Inutilità da sovrappopolazione


Dal molto interessante blog Aetheria lux http://aetherialux.blogspot.com qualcuno la pensa come me riguardo la sovrappopolazione. L’articolo è del 26 Dicembre 2010 dc:

Inutilità da sovrappopolazione

di Roy

Essere in troppi è una colpa? Sì lo è, se stiamo morendo (come stiamo morendo) di questo.

Lo sarebbe comunque in un pianeto finito, in cui la qualità della vita è inversamente proporzionale all’affollamento: più siamo e peggio stiamo.

La Germania ha attualmente 82 mln di abitanti e scenderà a 72 nel 2050, con un calo della Elderly Support Ratio da 3 a 2 (World Population Data Sheet, PRB). Insomma, decremento e invecchiamento, benedetto “inverno demografico” che turba i sonni dei corifei del crescete et moltiplicorum.
L’Etiopia invece, partendo da  un cifra simile -85 mln- schizzerà a 174 (calo ESR da 17 a 11).

Cioè si toglierà lo sfizio di rimpolpare il suo già florido carnaio di quasi 100 mln di anime e sarà un po’ meno giovane.
Popolazione under 15: 14% per la Germania, 44% per l’Etiopia.

Ora, nell’anno di grazia 2010 ormai al termine, cosa accomuna quella che è una delle nazioni più ricche al mondo con una delle più povere? Ovvio e semplice: sono entrambe sovrappopolate. In modo diverso, sia chiaro.

Il compianto professor De Marchi insegnava che la sovrappopolazione è una fattispecie a doppia tipizzazione: o è per densità, o è per accrescimento demografico.

Il caso tedesco rientra nella prima variante. La Germania è un paese con un percorso del tutto unico alle spalle, la storia splendida e tragica di una nazione che sembra essere stata luteranamente predestinata dalla sorte a battere sentieri impervi e solitari. Due guerre mondiali perse, con relative e sostanziali perdite territoriali, l’esodo seguìto al crollo del III Reich di milioni di tedeschi stanziati ad Est -secoli dopo l’epopea dei loro antenati colonizzatori oltre l’Elba- una notevolissima immigrazione subìta poi e a cui anche l’Italia ha dato il suo cospicuo contributo.

Se non possono esserci giustificazioni per l’essere in troppi, almeno qui esiste qualche attenuante. Soprattutto l’attenuarsi della pressione antropica sul proprio territorio con la prevista diminuizione della popolazione.

Che scusa ha l’Etiopia? Io non riesco a trovarne nessuna, pur con tutta la sua storia plurimillenaria alle spalle.

Non c è scusa per crescere in 100 anni di un fattore pari a 9 o giù di lì. Come se l’Italia andasse per i 450 mln al 2050. Nel 1984 una carestia fece (si stima) più di un milione di morti alle falde del Kilimangiaro, una tragedia epocale a soli 26 anni di distanza dal presente. Niente, non hanno imparato la lezione.

Se in media nascono 5,4 figli per ogni femmina-fattrice nella nostra cara vecchia Abissinia, è chiaro che non hanno imparato niente. A dire il vero, sono in buona compagnia.

Al vertice Cina-India di New Dehli di 10 giorni fà, il viceministro cinese degli Esteri è venuto fuori con questa raggelante esternazione:

“C’è abbastanza spazio nel mondo perché Cina e India possano svilupparsi insieme”

(Hu Zhengyue, da AgiChina24, 2010)

Tutti i demografi prevedono che al 2050 il termitaio indiano avrà già superato quello cinese, 1,6 mld vs 1,4.

