Stato “laico”? Proviamo a spiegarci….


Stato “laico”? Proviamo a spiegarci….

Si fa un gran parlare di laico, laicista, laicismo, Stato laico etc, ma non sembra che alcuno abbia messo nero su bianco cosa si intenda veramente. Si proverà qui a fare alcune ipotesi.

Nel sito Jàdawin di Atheia, alla pagina “Una Nuova Società…una Nuova Costituzione”, l’argomento viene trattato compiutamente ma inserito in un contesto più ampio ed ambizioso. Qui invece ci si limita a quanto segue.

È necessario che uno Stato laico, se vuole veramente essere tale, lo sia fin dalle sue fondamenta, che in una democrazia compiuta sono rappresentate dalla sua stessa Costituzione. Sgombrato una volta per tutte il campo dalla fuorviante antinomia laico-laicista, che in realtà non esiste e che è stata montata ad arte dai politici e dai lacché clericali e cattolici del nostro Paese, possiamo enunciare alcuni punti fermi che questa Costituzione laica dovrebbe avere.

1) Lo Stato è indipendente da qualsiasi religione, chiesa, setta o credenza ed è a loro superiore in ogni ordine e grado. Lo Stato non riconosce alcun patto od intesa pre-esistente ed ingloba nel suo territorio l’ex- Stato Vaticano, e nel suo patrimonio tutti i beni di questo, anche internazionali, senza indennizzo alcuno.

È chiaro che una simile situazione si registrerebbe dopo un cambiamento radicale della società italiana: è ovviamente utopistico il solo pensarlo…

2) La Repubblica … è uno Stato ufficialmente a-religioso e fortemente laico: tutte le concezioni del mondo filosofiche, religiose, atee e agnostiche sono ammesse con pari diritti e doveri purché non contrastino con la legge e la Costituzione.

Su questo assioma non ci dovrebbero essere discussioni talmente pare chiaro ed inequivocabile.

3) Ogni organizzazione che si richiami a concezioni del mondo filosofiche, religiose, atee e agnostiche vive, si finanzia e si organizza in modo autonomo dallo Stato il quale può, all’occorrenza, stabilire intese, anche economiche, con ognuna di loro.

In questo modo si colmerebbe la lacuna della nostra Costituzione che non nomina e non considera nemmeno concezioni del mondo che non siano religiose.

4) Le organizzazioni anzidette non hanno diritto ad interferire, in alcun modo, con la vita, le istituzioni e le organizzazioni della Repubblica in modo che prevalga esclusivamente il loro punto di vista. Specificatamente non sono ammesse la presenza, l’organizzazione di culto e la propaganda di tali organizzazioni nell’amministrazione pubblica e dello Stato, nelle imprese di ogni tipo, nelle scuole di ogni ordine e grado, nell’apparato della sicurezza e nella sanità. Ogni eventuale deroga è stabilita a livello locale e approvata dalle autorità centrali.

Questo è il punto fondamentale: stabilire per legge che non ci possano essere interferenze di alcun tipo nello Stato e queste, ove vi fossero, debbano non solo essere evitate ma anche punite

5) Per il suo carattere a-religioso ed a-confessionale profondamente laico la Repubblica non riconosce valore al concetto di “santità” o “beatitudine” e quindi vieta per legge l’utilizzo di nomi di santi o beati o concetti religiosi sia per indicare località, strade, luoghi, prodotti e servizi sia per denominare qualsiasi struttura, ente od organizzazione pubblica o privata. Procede quindi, per quanto possibile e seguendo comunque norme di buon senso, a sostituire tali denominazioni con altre più consone.

E questa sarebbe la parola fine che neanche l’illuminista Francia, che del resto irresponsabilmente promuove l’aumento della popolazione, ha mai voluto od osato perseguire.

6) Lo stesso concetto è esteso all’esposizione di simboli, ritratti, immagini, raffigurazioni e simili in e sopra qualunque edificio od ambiente che non sia abitazione privata, con l’eccezione ovvia delle strutture di rilevante interesse culturale ed artistico.

