Quell’attimo ai confini della morte

Dal supplemento Salute di la Repubblica di fine 2008: la scienza mette la parola fine anche alle fantasie di pre-morte a cui credenti, bigotti e ingenui vari hanno fatto ricorso per dimostrare l’esistenza di un altro mondo oltre questo:

Quell’attimo ai confini della morte

Prende il via in questi giorni uno studio coordinato dall’inglese Sam Parnia su 1500 “sopravvissuti”

di Johann Rossi Mason

Sino a qualche decennio fa le esperienze fatte in situazioni critiche ai confini tra la vita e la morte facevano parte del paranormale. Sino a che non sono state raccolte, catalogate e studiate con una certa regolarità. E proprio in questi giorni prenderà il via uno studio coordinato da Sam Parnia della Southampton Univesity (Gran Bretagna), esperto della coscienza in situazioni di morte clinica, che permette di capire meglio cosa significa arrivare ad un passo dalla morte e, come descrivono quelli che lo hanno provato, “tornare indietro”.

Spiega Parnia: “La morte non è un momento preciso, ma un processo in divenire in cui le varie funzioni cessano progressivamente. Nei prossimi tre anni studieremo 1500 soggetti sopravvissuti a un arresto cardiaco per indagare se abbiano avuto esperienze “fuori dal corpo” o di “pre-morte” chiamate NDE, ossia Near Death Experience”.

Intanto ecco cosa si sa di questo fenomeno. Molte persone che hanno avuto un incidente grave, un arresto cardiaco o comunque eventi che li hanno portati ad un passo dalla morte, riferiscono un’esperienza in cui la coscienza si è staccata dal corpo, ha fluttuato in una dimensione ultraterrena, abbia ad esempio attraversato un tunnel buio o un ponte di luce, avuto visioni celesti o incontri con persone significative o con il divino.

In Italia se ne occupa, tra gli altri, Fulvia Cariglia, coordinatrice del Congresso di Studi delle Esperienze di Confine che si tiene ogni anno a (San) Marino, insieme ad un gruppo di esperti che si occupano di ricerche su questa singolare esperienza. “Le NDE”, spiega, “sono ricorsi di un’esperienza psichica vissuta in genere in una situazione molto prossima alla morte, qualunque ne sia la causa. Il ricordo poi affiora spontaneo. I contenuti sono sensazioni di perdita del corpo, di viaggiare o galleggiare in un tunnel alla fine del quale si va incontro ad una luce intensa, che abbraccia ogni cosa con una sensazione di pace, di gioia”.

“Non sappiamo cosa avviene nel cervello di questi soggetti” dice ancora Cariglia, “forse la carenza di ossigeno nel cervello può avere un ruolo importante” e aggiunge: “L’elettroencefalogramma non mostra nulla di anomalo. Alcuni autori riferiscono che si verifica dal 40 al 48 per cento di chi abbia una condizione di perdita di coscienza con rianimazione. Nel 4 per cento dei casi il contenuto della NDE è inquietante, colmo di elementi terrifici e viene vissuto come un incubo da dimenticare: in questo caso il soggetto non vuole raccontarla e per questo ci rende molto difficile studiarla”, conclude Cariglia.

Classificazione delle Near Death Experience
Tipologia Contenuti
Esperienze a massima espressività cognitiva Maggiore consapevolezza sia di sé sia del mondo esterno, aumentata qualità o quantità dei cinque sensi, sensazione di trovarsi in un tunnel
Esperienze a massima espressività affettiva Sentimenti di pace e piacere, chiarezza interiore, consapevolezza gioiosa di essere parte del mondo intero, accellerazione del tempo, memoria panoramica della vita già vissuta, riassunto della propria vita in un tasso di tempo ridottissimo, preveggenza e capacità di conoscere anticipatamente il futuro
Esperienze a massima espressività trascendentale Superamento dei confini del proprio Io, sensazione di uscita dal proprio corpo ossia Out of Body Experience (OBE), visione di una luce brillante, incontro con una entità mistica o con parenti defunti, superamento di un punto di non ritorno, ingresso in un altro mondo

Scala Greyson per le valutazioni

Per Bruce Greyson per parlare di NDE bisogna raggiungere il valore si sette della scala di valutazione che porta il suo nome, riconosciuta come uno degli strumenti più utili per gli studi clinici di questo fenomeno.

Le fasi di una NDE:

  • Perdita del corpo
  • La visione del corpo come esterno
  • Movimento nel tunnel
  • Rassegna di ricordi
  • Percezione di una luce sfolgorante
  • Incontro con elementi umani o sovrumani
  • Richiamo nella vita terrena
  • Ricordo dell’esperienza passata

Bambini

Anche i più piccoli raccontano l’esperienza

Anche i bambini che abbiano subito grandi traumi possono raccontare esperienze significative di NDE, ovvero di “pre-morte”. Per i più piccoli se ne deduce l’esistenza da elementi indiretti come incubi, disegni e accenni a elementi che non esistono nella realtà come le “persone luminose”. Manca invece nei piccoli la “visione panoramica” delle esperienze di vita a causa della mancanza di un concetto strutturato di passato

“Religiolus”, un film coraggioso

“Religiolus”, un film coraggioso

USA, 2008. Documentario, titolo originale Religulous, durata 101′, regia di Larry Charles.
Con Bill Maher, Steve Burg, George W. Bush, Kirk Cameron, George Coyne, Tom Cruise.