Ora, inserisco QUI il link ad un post di Luca Pardi, segretario di Rientro Dolce, contenente i risultati del recente State of World 2010 del World Watch Institute. Anche a tralasciare il dato sulla popolazione-limite mondiale calcolata rispetto all’attuale consumo di biocapacità degli Usa (eh sì, consumano tanto questi americani…) e a focalizzarci sul corrispondente livello italiano globalizzato, le cose non vanno molto meglio: la tabella riportata da Luca indica 2,7 mld. Metti contro i 3 mld indiani e cinesi prossimi venturi, e buonanotte al secchio, da soli questi 2 paesi saranno in grado di superare la biocapacità massima del pianeta rapportata al nostro standard di consumo. E considerate che al 2050 questa biocapacità scenderà di parecchio rispetto ad adesso, il degrado ambientale non perdona. Se 3 mld sono troppi già ora, pensate a quanto di più lo saranno fra 40 anni di ulteriore e massiccio inquinamento, desertificazione, deforestazione, e col carico da undici della catastrofe climatica che ci stiamo regalando.

La cosa fantastica è che i lietopensanti del prolificismo globale diranno a questo punto che anche gli italiani consumano troppo. Sono capaci di proporre più figli e meno consumi per ciascuno, si può essere più imbecilli di così?

Punto primo, se va bene, il riccone italo-occidentale dirà di non volere di più, che non si sente la coperta corta ed è contento così. Non certo in molti, con questi chiari di luna. Ma nessuno si augurerà mai di essere più povero o meno ricco. Proporre di dimezzare i consumi dei paesi ricchi è una boutade buffonesca. Succederà quando ci avrà costretti la natura, non certo per solidarietà verso chicchessia.

2a), per quanto il riccone di cui sopra possa essere un completo sempliciotto, si renderà comunque conto (a meno di non essere un ectoplasma imbevuto di benpensiero fino al midollo, chiaro) che i consumi non sono mai “troppo” in sé. Lo diventano quando ad essere troppa è la popolazione a cui si rapportano.

Se fossimo 1 mld al mondo, nessuno parlerebbe degl iperconsumi americani. Adesso sono diventati iperconsumi perchè la natalità del terzo mondo li ha resi tali, avendo preso da decenni la tangente ipergalattica che ci porterà agl’ 8, ai 9 o 10 mld, nessuno può prevedere adesso con esattezza dove questa valanga andrà a fermarsi.

Forse sarebbe meglio ridurre la popolazione, anzichè i consumi. Meglio pochi e ricchi, piuttosto che infestanti e agonizzanti.

2b), poi ci sono quelli che propongono entrambe le cose, i buonisti-veltroniani (alcuni in buona fede, altri meno), diminuire i consumi “ma anche” la popolazione.

Ma se una volta diminuita la popolazione, ci fosse ancora la necessità di ridurre la nostra affluenza (la stessa da Italietta in recessione persistente da 2 anni almeno) allora vorrebbe solo dire che siamo ancora in troppi.

3) la crescita demografica é avvenuta in massima parte non per mancanza di contraccezione, ma per proposito deliberato. Le risorse attraverso cui gli etiopi intendono tirare a campare passano proprio attraverso le infornate di 5 figli e passa per ogni donna. Più figli, più possibiltà di sopravvivere per chi li sforna. Con un bel ricatto imposto al resto del mondo. Ma di questo ne riparliamo al 2011.

Conclusioni: proporre la riduzione dei consumi perchè Cina e India stanno aumentando i loro o perchè vorremmo che l’Etiopia facesse altrettanto é
1) utopico; 2a-b) insensato; 3) ingiusto e automortificante.

La tragica ironia di tutto ciò é che siamo talmente in troppi con i nostri 7-prossimi 9/10 mld di anime, che alla fine non ci sarà neanche bisogno di tutti per schiantare l’ecosistema ed estinguerci. Una sorta di attuazione futura del pensiero di Asimov che fa da presentazione al blog, ripresa e proiettata dall’originario piano sociomediatico (tanto numerosi che la morte non farà neanche più notizia)  a quello ecologico-economico (il mondo collasserà senza aver avuto bisogno del contributo degli africani, così tanti che il loro numero non consentirà loro di svilupparsi).

“Abbastanza spazio” per lo sviluppo di Cina e India, come no, abbastanza per loro soltanto.

Scusate se esiste il resto del mondo.

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Informazioni su Jàdawin di Atheia

Nato a Milano nel 1954
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