Buone notizie per noi atei


Dal Windows Live Spaces dell’amico Sestante http://se-stante.spaces.live.com 10 maggio 2009 dc:

Buone notizie per noi atei

Così la brava Mina su la Stampa di oggi ci dà anche un saggio delle sue conoscenze linguistiche con due espressioni: una in francese (non tradotta che significa “salta agli occhi”) e l’altra in tedesco (tradotta).

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La calamita del parroco

di Mina

Avrà certamente raggiunto il suo scopo don Mario Pellizzari, parroco di Campigo. Ne vedrà molta, moltissima di gente, oggi, alla messa. Ci saranno giornalisti, telecamere, curiosi e tutta quella varia umanità che segue, assetata, fatti e fatterelli che possano dare una qualche visibilità, che ti permettano di agitare la manina per salutare i parenti e gli amici del bar che finalmente ti vedranno «alla televisione».

«È emerso che il maggior cruccio di genitori e nonni è vedere i loro ragazzi snobbare la messa». E allora cosa fa il parroco di Campigo? Digiuna per 72 ore contro la disaffezione dei fedeli nei confronti della messa. Neanche troppo, giusto il tempo minimo che ci vuole perché la cosa produca una piccola eco. È fin troppo evidente che l’anticultura dell’esagerazione contagia anche i pastori di anime sbandate. Le pecorelle sono in disordine sparso. Serve una calamita. Non c’è spazio per convincimenti spirituali. Bisogna agire sull’attenzione per l’eclatante.

La prima domanda da porsi è: ma veramente quello che preoccupa, che inquieta, affligge e tormenta i parenti dei ragazzi di Campigo in provincia di Treviso è il fatto che i loro figlioli non vadano a messa?

La seconda domanda è: ma dove vivono? In una bolla fatata, in un paese di fantasia, forse a Oz, dove non esiste tutto quello che tocca ai nostri figli che devono combattere con draghi ben più potenti, ben più crudeli, ben più destabilizzanti?

La terza domanda è: ma veramente don Mario, intervistato sul celibato dei preti ha detto: «In Veneto si dice che la moglie è la croce e il marito il crocefisso: noi preti la nostra croce l’abbiamo già, perché andarcene a cercare un’altra?». Sappiamo che i veneti sono spiritosi, non tutti e non sempre però, ma questa mi sembra una battuta agghiacciante. Non mi fa ridere per niente. E non sto a illustrare perché, ça sault aux yeux.

La quarta domanda da porsi è: non saranno proprio le «messe musicali per ragazzi» che il parroco organizza a produrre l’effetto contrario? Gesù ha (avrebbe detto, nota di Jàdawin) detto: «Se non diventerete come bambini, non entrerete nel regno di cieli» e allora lui distribuisce caramelle e cioccolata sul sagrato della chiesa, dopo la funzione. Lodevoli intenzioni, commoventi propositi, suggestivi intendimenti… non so, però, se a Roma saltino dalla gioia per queste iniziative… «La Chiesa non fa granché per adeguarsi ai tempi: io ci provo», precisa ancora il tenerissimo don Mario. Non so, però, se a Roma saltino dalla gioia… più probabilmente werden sie aufspringen, sussulteranno.

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L’articolista, evidentemente molto stizzita dal proverbio riportato dal parroco omette la risposta. Perché, e lo dice in francese, salta agli occhi. Peccato. Ma vediamo di ricostruire il “non detto”. Mina dice:

La terza domanda è: ma veramente don Mario, intervistato sul celibato dei preti ha detto: «In Veneto si dice che la moglie è la croce e il marito il crocefisso: noi preti la nostra croce l’abbiamo già, perché andarcene a cercare un’altra?». Sappiamo che i veneti sono spiritosi, non tutti e non sempre però, ma questa mi sembra una battuta agghiacciante. Non mi fa ridere per niente. E non sto a illustrare perché, ça sault aux yeux.

Forse c’è qui uno scambio di oggetti: se al posto della moglie-croce ci mettiamo il simbolo della sessualità, allora i conti tornano, perché il parroco è sì “crocifisso” e a ragione. Crocifisso dalla sessuofobia incardinata profondamente nella dottrina cattolica e dal ruolo che, da masochista, si è assunto in pieno. Con una contraddizione in più: è anche costretto a difendere a denti stretti l’unità della famiglia, a cui lui stesso ha rinunciato, consolandosi con l’aglietto della citazione di un proverbio malizioso.

Sestante

Pubblicato anche sul mio sito http://www.jadawin.info alla pagina “Politica e Società-6”

 

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Informazioni su Jàdawin di Atheia

Nato a Milano nel 1954
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