Film recentissimo (da noi), uscito nelle sale milanesi il 13 Febbraio 2009 dc, ha suscitato vaste polemiche e le reazioni come di consueto fanatiche e censorie dei soliti credini (loro sì, come al solito, intolleranti!) che, addirittura, in alcune località hanno fatto stampare fascette con la scritta “ateo no” e “vergogna” e le hanno attaccate sui manifesti del film.

Ma la censura ha colpito il titolo stesso del film che, originalmente fondeva in un neologismo il termine religious, religioso, con ridiculous, ridicolo….Così ora il titolo è diventato argomento di fraintendimento per i non molto pratici dell’inglese, che lo traducono in religioso non accorgendosi che il termine inglese è comunque errato: testimonio personalmente per avere sentito discussioni e affermazioni del genere ieri, 17 febbraio 2009 dc, prima e dopo la proiezione.

Tra le recensioni del film comparse nei siti on line che si occupano di cinema la più equilibrata e corretta, secondo la mia opinione, è quella di www.filmtv.it :

Bill Maher, autore e presentatore di alcuni talk show “politicamente scorretti” negli Stati Uniti, intervista personaggi di rilievo e credenti comuni sull’esistenza di Dio e sulla reale utilità e importanza delle religioni organizzate mettendo in rilievo, con il suo tipico sarcasmo, gli aspetti più grotteschi e controversi di ogni credenza.

Film geniale, che si scaglia contro falsi miti e fanatismi, dai monoteismi imperanti e imperialisti alle religioni fai da te di sette, Gesù e San Paolo redivivi, rabbini antisemiti. Un doc intelligente, rigoroso e sferzante. In cui si sorride con rabbia, rispetto e incredulità.

Ecco l’articolo e l’intervista su la Repubblica del 12 Febbraio 2009 dc (correzioni e commenti in rosso sono miei):

Intervista a Bill Maher, attore e ideatore del documentario-inchiesta sulle fedi monoteiste
 In sala da domani. “Voglio mostrare la violenza dei fondamentalisti di ogni fede”

“Religiolus” contro tutti i fanatismi
 “Usate la ragione, non la religione”

“Gli attacchi delle chiese? C’è tanta gente che mi ringrazia per quello che dico”
di Silvia Bizio

Los Angeles – “Smettete di credere o ne soffrirete le conseguenze”. Ecco la sintesi di un film-documentario divertente e tosto come Religiolus, che in Italia arriva domani, distribuito in 30 copie dalla Eagle Pictures. Diretto dal regista di Borat, Larry Charles, concepito e interpretato da Bill Maher, noto comico televisivo americano, il film è un’allegra inchiesta tra gli aspetti più controversi, inquietanti e talora ridicoli (da cui il titolo) delle tre religioni monoteiste, cristiana, ebraica e musulmana. L’obbedienza al dogma religioso, il fanatismo sono da anni bersaglio dei talk-show tv di Maher, da Politically Incorrect all’attuale Real time with Bill Maher. “Nel film mi premeva affrontare la demistificazione del tabù religioso – spiega Maher, 52 anni – Parlare di un argomento delicato, per molti addirittura incendiario, facendo al tempo stesso ridere”.

Con Religiolus, Maher conduce lo spettatore dal cuore puritano dell’America “redneck” alla libertaria Amsterdam (turbata oggi da nuovi conflitti etnico-religiosi), dalla Terra Santa al Vaticano, intrattenendo conversazioni, spesso ilari, con seguaci di ogni fede e mettendo in discussione qualsiasi “prova” dell’esistenza di Dio, toccando anche temi come l’omosessualità. “C’è un prete – racconta Maher – che per mezz’ora ha proclamato davanti alla cinepresa l’inesistenza dell’omosessualità e poi confessa la propria tendenza sessuale…”.

Maher, cosa spera di fare con un film come Religiolus?

“Voglio dimostrare che la religione è nociva alla società e potenzialmente in grado distruggere la nostra civiltà. Io spero che questo film possa sortire un effetto pari se non maggiore di quanto abbia avuto sull’ambiente Una verità scomoda di Al Gore. Spero solo che possa stimolare un dibattito civile e ragionevole”.

Nel film lei dichiara esplicitamente che l’Islam è strettamente connesso alla violenza fondamentalista.

“Sì, ma spero che qualcosa possa cambiare in futuro. L’Islam si trova oggi dove il Cristianesimo si trovava nel 1400, quando cominciò gioco forza ad aprirsi e illuminarsi”.

Teme che il film possa renderla bersaglio di attacchi da parte degli integralisti?

“Preferisco morire in piedi che vivere in ginocchio. Ma non crediate che tutti ce l’abbiano con me: c’è un sacco di gente che mi ringrazia per quello che dico. Basterebbe che gli agnostici (gli atei no?) si organizzassero un po’ meglio, come fanno i religiosi” (Verrebbe da dire parole sante…).

Lei ha realizzato Religiolus prima delle elezioni presidenziali Usa. È cambiato qualcosa?

“Il cambiamento epocale che tutti ci aspettiamo dal presidente Obama deve ancora avvenire. Detto questo, la tematica religiosa e il concetto di fede sono sempre attuali. Il fanatismo dogmatico non è mutato di una virgola da secoli e la tentazione fondamentalista sembra più forte che mai. Per me nessun fondamentalismo è migliore dell’altro: sono tutti aberranti”.

Lei è ateo?

