Ateoagnosticismo, Laicità e Laicismo, Politica e Società

L’ateoterapia

Dal sito dell’UAAR www.uaar.it 15 Ottobre 2011 dc

L’ateoterapia

di Cathia Vigato

Mi frulla da qualche giorno un’atea idea. Non è certo tutta  farina del mio sacco ma il frutto delle riflessioni su quanto ho appreso in questi “spericolati” anni di associazione nell’UAAR,  presso il circolo di Venezia. Relazioni, conferenze, libri e letture, confronti con gli altri (atei-agnostici e non), il sito UAAR nazionale con le splendide pagine dedicate alle atee citazioni (che uso spesso come incipit per le news locali), la nostra rivista. In tanti dicono che la credenza darebbe una marcia in più, che sarebbe insomma un bell’aiuto per affrontare il mondo con tutte le sue realistiche sofferenze terrene: io non sono d’accordo. Secondo me la credenza, in special modo quella relativa ai monoteismi, abbruttisce notevolmente l’uomo e la donna, per dirla con i termini marxiani, li aliena e li mercifica rendendoli soggetti succubi di altrui e superiori volontà.

Anche la meditazione, presentata come panacea per la pace interiore, guarigioni e quant’altro, mi pare dovrebbe lasciare piuttosto spazio alla riflessione che non “stacca” dalla realtà ma è in grado comunque di far spaziare e rilassare la nostra mente. Per non parlare poi del senso del peccato, delle regole imposte senza alcun fondamento né morale, né etico, come il digiuno, la messa alla domenica, i riti, la verginità, l’astinenza, ecc. E i preti, potrebbero argomentare alcuni, non fanno forse del bene e non sorreggono le persone nei momenti critici con la loro funzione sociale?

Mah, rispondo io, è oggettivamente vero che attualmente i preti e la chiesa organizzano e gestiscono molte attività quali le mense per i poveri, la ricreazione giovanile, le cerimonie per i defunti  e molto altro. Nel mio paese, ad esempio, è indubbio che la parrocchia si è appropriata di un ruolo centrale ed importante accogliendo nelle sue attività disabili fisici e mentali, persone ai margini della società, anziani soli, vedove in difficoltà.

Però tutte queste cose belle e “benefiche” potrebbe farle, se non lo Stato o i Comuni, qualche associazione non religiosa: con la stessa qualità e forse con più passione e cura, se solo avesse a disposizione i fondi pubblici erogati alla Chiesa. La secolarizzazione in atto ci regala qualche esempio: le scuole materne non sono più esclusivo appannaggio delle suore, il numero di matrimoni laici è in continua ascesa, alcune associazioni no-profit per il supporto ai disabili e ai malati non hanno alcun riferimento alla religiosità. Infine, per ciò che riguarda il concetto di “comunità”, che le parrocchie sembrano incarnare, penso che la stessa funzione potrebbe essere svolta dai quartieri attrezzati con le sale laiche autogestite dai cittadini e un po’ di denaro pubblico da sottrarre ai soliti noti (vedi il Concordato).

Ma la cosa che mi preme affrontare è proprio la serenità delle persone in generale e dei singoli in particolare. Una vita ed un’educazione scevra da religiosità è, per conto mio, molto più felice. Il cielo diventa azzurro e leggero, non pesa più come prima con quell’occhio indagatore sempre pronto a criticare e a condannare. La terra si colora di verdi germogli e non è più sinonimo di polvere e di morte. L’aria si fa tersa, da respirare appieno, fin dentro la pancia vicino al sesso, dove non c’è alcun demone. L’acqua diviene luogo per tuffi di poesia. La responsabilità, l’etica, la giustizia sono nostri frutti – anche la mela – e sta a noi farli crescere bene. Il male, le sofferenze nel mondo sono da affrontare con le nostre forze e non con le preghiere. Insomma, ecco l’atea idea per chi ha avuto la pazienza di seguirmi fin qui con queste righe scontate: “l’ateoterapia”. L’ateismo e l’agnosticismo come terapia per tutte le persone un po’ instabili, infelici, depresse, bisognose di un poco di aiuto. L’ateoterapia, dove non si prescrivono farmaci magici e “non si manda nessuno all’inferno”, dove si parla, ci si confronta, per vivere, tutti, un po’ meglio senza questa “benedetta” religione che ci ammorba il pensiero e la vita.