Anche questo concetto mi sembra sufficientemente chiaro ed esauriente: si potrebbe dire che se per Piazza del Duomo o Piazza Duomo, in qualsiasi località, la denominazione potrebbe anche restare, non ha nessuna giustificazione quella di Piazza dei Santi Apostoli. Similmente la “Madonnina” in cima al Duomo di Milano resterebbe al suo posto

7) Per lo stesso motivo lo Stato adotta un calendario laico senza alcun riferimento a santi, beati o concetti religiosi ma, eventualmente, con riferimento a persone e gruppi distintisi nel progresso civico, sociale, scientifico, culturale ed ambientale della collettività. Tale concetto è esteso ad ogni aspetto della comunicazione pubblica ufficiale ed alle imprese ed alle strutture di ogni natura.

8) Similmente le festività religiose sono sostituite con altrettante, ed in maggior numero, festività civili.

Anche questa sarebbe finalmente la definitiva e risolutiva riparazione  ad una ingiustizia profonda nella società civile che, con un minimo di logica e buon senso, non si sarebbe neanche dovuta presentare.

9) Per quanto precede la numerazione e la datazione dovrebbero essere cambiate ma, per ragioni pratiche, diviene obbligatorio per legge, quando necessario, sostituire l’espressione AC o A.C., avanti Cristo, con la stessa espressione avente l’esplicazione, eventualmente per esteso, di ante (data) convenzionale, e di sostituire l’espressione DC o D.C., dopo Cristo, con la stessa espressione avente l’esplicazione, eventualmente per esteso, di data convenzionale.

10) Tutte le riedizioni di qualunque forma mediatica pre-esistente devono essere obbligatoriamente aggiornate in tal senso. Con lo stesso criterio sono punite le violazioni a questa norma anche se espresse solo verbalmente da esponenti pubblici, insegnanti e docenti nell’esercizio delle proprie funzioni compresi, che tali espressioni compaiano o no su mezzi mediatici, a seguito denuncia di qualsiasi cittadino o di funzionario pubblico.

11) L’indagine per accertare la veridicità di tale denuncia sarà svolta dalla Sicurezza Nazionale e dal Dipartimento Giudiziario come di seguito specificato in questo documento.

Questo è un ulteriore passo per scristianizzare definitivamente i costumi sociali: ovviamente Sicurezza Nazionale e Dipartimento Giudiziario sono termini della Nuova Costituzione di cui si è parlato, che rimarrà per sempre nell’immaginazione del suo autore….

12) Ogni partecipazione fisica e/o sostegno economico e finanziario a processioni, sagre, fiere e manifestazioni a carattere confessionale da parte di esponenti o strutture pubbliche è vietato per legge.

Pure questo dovrebbe essere scontato e lapalissiano in uno Stato laico degno di questo nome.

13) Su tutti i mezzi mediatici non esplicitamente confessionali è vietata qualsiasi forma di superstizione religiosa, soprattutto astrologia, cartomanzia, e simili.

14) Con particolare riferimento a giochi, quiz e trasmissioni mediatiche, come radio e televisione ed Internet, argomenti confessionali possono essere trattati col dovuto distacco critico ed in modo assolutamente imparziale. Lo stesso dicasi per i divulgatori e le guide artistiche, che devono conformarsi a quanto sopra esposto.

15) Ogni attività basata su quanto sopra esposto è vietata per legge, ad eccezione che nel proprio nucleo o famiglia per motivi di gioco, e comunque esclusivamente a titolo gratuito.

16) Le violazioni a questo articolo della presente Costituzione saranno punite a norma del Codice Sociale.

E sarebbe quindi ora di finirla che conduttori televisivi, presentatori e guide artistiche diano per scontati la cattolicità ed il pensiero unico degli italiani, e non usino almeno il condizionale quando parlano e presentano argomenti religiosi.

