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Santi privilegi, governo genuflesso

In e-mail l’8 Novembre 2018 dc:

Santi privilegi, governo genuflesso

8 Novembre 2018

La Corte di Giustizia Europea ha sentenziato che lo Stato italiano dovrà recuperare enormi arretrati sulla vecchia imposta comunale relativa ai beni ecclesiastici (scuole, cliniche, alberghi, strutture turistiche…). Qualcosa che oscilla tra i 4 e i 5 miliardi.

Si tratta di privilegi scandalosi, garantiti dai famigerati Concordati e soprattutto codificati da tutti i governi capitalistici, gli stessi che in questi decenni hanno imposto ai lavoratori lacrime e sangue con la benedizione del clero. Il governo Amato, nel mentre picconava pensioni e risparmi, decretava l’esenzione fiscale per i beni del clero (1992). Il governo Berlusconi, che tagliava otto miliardi alla scuola pubblica, confermava la loro esenzione totale (2005). Il governo Prodi (Rifondazione Comunista inclusa) sanciva che l’esenzione avrebbe riguardato solo “gli edifici adibiti ad attività non esclusivamente commerciali” (2007), laddove l’avverbio “esclusivamente” serviva alla Chiesa per mantenere l’esenzione per una miriade di proprietà finalizzate al lucro ma provviste di una cappella. Una truffa. Oggi le scuole cattoliche di ogni ordine e grado (8800) che hanno rette inferiori ai settemila euro sono esentate da IMU e TARI. Lo stesso vale per le strutture sanitarie assistenziali cattoliche (ambulatori, ospedali, case di cura…) che sono convenzionate con la struttura sanitaria nazionale. Per non parlare degli alberghi ecclesiastici (uno su quattro a Roma) che al 50% non versano un euro di IMU. Si potrebbe continuare.

E ora? Ora assistiamo all’imbarazzato mutismo di tutti gli attori politici di fronte alla sentenza europea. Per applicare la sentenza della Corte Europea sarebbe necessaria una legge. Ma chi vuole intestarsi questa legge, o anche solo la sua proposta? Nessuno.

I vecchi partiti liberali di centrosinistra e centrodestra, organicamente legati al capitale, e dunque anche al Vaticano, se ne guardano bene. Il loro europeismo si arresta di fronte alla Chiesa. I nuovi partiti borghesi populisti oggi al governo fanno lo stesso. Altro che “governo del cambiamento”! Il M5S ha pubblicamente dichiarato che ha da tempo archiviato la pratica (“se ne occupava in passato il senatore Perilli, che ora non sta trattando alcun provvedimento inerente alla sentenza”). Come dire un conto l’opposizione, un conto il governo. La Lega ha dichiarato che la sentenza europea è un’operazione “contro l’Italia, perché sanno benissimo che non potremo chiedere alla Chiesa quelle cifre”. Del resto, chi poteva attendersi il contrario? Il premier Conte ardente fedele di Padre Pio; Di Maio reverente verso le lacrime di San Gennaro; Salvini impugnatore di crocifissi durante i comizi, potrebbero mai entrare in collisione con la Chiesa? Non si tratta peraltro di convinzioni individuali, religiose o meno. Si tratta dei legami materiali tra il capitale finanziario con cui i partiti borghesi – di ogni colore – governano e il fiorente capitalismo ecclesiastico che del capitale finanziario internazionale è parte integrante e inseparabile.

La sentenza europea può forse servire a Bruxelles nel negoziato in corso col governo italiano sulle politiche di bilancio. Di certo non servirà per incassare i soldi evasi dalla Chiesa.

La verità è che solo la classe lavoratrice può porre nel proprio programma la totale abolizione dei privilegi clericali, perché è l’unica classe che può rovesciare il capitale, e dunque il capitalismo ecclesiastico. Partiti borghesi e populisti stanno tutti dall’altra parte della barricata, compreso il governo “del popolo”, più che mai genuflesso all’Altare.

Partito Comunista dei Lavoratori
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Bigotti e lecchini: la Rai è occupata!

Bigotti e lecchini: la Rai è occupata!

di Jàdawin di Atheia

Da tempo mi trattengo: ora però non ci riesco più. Benché questo blog non abbia certo il seguito di tanti altri, e mi basterebbe averne il 10%, debbo scaricare un po’ di rabbia.

La Rai è sempre stata Radiotelevisione Apostolica Italiana, ma penso che negli ultimi vent’anni, e soprattutto da quando c’è il grande falso e imbroglione Francesco, la tracotanza, la sfacciataggine e il marciume filo-cattolico di tutta la Rai, dalle maestranze più basse ai dirigenti, passando per presentatori, conduttori, nani e ballerine, abbia raggiunto livelli impensabili neanche durante i monocolori DC.

