Politica e Società

Cacciare Formigoni e la sua cricca!

da Su la testa L’altra Lombardia www.laltralombardia.it 11 Ottobre 2012 dc:

Cacciare Formigoni e la sua cricca!

Lunedì 15 ottobre ore 20.30 TUTTI A MILANO sotto il Palazzo Lombardia per
SGOMBERARE Formigoni e la sua giunta!

Da anni denunciamo gli intrecci criminosi fra le politiche del centro-destra e la criminalità organizzata (n’drangheta in particolare). L’ultimo arresto dell’assessore Zambetti per aver comprato voti da un clan della n’drangheta conferma quanto sia infiltrata dal malaffare l’attuale giunta lombarda e una parte del Consiglio regionale. Ben 14 fra assessori e consiglieri regionali sono stati o arrestati, o inquisiti o indagati.

Si può affermare che è presente nell’ente regione Lombardia una vera e propria associazione a
delinquere.

Formigoni (Comunione e Liberazione) e la sua cricca al governo da quasi 20 anni ha occupato in modo capillare tutti i luoghi di potere e sottopotere, collocando amici di partito, parenti e servi a vario titolo. Il tutto nella quasi totale mancanza di opposizione politica e sindacale.

Sono aumentati i privilegi dei dirigenti della regione (quasi tutti di Comunione e Liberazione e in gran parte inadeguati) e sono sensibilmente peggiorate le condizioni dei lavoratori dell’ente.

La sanità lombarda è diventata un feudo di Formigoni e della lega. I Tickets sanitari sono sensibibilmente aumentati. La qualità delle cure sanitarie non è migliorata. Si sono privilegiate le strutture sanitarie private-convenzionate che hanno succhiato milioni di euro ai cittadini (vedi scandalo dell’ospedale S. Raffaele e della fondazione Maugeri). La rete dei trasporti dei lavoratori pendolari è pessima.

La corruzione è il dato preponderante di questa giunta di centro-destra che non tiene vergogna e copre la sua inadeguatezza e incapacità con l’arroganza volgare del suo presidente e dei suoi servi sciocchi. Formigoni e “compagnia” non vogliono mollare l’osso perché ci sono in gioco interessi milionari legati all’Expo 2015 e alle attività legate allo smaltimento dei rifiuti e dell’amianto in particolare.

Ora BASTA, solo la mobilitazione dei lavoratori e dei cittadini può determinare e accelerare la cacciata di Formigoni e della sua cricca di fedelissimi. L’opposizione istituzionale non è sufficiente senza una costante mobilitazione di massa che ripristini in regione Lombardia almeno il minimo delle regole istituzionali.

Giorgio Riboldi

SU LA TESTA l’altra Lombardia

Associazione SU LA TESTA l’altra Lombardia
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Cronaca, Politica e Società

Il Fiorito pensiero

da Democrazia Atea 22 Settembre 2012 dc:

Il Fiorito pensiero

Per accidente geografico condivido la stessa provincia di Franco Fiorito.

Ho memoria dei racconti della sua ascesa politica, delle sue campagne elettorali, della sua ingombrante presenza politica sul territorio ciociaro.

Una provincia, quella di Frosinone, dove anche dietro l’ultimo bidone della spazzatura trovavi un manifesto elettorale “Il futuro è Fiorito”.

La constatazione della enorme popolarità di cui godeva lasciava spazio, ovviamente, a riflessioni sul perché.

Franco Fiorito è un uomo con una cultura approssimativa, un autentico populista, con una pessima oratoria, e con una evidente incapacità di esprimere contenuti diversi dalla frase “ci penso io” nel quale si racchiude tutto il “fioritopensiero”.

Dunque è il politico perfetto, quello nel quale la popolazione si identifica, quello che, con un fisic-du-role non proprio da Adone, non si esime dal palpeggiare giovani donne che a turno si siedono sulle sue ginocchia durante cene elettorali, incapace di percepire il senso di volgarità di cui si connotano simili smancerie.

Non credo alla finta indignazione che oggi si sente mentre sei in fila all’ufficio postale o mentre stai prendendo un cappuccino al bar.

Non credo alla finta rabbia del popolo del PDL che lo ha sostenuto, osannato, idolatrato e soprattutto votato.

Come i fan con le star del rock, che alla fine del concerto si accalcano sotto il palco per un autografo, tutti hanno sperato di “beneficiare” della elemosina di Batman.

Oggi sono arrabbiati perché pensano che Batman non li ha invitati al banchetto ma che si è divertito con pochi privilegiati, escludendo i suoi fedeli sostenitori.

Come Batman anche Fiorito è invulnerabile*, solo che lui non ha sviluppato misteriose sostanze chimiche che lo rendono invincibile, lui si è semplicemente nutrito della assenza di etica del popolo italiano.

E certamente, nel breve periodo che lo vedrà impegnato a chiarire alla magistratura la sua lucida prospettiva mangereccia, il popolo italiano non si cimenterà nella assimilazione di una nuova etica.

Quando questo “brutto periodo” sarà passato ricomincerà con le feste e con le cene.

E il futuro sarà nuovamente ri-Fiorito.

