L’unica soluzione…


L’unica soluzione sarebbe la rivoluzione ma…

di Jàdawin di Atheia

In Facebook c’è un gruppo che si chiama proprio così: L’unica soluzione è la rivoluzione.

Già.

Sono ovviamente d’accordo ma….sì, c’è almeno una tonnellata di “ma”.

La soluzione, sia chiaro, non riguarda solo la “crisi” attuale, iniziata intorno al 2007, ma il Problema dei Problemi: questa società capitalista, schifosa, brutta, bestiale (con tutto il rispetto per le bestie, che non si meritano tale paragone), ingiusta, crudele, prevaricatrice, settaria, falsamente meritocratica, corrotta, ignobile, ignorante, maschilista, bigotta, falsamente emancipata.

La prima domanda è: quale rivoluzione?

La risposta che dò io, e che dà quel gruppo di Facebook, è rivoluzione comunista.

E qui mezzo pianeta si metterebbe a ridere.

Ma come! Il comunismo è fallito, il Muro è caduto, non ci sono più i comunisti e voi, che volete fare? La rivoluzione comunista?

Certo! Sapendo benissimo che nessuno la farà mai perché nessuno la vuole fare!

La rivoluzione comunista c’è stata nel 1917 in Russia ed è durata si e no fino al 1921, dopodiché ha preso il sopravvento il criminale Stalin e il suo codazzo di burocrati e opportunisti, ed è tutto finito. Tutto quello che è successo dopo nel mondo è una caricatura di comunismo, spesso tragica: il maoismo e il peggio che ne è seguito, i Khmer rossi e Pol Pot, la Corea del Nord, il castrismo, il cosiddetto socialismo reale, lo stesso guevarismo, pur lodevole, ma con le idee un po’ confuse tra slancio terzomondista e latinoamericano e un quasi trotzkismo tardivo. E non parliamo proprio dei partiti comunisti occidentali come quello francese e portoghese, ultrastalinisti, e quello italiano con il tanto osannato Berlinguer e i suoi continui, e perdenti, cambiamenti di strategia e accomodamenti compromissori con i cattolici e il potere. Il risultato sono i D’Alema, i Veltroni, i Bersani, i Vendola…

Detto questo, diciamo anche che i comunisti ci sono ancora, ma sono ancorati a illusioni di coinvolgimento delle masse che, francamente, non si sa se riderne o piangerne l’ingenuità. E, ovviamente, contano meno del due di picche. E metà dei loro “militanti” sono cattolici o stalinisti.

Altre alternative?

C’è il Movimento Cinque Stelle dei cosiddetti “grillini”: alcuni spunti interessanti in un brodo di qualunquismo e l’assenza di critica radicale al capitalismo, oltre a approfondimenti mancanti su alcune questioni.

Ci sono i cosiddetti Indignados: forse un po’ meno qualunquisti dei grillini ma, anche qui, senza un reale progetto anticapitalista.

C’è tutta una serie di comitati, sindacati di Base, associazioni: sono troppo divisi, non sono coordinati e non sono anticapitalisti fino in fondo.

C’è l’Italia dei Valori, e forse questi, pur non essendo anticapitalisti nè rivoluzionari, sono i più degni di rispetto e considerazione. Attenti, ho scritto “forse”….

Eppure potrebbe essere il capitalismo stesso a potersi riformare in modo radicale, allargare la ricchezza generale della popolazione (favorendo così il proprio dio Consumo), mantendendo, se pur con dei limiti, la ricchezza dei ricchi, salvando il bilancio dello Stato e sconfiggendo evasori, corrotti, profittatori e speculatori.

Come?

Ecco qualche idea. Ma avverto: sarebbe già una rivoluzione, ci vuole molto coraggio e determinazione, ci sarebbero conflitti con gli altri Paesi e con i poteri forti, ci sarebbero inzialmente molti disoccupati in più, sarebbe necessario un grande lavoro di riconversione, semplificazione (non le buffonate di Calderoli!), razionalizzazione, informatizzazione seria e giusta.

