Candele obbligatorie per il santo…altrimenti multa!
Sul Corriere della sera di ieri si leggeva una sconcertante notizia a firma di Marco Gasperetti. A Pisa oggi si festeggerebbe il santo della versione locale della Menzogna Globale, ovvero (San)Ranieri, amatissimo patrono (a detta del giornalista). Sui palazzi dei lungarni si mettono sempre migliaia di lumini: e fin qui ci sarebbe solo da commentare tale abitudine. L’autore di questo articolo, del resto, scrive “santo” e “San” tra parentesi proprio perché come ateo e laico non riconosce nemmeno il concetto di “santità”, quindi si può ben immaginare cosa può pensare di una festa patronale.
Il punto, però, non è questo.
Un’ordinanza firmata dal sindaco Marco Filippeschi (Pd)…impone dall’alto ai cittadini lumini e «biancherie», le sagome di legno bianco con i cerchi di fil di ferro nelle quali sono collocati i piccoli ceri. Chi sgarra dovrà pagare una sanzione dai 200 ai 500 euro. Non solo, dal prossimo anno i pisani dovranno fornirsi di ceri e «biancherie» a spese proprie. In caso contrario: multa.
E così siamo arrivati finalmente al ripristino della religione di Stato e del culto obbligatorio, non contemplati nemmeno dallo scellerato Concordato. Alla faccia del presunto Stato laico, della Costituzione e di ogni comune buon senso.
Ancora più incredibili le motivazioni: l’assessore alle Manifestazioni storiche, Federico Eligi, spiega che si sarebbe applicato l’articolo che prevede interventi in caso di degrado urbano. Che faccia tosta! I lumini spenti nei palazzi dei lungarni per san Ranieri, secondo questo bel campione, sono una vera e propria offesa all’estetica della città. In più, c’è anche un problema sicurezza. Il 16 notte in questa parte di Pisa si spegne completamente l’illuminazione pubblica e a rischiarare le strade sono solo i ceri.
Ora i pisani devono anche ringraziare perché l’amministrazione comunale si preoccupa della loro sicurezza!
Tra le varie reazioni, per ragioni diverse, se ne distinguono due: Alfonso Maurizio Iacono, preside della facoltà di Lettere e filosofia dell’ateneo pisano dice che è un’ordinanza sbagliata. Non si può imporre a qualcuno di festeggiare un santo con un lumino. E non si può negare a nessuno la libertà di non partecipare a una festa. Poi c’è anche di mezzo la religione. Chi non vuole festeggiare un santo, in questo caso san Ranieri, non può essere obbligato oltretutto con un’ordinanza. Un provvedimento che avrebbe inorridito Hume e Voltaire.
Ma il filosofo Remo Bodei, docente all’Università della California di Los Angeles, e già conosciuto per certe sue posizioni e per il conciliante libro I senza dio, non si scandalizza più di tanto: del resto lui i lumini li ha sempre accesi (manco a dirlo!). San Ranieri non è più una festa religiosa, ma laica, è la festa della città e una brutta ‘Luminara’ non è decorosa. Credo che l’ordinanza servirà a farla ancora più bella. E allo stesso tempo sono convinto che non ci sarà neppure una multa.
Costui evidentemente non ha dimestichezza con i principi e con la coerenza. Anche se fosse vero, come lui sostiene, che questa disposizione è una grida manzoniana, ovvero un editto che nessuno rispetterà e farà rispettare, resta pur sempre vero che queste anacronistiche disposizioni non sono solo ridicole, ma pericolose: per la logica, il buon senso, l’eguaglianza tra tutti i cittadini, la convivenza civile, la (presunta) laicità dello Stato.
Jàdawin di Atheia, su www.jadawin.info e su www.resistenzalaica.it