Verecondia luterana e vergogna vaticana


Dal sito Aetheria lux del 15 Novembre 2011 dc:

Verecondia luterana e vergogna vaticana

di Roy

Con la piccola performance di ieri, Benedetto XVI ha pensato bene di rinverdire quella fame di papa ecologista che si è costruito nel tempo -il “De Gloria Olivae” della profezia pseudo-malachiana, che da ciò deriverebbe, secondo una certa vulgata su questi appassionanti millenarismi.

Fama immeritata, ad essere eufemistici, come se facessero Dracula presidente onorario dell’Avis.

Alla base dell’ ecodisastro totale infatti, vi è quella spaventosa moltiplicazione dei terrestri che la Chiesa ha sempre benedetto, e per la quale ha mobilitato tutte le più incredibili alleanze diplomatiche per impedire che passassero linee decrementiste in occasioni delle varie conferenze internazionali in cui si sfiorava il problema.

Dalla Cina di Mao, all’ America di Reagan, passando per il carnaio islamico, il Vaticano non si è fermato davanti a niente e nessuno pur di alimentare questo folle crescete et moltiplicorum. Wojtyla è stato una vera disgrazia, peggio di una piaga d’egitto, e il suo cartavelinico successore è destinato a rimanere per sempre nel suo cono d’ombra.

Venire a parlare di consumi insostenibili, “dannosi per l’ambiente e per i poveri” è la solita raggelante, ipocrita, mistificazione vaticana.

Anzitutto perché l’ insostenibiltà dei consumi si determina in relazione alla capacità di carico di un ambiente, che è vincolata alle risorse (non infinite) dell’ambiente stesso e al numero di persone che lo abitano. Più sono gli abitanti, più i consumi di ciascuno dovrebbero assottigliarsi, per rimanere nei limiti della capacità di carico e non creare deficit ecologici. E’ la vecchia metafora della torta, più sono le mani che vi si allungano, più si riduce la fetta pro-capite. Per cui è ovvio che è sul numero delle mani che dovremmo concentrare la nostra attenzione e i nostri sforzi, è in funzione d’esse che varia la consistenza della fetta-fettina-briciole che toccherà a ciascuno. E’ la popolazione il fattore primario da cui ogni altro dipende, compreso il livello sostenibile o meno di qualsiasi consumo. Il discorso del papa è una vergogna.

Ancora, come ottenere la riduzione dei superconsumi dei paesi ricchi? Provi S.S. a fermare qualcuno per la strada e dirgli che deve rinunciare a qualcosa che ha o potrebbe avere nella sua disponibilità, la casa al mare, la Bmw “pensa ai bambini dell’Angola che non ce l’hanno” o 3 ore di Facebook quotidiano, potrà solo sognarselo.

E’ lo stesso motivo per cui la politica predica quotidianamente crescita e benessere, potrebbe fare altrimenti? Sì, se vuole perdere le elezioni. E’ sempre più benessere ciò che il mondo ricco-già ricco vuole, non la sua diminuizione.

E il mondo povero-ancora povero, vuole la stessa cosa. Ma è possibile, ecologicamente possibile, tutto ciò?

Se poi anche qualcuno si dimostrasse più sensibile, l’ecosistema globale non ne avrebbe alcun sollievo.

Se uno pensa che lasciando più spesso la macchina in garage avrà dato il suo piccolo contributo ad un minore affumicamento del pianeta, si sbaglia di grosso. Non é che la benzina che lui non consumerà, rimarrà invenduta. E non é che il perfido petromilioniaro di turno estrarrà qualche barile di petrolio in meno all’anno perchè il nostro virtuoso cittadino, insieme a qualche manipolo di altri coraggiosi come lui, avrà rinunciato all’auto. Quel petrolio verrà estratto comunque, quella benzina venduta comunque, in ogni caso qualcun altro provvederà all’acquisto e al relativo affumicamento dell’ atmosfera.

Stessa cosa per il cibo, i consumi dei cinesi potranno presto, da soli, assorbire più di quello che il mondo intero può mettere assieme nelle esportazioni cerealicole sempre più depauperanti il top-soil globale.

E poi le vituperate bistecche, quelle per la cui produzione si immette tanta di quella CO2 in circolo che anche Dio si spaventa. Perché il principio è questo:

a) o uno i soldi per comprare (macchine, benzina, piadine, bistecche e tutto quello che vi pare) ce li ha, e allora compra, con tanti saluti ai consumi insostenibili;

b) oppure nisba, è povero e dobbiamo trovare il modo di mettergli in mano i soldi per fargli fare la sua parte nella sua distruzione dell’ambiente, come al suddetto punto a.

Questo non vuol dire che non si debba pensare all’ambiente, rassegnati, inerti o allegramente spreconi; ma neanche attendersi di risolvere cosi i problemi.

E’ come nella teologia luterana: le buone opere vanno fatte comunque, ma non sono queste a salvare. Solo il decremento demografico potrebbe.

Dire che é possibile, nelle attuali condzioni, una crescita economica globale, equilibrata ed ecologicamente sostenibile, è una panzana di proporzioni sovramondiali. Con 7 mld di anime in continuo e disperato aumento, non potrebbe essere altrimenti.

Ci vorrebbe la soluzione fantastica, la “quadra” in pessimo gergo politico. E infatti Benedict chiede un diverso modello di sviluppo, una cosetta da nulla.

Con *questo* sistema di sviluppo, inquinante, energivoro, dissipativo di risorse, siamo già oggi in troppi e destinati ad esserlo in misura sempre maggiore, direttamente proporzionale alla crescita demografica che la Chiesa vergognosamente incoraggia per i suoi vantaggi. Salvo poi chiedere alle nazioni più progredite di diminuire i consumi.

Ai cattolici che siano uomini di mente e di cuore, persone di buon senso e di buona volontà: pensateci, prima di annuire alla prossima draculata vaticana.

 

 

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Informazioni su Jàdawin di Atheia

Nato a Milano nel 1954
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2 risposte a Verecondia luterana e vergogna vaticana

  1. Francesco ha detto:

    Volevo assegnare 5 stelle ma ancora poche mi sembravano;)
    Carissimo, questa sorpresa mi ha fatto un enorme piacere.
    Entrambi i post sono fra i più rappresentativi del blog, in questo senso ottima scelta:)
    Grazie davvero, ciao!

  2. Jàdawin di Atheia ha detto:

    Grazie Francesco dei complimenti, che giro all’autore dell’articolo e al suo blog!

    Jàdawin di Atheia

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