tifosi e i veri amanti dello sport, in Italia come nel mondo, hanno sempre pensato: di lui, della sua squadra e dell’allenatore che ha avuto, altro pessimo esempio di arroganza e presunzione che ora, allenatore della nazionale, fa di tutto perché molti tifino contro la nazionale, e io sono fra questi. Finché c’è lui.