17) La repubblica non riconosce la famiglia, così come storicamente conosciuta, come unica forma possibile di aggregazione tra gli individui e favorisce, di conseguenza, forme diverse di aggregazione, con pari dignità. La repubblica individua, nella forma del nucleo abitativo, brevemente denominato nucleo, la struttura di base di aggregazione e fa obbligo al/ai/alle componente/i del nucleo la registrazione e l’aggiornamento dello stesso ad ogni sua variazione, sia nell’ubicazione sia nella composizione, entro sei mesi dal loro verificarsi. L’origine di ogni individuo, precedentemente stabilita dai concetti di paternità e maternità, è stabilita con il criterio di appartenenza comunitaria, riferita alla/alle persona/e componenti il nucleo che, volontariamente e di comune accordo, ne diano comunicazione. In mancanza di ciò lo Stato provvede obbligatoriamente a esami clinici e genetici per stabilire, per quanto possibile, l’origine di ogni individuo. In caso di esito negativo, o nell’impossibilità di identificare i possibili progenitori, provvede a fornire un’identità all’individuo.

Ci si rende conto che qui si va nella fantapolitica e del resto l’autore non nega il suo interesse per la fantascienza…..

18) Non per motivi religiosi o filosofici ma per motivi di eguaglianza sociale ed individuale e nel pieno rispetto del concetto di laicità assoluta e per la dignità della donna e dell’uomo, lo Stato vieta per legge in modo assoluto l’uso di copricapo e veli che nascondano, per motivi religiosi e/o superstiziosi, tutto o in parte il corpo dei cittadini e degli immigrati senza cittadinanza. A titolo esemplificativo si fa riferimento al velo ed al burka islamici ed al turbante indiano.

Anche in questo caso chiarezza e rigore devono risultare senza dubbi caratteri distintivi di uno Stato degnamente laico ed egualitario: niente razzismo o discriminazione su base etnica o religiosa, quindi, come solo chi è in malafede può supporre, ma equità e dignità della persona difese ad oltranza.

19) Tutti i cittadini hanno diritto a professare, esercitare in pubblico, organizzare, manifestare e propagandare la propria concezione del mondo, atea o agnostica o religiosa, e la propria convinzione politica nei limiti stabiliti dall’Articolo … della Costituzione e dalle leggi in vigore.

20) Il carattere ecclesiastico o filosofico e il fine di religione o di culto o di concezione del mondo d’un’associazione od istituzione non possono essere causa di limitazioni legislative, né di gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di sua attività.

21) Nessuno può essere privato, per motivi politici, religiosi, filosofici od ideologici, della capacità sociale, della cittadinanza, del/dei nome/i proprio/propri.

Questi tre punti sono già garantiti dalla nostra vigente Costituzione ma sono trattati in modo limitativo ed implicitamente escludono atei e agnostici dalle garanzie che difendono.

22) Le pene non possono consistere in trattamenti contrari alla Dichiarazione Internazionale dei Diritti dell’Uomo e devono tendere alla rieducazione effettiva del condannato e al suo reinserimento a pieno titolo nella comunità. Non è ammessa la pena di morte, nemmeno nei casi previsti dalle cosiddette precedenti leggi militari di guerra. Non è ammessa la pena dell’ergastolo. La pena detentiva, compresi i casi di omicidio e di strage, non può superare i quindici anni.

L’argomento appena esposto non è prettamente inerente alla laicità ma si ritiene che sia comunque importante nel contesto di una società civile ed egualitaria che tenga nel giusto conto i diritti della donna

23) Il matrimonio religioso, ideologico, filosofico o politico non è riconosciuto dalla legge ed ha carattere esclusivamente privato. Se contrasta con i diritti del nucleo è sanzionato dal Codice Sociale.

Logica conseguenza dell’abolizione del Concordato con la Chiesa Cattolica.