  1. Debito pubblico. Il debito pubblico non è altro che un prestito che lo Stato chiede alla Banca d’Italia per salvare il proprio bilancio. Contro ogni logica la Banca d’Italia non è statale (forse prima lo era, non saprei) ma è una specie di consorzio di banche private. Facile immaginare che il prestito è un serpente che si morde la coda, con tanto di interessi e le cosiddette “ri-negoziazioni” del prestito stesso. E’ un delirio che non finirà mai. Vedere in Internet alla voce “signoraggio”, c’è un bellissimo sito apposta http://www.signoraggio.com/. La soluzione? Un colpo di mano: la Banda d’Italia viene nazionalizzata, il debito pubblico azzerato e, già che ci siamo, vengono recuperati forzosamente gli interessi finora pagati. E dopo, se lo Stato ha bisogno di soldi, li chiederà a….se stesso!
  2. La Borsa. Tutta l’attività di borsa (azioni, obbligazioni, titoli, fondi etc.) è sempre stata un non senso, ora lo è ancor di più. Il “cuore” del capitalismo non è la Borsa, è la produzione, è il commercio, è il lavoro! La Borsa è l’Inferno del capitalismo, è la sua cloaca, la sua Suburra! Tutte le attività di borsa devono essere fermate ed abolite. Il valore di una azienda, di una società, di un imprenditore devono dipendere da come questi lavorano e producono, non da voci, “rumors”, illazioni, “previsioni”, “statistiche”, manovre, cordate, “scalate”, alleanze e cartelli! Le azioni e le obbligazioni societarie devono essere sostituite con le “partecipazioni”, a quota fissa stabilita di volta in volta dal Consiglio d’Azienda (che sostituisce il Consiglio di Amministrazione). Il Consiglio d’Azienda deve essere composto in opportune parti dai dirigenti ed amministratori aziendali e da una componente eletta di lavoratori. Le Partecipazioni devono essere per legge riservate in quota parte a tutti i dipendenti.
  3. Le compartecipazioni societarie. La proprietà di Partecipazioni di una società da parte di una o più società diverse deve essere richiesta alla società stessa ed approvata con maggioranza relativa da parte del Consiglio d’Azienda. Fine del discorso: non più OPA, scalate e quant’altro.
  4. I dipendenti di Borsa, agenzie di Borsa etc. Lo Stato e i suoi apparati hanno tanto bisogno di personale che controlli, che faccia applicare e rispettare i regolamenti e le leggi, che sorvegli le aziende, le strade e le persone, i boschi, le montagne, i laghi e i fiumi: c’è posto per tante persone! Basta che abbiano a cuore il bene comune e non i loro sporchi interessi e i loro esagerati appetiti.
  5. Legge sul Reddito. Istituire una legge che stabilisca parametri di reddito obbligatori e che impedisca l’arricchimento oltre un certo limite e che favorisca un aumento consistente del reddito della maggioranza della popolazione. Prima di questa legge deve essere operato un prelievo forzoso e coatto, a favore dello Stato, di tutti i patrimoni privati in Italia e all’estero per partire da zero. a) Istituire un parametro retributivo da 50 a 100 nel quale la retribuzione mensile netta più bassa (indicativamente quella di uno spazzino) sia di 5000 euro e quella più alta (indicativamente quella del Presidente della Repubblica) sia di 10000 euro. Oltre questi limiti, per tutti i redditi complessivi, non si deve andare. b) Di conseguenza viene impedito l’arricchimento oltre i 130000 euro netti l’anno, a qualsiasi titolo.
  6. Orario di lavoro. Istituire la settimana lavorativa di 4 giorni di 8 ore per tutti, variamente formulata per varie esigenze e con i turni per coprire i sette giorni dove e quando necessario, abolizione dello straordinario e sua sostituzione con lavoro a tempo determinato o a contratto. Ferie complessive per tutti di 75 giorni di calendario, concordate tra aziende e lavoratori per salvaguardare la continuità produttiva e le ragionevoli esigenze dei dipendenti
  7. Leggi del lavoro. Eliminazione di tutte le denominazioni attuali, adozione del termine legale unico di Collaboratore per tutti i ruoli (impiegato, operaio, manovale etc) e di Responsabile per i ruoli cordinativi e direttivi (e relativa abolizione del ruolo e della terminologia di Dirigente). Eliminazione degli attuali sindacati e liberalizzazione della rappresentanza e della delega su base consigliare ed elettiva a livello consecutivo di unità produttiva, azienda e settore nel suo complesso. Contratti Nazionali di Settore sottoposti a referendum tra i lavoratori al momento della scelta della piattaforma rivendicativa e al momento della ipotesi di sottoscrizione di accordo tra le parti.
  8. Vaticano. Per chiudere con questo accenno di cosa si potrebbe fare, ecco la ciliegina: abolizione del Concordato, sequestro senza indennizzo di tutti i beni del Vaticano, in Italia e nel mondo, abolizione dell’otto e del cinque per mille, abolizione di tutti i sovvenzionamenti, anche occulti e camuffati, a enti ecclesiastici ed ad essi affini e/o collegati, nazionalizzazione di tutti gli ospedali cattolici e cambiamento del nome di tutti gli ospedali con nomi cattolici o religiosi, espulsione di tutto il personale clericale da ospedali, scuole ed enti pubblici, abolizione dell’insegnamento della religione in tutte le scuole pubbliche, eliminazione del crocefisso e di qualsiasi simbolo religioso da enti, apparati, uffici e istituzioni pubbliche. Abolizione del riconoscimento diplomatico del Vaticano, occupazione dello Stato del Vaticano ed esilio di tutto il personale clericale. Già da queste ultime misure potete calcolare il beneficio economico per lo Stato e per il Paese.

Per il resto lascio fare a voi e, se volete, leggetevi sul mio sito Jàdawin di Atheia la pagina Nuova Società Nuova Costituzione.

2 risposte a L’unica soluzione…

  1. reimada ha detto:

    Realizza punto 1, 2 e 8 … sono più che sufficiente a far funzionare le cose alla grande.

  2. Jàdawin di Atheia ha detto:

    Grazie Reimada della tua attenzione e del tuo commento

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