“Preferisco definirmi un realista. Sono figlio di un padre cattolico e di una madre ebrea, ma resto convinto che ai fenomeni della natura ci debba pensare la scienza, non la religione”.

Anche col film lei sembra dire che il fondamentalismo avanza in America e nel mondo. Conferma?

“Certo. Mi fa ancora paura pensare che noi americani siamo stati guidati per otto anni da un presidente anti-intellettuale, anti-scientifico, maniaco di Gesù Cristo, che ci ha condotti in una palude putrida e stagnante. La separazione tra Stato e Chiesa promulgata dai nostri padri fondatori s’è persa per strada. E quanti altri Paesi si trovano in situazioni simili? Il mio monito è soprattutto ai governanti: ricominciante di nuovo a governare con la ragione. Non con la religione”.

(12 febbraio 2009)

 

 

 

Stato “laico”? Proviamo a spiegarci….

Stato “laico”? Proviamo a spiegarci….

Si fa un gran parlare di laico, laicista, laicismo, Stato laico etc, ma non sembra che alcuno abbia messo nero su bianco cosa si intenda veramente. Si proverà qui a fare alcune ipotesi.

Nel sito Jàdawin di Atheia, alla pagina “Una Nuova Società…una Nuova Costituzione”, l’argomento viene trattato compiutamente ma inserito in un contesto più ampio ed ambizioso. Qui invece ci si limita a quanto segue.

È necessario che uno Stato laico, se vuole veramente essere tale, lo sia fin dalle sue fondamenta, che in una democrazia compiuta sono rappresentate dalla sua stessa Costituzione. Sgombrato una volta per tutte il campo dalla fuorviante antinomia laico-laicista, che in realtà non esiste e che è stata montata ad arte dai politici e dai lacché clericali e cattolici del nostro Paese, possiamo enunciare alcuni punti fermi che questa Costituzione laica dovrebbe avere.

1) Lo Stato è indipendente da qualsiasi religione, chiesa, setta o credenza ed è a loro superiore in ogni ordine e grado. Lo Stato non riconosce alcun patto od intesa pre-esistente ed ingloba nel suo territorio l’ex- Stato Vaticano, e nel suo patrimonio tutti i beni di questo, anche internazionali, senza indennizzo alcuno.

È chiaro che una simile situazione si registrerebbe dopo un cambiamento radicale della società italiana: è ovviamente utopistico il solo pensarlo…

2) La Repubblica … è uno Stato ufficialmente a-religioso e fortemente laico: tutte le concezioni del mondo filosofiche, religiose, atee e agnostiche sono ammesse con pari diritti e doveri purché non contrastino con la legge e la Costituzione.

Su questo assioma non ci dovrebbero essere discussioni talmente pare chiaro ed inequivocabile.

3) Ogni organizzazione che si richiami a concezioni del mondo filosofiche, religiose, atee e agnostiche vive, si finanzia e si organizza in modo autonomo dallo Stato il quale può, all’occorrenza, stabilire intese, anche economiche, con ognuna di loro.

In questo modo si colmerebbe la lacuna della nostra Costituzione che non nomina e non considera nemmeno concezioni del mondo che non siano religiose.

4) Le organizzazioni anzidette non hanno diritto ad interferire, in alcun modo, con la vita, le istituzioni e le organizzazioni della Repubblica in modo che prevalga esclusivamente il loro punto di vista. Specificatamente non sono ammesse la presenza, l’organizzazione di culto e la propaganda di tali organizzazioni nell’amministrazione pubblica e dello Stato, nelle imprese di ogni tipo, nelle scuole di ogni ordine e grado, nell’apparato della sicurezza e nella sanità. Ogni eventuale deroga è stabilita a livello locale e approvata dalle autorità centrali.

Questo è il punto fondamentale: stabilire per legge che non ci possano essere interferenze di alcun tipo nello Stato e queste, ove vi fossero, debbano non solo essere evitate ma anche punite

5) Per il suo carattere a-religioso ed a-confessionale profondamente laico la Repubblica non riconosce valore al concetto di “santità” o “beatitudine” e quindi vieta per legge l’utilizzo di nomi di santi o beati o concetti religiosi sia per indicare località, strade, luoghi, prodotti e servizi sia per denominare qualsiasi struttura, ente od organizzazione pubblica o privata. Procede quindi, per quanto possibile e seguendo comunque norme di buon senso, a sostituire tali denominazioni con altre più consone.

E questa sarebbe la parola fine che neanche l’illuminista Francia, che del resto irresponsabilmente promuove l’aumento della popolazione, ha mai voluto od osato perseguire.

6) Lo stesso concetto è esteso all’esposizione di simboli, ritratti, immagini, raffigurazioni e simili in e sopra qualunque edificio od ambiente che non sia abitazione privata, con l’eccezione ovvia delle strutture di rilevante interesse culturale ed artistico.

Anche questo concetto mi sembra sufficientemente chiaro ed esauriente: si potrebbe dire che se per Piazza del Duomo o Piazza Duomo, in qualsiasi località, la denominazione potrebbe anche restare, non ha nessuna giustificazione quella di Piazza dei Santi Apostoli. Similmente la “Madonnina” in cima al Duomo di Milano resterebbe al suo posto

7) Per lo stesso motivo lo Stato adotta un calendario laico senza alcun riferimento a santi, beati o concetti religiosi ma, eventualmente, con riferimento a persone e gruppi distintisi nel progresso civico, sociale, scientifico, culturale ed ambientale della collettività. Tale concetto è esteso ad ogni aspetto della comunicazione pubblica ufficiale ed alle imprese ed alle strutture di ogni natura.

