Antropologia elettorale


da Democrazia Atea il 4 Febbraio 2013 dc:

Antropologia elettorale

C’è un’unica certezza in queste elezioni, ovvero che gli italiani non accettano di essere “governati” e, tuttalpiù, fanno finta di accettare di essere “comandati” da chi riesce ad imbonirli di più.

Le percentuali di voto diramate dagli istituti demoscopici sono piuttosto altalenanti ed è noto che da noi i sondaggi sono fedeli come la traduzione dal cinese delle istruzioni del frullatore. Insomma Berlusconi si accinge a riprendersi il Paese perché gli italiani lo voteranno oltre ogni ragionevole perplessità.

Gli italiani sono di destra, sono conservatori, il loro ricordo positivo di Mussolini è più vivido di quanto non lo sia quello di Saddam per i sunniti iracheni. Se Alberto Sordi raccontava una italianità mediocre con ironia e sagacia, Berlusconi quella italianità non la racconta ma la interpreta con gusto e con disprezzo. Gli italiani “politicizzati” sono consapevolmente orientati e sanno cosa votare, non hanno bisogno di uno spot elettorale per convincersi perché un riferimento lo hanno già sedimentato e il voto è il contesto nel quale riconfermarlo.

Sono gli indecisi il vero e unico obiettivo degli imbonitori, perché gli indecisi votano per empatia, convinti da uno slogan, da una battuta o semplicemente da una promessa falsa come una banconota da 7 euro.

C’è un bacino elettorale nel quale pescare che è fatto di persone impreparate, impaurite, indecise, mediamente disinformate, che conoscono tutti i palinsesti televisivi ma che non sanno compilare una raccomandata, e saranno proprio costoro che faranno la differenza tra il voto politico e il voto autolesionista.

Chi riceverà dalle urne la legittimità a governare, non potrà pensare di essere stato indicato da un elettorato attento ed informato, ma dovrà ammettere di essere stato mediocremente più simpatico dei propri antagonisti. Da noi la democrazia funziona così.

Carla Corsetti
Segretario Nazionale di Democrazia Atea

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Nato a Milano nel 1954
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