24) La Repubblica ha un’alta concezione della vita e della sua qualità, dalla nascita alla morte…Per le stesse motivazioni lo Stato regolamenta, con apposita legge, l’eutanasia. La Repubblica vieta per legge l’accanimento terapeutico e lo sanziona con pene detentive. La Repubblica gestisce in proprio la campagna demografica per il contenimento della popolazione e la diffusione gratuita di tutti i metodi anticoncezionali. Lo Stato regolamenta, con apposita legge, l’istituto dell’aborto e ne rende, nei limiti di legge, unico avente diritto di decisione la donna. Lo Stato garantisce, con apposita legge, l’uso delle tecniche di fecondazione assistita, omologa, eterologa o per clonazione. Lo Stato, quando sia possibile, favorisce l’istituto dell’adozione in alternativa alla fecondazione assistita. Lo Stato non ammette l’obiezione di coscienza da parte di chiunque e rende obbligatori, per il personale medico, paramedico e professionale, i trattamenti sopra esposti.

In un solo colpo verrebbero spazzati via secolari discriminazioni religiose e moralistiche su qualità della vita, nascita, morte, eutanasia, aborto, adozione e fecondazione assistita. Per quanto riguarda la clonazione, che senz’altro farà orrore ai più, si rimanda alla lettura di altri documenti, già citati, per approfondire meglio la scottante questione.

Chi scrive non pretende né che il suo punto di vista venga acriticamente accettato né che tali argomenti non siano degni di ulteriore discussione ed analisi, ma ritiene che, ancorché utopistiche, le argomentazioni fin qui esposte rappresentino l’unico approccio deciso e senza tentennamenti opportunistici per delineare, senza ombra di dubbi, quali possano essere le caratteristiche di uno Stato e di una società decisamente, inequivocabilmente e conseguentemente laici e areligiosi.

Jàdawin di Atheia

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Informazioni su Jàdawin di Atheia

Nato a Milano nel 1954
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3 risposte a Stato “laico”? Proviamo a spiegarci….

  1. sestante ha detto:

    premessa:
    una Costituzione richiede articoli più sintetici e pregnanti. Altrimenti dovresti fare un trattato per ogni argomento. Ad ogni modo:
    lo stato è superiore ad ogni concezione religiosa? In un certo senso sì. Ma per evitare concetti di arbitrii…. ecc. io avrei detto:
    Lo Stato è indipendente ed imparziale nei confronti di tutte le filosofie e concezioni religiose o non religiose del mondo ma tutela la libertà di espressione senza discriminazione di sorta: a patto che la concezione o dottrina professata non leda la dignità umana, neghi i fondamentali diritti dell’Uomo, renda i professanti soggetti a schiavitù ecc.. Del resto già il concetto è ben espresso nell’ar. 2 e quindi lo puoi benissimo sintetizzare o lasciare al 2 solo la questione del concordato. Attenzione al tono generale e agli avverbi. Quel “fortemente” è un po’ sopra le righe e dà l’impressione che a parole si mettano tutti sullo stesso piano ma in realtà si privilegi l’ateismo.
    L’ar. 3 è un po’ contraddittorio. Si dice che le organizzazioni si autofinanziano ma poi dici che si potrebbero concludere intese particolari soprattutto per appoggiare l’ateismo minoritario. Gatta ci cova, direbbero i clericali… Io direi: sono possibili intese limitate per contenziosi tra lo Stato e le varie organizzazioni confessionali che regolamentino ad es: la tutela del patrimonio artistico delle Chiese di interesse nazionale… Attenzione poi a non dare appigli per concordati ecc. i cattolici in questo sono dei professionisti.
    Art.4 Nessuna deroga. La propaganda religiosa o filosofica negli enti pubblici non si fa. Negli enti privati non puoi impedirla, pena la contraddizione con i primi articoli, puoi però dire che non sono ammesse discriminazioni su base confessionale o filosofiche nei rapporti giuridici e di lavoro.
    Art.5 bene per lo stato e gli enti pubblici ma non puoi impedire che l’orcanizzazione cattolica X non si chiami “San Paolo o Sacro Cuore, altrimenti cadi in contraddizione coi primi articoli.
    L’articolo 9 va bene ma ai cattolici non farebbe né caldo né freddo: continuerebbero a leggere avanti Cristo e dopo Cristo.
    Gli art. 11 e 12 li vedrei bene in un regolamento a parte, attenzioni alle denunce, potrebbero apparire troppo vessatorie: (non puoi in una costituzione dare l’impressione che tu tolleri la religione ma sotto sotto privilegi l’ateismo), tuttalpiù puoi infliggere ammende: multe ecc.
    art:13 Basterebbe dire che non è ammessa propaganda religiosa o di questo tipo sui mezzi di comunicazione pubblica: su quelle private sono ammesse salvo pubblicità truffaldine o palesemente ingannevoli.
    Nell’art.14, a proposito dei quiz (ma è più un regolamento che un articolo da inserire in Costituzione) direi che non sono ammessi quiz su argomenti esplicitamente dottrinari: sul Vangelo la Bibbia o altre tradizioni confessionali particolari.
    L’art.15 e la successiva sanzione del 16 non le ho capite.
    con l’art. 17 introduci una normativa quadro sulla convivenza. Ecco perché io lo farei seguire dall’art 23. Io non direi favorisce altri tipi di aggregazione, con questo tu inserisci una potenziale discriminazione. Io mi limiterei a dire che lo Stato non riconosce la famiglia tradizionale come unica realtà sociale, ma si basa sul nucleo abitativo. Indipendentemente da chi ci abita. Per quanto riguarda i figli, l’importante non è tanto l’identificazione biologica, quanto chi se ne fa carico. Puoi dire che, in caso di rischi per la salute o per una sana educazione dei figli, lo stato può provvedere all’affidamento o all’adozione degli stessi ad altri nuclei sociali.
    Con l’art. 18 tu torni ai rapporti civili. Basterebbe dire che lo stato vieta la copertura totale del volto ed è contrario a quei costumi di abbigliamento che discriminino e opprimano le donne.