Ateoagnosticismo, Laicità e Laicismo

Non credono però apprezzano la spiritualità…

18 Gennaio 2011 dc:

Non credono però apprezzano la spiritualità…

di Jàdawin di Atheia

Mi è arrivata la newsletter di Noncredo, rivista edita dalla Fondazione Religionsfree, Fondazione culturale per la NonCredenza. Entro nella rivista, Anno II Numero 8  novembre/dicembre 2010, leggo quà e là e mi imbatto, a pagina 4, in una lettera e relativa risposta:

Noncredenza e spiritualità

Sono una persona con un forte senso del sacro e con un approccio alla realtà che ha molti elementi religiosi, sono però refrattario a qualsiasi tipo di fede e provo un vero e proprio disgusto verso la gerarchia cattolica. Trovo la vosgtra rivista molto interessante e soprattutto aperta e non dogmatica (il dogmatismo purtroppo è un errore in cui troppi atei cadono), insomma la rivista giusta per chi, come me, si definisce non credente ma mantiene una tensione verso la spiritualità.

Sandro Del Duca

Complimenti, lei appartiene ai migliori non credenti: quelli che sanno avvertire la categoria della spiritualità, non essere “contro” alcuno, percepire la “religiosità”, cioè il “mistero”, nella realtà che ci circonda senza cadere nella sudditanza autoescludente di una fede, e poi opera la ricerca di senso dentro di sé. Ho motivo di ritenere che lei sarebbe piaciuto anche a Siddharta il Buddha.

Bene, il signor Del Duca non trova contraddizione tra non credenza e spiritualità e trova molti atei, come sarei senz’altro io stesso, dogmatici. E’ un problema suo, se è un problema. Quello che mi lascia, ancora una volta leggendo questa rivista, spiacevolmente impressionato è la risposta di questi ateo-agnostici che si vergognano di questo termine e forse a ragione (perché non lo sono veramente?).

Loro sanno avvertire la categoria della spiritualità (io non l’avverto proprio, quindi non so), non sono contro alcuno (io invece eccome se sono contro, ah che spregevole soggetto!), percepiscono la religiosità nella realtà che ci circonda e ci spiegano anche cos’è, è il mistero (io invece so benissimo cos’è il mistero, ci ragiono per quanto possibile ma ho sempre resistito a trovarvi alcunché di trascendentale, mistico o vagamente religioso…beh, certamente non sono così sensibile come altri…) e, loro sì che sono bravi, operano la ricerca dentro di sé. Certo, io e gli altri atei come me siamo così superficiali da cercare solo in Google….

Del resto di che mi stupisco? I loro articoli ed editoriali sono pieni di parole ed espressioni come anima, spirituale e spiritualità, Etica pura della spiritualità, “…Religions-Free, ove il free, come in sugar-free o care-free, sta per “senza” (mai “contro”) le religioni”.

Ecco perché la moderata, distinta, seria, non chiassosa Fondazione ReligionsFree e la moderata, distinta, seria, non chiassosa UAAR si piacciono così tanto…..

Non voglio diminuire i meriti che entrambe le organizzazioni hanno (tant’è che, deluso e non più militante, sono ancora socio della seconda), ma io da certe mozzarelle non mi sento rappresentato (come la prima ambisce e la seconda dà per scontato). Preferisco Axteismo!

Ateoagnosticismo

Voi

Dal sito http://www.donzauker.it/

Voi

Voi,

i cristiani, gli ebrei, i musulmani, i buddisti, gli scintoisti, gli avventisti, i panteisti, i testimoni di questo e di quello, i satanisti, i guru, i maghi, le streghe, i santoni, quelli che tagliano la pelle del pistolino ai bambini, quelli che cuciono la passerina alle bambine, quelli che pregano ginocchioni, quelli che pregano a quattro zampe, quelli che pregano su una gamba sola, quelli che non mangiano questo e quello, quelli che si segnano con la destra, quelli che si segnano con la sinistra, quelli che si votano al Diavolo, perché delusi da Dio, quelli che pregano per far piovere, quelli che pregano per vincere al lotto, quelli che pregano perché non sia Aids, quelli che si cibano del loro Dio fatto a rondelle, quelli che non pisciano mai controvento, quelli che fanno l’elemosina per guadagnarsi il cielo, quelli che lapidano il capro espiatorio, quelli che sgozzano le pecore, quelli che credono di sopravvivere nei loro figli, quelli che credono di sopravvivere nelle loro opere, quelli che non vogliono discendere dalla scimmia, quelli che benedicono gli eserciti, quelli che benedicono le battute di caccia, quelli che cominceranno a vivere dopo la morte…

Tutti voi,
che non potete vivere senza un Papà Natale e senza un Padre castigatore.

Tutti voi,
che non potete sopportare di non essere altro che vermi di terra con un cervello.

Tutti voi,
che vi siete fabbricati un dio “perfetto” e “buono” tanto stupido, tanto meschino, tanto sanguinario, tanto geloso, tanto avido di lodi quanto il piu’ stupido, il piu’ meschino, il piu’ sanguinario, il piu’geloso, il piu’ avido di lodi tra voi.

Voi, oh, tutti voi

NON ROMPETECI I COGLIONI!

Fate i vostri salamelecchi nella vostra capanna, chiudete bene la porta e soprattutto non corrompete i nostri ragazzi.

Non rompeteci i coglioni, cani!