8) Similmente le festività religiose sono sostituite con altrettante, ed in maggior numero, festività civili.

Anche questa sarebbe finalmente la definitiva e risolutiva riparazione  ad una ingiustizia profonda nella società civile che, con un minimo di logica e buon senso, non si sarebbe neanche dovuta presentare.

9) Per quanto precede la numerazione e la datazione dovrebbero essere cambiate ma, per ragioni pratiche, diviene obbligatorio per legge, quando necessario, sostituire l’espressione AC o A.C., avanti Cristo, con la stessa espressione avente l’esplicazione, eventualmente per esteso, di ante (data) convenzionale, e di sostituire l’espressione DC o D.C., dopo Cristo, con la stessa espressione avente l’esplicazione, eventualmente per esteso, di data convenzionale.

10) Tutte le riedizioni di qualunque forma mediatica pre-esistente devono essere obbligatoriamente aggiornate in tal senso. Con lo stesso criterio sono punite le violazioni a questa norma anche se espresse solo verbalmente da esponenti pubblici, insegnanti e docenti nell’esercizio delle proprie funzioni compresi, che tali espressioni compaiano o no su mezzi mediatici, a seguito denuncia di qualsiasi cittadino o di funzionario pubblico.

11) L’indagine per accertare la veridicità di tale denuncia sarà svolta dalla Sicurezza Nazionale e dal Dipartimento Giudiziario come di seguito specificato in questo documento.

Questo è un ulteriore passo per scristianizzare definitivamente i costumi sociali: ovviamente Sicurezza Nazionale e Dipartimento Giudiziario sono termini della Nuova Costituzione di cui si è parlato, che rimarrà per sempre nell’immaginazione del suo autore….

12) Ogni partecipazione fisica e/o sostegno economico e finanziario a processioni, sagre, fiere e manifestazioni a carattere confessionale da parte di esponenti o strutture pubbliche è vietato per legge.

Pure questo dovrebbe essere scontato e lapalissiano in uno Stato laico degno di questo nome.

13) Su tutti i mezzi mediatici non esplicitamente confessionali è vietata qualsiasi forma di superstizione religiosa, soprattutto astrologia, cartomanzia, e simili.

14) Con particolare riferimento a giochi, quiz e trasmissioni mediatiche, come radio e televisione ed Internet, argomenti confessionali possono essere trattati col dovuto distacco critico ed in modo assolutamente imparziale. Lo stesso dicasi per i divulgatori e le guide artistiche, che devono conformarsi a quanto sopra esposto.

15) Ogni attività basata su quanto sopra esposto è vietata per legge, ad eccezione che nel proprio nucleo o famiglia per motivi di gioco, e comunque esclusivamente a titolo gratuito.

16) Le violazioni a questo articolo della presente Costituzione saranno punite a norma del Codice Sociale.

E sarebbe quindi ora di finirla che conduttori televisivi, presentatori e guide artistiche diano per scontati la cattolicità ed il pensiero unico degli italiani, e non usino almeno il condizionale quando parlano e presentano argomenti religiosi.

17) La repubblica non riconosce la famiglia, così come storicamente conosciuta, come unica forma possibile di aggregazione tra gli individui e favorisce, di conseguenza, forme diverse di aggregazione, con pari dignità. La repubblica individua, nella forma del nucleo abitativo, brevemente denominato nucleo, la struttura di base di aggregazione e fa obbligo al/ai/alle componente/i del nucleo la registrazione e l’aggiornamento dello stesso ad ogni sua variazione, sia nell’ubicazione sia nella composizione, entro sei mesi dal loro verificarsi. L’origine di ogni individuo, precedentemente stabilita dai concetti di paternità e maternità, è stabilita con il criterio di appartenenza comunitaria, riferita alla/alle persona/e componenti il nucleo che, volontariamente e di comune accordo, ne diano comunicazione. In mancanza di ciò lo Stato provvede obbligatoriamente a esami clinici e genetici per stabilire, per quanto possibile, l’origine di ogni individuo. In caso di esito negativo, o nell’impossibilità di identificare i possibili progenitori, provvede a fornire un’identità all’individuo.

Ci si rende conto che qui si va nella fantapolitica e del resto l’autore non nega il suo interesse per la fantascienza…..

18) Non per motivi religiosi o filosofici ma per motivi di eguaglianza sociale ed individuale e nel pieno rispetto del concetto di laicità assoluta e per la dignità della donna e dell’uomo, lo Stato vieta per legge in modo assoluto l’uso di copricapo e veli che nascondano, per motivi religiosi e/o superstiziosi, tutto o in parte il corpo dei cittadini e degli immigrati senza cittadinanza. A titolo esemplificativo si fa riferimento al velo ed al burka islamici ed al turbante indiano.

Anche in questo caso chiarezza e rigore devono risultare senza dubbi caratteri distintivi di uno Stato degnamente laico ed egualitario: niente razzismo o discriminazione su base etnica o religiosa, quindi, come solo chi è in malafede può supporre, ma equità e dignità della persona difese ad oltranza.

19) Tutti i cittadini hanno diritto a professare, esercitare in pubblico, organizzare, manifestare e propagandare la propria concezione del mondo, atea o agnostica o religiosa, e la propria convinzione politica nei limiti stabiliti dall’Articolo … della Costituzione e dalle leggi in vigore.