La Rai, dunque, è occupata! È occupata da uno Stato straniero. Questo Stato è il Vaticano che, oltretutto, ha talmente potere che è riuscito a farsi chiamare, da tutti gli altri, “Santa Sede”, travalicando la sua denominazione ufficiale di “Stato della Città del Vaticano”.

Questa occupazione è nello stile della piovra, simbolo che giustamente gli anticlericali hanno assegnato alla Chiesa: avvolge tutto, si ramifica in ogni dove, in ogni ufficio, in ogni settore, in ogni trasmissione, e la Rai addirittura dedica un proprio settore e relativo sito, http://www.raivaticano.rai.it/ proprio al Vaticano!

Facciamo qualche esempio, proprio in quello che è più evidente ai telespettatori: conduttrici e conduttori. Così, come mi vengono in mente.

Belle immagini, posti stupendi, neve immacolata, montagne svettanti e valli verdi: mi piace la montagna e vedo Linea bianca su Rai 1, cercando di dimenticare, da freddofilo quale sono, Linea blu (pur amando anche il mare). Ma il bel Massimiliano Ossini, pur simpatico, passa di vetta in vetta, soprattutto quelle, numerosissime, con l’immancabile croce, il suo compagno Lino Zani dal gran naso dice io sono cattolico, lui dice “anch’io lo sono”, si inginocchia e fa il segno della croce, alla faccia del pluralismo nell’informazione o, meglio, della sua neutralità. In altre trasmissioni fa lo stupido segno senza nemmeno spiegarlo. E così via, di chiesa in chiesa, di croce in croce, di prete in prete.

Unomattina, sempre su Rai 1, è condotto da Benedetta Rinaldi e Franco Di Mare. I due sono simpatici e la prima è pure bella e ridanciana ma anche loro rispettano, e sembrano proprio sinceri e convinti, il diktat filo-cattolico e soprattutto filo-Bergoglio.

Ma è Storie italiane, che subito segue dal lunedì al venerdì intorno alle 10, che si prende tutte le licenze con la sua conduttrice Eleonora Daniele. Bella e bionda (non sappiamo se vera o tinta), l’Eleonora atteggia il viso contrito quando si parla di brutte notizie, non lo fa benissimo ma sempre meglio dello zerbino Fabio Fazio, si aggira per lo studio sempre impeccabile e sempre con scarpe con tacco 12 e forma rigorosamente a punta (speravamo che la nefasta moda stesse passando….), con lei il lecchinaggio ipocrita e moralista verso la religione cattolica ed il suo monarca straniero raggiunge vette altissime, quasi sempre ospitando in studio il prete in rigoroso clergyman, ma grigio. A volte il prete cambia, e con lui l’abito “normale”, ma la tracotanza è la stessa.

E spesso c’è anche l’ausilio di una orrenda suora che si dice “laica”, e tutti sfornano, a richiesta, le loro opinioni e talvolta con quale protervia! Loro sanno benissimo di giocare in casa….

Ma dovete vederla e sentirla, l’Eleonora, quando qualcuno in studio o in collegamento appena appena si azzarda ad andare fuori dal coro! Lei si indigna, si arrabbia, afferma che “queste cose” lì, da lei, non si possono dire, non sono permesse, e che caspita! Ma scherziamo?

Con La vita in diretta, che segue, con la stessa frequenza, intorno alle 15, non si scherza: il conduttore Marco Liorni (di cui lo sfortunato predecessore Lamberto Sposini ci sembrava, sotto questo aspetto, decisamente meglio) e la bella Francesca Fialdini sono ambasciatori in Italia, ma simpaticamente e pagati dai contribuenti, del monarca straniero oltre Tevere. In occasione del compleanno del dittatore argentino addirittura gli dedicano, annunciata dal faccione sorridente ed estatico del Marco, l’intera prima parte del programma. E tutto il resto della trasmissione, appena possibile, è improntata a questo rivoltante vassallaggio moralista e bacchettone.

Con Zero e lode, il simpatico gioco in onda sullo stesso canale, ci si può anche divertire ma il suo conduttore, Alessandro Greco, fa le imitazioni di Bergoglio, dice “il nostro amato papa”, betamente ignorando, oltre ai non cristiani, anche quel 9-14% (statistiche cattoliche) di spettatori atei, agnostici e non credenti che, insieme a tutti gli altri con il canone, possono permettere alla Rai di lautamente pagarlo per fare il lecchino della setta cristiana. In un momento del programma c’era, manco a dirlo, una domanda di argomento religioso e lui si è rivolto allo “zerologo” Francesco Lancia chiedendo se ci fosse una risposta relativa “alla Madonna, la mamma di Gesù”: la risposta, per puro caso, non c’era, e lui era visibilmente dispiaciuto, povero cocchino di Bergoglio……

 

(articolo in progress, mano a mano mi vengono in mente i nefasti epigoni…..)