François Cavanna

Ateoagnosticismo, Politica e Società

Presentazione del partito politico Democrazia Atea

Dal sito di Democrazia Atea

http://democrazia-atea.blogspot.com/2010/01/roma-si-e-svolta-il-19-gennaio-2010.html#links

La conferenza stampa di Democrazia Atea
La conferenza stampa di Democrazia Atea

Presentazione del partito politico Democrazia Atea

ROMA – Si è svolta il 19 gennaio 2010, presso la sede della Stampa Estera Italiana a Roma, la prima conferenza stampa di Democrazia Atea, nella quale Carla Corsetti, Segretario Nazionale, ha annunciato la nascita ufficiale del partito politico.

Al cospetto dei giornalisti di testate italiane ed estere, Carla Corsetti ha ribadito e sottolineato alcuni punti fondamentali del programma politico. Grande attenzione è stata dedicata alle tematiche del lavoro: Democrazia Atea propone l’abrogazione della legge Biagi (legge 30), per porre fine al precariato che mortifica la formazione e frena qualunque ipotesi di sviluppo.

Inoltre, Democrazia Atea propone l’abrogazione dei Patti Lateranensi, che costano allo Stato ben un terzo del PIL. Grande riconoscimento è stato dato soprattutto al ruolo delle donne nell’affrontare la crisi economica: in questo frangente, nella totale assenza dello Stato, le donne italiane sono riuscite a garantire la cura e l’assistenza a disabili e anziani, facendo salti mortali per assicurare il sostentamento alle proprie famiglie.

Il Segretario Corsetti ha definito la Destra e la Sinistra come due diverse forme di conservatorismo, rispetto alle quali DA si pone come unico partito progressista libero da dogmi e credenze; l’unico che, non avendo implicazioni confessionali come gli altri, potrà garantire la laicità dello Stato. Pertanto, all’interno dello schieramento parlamentare, i Demoatei si collocano al centro: “Ai nostri figli”, sottolinea Corsetti, “vogliamo dare vere speranze, vere certezze: il futuro è oggi, qui”.

Ateoagnosticismo, Comunicati, Politica e Società

Nasce il nuovo partito Democrazia Atea

Nasce il nuovo partito Democrazia Atea

Comunicato stampa

Tutti i giornalisti sono invitati

Nasce il partito politico Democrazia Atea

Martedì 19 Gennaio 2010 inizio ore 11:00, presso Associazione della Stampa Estera in Italia, a Roma, in Via dell’Umiltà n. 83/C

Ingresso libero consentito anche al pubblico, fino a esaurimento dei posti disponibili.

Il Direttivo.

Democrazia Atea

Ateoagnosticismo, Comunicati, Politica e Società

Il giudice “anticrocifisso” Luigi Tosti sarà processato il 22 gennaio dal CSM

Axteismo Press http://nochiesa.blogspot.com

Comunicato Stampa

Il giudice “anticrocifisso” Luigi Tosti

sarà processato il 22 gennaio dal CSM

Giornalisti e pubblico sono invitati

ROMA – “Avviso tutti gli amici che mi hanno sostenuto nella battaglia per la rimozione dei crocifissi dalle aule dei tribunali italiani” commenta il magistrato Luigi Tostiche il prossimo 22 gennaio 2010 alle ore 9:30 sarà celebrato, dinanzi al Consiglio Superiore della Magistratura, Piazza Indipendenza n. 4, Roma, il procedimento disciplinare che è stato aperto, circa 5 anni fa, a mio carico per essermi io rifiutato di tenere le udienze sotto l’incombenza dei crocifissi.

Un procedimento, questo, per il quale ho subito due condanne penali ad un anno di reclusione (poi annullate dalla Corte di Cassazione) e sto subendo, da 4 anni, la sospensione dallo stipendio e dalle funzioni. Mi difenderò da solo e l’udienza sarà pubblica (anche se l’aula non è particolarmente capiente).

La presenza di televisioni sarebbe oltremodo gradita, non avendo io alcunché da nascondere o di cui vergognarmi: credo, però, che l’Avv. Nicola Mancino negherà le autorizzazioni per impedire che venga ripreso questo processo, degno della migliore Santa Inquisizione della Chiesa cattolica. In ogni caso, rappresento che presterò il consenso preventivo a quanti vogliano chiedere di riprendere il processo e divulgarlo.

In caso di condanna e di conseguente rimozione dalla magistratura, adirò la Corte Europea dei diritti dell’Uomo: in caso di assoluzione e di reintegrazione in servizio, seguiterò a rifiutarmi di tenere le udienze sino a che il Ministro di Giustizia (oggi Angelino Alfano) non avrà rimosso l’ultimo crocifisso dall’ultima aula di giustizia della Colonia Pontifica, cioè dell’Italia.