20) Il carattere ecclesiastico o filosofico e il fine di religione o di culto o di concezione del mondo d’un’associazione od istituzione non possono essere causa di limitazioni legislative, né di gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di sua attività.

21) Nessuno può essere privato, per motivi politici, religiosi, filosofici od ideologici, della capacità sociale, della cittadinanza, del/dei nome/i proprio/propri.

Questi tre punti sono già garantiti dalla nostra vigente Costituzione ma sono trattati in modo limitativo ed implicitamente escludono atei e agnostici dalle garanzie che difendono.

22) Le pene non possono consistere in trattamenti contrari alla Dichiarazione Internazionale dei Diritti dell’Uomo e devono tendere alla rieducazione effettiva del condannato e al suo reinserimento a pieno titolo nella comunità. Non è ammessa la pena di morte, nemmeno nei casi previsti dalle cosiddette precedenti leggi militari di guerra. Non è ammessa la pena dell’ergastolo. La pena detentiva, compresi i casi di omicidio e di strage, non può superare i quindici anni.

L’argomento appena esposto non è prettamente inerente alla laicità ma si ritiene che sia comunque importante nel contesto di una società civile ed egualitaria che tenga nel giusto conto i diritti della donna

23) Il matrimonio religioso, ideologico, filosofico o politico non è riconosciuto dalla legge ed ha carattere esclusivamente privato. Se contrasta con i diritti del nucleo è sanzionato dal Codice Sociale.

Logica conseguenza dell’abolizione del Concordato con la Chiesa Cattolica.

24) La Repubblica ha un’alta concezione della vita e della sua qualità, dalla nascita alla morte…Per le stesse motivazioni lo Stato regolamenta, con apposita legge, l’eutanasia. La Repubblica vieta per legge l’accanimento terapeutico e lo sanziona con pene detentive. La Repubblica gestisce in proprio la campagna demografica per il contenimento della popolazione e la diffusione gratuita di tutti i metodi anticoncezionali. Lo Stato regolamenta, con apposita legge, l’istituto dell’aborto e ne rende, nei limiti di legge, unico avente diritto di decisione la donna. Lo Stato garantisce, con apposita legge, l’uso delle tecniche di fecondazione assistita, omologa, eterologa o per clonazione. Lo Stato, quando sia possibile, favorisce l’istituto dell’adozione in alternativa alla fecondazione assistita. Lo Stato non ammette l’obiezione di coscienza da parte di chiunque e rende obbligatori, per il personale medico, paramedico e professionale, i trattamenti sopra esposti.

In un solo colpo verrebbero spazzati via secolari discriminazioni religiose e moralistiche su qualità della vita, nascita, morte, eutanasia, aborto, adozione e fecondazione assistita. Per quanto riguarda la clonazione, che senz’altro farà orrore ai più, si rimanda alla lettura di altri documenti, già citati, per approfondire meglio la scottante questione.

Chi scrive non pretende né che il suo punto di vista venga acriticamente accettato né che tali argomenti non siano degni di ulteriore discussione ed analisi, ma ritiene che, ancorché utopistiche, le argomentazioni fin qui esposte rappresentino l’unico approccio deciso e senza tentennamenti opportunistici per delineare, senza ombra di dubbi, quali possano essere le caratteristiche di uno Stato e di una società decisamente, inequivocabilmente e conseguentemente laici e areligiosi.

Jàdawin di Atheia

Video Luigi Cascioli: l’ateismo di Ratzinger

Il 30 Settembre 2008 dc Axteismo mi ha inviato il seguente comunicato

Video Luigi Cascioli: l’ateismo di Ratzinger

di Lilith Sophia 

axteismo-cascioli_televisioni_libri

Per vedere e ascoltare il video suddiviso in 5 parti clicca qui:

http://nochiesa.blogspot.com/

 

Oppure clicca qui:

Video 1/5 Luigi Cascioli, l’ateismo di Ratzinger

http://www.youtube.com/watch?v=7jw4easIEBQ

 Video 2/5 Luigi Cascioli, l’ateismo di Ratzinger

http://www.youtube.com/watch?v=mUQgnkW5jwk&feature=related

 Video 3/5 Luigi Cascioli, l’ateismo di Ratzinger

http://www.youtube.com/watch?v=aO8jFv8umnY&feature=related

 Video 4/5 Luigi Cascioli, l’ateismo di Ratzinger

http://www.youtube.com/watch?v=bVA5SVnBhQE&feature=related

 Video 5/5 Luigi Cascioli, l’ateismo di Ratzinger

http://www.youtube.com/watch?v=omTZQHr7wSo&feature=related

 Video Agenda, convegno di Luigi Cascioli

http://www.youtube.com/watch?v=e_nzJ7SvTYg&feature=related

  

“Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza.

Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima

o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sè non è forse sufficiente,

ma è l’unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri”.

Joseph Pulitzer (1847-1911), Fondatore Premio Pulitzer

 Invitiamo a mettere questi video sui vostri siti e blog così da accelerare

il processo della fine della Chiesa cattolica e delle menzogne propagandate.

  

L’accesso al video è possibile anche dalla home page di www.luigicascioli.it se riuscite a scaricarlo è meglio dato che la definizione è maggiore e non si rischia che venga rimosso per le solite vergognose ragioni inquisitorie e censorie. Straordinario documento ad uso didattico da conservare.

