Citizenfour. Snowden wanted.


Dalla newsletter del 20 Aprile 2015 dc di www.puntorossoblog.com

Citizenfour. Snowden wanted.

di Marzio Castagnedi

É in uscita in Italia il documentario che ha vinto l’Oscar. Che fegatacci quelli della Accademy hollywoodiana! Ma no, a quei brillanti mondani la NSA (National Security Agency) e la CIA non fanno niente, salvo leggergli ogni sms, mail e telefonata, come del resto fanno a tutti i cittadini statunitensi e a qualche miliardo di stranieri nel mondo. Chi la propria libertà personale, incolumità (e ci possiamo includere anche la pelle) se la gioca è Edward Snowden, il trentenne ex esperto super tecnologico al servizio della NSA e poi “traditore” di sporchi segreti yankee.

Il coraggioso film – regista è Laura Poitras – è di straordinario valore e interesse. É tutto dal vero, ovviamente, girato nel 2013 nelle camere di alberghi da Hong Kong a Londra a Berlino e Mosca filmando il giovane Snowden fuggitivo e per il quale gli sceriffi dell’Impero Dominante hanno affisso implacabili “wanted”, ma sinora senza successo.

Come è noto Snowden è rifugiato da oltre un anno a Mosca dove il presidente Putin gli ha accordato un visto rinnovabile dopo una quarantena del giovane statunitense nell’aeroporto moscovita. Come gli dice in una breve apparizione al telefono Julian Assange (il fondatore e capo di Wikileaks anch’esso divulgatore di oscure manovre dei servizi Usa e rifugiato da tre anni nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra), Snowden per mettersi davvero in salvo avrebbe dovuto poter raggiungere il Venezuela o l’Ecuador ma sarebbe stato troppo pericoloso e difficile, braccato febbrilmente com’era da agenti americani d’ogni tipo. Alla fine delle fuga da Hong Kong ha trovato a Mosca almeno un temporaneo rifugio.

A vederlo nel documentario di Laura Poitras chi direbbe che il giovane Edward sia un tipo “pericoloso”? Mite, controllato nelle paure più che legittime, dall’aspetto disarmante e gentile, racconta la sua storia attorniato da due giornalisti e principalmente da Greenwald che fu il primo a pubblicare – sul britannico “Guardian”- le sue scottanti rivelazioni. Snowden, ingaggiato inizialmente da una azienda privata, entrò poi in servizio direttamente alla NSA che è l’agenzia di controllo, informazioni e spionaggio cui, dopo l’11 settembre, il governo Usa ha conferito poteri enormi di ingerenze nel più profondo della privacy di miliardi di persone nel mondo. Ricordo che solo qualche mese fa la Germania ha espulso il capo della Cia nel paese europeo, per lo spionaggio effettuato addirittura sul cellulare della presidente del governo Angela Merkel. Come super esperto della National Security Agency, Snowden poté penetrare in profondità le modalità illegali operate dai servizi segreti americani. Scoprì che gli Usa avevano il controllo di ogni conversazione telefonica e scritta sia dei cittadini americani che anche stranieri. Ogni telefonata, sms e mail sia all’interno degli Usa che in molta parte del mondo venivano filtrati, controllati e immagazzinati in depositi segreti. Si tratta di miliardi e miliardi di messaggi che la tecnologia attuale permette di conservare elettronicamente in minuscoli spazi.

C’è una frase che pronuncia Edwar Snowden in “Citizenfour”. “Quando mi sono reso conto che milioni di cittadini statunitensi venivano così profondamente violati nelle loro relazioni e comunicazioni più private e intime senza alcun limite e misura, ho deciso che non potevo stare zitto a guardare. Pur sapendo a quale rischio andavo incontro dovevo divulgare queste prepotenti illegalità che andavano del tutto contro ogni tradizione, regola, e dichiarazione di democrazia e libertà care al nostro Paese”. La non facile presa di contatto con alcuni giornalisti occidentali noti per non soggiacere a pressioni o censure, portò alla divulgazione del marcio sistema informativo in articoli in cui il nome di Snowden – col suo assenso – veniva citato chiaramente.

Il lavoro più contundente fu quello del giornalista inglese Greenwald del Guardian. Lo scandalo fu grande, il furore della NSA anche, le tensioni e i pericoli per i divulgatori notevoli, come è facile immaginare. Non tanto per i giornalisti noti professionisti, quanto per i “traditori”. Di servizi di sicurezza sì, ma servizi macchiati di ogni violazione elementare di regole private. Dice ancora Snowden nel film: “Non solo erano messi sotto controllo individui di cui si sapeva o sospettava di attività illecite o criminali, ma tutte, tutte le persone indistintamente venivano spiate”. “CITIZENFOUR” appare un semplice documentario ma è in realtà uno straordinario, intenso e civile atto d’accusa alle non poche devianze e prepotenze di quella che molti chiamano la più grande democrazia del mondo. Il soldato Bradley Manning (che passò informazioni innominabili a Wikileaks dell’australiano Assange) sta scontando 30 anni di carcere in una prigione militare. Lo stesso Assange non può nemmeno uscire sul marciapiede dell’ambasciata dell’Ecuador pena l’arresto della polizia londinese (il “sistema” si è inventato per lui una denuncia di stupro in Svezia) e subire poi un’estradizione negli Usa dove si può capire cosa gli accadrebbe.

E il trentenne Snowden ha trovato un momentaneo rifugio in Russia.

Come funziona tecnicamente il sistema di controllo mondiale della NSA sui privati cittadini lo ha spiegato molto chiaramente il giornalista cubano Reynaldo Taladrid nel 2013 in una trasmissione di Telesur, la grande tv di notizie diffusa il tutta l’America latina. “Guardate queste due immagini – disse Taladrid. La prima è quella del continente sudamericano circondato da queste linee colorate. Sono i sistemi di cavi sottomarini che trasportano tutte le telecomunicazioni che entrano ed escono. Il cavi, lunghi molte migliaia di chilometri, sono di proprietà di multinazionali Usa e tutti confluiscono in Florida (seconda immagine) in un anonimo edificio di 4 piani. Lì – concludeva Taladrid – ogni messaggio, sms, mail o telefonata viene controllato, filtrato e tutto il materiale con miliardi di conversazioni e dati viene poi immagazzinato in basi militari sotterranee”. Così raccontava il giornalista cubano su Telesur. E si sa che di questi sistemi di cavi sottomarini trasportatori di ogni messaggio ce ne sono anche nell’oceano Atlantico e Pacifico sulle rotte dagli Usa verso Europa e Asia. E sono tutti di proprietà o controllo di multinazionali Usa.

Nel documentario CITIZENFOUR di Laura Poitras c’è tutta la tensione di queste denunce, prove di forza, controlli indiscriminati, manie spionistiche. E c’è il giovane volto preoccupato ma deciso dell’ultimo raccontatore libero. Che fine farà il temerario Edward Snowden? Ha sfidato l’Impero Dominante …

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Informazioni su Jàdawin di Atheia

Nato a Milano nel 1954
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