Presagisco (ed anzi spero) che i membri del CSM, per non offendere i desideri di Joseph Ratzinger conosciuto come Papa Benedetto XVI ed anche per non correre il rischio di essere linciati e di essere bollati come “ubriaconi” (com’è avvenuto per i giudici della CEDU Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), opteranno per la prima soluzione. E’ gradita la massima diffusione di questa notizia”.

Luigi Tosti

Nella foto, il giudice Luigi Tosti

Per interviste, informazioni e altro tel. 3393188116

«Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario.»

George Orwell

Fonte: http://tostiluigi.blogspot.com

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Ateoagnosticismo

Resto ateo, grazie a dio e … a Paolo VI

Ricevo da Lucio Garofalo in e-mail il 7 Gennaio 2010 dc questo interessante scritto personale (che pubblico anche sul mio sito 222.jadawin.info alla pagina “Ateoagnosticismo”:

Resto ateo, grazie a dio e … a Paolo VI

Pochi giorni fa sono convolato felicemente a nozze, celebrate in chiesa con il rito misto.

Qualcuno mi ha chiesto, in modo provocatorio: “Un comunista che si sposa in chiesa?”.

Per tale ragione ritengo giusto ed opportuno esporre le mie ragioni, provando a precisare la mia posizione rispetto alla scelta compiuta. Ebbene, chiarisco immediatamente che il sottoscritto si è sposato in chiesa in qualità di ateo dichiarato.

Infatti, io e la mia consorte abbiamo deciso e concordato con il parroco la formula del rito misto, la quale prevede la possibilità di contrarre matrimonio tra membri della chiesa cattolica apostolica romana ed esponenti di diverse confessioni religiose, non cattolici oppure non credenti ed atei come il sottoscritto, che siano battezzati o meno.

In pratica il sottoscritto non ha partecipato ai vari momenti del rito cattolico, astenendosi dal recitare le preghiere e le formule di culto, astenendosi soprattutto dalla liturgia eucaristica celebrata al termine della cerimonia: ad esempio, nel pronunciare le formule tipiche del matrimonio cattolico, il sottoscritto non ha mai menzionato dio.

Per i cristiani il rito del matrimonio misto non rappresenta, sul versante della diversità religiosa, un atto impossibile. Tale soluzione matrimoniale è prevista dal diritto canonico, ma probabilmente nelle nostre zone non è stata applicata in modo frequente.

Il 31 marzo 1970 il pontefice Paolo VI scrisse “Matrimonia Mixta”, una lettera apostolica redatta in forma di “Motu Proprio”, ossia assunta di “propria iniziativa” dal papa. In questo testo sono state impartite le norme relative ai matrimoni misti. Tale lettera, altrimenti nota come Dispensa Paolina, è estremamente importante e significativa per comprendere i notevoli progressi, a tratti persino rivoluzionari, compiuti dalla dottrina cattolica e dal codice del diritto canonico nell’ambito specifico del matrimonio.

Dunque, sebbene sembri che mi sia parzialmente piegato, chiedendo la celebrazione di una formula mista che mi riconosca come ateo e non credente, in realtà la mia scelta è stata quella di un “compromesso” compiuto per amore verso mia moglie e mio figlio.

Per quanto concerne la procedura da seguire, occorre anzitutto rendere esplicita al sacerdote la propria eventuale posizione di credente in un’altra fede, o di ateo, e concordare la celebrazione di un rito matrimoniale misto. Per ciò che attiene alla cerimonia religiosa, in effetti non cambia nulla, tranne il fatto che la parte di fede diversa, o non credente, si astiene dal partecipare alle fasi della liturgia cattolica, alle preghiere e soprattutto al momento dell’eucarestia. Comunque confesso che, malgrado io sia un ateo, durante la celebrazione del matrimonio mi sono emozionato ugualmente.

Ma perché sono ateo? E soprattutto, perché resto ateo, grazie a dio?

Proverò a rispondere brevemente a questo interrogativo, se possibile senza complicare troppo il ragionamento, che è essenzialmente di ordine teorico e filosofico.

La mia adesione alle posizioni dell’ateismo convinto e praticante, direi quasi fondamentalista (per usare una sorta di ossimoro concettuale), deriva anzitutto da una riflessione “astratta” molto semplice e chiara, che si spiega e si comprende facilmente.

In teoria, se dio non esistesse tanto meglio, vuol dire che avrebbe ragione chi lo rinnega. Ma anche se dio esistesse, il discorso logico non muterebbe di una virgola in quanto:

1)    se dio è onnipotente, come asseriscono i suoi vescovi e rappresentanti in terra o le sacre scritture, perché non interviene per eliminare la violenza e il dolore?