Nella foto il cristologo Luigi Cascioli, attorniato dalle televisioni internazionali, autore dei libri denuncia:

“La favola di Cristo – Inconfutabile dimostrazione della non esistenza di Gesù”

“La Morte di Cristo – Cristiani e Cristicoli”

 

Rif.

www.luigicascioli.it

http://nochiesa.blogspot.com

Interviste, commenti, conferenze e altro tel. 3393188116

Fonte: http://nochiesa.blogspot.com

Diffusione: Axteismo Press l’Agenzia degli Axtei, Atei e Laici

Considerato l’attuale gravissimo stato di censura e di manipolazione delle informazioni da parte dei media, si invita alla massima pubblicazione e diffusione.

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su www.jadawin.info , pagina “Politica e Società 5-2008” 

Derattizzazione dei tribunali italiani dai crocifissi

Da Axteismo in e-mail il 14 Novembre 2008 dc:

DERATTIZZAZIONE DEI

 

TRIBUNALI ITALIANI

 

DAI CROCIFISSI

Luigi Tosti, magistrato: “Se non verranno derattizzati

i tribunali italiani dai crocifissi mi rifiuterò di essere processato”.

axteismo-derattizzazione-crocefissi

Al Presidente della Sesta Sezione Penale della Corte di Cassazione

Piazza Cavour 00193 Roma

 

All’Avv. Pierdominici Fabio

Via Farnese n. 75 – 62032 Camerino

 

All’Avv. Dario Visconti

Via XX Settembre n. 19 – 67100 L’Aquila

 

e per conoscenza:

Al Ministro di Giustizia On.le Angelino Alfano

Via Arenula 70 – 00186 Roma

 

Al Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione

Piazza Cavour 00193 Roma

 

Oggetto: Richiesta di rinvio dell’udienza di discussione del ricorso R.G. N. 03482400-07, fissata per il 18.11.2008.

 

            Io sottoscritto Luigi Tosti, imputato ricorrente nel procedimento penale n. 03482400-07 R.G., chiedo che la discussione del ricorso, fissata per il prossimo 18 novembre 2008, venga rinviata per i motivi che seguono.

1°)              La presenza generalizzata dei crocifissi nelle aule giudiziarie italiane, imposta dalla Dittatura confessionale Fascista del 1926 e tuttora condivisa dall’attuale regime repubblicano, pregiudica e lede in modo eclatante il principio supremo di laicità delineato dalla Carta Costituzionale Italiana, cioè l’obbligo costituzionale dei giudici di essere e di apparire imparziali, neutrali ed equidistanti nei confronti dei cittadini giustiziabili e dei loro legali: così ha in effetti sancito la IV Sezione Penale della Corte di Cassazione nella sentenza 1.3.2000 n. 4273, imp. Montagnana. Come cittadino-imputato avanzo, dunque, la pretesa di essere giudicato, il 18 novembre prossimo, da giudici visibilmente LAICI, che cioè non accettano di far parte di un’Amministrazione giudiziaria che è simbolicamente connotata da una smaccata “partigianeria cattolica”: tanto più in un processo che mi vede imputato per un comportamento diametralmente opposto, cioè per essermi rifiutato di tenere le udienze a causa della presenza coatta dei crocifissi.

2°)              L’esposizione generalizzata dei crocifissi nelle aule di giustizia lede anche il mio diritto fondamentale di libertà di religiosa, dal momento che ho il diritto di essere tenuto lontano, quando sono costretto a frequentare le aule di giustizia, da simbolismi religiosi di una particolare fede. L’esposizione del crocifisso come “simbolo venerato, ammonimento di verità e giustizia” non è infatti un atto “anodino”, ma si tratta di un vero e proprio atto con significato religioso: ciò lo si argomenta sia dalla circostanza che l’art. 58 del regolamento penitenziario (D.P.R. 30.6.2000 n. 230) qualifica come “manifestazione di libertà religiosa” “l’esposizione da parte dei detenuti, nella propria camera individuale, dei simboli della propria confessione religiosa”, sia dalla circostanza che la più “Alta Carica Istituzionale” della Repubblica (Pontificia) Italiana -cioè Papa Ratzinger- ha imposto ai Governanti italiani il dictat di non rimuovere i crocifissi “cattolici” dalle aule giudiziarie della sua Colonia -cioè l’Italia- perché “Dio deve essere presente nei Tribunali”.

           D’altro canto, a casa mia non espongo crocifissi e non mi sono mai sognato di esporre nella case altrui i miei simboli religiosi: esigo dunque un pari rispetto quando sono costretto a frequentare le aule dei palazzi di Giustizia della Repubblica Italiana.

3°)              La presenza dei SOLI crocifissi lede anche il mio diritto fondamentale di eguaglianza e NON DISCRIMINAZIONE religiosa perché -come afferma la Corte di Cassazione penale nella sentenza n. 4273/2000- “l’art. 3, 1° comma, Costituzione stabilisce espressamente il divieto di discipline differenziate in base a determinati elementi distintivi, tra i quali sta per l’appunto la religione”. E, nella specie, si differenzia appunto in base alla religione nel momento in cui si dispone l’esposizione del SOLO crocifisso”.Quale “sporco” imputato “ebreo”, dunque, rivendico gli stessi diritti e la stessa dignità che la Dittatura Fascista, prima, e l’attuale Repubblica Pontificia Italiana, oggi, accordano alla “Razza Superiore” dei Cattolici: chiedo, dunque, che i Giudici della VI sezione Penale della Cassazione tutelino e garantiscano il mio diritto inviolabile di EGUAGLIANZA e NON DISCRIMINAZIONE RELIGIOSA, o attraverso la preventiva “derattizzazione” di TUTTE le aule giudiziarie italiane da qualsiasi simbolo religioso -e in particolare dai crocifissi- o, in alternativa, con l’ostensione, a fianco dei crocifissi, di tutti gli altri simboli religiosi e, in particolare, della mia menorà ebraica.