    L’art. 19 è quasi un duplicato dell’art.1, e anche l’art. 21 rientra negli articoli dei diritti fondamentali.
    l’art. 22 come tu stesso dici, non è propriamente un articolo sulla laicità, ma è piuttosto un articolo sui diritti civili. 15 anni per i diritti più gravi, come quelli di strage, a me sembrano troppo pochi. Mi limiterei a dire che scopo principale della pena è la rieducazione dell’individuo e in secondo luogo l’espiazione.
    L’art. 24 è un po’ troppo disomogeneo. Forse tu in un certo senso volevi concludere e ci hai messo vari aspetti.
    Sull’accanimento terapeutico attenzione: io direi che non può essere accettato senza l’esplicito consenso del paziente o, nell’impossibilità di accertarlo, dei suoi familiari o conviventi. Nei casi di questo tipo sai bene quanto delicata sia la questione. C’è gente che accetterebbe di sottoporsi, o far sottoporre un convivente ai più estremi trattamenti purché sopravviva ancora un po’. Questo non lo si può impedire.
    La clonazione è una faccenda delicata. Non ci devono essere pregiudizi ma ci sono aspetti da valutare: quanto potrebbe nuocere alla diversità biologica della specie? Chi e in quale quantità potrebbe clonarsi? Io la ammetterei in casi particolari: morte dell’unico figlio, sopraggiunta malattia grave della donna che comprometta l’infertilità e casi simili. Comunque il problema non è ancora attuale.

  2. Jàdawin di Atheia ha detto:

    Risposta a Sestante:

    Ti rispondo solo sui punti a cui devo obiettare.

    Sulla sinteticità:
    come ho scritto chiaramente questi sono solo dei punti della costituzione e non la costituzione stessa, che invece puoi leggere nel sito alla pagina apposita. Sei quindi distratto, perché quelli enumerati sono solo dei PUNTI e non gli ARTICOLI stessi della Costituzione. Inoltre ti rendo noto che la mia costituzione ha più o meno lo stesso numero di pagine di quella italiana sulla quale mi sono basato, ma di questa ho sfrondato qualcosa e nella mia ho messo anche indirizzi economici, amministrativi, culturali e di vita sociale. E penso di non avere ecceduto né nella sintesi né nella prolissità.