2)    se invece dio non è onnipotente e non può fare assolutamente nulla contro il male insito nel mondo, allora è come se dio non esistesse, è un essere inutile, una sorta di soprammobile neanche tanto bello da vedere, dato che è invisibile;

3)    la terza ipotesi, la più accreditata dalla dottrina ufficiale della chiesa e pure dagli atei, si basa sulla teoria formulata da Sant’Agostino, uno dei padri spirituali della chiesa cattolica apostolica romana, ossia che dio ha concesso all’uomo il dono del libero arbitrio, vale a dire la libertà di pensare ed agire assumendosi le proprie responsabilità, dunque anche la possibilità e la capacità di negare dio.

Sulla base di tali premesse teoriche, forse oltremodo semplificate, si evince chiaramente il percorso filosofico e razionale che mi ha condotto verso un approdo di tipo ateistico, così come discende pure un sentimento di sincera gratitudine verso dio, in quanto mi ha concesso il prezioso dono del libero arbitrio, grazie al quale sono (appunto) ateo.

Insomma resto ateo, pur essendomi sposato in chiesa. Una simile scelta non equivale ad un gesto di incoerenza, come è fin troppo facile obiettare, in quanto le mie convinzioni non sono minimamente scalfite da un rito nuziale celebrato dal sacerdote sull’altare.

Lucio Garofalo

Ateoagnosticismo

Video Luigi Cascioli: l’ateismo di Ratzinger

Il 30 Settembre 2008 dc Axteismo mi ha inviato il seguente comunicato

Video Luigi Cascioli: l’ateismo di Ratzinger

di Lilith Sophia 

axteismo-cascioli_televisioni_libri

Per vedere e ascoltare il video suddiviso in 5 parti clicca qui:

http://nochiesa.blogspot.com/

 

Oppure clicca qui:

Video 1/5 Luigi Cascioli, l’ateismo di Ratzinger

http://www.youtube.com/watch?v=7jw4easIEBQ

 Video 2/5 Luigi Cascioli, l’ateismo di Ratzinger

http://www.youtube.com/watch?v=mUQgnkW5jwk&feature=related

 Video 3/5 Luigi Cascioli, l’ateismo di Ratzinger

http://www.youtube.com/watch?v=aO8jFv8umnY&feature=related

 Video 4/5 Luigi Cascioli, l’ateismo di Ratzinger

http://www.youtube.com/watch?v=bVA5SVnBhQE&feature=related

 Video 5/5 Luigi Cascioli, l’ateismo di Ratzinger

http://www.youtube.com/watch?v=omTZQHr7wSo&feature=related

 Video Agenda, convegno di Luigi Cascioli

http://www.youtube.com/watch?v=e_nzJ7SvTYg&feature=related

  

“Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza.

Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima

o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sè non è forse sufficiente,

ma è l’unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri”.

Joseph Pulitzer (1847-1911), Fondatore Premio Pulitzer

 Invitiamo a mettere questi video sui vostri siti e blog così da accelerare

il processo della fine della Chiesa cattolica e delle menzogne propagandate.

  

L’accesso al video è possibile anche dalla home page di www.luigicascioli.it se riuscite a scaricarlo è meglio dato che la definizione è maggiore e non si rischia che venga rimosso per le solite vergognose ragioni inquisitorie e censorie. Straordinario documento ad uso didattico da conservare.

Nella foto il cristologo Luigi Cascioli, attorniato dalle televisioni internazionali, autore dei libri denuncia:

“La favola di Cristo – Inconfutabile dimostrazione della non esistenza di Gesù”

“La Morte di Cristo – Cristiani e Cristicoli”

 

Rif.

www.luigicascioli.it

http://nochiesa.blogspot.com

Interviste, commenti, conferenze e altro tel. 3393188116

Fonte: http://nochiesa.blogspot.com

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Considerato l’attuale gravissimo stato di censura e di manipolazione delle informazioni da parte dei media, si invita alla massima pubblicazione e diffusione.

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Axteismo, No alla chiesa, no alle religioni

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axteismo4

 

 

 

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su www.jadawin.info , pagina “Politica e Società 5-2008” 

Politica e Società

Derattizzazione dei tribunali italiani dai crocifissi

Da Axteismo in e-mail il 14 Novembre 2008 dc:

DERATTIZZAZIONE DEI

 

TRIBUNALI ITALIANI

 

DAI CROCIFISSI

Luigi Tosti, magistrato: “Se non verranno derattizzati

i tribunali italiani dai crocifissi mi rifiuterò di essere processato”.

axteismo-derattizzazione-crocefissi

Al Presidente della Sesta Sezione Penale della Corte di Cassazione

Piazza Cavour 00193 Roma

 

All’Avv. Pierdominici Fabio

Via Farnese n. 75 – 62032 Camerino

 

All’Avv. Dario Visconti

Via XX Settembre n. 19 – 67100 L’Aquila

 

e per conoscenza:

Al Ministro di Giustizia On.le Angelino Alfano

Via Arenula 70 – 00186 Roma

 

Al Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione

Piazza Cavour 00193 Roma

 

Oggetto: Richiesta di rinvio dell’udienza di discussione del ricorso R.G. N. 03482400-07, fissata per il 18.11.2008.