            Ribadisco che la “derattizzazione” deve essere generalizzata (e non limitata alla SOLA aula dove sarà celebrato il processo a mio carico), perché così ha sentenziato la IV Sezione penale della Cassazione nella sentenza n. 4273/2000 (l’occasionale assenza del crocifisso in un’aula non ha alcun rilievo ai fini del rispetto effettivo del principio di laicità: ciò che conta, infatti, è che l’Amministrazione nella sua “globalità” rifiuti connotazioni religiose partigiane).

            Ribadisco, infine, che giammai accetterei di essere processato in aule addobbate con croci uncinate naziste -e questo perché ripudio ed aborro i crimini compiuti dai cristiani nazisti- e che quindi –e a maggior ragione– non accetto di essere processato da Giudici che mi impongono -o comunque accettano di impormi- la presenza del crocifisso, cioè il vessillo della più grande associazione per delinquere e della più grande banda di falsari della storia del Pianeta, la Chiesa Cattolica, che si è resa autrice, nell’arco di circa 1.800, dei più efferati crimini contro l’umanità, condividendoli di papa in papa, senza manifestare alcun moto di resipiscenza e/o di pentimento.

           La storia del “crocifisso” gronda di sangue, di genocidi, di assassini, di torture, di criminale inquisizione, di criminali crociate, di criminale razzismo, di criminali roghi contro eretici e streghe, di criminale schiavismo, di superstizione, di criminale discriminazione e persecuzione razziale, di criminale shoà, di criminali rapimenti di bambini ebrei, di criminali genocidi dei nativi americani, di criminali confische, di disprezzo e discriminazione delle donne e degli omosessuali, di omofobia, di sessuofobia patologica, di intolleranza, di oscurantismo, di violazione e prevaricazione dei più elementari diritti politici ed umani di eguaglianza, di libertà di opinione, di libertà di pensiero, di libertà di religione e di libertà di scienza e ricerca, di omertosa e criminale copertura dei preti pedofili, di false natività di Gesù cristo, di falsificazioni di donazioni costantiniane, di falsificazioni e taroccamenti di scritture sacre, di false creazioni, di false reliquie, di falsi Cristi, di falsi “figli” di Dio, di false resurrezioni, di falsi prepuzi di Gesù Cristo (ben 13!), di falsi e truffaldini “sangui di San Gennaro”, di falsi veli della Madonna, di false apparizioni della madonna, di false madonne che lagrimano sangue, di false ostie che si tramutano in fiorentine al sangue, di false case della madonna di Loreto, di falsi chiodi della croce di Gesù, di falsi legni della croce di Gesù, di false lance di Longino (Heilige Lanze) venerate dal cattolico Hitler, di false sindoni, di false veroniche, di falsi miracoli, di falsi Santi autori di falsi miracoli, di falsi esorcismi, di false stigmate, di false transustanziazioni, di impostori Padri Pii santificati, di falsi paradisi, di falsi purgatori, di falsi limbi, di falsi demoni, di falsi angeli, di falsi arcangeli, di falsi cherubini, di falsi serafini, di falsi troni, di falsi indemoniati, di truffe, di costante abuso della credulità popolare a fini speculativi, di truffaldine messe gregoriane, di mercimonio di indulgenze, di truffaldine vendite di medaglie “miracolose”, di bolle di componenda, di illeciti finanziari, di accumulazione parassitaria di ricchezze ingenti e scandalose e di altre assurdità.

           Esporre nelle aule giudiziarie il crocifisso, dunque, significa condividere tutti questi crimini ed identificarsi con la storia criminale della Chiesa cattolica, offendendo la dignità di chi crede REALMENTE nei valori della tolleranza, dell’eguaglianza e del rispetto dei diritti umani ma, soprattutto offendendo ed oltraggiando la memoria delle centinaia di milioni di esseri umani che “in nome di quel simbolo” sono stati assassinati, torturati, sbudellati, incarcerati, discriminati, inquisiti, ghettizzati, prevaricati, abbindolati, truffati, vilipesi ed emarginati dalla Chiesa Cattolica negli ultimi 1.800 anni.

          

           Sulla base di quanto sin qui esposto, tenuto conto che la Cassazione ha sentenziato che spetta all’amministrazione pubblica garantire ai cittadini che frequentano gli uffici giudiziari il rispetto della loro dignità e dei loro diritti fondamentali (cfr. Cassazione penale, sentenza 17.11.2001 n. 3376), chiedo che la discussione del mio ricorso per cassazione venga rinviata ad altra udienza e che, contestualmente, i Giudici della VI sesta Sezione penale si attivino presso il Ministro di Giustizia per ottenere la rimozione dei crocifissi a garanzia del rispetto del principio di laicità e del rispetto dei miei diritti inviolabili di libertà religiosa e di eguaglianza e non discriminazione, sollevando, in caso di persistente rifiuto, un conflitto di attribuzione nei confronti del Ministro nei termini prospettati nel mio ricorso.