    Fortemente laico: è il termine che ho preferito per smarcarmi da altre costituzioni blandamente o solo a parole laiche.

    Intese particolari con l’ateismo: ho riletto il punto 3 ma non ho trovato quanto tu dici.

    Punto quattro sulle interferenze: se scrivo una costituzione in cui dico che NON si può fare propaganda neanche nelle aziende private dico questo, e lo ribadisco. La possibilità della deroga l’ho citata per lasciare una porta aperta, ma è una pura formalità

    Punto 5 sui nomi: lo ribadisco, posso impedire tutto ciò che voglio se lo scrivo nella Costituzione. Quindi insisto: illegale chiamare con nomi religiosi qualsiasi cosa, dallo stuzzicadenti all’autostrada.

    Punti 9 e 10 sulla denominazione degli anni: i credini possono continuare a dire come vogliono in privato, ma se lo dicono in pubblico e davanti ad un rappresentante dello Stato vengono puniti. Molto semplice.

    Punti 11 e 12: li ribadisco con fermezza e senza dubbi. Sono vessatori? SI’!

    Il 15 ed il 16 si riferiscono al 14, mi sembra chiaro.

    Il 17 sulla famiglia non mi sembra discriminatorio perché recita “La repubblica non riconosce la famiglia, così come storicamente conosciuta, come unica forma possibile di aggregazione tra gli individui e favorisce, di conseguenza, forme diverse di aggregazione, con pari dignità”. Stabilisce il concetto del nucleo abitativo, ma se i componenti continuano a considerarlo famiglia cambia la forma, ma la sostanza è completamente diversa dai rapporti famigliari classici. Nessuna discriminazione.

    Grazie per il contributo, ciao

    Il punto 24 è disomogeneo ma non perché volevo concludere perché, ripeto, la Costituzione contiene una cinquantina di articoli e non una ventina. In quel punto ho trattato diversi argomenti non trattati autonomamente ognuno.

  3. Jàdawin di Atheia ha detto:

    Ulteriore precisazione per Sestante (e per tutti i lettori):

    come ho scritto nella presentazione della nuova Costituzione nel mio sito “Il presente documento, il cui autore è Arnaldo Demetrio, ovvero Jàdawin di Atheia,, è un’elaborazione di un’ipotetica Costituzione nata a seguito di un cambiamento totale dell’assetto politico, sociale, economico, organizzativo e finanziario dello Stato italiano: se questo possa essere conseguenza di una rivoluzione, di un colpo di Stato o di un processo pacifico, democratico e condiviso è dato solo al lettore immaginare. Sta di fatto che rimane evidente che gli “indirizzi”, citati nel titolo stesso del documento, non possono che fare riferimento ad una situazione “pre-esistente” a quella descritta nella presente Costituzione”. Questo per chiarire che la mia costituzione NON è una proposta, non è un manifesto politico, ma una mia elaborazione di fantasia su come potrebbe essere la costituzione di uno Stato e di un Paese profondamente “rivoluzionati”. Nulla di più avulso dalla realtà, secondo alcuni, nulla di più fantascientifico, secondo altri, ma a me va bene così (del resto sono un lettore di fantascienza dall’età di quindici anni…). Sugli errori, contraddizioni, ripetizioni, confusioni in cui sicuramente sono incorso ho scritto nella stessa pagina del sito che “A ulteriore precisazione, l’autore sa di non essere un esperto a nessun titolo: il presente documento sarà certamente caratterizzato da ingenuità, ripetizioni, contraddizioni, insistita semplificazione a tutti i costi. Se i lettori mi vorranno fare notare tutte queste cose io sarò loro molto grato e ne trarrò certamente un insegnamento ed un aiuto”. Questo per onestà e chiarezza e a parziale ammenda del tono un po’ stizzito con cui ho risposto all’amico Sestante.

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