 

            Io sottoscritto Luigi Tosti, imputato ricorrente nel procedimento penale n. 03482400-07 R.G., chiedo che la discussione del ricorso, fissata per il prossimo 18 novembre 2008, venga rinviata per i motivi che seguono.

1°)              La presenza generalizzata dei crocifissi nelle aule giudiziarie italiane, imposta dalla Dittatura confessionale Fascista del 1926 e tuttora condivisa dall’attuale regime repubblicano, pregiudica e lede in modo eclatante il principio supremo di laicità delineato dalla Carta Costituzionale Italiana, cioè l’obbligo costituzionale dei giudici di essere e di apparire imparziali, neutrali ed equidistanti nei confronti dei cittadini giustiziabili e dei loro legali: così ha in effetti sancito la IV Sezione Penale della Corte di Cassazione nella sentenza 1.3.2000 n. 4273, imp. Montagnana. Come cittadino-imputato avanzo, dunque, la pretesa di essere giudicato, il 18 novembre prossimo, da giudici visibilmente LAICI, che cioè non accettano di far parte di un’Amministrazione giudiziaria che è simbolicamente connotata da una smaccata “partigianeria cattolica”: tanto più in un processo che mi vede imputato per un comportamento diametralmente opposto, cioè per essermi rifiutato di tenere le udienze a causa della presenza coatta dei crocifissi.

2°)              L’esposizione generalizzata dei crocifissi nelle aule di giustizia lede anche il mio diritto fondamentale di libertà di religiosa, dal momento che ho il diritto di essere tenuto lontano, quando sono costretto a frequentare le aule di giustizia, da simbolismi religiosi di una particolare fede. L’esposizione del crocifisso come “simbolo venerato, ammonimento di verità e giustizia” non è infatti un atto “anodino”, ma si tratta di un vero e proprio atto con significato religioso: ciò lo si argomenta sia dalla circostanza che l’art. 58 del regolamento penitenziario (D.P.R. 30.6.2000 n. 230) qualifica come “manifestazione di libertà religiosa” “l’esposizione da parte dei detenuti, nella propria camera individuale, dei simboli della propria confessione religiosa”, sia dalla circostanza che la più “Alta Carica Istituzionale” della Repubblica (Pontificia) Italiana -cioè Papa Ratzinger- ha imposto ai Governanti italiani il dictat di non rimuovere i crocifissi “cattolici” dalle aule giudiziarie della sua Colonia -cioè l’Italia- perché “Dio deve essere presente nei Tribunali”.

           D’altro canto, a casa mia non espongo crocifissi e non mi sono mai sognato di esporre nella case altrui i miei simboli religiosi: esigo dunque un pari rispetto quando sono costretto a frequentare le aule dei palazzi di Giustizia della Repubblica Italiana.

3°)              La presenza dei SOLI crocifissi lede anche il mio diritto fondamentale di eguaglianza e NON DISCRIMINAZIONE religiosa perché -come afferma la Corte di Cassazione penale nella sentenza n. 4273/2000- “l’art. 3, 1° comma, Costituzione stabilisce espressamente il divieto di discipline differenziate in base a determinati elementi distintivi, tra i quali sta per l’appunto la religione”. E, nella specie, si differenzia appunto in base alla religione nel momento in cui si dispone l’esposizione del SOLO crocifisso”.Quale “sporco” imputato “ebreo”, dunque, rivendico gli stessi diritti e la stessa dignità che la Dittatura Fascista, prima, e l’attuale Repubblica Pontificia Italiana, oggi, accordano alla “Razza Superiore” dei Cattolici: chiedo, dunque, che i Giudici della VI sezione Penale della Cassazione tutelino e garantiscano il mio diritto inviolabile di EGUAGLIANZA e NON DISCRIMINAZIONE RELIGIOSA, o attraverso la preventiva “derattizzazione” di TUTTE le aule giudiziarie italiane da qualsiasi simbolo religioso -e in particolare dai crocifissi- o, in alternativa, con l’ostensione, a fianco dei crocifissi, di tutti gli altri simboli religiosi e, in particolare, della mia menorà ebraica.

            Ribadisco che la “derattizzazione” deve essere generalizzata (e non limitata alla SOLA aula dove sarà celebrato il processo a mio carico), perché così ha sentenziato la IV Sezione penale della Cassazione nella sentenza n. 4273/2000 (l’occasionale assenza del crocifisso in un’aula non ha alcun rilievo ai fini del rispetto effettivo del principio di laicità: ciò che conta, infatti, è che l’Amministrazione nella sua “globalità” rifiuti connotazioni religiose partigiane).