 

           Dichiaro sin d’ora che, se non verrà disposto il rinvio della discussione, “mi rifiuterò di farmi processare da giudici partigiani che si identificano platealmente nei crocifissi cattolici appesi sopra la loro testa, e non nei simboli neutrali dell’unità nazionale che, guarda caso, sono accuratamente estromessi dalle aule giudiziarie italiane, tanto più in processi nei quali questi giudici di parte cattolica -che cioè accettano di far parte di un’Amministrazione connotata di cristianità- sono chiamati ad esprimere un giudizio di colpevolezza o di innocenza in relazione ad un mio comportamento che è diametralmente opposto, cioè di rifiuto radicale di giudicare in nome di quel “loro” idolo”.

           Come preannunciato, questo mio “rifiuto” sarà attuato con la revoca del mandato ai miei difensori di fiducia Avv.ti Pierdominici Fabio e Visconti Dario -che mi leggono in copia- i quali dovranno ritenersi esonerati dall’incarico di difensori di fiducia nello stesso momento in cui i Giudici della Sesta Sezione penale decideranno di celebrare il processo a mio carico in presenza del crocifisso.

 

           Sottolineo, infine, che i giudici della VI Sezione penale sono chiamati a pronunciarsi -seppure in via incidentale- sulla legittimità della presenza dei crocifissi nelle aule giudiziarie, sicché non posso nutrire nessuna fiducia sull’ “imparzialità” dei giudici di fede cattolica che dovranno giudicarmi: essi, infatti, hanno un chiaro interesse in questa causa, ex art. 36 C.P.P., dal momento che la mia caldeggiata assoluzione costringerebbe poi il Ministro di Giustizia a rimuovere i crocifissi cattolici dalle aule giudiziarie. E se si considera che i cittadini “battezzati” sono anche dei “sudditi” della Chiesa (così ha affermato la Corte di Appello di Firenze), la mia fiducia nei giudici di fede cattolica si assottiglia ancora di più in quanto essi, come “sudditi” della Chiesa, sono indotti ad obbedire al dictat dell’attuale Legale Rappresentante di Dio sul Pianeta Terra, il quale ha già “tuonato” ai giudici italiani rammentando loro che “Dio deve essere presente nei Tribunali con i crocifissi”.

           Io non posso accettare questa illecita ingerenza della Chiesa cattolica nel mio processo, così come ritengo vergognoso, inaccettabile e criminoso che nello stesso giorno della discussione del ricorso “Englaro” il Vaticano, per il tramite del cardinale Javier Lozano Barragan, abbia intimidito ed oltraggiato i giudici delle SS.UU. civili della Cassazione, bollandoli preventivamente come “assassini” se avessero “osato” accogliere il ricorso di Beppino Englaro.

          

           Concludendo, chiedo che il dibattimento venga rinviato ad altra prossima udienza. In caso di diniego invito sin d’ora i miei difensori a comunicare immediatamente al Collegio giudicante la cessazione del loro mandato difensivo di fiducia. Peraltro, non perseguendo io alcun intento dilatorio, dichiaro sin d’ora di non oppormi all’immediata nomina degli avvocati Pierdominici Fabio e Visconti Dario come difensori d’ufficio, acciocché sia garantita la sollecita definizione di questo processo a mio carico.

 

           Copia della presente inoltro al Ministro di Giustizia e al Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione con invito a promuovere un altro procedimento disciplinare nei miei confronti per la frase, sopra scritta, “mi rifiuterò di farmi processare da giudici partigiani che si identificano platealmente nei crocifissi cattolici appesi sopra la loro testa, e non nei simboli neutrali dell’unità nazionale che, guarda caso, sono accuratamente estromessi dalle aule giudiziarie italiane, tanto più in processi nei quali questi giudici di parte cattolica -che cioè accettano di far parte di un’Amministrazione connotata di cristianità- sono chiamati ad esprimere un giudizio di colpevolezza o di innocenza in relazione ad un mio comportamento che è diametralmente opposto, cioè di rifiuto radicale di giudicare in nome di quel “loro” idolo”.

           Rammento che questa identica frase ha dato origine, su impulso dello stimatissimo Ministro di Giustizia Clemente Mastella, ad un epico procedimento disciplinare conclusosi con una esemplare mia condanna perché il mio “rifiuto di farmi processare” -cioè di presenziare alle udienze dibattimentali se non fossero stati rimossi i crocifissi o aggiunte le menorà ebraiche- è stato ritenuto un rifiuto “aprioristico” “offensivo” dell’autorità dei giudici aquilani, del tutto analogo ai rifiuti “aprioristici” dell’On.le Silvio Berlusconi e dei brigatisti rossi. Dal momento che l’esercizio dell’azione disciplinare è divenuto OBBLIGATORIO per effetto del D. L.vo n. 109/2006, caldeggio l’immeditato promovimento di altro procedimento disciplinare a mio carico, magari con la contestazione dell’aggravante della “recidiva”: in caso di inerzia dovrò necessariamente dedurre l’esattezza di quanto a suo tempo denunciato, e cioè che questa incolpazione e questa condanna hanno connotazioni criminali, cioè mi sono state inflitte, col classico “coraggio” del branco, allo scopo di recarmi nocumento con abuso dei poteri.

Sperando di essere stato sufficientemente chiaro, porgo i saluti in modo distinto.

Rimini, li 13 novembre 2008

 

Luigi Tosti

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Nella foto il giudice Luigi Tosti

 

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