Carla Corsetti
Segretario nazionale di Democrazia Atea
http://www.democrazia-atea.it

*Nota mia: il personaggio dei fumetti Batman, come anche la sua trasposizione cinematografica, NON è invulnerabile, e non ha sviluppato sostanze chimiche che lo rendono invincibile (semmai ha inventato o perfezionato ritrovati tecnologici, certamente strabilianti e fantascientifici).

Jàdawin di Atheia

Politica e Società

Tremonti tardo no-global

Tremonti tardo no-global

di Lucio Garofalo

“Una volta il pronunciamiento lo facevano i militari – così scrive Giulio Tremonti nel suo ultimo libro “Uscita di sicurezza” Occupavano la radio-tv, imponevano il coprifuoco di notte eccetera. Oggi, in versione postmoderna, lo si fa con l’argomento della tenuta sistemica dell’euro (…) lo si fa condizionando e commissariando governi e parlamenti (…) Ed è la finanza a farlo, il pronunciamiento , imponendo il proprio governo, fatto quasi sempre da gente con la sua stessa uniforme, da tecnocrati apostoli cultori delle loro utopie, convinti ancora del dogma monetarista; ingegneri applicati all’economia, come era nel Politburo prima del crollo; replicanti totalitaristi alla Saint-Simon”.

Viviamo dunque in un periodo a rischio per la democrazia, che non è minacciata dai militari, bensì dai banchieri, tecnici e funzionari del capitale finanziario cosmopolita. Ma non è la prima volta che Tremonti elabora un’interpretazione, come dire, “tardo no-global” dei processi di crisi che investono il mondo capitalistico, cioè una versione critica (più da “destra” che da “sinistra”, con tutte le ambiguità e gli equivoci che ormai accompagnano tali categorie ideologiche) contro la globalizzazione ultra-liberista.

Dopo il fallimento di Lehman Brothers, Tremonti affermò che “un mondo era finito” con “la globalizzazione finanziata dal debito”. Ed aggiunse che bisognava “fare nuove regole e le regole devono farle i governi e le autorità vietando i paradisi fiscali e i bilanci falsi delle aziende. Le crisi finiscono prima o poi e alla fine di questa turbolenza l’Italia sarà più forte di prima e più forte degli altri”. Ma rammento altre sue dichiarazioni che avrebbero potuto incontrare i consensi di Casarini e compagni, comprese le mie simpatie, se non fosse stato per la conoscenza dell’autore, vale a dire il super ministro dell’economia del precedente governo Berlusconi. E visto che si tratta di un personaggio di alto profilo e di enorme potere, non sono mancate le occasioni politiche in cui a certi discorsi Tremonti avrebbe potuto far seguire almeno un gesto concreto di coerenza. Né avrebbe mai potuto farlo, come si può facilmente immaginare.

Tuttavia, ciò non muta la sostanza delle cose, né impedisce di concordare con Tremonti nel momento in cui analizza criticamente le dinamiche del capitalismo finanziario dall’interno, un mondo che ben conosce e frequenta. Ma più che un teorico del mercatismo selvaggio, di cui pure è stato in passato un promotore dichiarato, oggi Tremonti si professa (ed è) un appassionato e convinto fautore del protezionismo. Lo stesso mutuato dalla Lega, ma spiegato meglio. Il fatto è che per argomentarlo Tremonti deve ricorrere a fatti che svelano i contenuti delle manovre finanziarie e le tendenze autocratiche del capitalismo finanziario. Analizzata dall’interno tale realtà risulta molto più inquietante di quanto si possa supporre. E’ forse questa la chiave interpretativa per provare a comprendere le contraddizioni di Tremonti. Che sono esattamente le stesse che emergevano dalle pagine del suo precedente libro, “La paura e la speranza”.

Probabilmente si potrebbe apprezzare Tremonti come intellettuale se avesse avuto mano libera e non fosse stato un “burattino” come molti politici d’oggi. In tal senso Tremonti non si distanzia molto da una tradizione ideologica “di destra” che identifica nel mercato un fattore disgregante e che oggi, in netto (e colpevole) ritardo rispetto al movimento “no-global”, denuncia le promesse tradite dalla globalizzazione neoliberista.

 

Comunicati, Politica e Società

“Io vado a votare: passaparola”

Andate e andiamo a votare ai 4 referendum nazionali e ai 5 referendum milanesi!

Io vado a votare: passaparola

Ateoagnosticismo, Comunicati, Laicità e Laicismo, Politica e Società

Il 1° Maggio tutti a piazza Duomo!

Il 1° Maggio tutti a piazza Duomo!

I bastardi clericali e bigoti, coadiuvati dalla giunta di centro-destra, installeranno per il 1° maggio in Piazza Duomo un megaschermo per trasmettere l’assurdo rito in cui la Chiesa locale della Menzogna Globale proclamerà beato uno dei peggiori lestofanti che si sia mai assiso sul trono sangunante di (San) Pietro. Per questo motivo il corteo del 1° Maggio si concluderà in piazza della Scala invece che, come sempre, nella piazza principale di Milano.

Sarebbe doveroso che tutti quelli che non si reputano vigliacchi e proni al potere si riversino ugualmente in piazza del Duomo e sovrastino con i propri canti e slogan le scemenze che verranno vomitate dal megaschermo.

Tutti in piazza Duomo!

Jàdawin di Atheia, 25 aprile 2011 dc