            Ribadisco, infine, che giammai accetterei di essere processato in aule addobbate con croci uncinate naziste -e questo perché ripudio ed aborro i crimini compiuti dai cristiani nazisti- e che quindi –e a maggior ragione– non accetto di essere processato da Giudici che mi impongono -o comunque accettano di impormi- la presenza del crocifisso, cioè il vessillo della più grande associazione per delinquere e della più grande banda di falsari della storia del Pianeta, la Chiesa Cattolica, che si è resa autrice, nell’arco di circa 1.800, dei più efferati crimini contro l’umanità, condividendoli di papa in papa, senza manifestare alcun moto di resipiscenza e/o di pentimento.

           La storia del “crocifisso” gronda di sangue, di genocidi, di assassini, di torture, di criminale inquisizione, di criminali crociate, di criminale razzismo, di criminali roghi contro eretici e streghe, di criminale schiavismo, di superstizione, di criminale discriminazione e persecuzione razziale, di criminale shoà, di criminali rapimenti di bambini ebrei, di criminali genocidi dei nativi americani, di criminali confische, di disprezzo e discriminazione delle donne e degli omosessuali, di omofobia, di sessuofobia patologica, di intolleranza, di oscurantismo, di violazione e prevaricazione dei più elementari diritti politici ed umani di eguaglianza, di libertà di opinione, di libertà di pensiero, di libertà di religione e di libertà di scienza e ricerca, di omertosa e criminale copertura dei preti pedofili, di false natività di Gesù cristo, di falsificazioni di donazioni costantiniane, di falsificazioni e taroccamenti di scritture sacre, di false creazioni, di false reliquie, di falsi Cristi, di falsi “figli” di Dio, di false resurrezioni, di falsi prepuzi di Gesù Cristo (ben 13!), di falsi e truffaldini “sangui di San Gennaro”, di falsi veli della Madonna, di false apparizioni della madonna, di false madonne che lagrimano sangue, di false ostie che si tramutano in fiorentine al sangue, di false case della madonna di Loreto, di falsi chiodi della croce di Gesù, di falsi legni della croce di Gesù, di false lance di Longino (Heilige Lanze) venerate dal cattolico Hitler, di false sindoni, di false veroniche, di falsi miracoli, di falsi Santi autori di falsi miracoli, di falsi esorcismi, di false stigmate, di false transustanziazioni, di impostori Padri Pii santificati, di falsi paradisi, di falsi purgatori, di falsi limbi, di falsi demoni, di falsi angeli, di falsi arcangeli, di falsi cherubini, di falsi serafini, di falsi troni, di falsi indemoniati, di truffe, di costante abuso della credulità popolare a fini speculativi, di truffaldine messe gregoriane, di mercimonio di indulgenze, di truffaldine vendite di medaglie “miracolose”, di bolle di componenda, di illeciti finanziari, di accumulazione parassitaria di ricchezze ingenti e scandalose e di altre assurdità.

           Esporre nelle aule giudiziarie il crocifisso, dunque, significa condividere tutti questi crimini ed identificarsi con la storia criminale della Chiesa cattolica, offendendo la dignità di chi crede REALMENTE nei valori della tolleranza, dell’eguaglianza e del rispetto dei diritti umani ma, soprattutto offendendo ed oltraggiando la memoria delle centinaia di milioni di esseri umani che “in nome di quel simbolo” sono stati assassinati, torturati, sbudellati, incarcerati, discriminati, inquisiti, ghettizzati, prevaricati, abbindolati, truffati, vilipesi ed emarginati dalla Chiesa Cattolica negli ultimi 1.800 anni.

          

           Sulla base di quanto sin qui esposto, tenuto conto che la Cassazione ha sentenziato che spetta all’amministrazione pubblica garantire ai cittadini che frequentano gli uffici giudiziari il rispetto della loro dignità e dei loro diritti fondamentali (cfr. Cassazione penale, sentenza 17.11.2001 n. 3376), chiedo che la discussione del mio ricorso per cassazione venga rinviata ad altra udienza e che, contestualmente, i Giudici della VI sesta Sezione penale si attivino presso il Ministro di Giustizia per ottenere la rimozione dei crocifissi a garanzia del rispetto del principio di laicità e del rispetto dei miei diritti inviolabili di libertà religiosa e di eguaglianza e non discriminazione, sollevando, in caso di persistente rifiuto, un conflitto di attribuzione nei confronti del Ministro nei termini prospettati nel mio ricorso.

 

           Dichiaro sin d’ora che, se non verrà disposto il rinvio della discussione, “mi rifiuterò di farmi processare da giudici partigiani che si identificano platealmente nei crocifissi cattolici appesi sopra la loro testa, e non nei simboli neutrali dell’unità nazionale che, guarda caso, sono accuratamente estromessi dalle aule giudiziarie italiane, tanto più in processi nei quali questi giudici di parte cattolica -che cioè accettano di far parte di un’Amministrazione connotata di cristianità- sono chiamati ad esprimere un giudizio di colpevolezza o di innocenza in relazione ad un mio comportamento che è diametralmente opposto, cioè di rifiuto radicale di giudicare in nome di quel “loro” idolo”.

           Come preannunciato, questo mio “rifiuto” sarà attuato con la revoca del mandato ai miei difensori di fiducia Avv.ti Pierdominici Fabio e Visconti Dario -che mi leggono in copia- i quali dovranno ritenersi esonerati dall’incarico di difensori di fiducia nello stesso momento in cui i Giudici della Sesta Sezione penale decideranno di celebrare il processo a mio carico in presenza del crocifisso.

 

           Sottolineo, infine, che i giudici della VI Sezione penale sono chiamati a pronunciarsi -seppure in via incidentale- sulla legittimità della presenza dei crocifissi nelle aule giudiziarie, sicché non posso nutrire nessuna fiducia sull’ “imparzialità” dei giudici di fede cattolica che dovranno giudicarmi: essi, infatti, hanno un chiaro interesse in questa causa, ex art. 36 C.P.P., dal momento che la mia caldeggiata assoluzione costringerebbe poi il Ministro di Giustizia a rimuovere i crocifissi cattolici dalle aule giudiziarie. E se si considera che i cittadini “battezzati” sono anche dei “sudditi” della Chiesa (così ha affermato la Corte di Appello di Firenze), la mia fiducia nei giudici di fede cattolica si assottiglia ancora di più in quanto essi, come “sudditi” della Chiesa, sono indotti ad obbedire al dictat dell’attuale Legale Rappresentante di Dio sul Pianeta Terra, il quale ha già “tuonato” ai giudici italiani rammentando loro che “Dio deve essere presente nei Tribunali con i crocifissi”.

           Io non posso accettare questa illecita ingerenza della Chiesa cattolica nel mio processo, così come ritengo vergognoso, inaccettabile e criminoso che nello stesso giorno della discussione del ricorso “Englaro” il Vaticano, per il tramite del cardinale Javier Lozano Barragan, abbia intimidito ed oltraggiato i giudici delle SS.UU. civili della Cassazione, bollandoli preventivamente come “assassini” se avessero “osato” accogliere il ricorso di Beppino Englaro.

          

           Concludendo, chiedo che il dibattimento venga rinviato ad altra prossima udienza. In caso di diniego invito sin d’ora i miei difensori a comunicare immediatamente al Collegio giudicante la cessazione del loro mandato difensivo di fiducia. Peraltro, non perseguendo io alcun intento dilatorio, dichiaro sin d’ora di non oppormi all’immediata nomina degli avvocati Pierdominici Fabio e Visconti Dario come difensori d’ufficio, acciocché sia garantita la sollecita definizione di questo processo a mio carico.

 

           Copia della presente inoltro al Ministro di Giustizia e al Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione con invito a promuovere un altro procedimento disciplinare nei miei confronti per la frase, sopra scritta, “mi rifiuterò di farmi processare da giudici partigiani che si identificano platealmente nei crocifissi cattolici appesi sopra la loro testa, e non nei simboli neutrali dell’unità nazionale che, guarda caso, sono accuratamente estromessi dalle aule giudiziarie italiane, tanto più in processi nei quali questi giudici di parte cattolica -che cioè accettano di far parte di un’Amministrazione connotata di cristianità- sono chiamati ad esprimere un giudizio di colpevolezza o di innocenza in relazione ad un mio comportamento che è diametralmente opposto, cioè di rifiuto radicale di giudicare in nome di quel “loro” idolo”.

           Rammento che questa identica frase ha dato origine, su impulso dello stimatissimo Ministro di Giustizia Clemente Mastella, ad un epico procedimento disciplinare conclusosi con una esemplare mia condanna perché il mio “rifiuto di farmi processare” -cioè di presenziare alle udienze dibattimentali se non fossero stati rimossi i crocifissi o aggiunte le menorà ebraiche- è stato ritenuto un rifiuto “aprioristico” “offensivo” dell’autorità dei giudici aquilani, del tutto analogo ai rifiuti “aprioristici” dell’On.le Silvio Berlusconi e dei brigatisti rossi. Dal momento che l’esercizio dell’azione disciplinare è divenuto OBBLIGATORIO per effetto del D. L.vo n. 109/2006, caldeggio l’immeditato promovimento di altro procedimento disciplinare a mio carico, magari con la contestazione dell’aggravante della “recidiva”: in caso di inerzia dovrò necessariamente dedurre l’esattezza di quanto a suo tempo denunciato, e cioè che questa incolpazione e questa condanna hanno connotazioni criminali, cioè mi sono state inflitte, col classico “coraggio” del branco, allo scopo di recarmi nocumento con abuso dei poteri.

Sperando di essere stato sufficientemente chiaro, porgo i saluti in modo distinto.

Rimini, li 13 novembre 2008

 

Luigi Tosti

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Nella foto il giudice Luigi Tosti

 

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